Documento sulla salute mentale e le dipendenze. Il Pdf, di livello universitario e materia Psicologia, esplora l'evoluzione storica della follia e dei disturbi mentali, analizzando cause, classificazioni e strategie terapeutiche, con un focus sulle riforme psichiatriche in Italia.
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La follia è stata valutata nei secoli in modi diversi, è diventata un problema sociale solo con la trasformazione della famiglia da patriarcale a nucleare La follia nel corso della storia dell'uomo è stata interpretata come una condizione indivi- duale caratterizzata da comportamenti contrari alla ragione e alle regole sociali, oppure come uno stato psicologico dominato dalla presenza della divinità.
La psichiatria nasce in Europa tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800: prima di allora la follia non rappresentava un problema pubblico e gli interventi erano di competenza di medici, religiosi o filosofi. Le soluzioni che venivano prese nei confronti dei folli consisteva- no nella chiusura e nell'isolamento dei soggetti in appositi istituti nei quali venivano inse- rite anche le persone incapaci di produrre, che infrangevano le regole e che disturbavano gli equilibri sociali. La funzione predominante della struttura manicomiale era la custodia dei soggetti; solo in un secondo tempo vi era la cura. Nel 1782 venne istituito a Firenze il primo reparto ospedaliero di "cura" del folle, liberato dalle catene.
Verso la metà dell'Ottocento, un gruppo di medici diede vita al "manicomio" come struttura fondamentale per la cura e il controllo sociale del folle. Molto usata era l'idroterapia, mentre nel 1830 entrò in fun- zione una macchina rotatoria che imprimeva un movimento (rotatorio, appunto) alla se- dia su cui era seduto il paziente, facendo- gli così perdere i sensi e l'orientamento. La camera oscura era una stanza priva di luci dove il paziente agitato veniva isolato e vi rimaneva finché non si era calmato. Stru- mento principale era la camicia di forza, che viene utilizzata tuttora in forme diverse.
All'inizio del 1900 il manicomio raggiunse la massima espansione e vennero aperti an- che i manicomi giudiziari Verso i primi del Novecento il manicomio raggiunse la massima diffusione, mentre alla fine dell'Ottocento erano stati istituiti i manicomi giudiziari o criminali. Nei manicomi giudiziari venivano internati coloro che avevano commesso un delitto, ma che erano stati dichiarati non imputabili perché infermi di mente. I manicomi giudiziari sono stati chiusi nel 2014 e sono stati sostituiti dalle REMS.
Il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) è l'insieme delle strutture e dei servizi che si fanno carico delle richieste di cura, di assistenza e di tutela della salute mentale nel territorio di riferimento dell'ASL Il DSM fornisce i seguenti servizi:
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Negli anni '60-'70 la psichiatria tradizionale entrò in crisi e si incominciarono ad attuare esperienze di rinnovamento In Italia la psichiatria entrò in crisi verso gli anni '60-'70, quando emerse, fra gli operatori del settore, una critica generale al sistema psichiatrico in vigore e all'intero sistema socio-culturale che to determinava. L'introduzione degli psicofarmaci per la cura delle malattie mentali trasformò radicalmente il sistema di approccio, assistenza e cura dei malati di mente. Le prime esperienze di rinnovamento si sono sviluppate nell'ospedale psichiatrico di Gorizia su iniziativa dello psichiatra Franco Basaglia. Uno degli strumenti utilizzati per avviare la trasformazione si fonda sulla Comunità Terapeutica (CT): in essa l'organizzazione della vita quotidiana del paziente si avvicina alle sue esigenze e tende a responsabilizzare tutti coloro che partecipano alla vita interna. Le regole di vita nella CT sono frutto di discussioni fra tutti i membri; il rico- vero ospedaliero diventa una soluzione estrema ed i pazienti non rappresentano più un "caso", ma una "situazione" complessa di cui fanno parte i loro problemi lavorativi, psicologici, familiari ed economici.
La legge 431 del 1968 introdusse cambiamenti importanti nella vita dei reparti Una prima modifica della legislazione psichiatrica si ebbe con la legge n. 431 del 1968, che introdusse importanti novità:
Negli anni '70 vennero incrementati i Centri salute mentale e l'apertura al territorio venne definita un momento fondamentale per la gestione delle risorse.
Nel 1978 viene approvata la legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia, che chiuse definitiva- mente i manicomi concedendo però un lasso di tempo necessario per la definitiva attuazione La legge 180 del 13 maggio 1978 anticipa quella sulla riforma sanitaria del 28 dicembre 1978 n. 833, con la quale si decreta che la psichiatria fa parte del servizio sanitario e non ha più alcun rapporto con la polizia e con la giustizia; anche il personale è prettamente sanitario. La legge 833 ha come fine la prevenzione, la cura e la riabilitazione e si allaccia alla legge 180, che definisce i malati di mente curabili a meno che i loro problemi mentali non derivino da fattori genetici o da lesioni cerebrali. Il paziente non va più "segregato", ma curato attraverso i servizi che sono previsti dal Servizio Sanitario Nazionale. La riforma prevede che vengano aboliti gli istituti tradizionali di ricovero dei pazienti psichiatrici, gli ospe- dali perdono la loro funzione e devono essere gradualmente superati. Si passa dal controllo sociale del malato di mente alla promozione della salute e alla prevenzione dei disturbi mentali, spostando il punto focale dagli interventi fondati sul ricovero ospedaliero a quelli incentrati sui servizi territoriali: una rete di servizi che permetta ai soggetti che necessitano di assistenza psichiatrica di potervi accedere. L'obiettivo primario di tale legge è quello di ridare dignità e diritti ai malati, fuori dai manicomi.
Le ASL programmano e gestiscono interventi finalizzati al superamento del disturbo mentale Le aziende sanitarie orientano i loro interventi attuando varie strategie, promuovendo:
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Il Centro di Salute Mentale (CSM) prende in carico sia le richieste urgenti che quelle programmate A occuparsi delle persone che presentano turbe psichi- che è il Centro Salute Mentale che, con i suoi ambulatori, assicura la progettazione, l'attuazione e la verifica degli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione, e reinseri- mento sociale del soggetto.
Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) garan- tisce il trattamento sanitario in condizione di degenza ospedaliera, svolge le funzioni di ricovero in trattamento sanitario volontario (TSV/) e trattamento sanitario obbli- gatorio (TSO) e gli utenti non possono lasciare la strut- tura per tutto il tempo della degenza. Il SPDC è situato presso il presidio ospedaliero di zona o presso il presidio che assicura, per la zona, le prestazioni di ricovero per l'area medica. Al suo interno vengono ricoverati i sog- getti che manifestano al momento una fase acuta della malattia. Il marito che insegue la moglie con un bastone per picchiarla fino a ucciderla, quello che esce sul balcone di casa al quinto piano e minaccia di buttarsi di sotto con il bambino o quello che, in un eccesso d'ira, distrugge tutti gli oggetti che trova in giro per casa, sono tutte persone che manifestano una fase acuta del loro stato di salute mentale. I malati di mente in fase acuta e quelli in fase cronica presentano due fasi differenti della malattia: è considerata acuta la fase in cui la malattia è al culmine, mentre si definisce cronica quella in cui la malattia si stabilizza e cronicizza. A rendere operativo il ricovero presso il SPDC in regime di TSO è, per soggetti maggiorenni, il sindaco, responsabile della salute dei cittadini, che firma l'atto di notifica del ricovero e viene attuato tramite i vigili urbani. Il ricovero tramite TSV non richiede nessun coinvolgimento istituzionale poiché è lo stesso paziente che lo decide di sua spontanea volontà. I pazienti rimangono ricoverati presso l'SPDC per un minimo di dieci giorni ed un massimo di trenta.
I servizi che hanno sostituito i manicomi sono vari e hanno tutti la funzione di reinserimento sociale Il CSM è un servizio aperto ventiquattro ore al giorno e assicura al suo interno la presenza costante di psichiatri e psicologi.
Gli ambulatori presenti nel servizio forniscono supporto sia ai pazienti che ai familiari programmando anche gruppi di auto-mutuo-aiuto.
Il Day Hospital Psichiatrico è rivolto a pazienti in fase acuta e subacuta che necessitano di interventi pre- valentemente sanitari, intensivi, di breve durata, per i quali si preferisce non attuare l'ospedalizzazione.
A promuovere la cultura della guarigione e dell'auto-aiuto è stato Ron Coleman, il quale utilizzando la sua esperienza personale di malato di mente all'interno del sistema psichiatrico inglese ha sviluppato un ap- proccio alla malattia mentale finalizzato a riprendere il controllo della propria vita e avviare un percorso verso la guarigione.
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