La favola: genere letterario, origini e caratteristiche principali

Slide sulla favola che esplora il genere letterario, le sue origini e le caratteristiche principali. Il Pdf, utile per lo studio della Letteratura nella Scuola superiore, delinea le distinzioni tra favola e fiaba, ripercorrendo la storia dai racconti orali mesopotamici fino ai grandi favolisti come Esopo e Fedro.

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LA FAVOLA
IL GENERE DELLA FAVOLA
I termini fiaba e favola sono spesso confusi e usati come sinonimi, ma sono
generi differenti.
Per favola si intende un racconto fantastico che ha un intento moraleggiante
o educativo. Pertanto, la principale caratteristica che differenzia la favola
dalla fiaba è proprio la presenza di una morale che riassume e condensa
l’insegnamento della narrazione appena letta in una battuta, una massima o
una riflessione, spesso introdotte da formule fisse (la favola dimostra che...,
questo racconto vale per chi....).La morale, inoltre, non solo non ha un
intento rassicurante, ma addirittura giunge a conclusioni dichiaratamente
pessimistiche, che mettono in evidenza i difetti del genere umano
(prepotenza, ingordigia, cattiveria, egoismo...) o assegnano la vittoria al
“cattivo”.

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Anteprima

Il genere della favola

I termini fiaba e favola sono spesso confusi e usati come sinonimi, ma sono generi differenti. Per favola si intende un racconto fantastico che ha un intento moraleggiante o educativo. Pertanto, la principale caratteristica che differenzia la favola dalla fiaba è proprio la presenza di una morale che riassume e condensa l'insegnamento della narrazione appena letta in una battuta, una massima o una riflessione, spesso introdotte da formule fisse (la favola dimostra che ... , questo racconto vale per chi .... ).La morale, inoltre, non solo non ha un intento rassicurante, ma addirittura giunge a conclusioni dichiaratamente pessimistiche, che mettono in evidenza i difetti del genere umano (prepotenza, ingordigia, cattiveria, egoismo ... ) o assegnano la vittoria al "cattivo".Questo fatto dimostra che le favole, nonostante il loro contenuto e la forma semplice, non nascono per un pubblico di bambini (destinatari ideali invece della fiaba), ma di adulti, capaci di cogliere il vero e amaro significato di questi racconti.

Origine e storia del genere

Come la fiaba, anche la favola ha un'origine orale, nasce probabilmente da antichi racconti popolari orali che avevano come protagonisti gli animali. Tuttavia, essa ha raggiunto una sua forma scritta in tempi molto più antichi (le prime testimonianze di favole scritte risalgono al 2000 a.C., in Mesopotamia). Ma è solo nel VI secolo a.C., in Grecia, che ESOPO codifica le favole della narrativa popolare e conferisce loro il modello che conosciamo, definito favola classica o esopica. Nel I secolo d.C., FEDRO è il favolista più celebre dell'età romana: egli scrive favole sul modello codificato da Esopo. Durante il Medioevo, la favola classica sopravvive a scuola come modello di retorica e con intento educativo per gli studenti. In epoca rinascimentale è Leonardo da Vinci a scrivere favole seguendo il modello classico.Nel XVII secolo, in Francia, JEAN DE LA FONTAINE pubblica una celebre raccolta di favole (in cui propone in una riscrittura moderna delle favole di Esopo) in versi di ben 12 volumi. Le sue favole si arricchiscono di personaggi nuovi. Nel XX secolo in Italia si hanno tracce del genere favolistico in autori come A. Moravia, L. Malerba. Al giorno d'oggi, si ritrovano elementi caratteristici della favola in romanzi, fumetti e film d'animazione per bambini, ma apprezzati anche da un pubblico adulto. Un autore celebre dalla vena favolistica è Luis SEPULVEDA ("La gabbianella e il gatto", 1996).

Caratteristiche principali della favola

La favola si caratterizza come narrazione allegorica breve, anche fulminea talvolta, in prosa o in versi, perché deve essere rapida nel veicolare il messaggio educativo di cui si fa portavoce, che deve risultare chiaro e immediato (perciò è spesso priva di descrizioni e approfondimenti psicologici). L'intento è quello di proporre una morale, con finalità educative o spunti satirici contro il potere. Infatti, in ogni favola possiamo cogliere sempre due significati: uno legato alle vicende narrate e uno che leggiamo tra le righe o che troviamo esplicitato nella morale. Anche nella favola il tempo è indeterminato ("Un giorno ... "; "Una mattina ... ") o lo si deduce semplicemente dall'uso dei tempi verbali narrativi che situano la vicenda nel passato, in un tempo lontano (spesso tramite l'uso del passato remoto).Per quanto riguarda i luoghi, spesso di tipo agreste, essi sono solo evocati e mai descritti, costituiscono infatti un mero contesto generico alle vicende narrate. Spazio e tempo costituiscono solo un contorno, privo di significato, e infatti le conclusioni a cui arriva la favola sono universali perché valide per ogni tempo e per ogni luogo. I personaggi che agiscono in una favola sono pochi, quasi sempre animali (raramente uomini, vegetali o divinità) che parlano e agiscono come uomini, sono presentati come allegorie (cioè sono dei simboli) di vizi, virtù, pregi e difetti degli uomini (ad esempio: il leone o il lupo rappresentano la prepotenza, la volpe l'astuzia, la cornacchia la stupidità, l'agnello l'ingenuità o la docilità, il coniglio la vigliaccheria ... ).Sono tutti personaggi tratteggiati in modo superficiale e mai descritti in maniera approfondita perché sono solo dei tipi ricorrenti che servono solo per il valore simbolico che danno alla vicenda narrata. La struttura è codificata in uno schema ricorrente, fisso e tripartito in: situazione iniziale (presentazione dei personaggi con le loro caratteristiche morali, del luogo e del tempo); svolgimento della vicenda (semplice, rapido, in genere privo di intreccio perché segue l'ordine cronologico della fabula); conclusione con l'enunciazione della morale (che talvolta può anche trovarsi anticipata prima dell'inizio del racconto e che è generalmente pessimistica). Il narratore è esterno alle vicende e onnisciente.I principali temi trattati (in forma allegorica) dalla favola sono legati ai rapporti quotidiani tra gli uomini, ma negli aspetti meno eroici e generalmente negativi (il perpetuarsi dell'ingiustizia sociale, la prepotenza, l'ingordigia, l'astuzia, la vanità). La favola ha uno stile particolare: il lessico è semplice e quotidiano, sia in prosa che in versi; i tempi verbali sono quelli narrativi; la sintassi è perlopiù paratattica; le figure retoriche presenti sono soprattutto la metafora e la similitudine.

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