Documento di Appunti sulle definizioni e tipologie di gruppo: struttura, appartenenza, emergenza sistemica. Il Pdf, adatto per l'Università in Psicologia, esplora le dinamiche di status, ruoli, valori e norme che definiscono un gruppo, con una prospettiva sistemica che enfatizza le relazioni tra gli elementi.
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Nella lezione precedente abbiamo visto che esistono diverse definizioni di cosa sia un gruppo che includono la presenza di più individui - come condizione necessaria ma non sufficiente per la formazione di un gruppo - e la presenza di un obiettivo comune. Nella presente lezione prendiamo in considerazione ancora altri modi di definire il gruppo, partendo dalla considerazione della sua struttura. All'interno dei gruppi gli individui hanno un loro status, ovvero occupano una posizione più o meno prestigiosa all'interno del gruppo; gli individui rivestono dei ruoli, ovvero i membri del gruppo hanno delle aspettative specifiche riguardo a ogni specifico membro del gruppo; ogni gruppo ha dei valori e delle norme che fungono da riferimento per le scelte comportamentali degli individui che ne fa parte. Tutti questi elementi concorrono a definire la struttura del gruppo.
I gruppi possono variare molto nel livello della formalizzazione della propria struttura. Se pensiamo ad un'azienda vediamo che la struttura del gruppo è ben definita ed esplicita: ci sono delle gerarchie all'interno delle quali le persone hanno specifici status e ruoli molto formalizzati. Ad esempio, ci saranno dei capi che hanno maggiore potere decisionale rispetto agli altri lavoratori e che ricevono dei compensi economici più alti degli altri. Inoltre, ci saranno norme e valori molto rigidi, ad esempio ci sono dei contratti di lavoro scritti che definiscono le mansioni di ognuno e chi non li rispetta può essere licenziato. La struttura del gruppo, invece, è meno evidente se pensiamo ad un gruppo di amici. In questo secondo esempio non ci saranno individui chiaramente riconosciuti come 'capi' oppure non cisaranno regolamenti scritti su come i membri del gruppo devono comportarsi. Ma possiamo dire che questi gruppi non hanno una struttura? Se osserviamo bene, possiamo notare che anche se nel gruppo di amici non ci sono dei 'capi' o 'direttori', spesso possono esserci membri che hanno una posizione più centrale o più periferica all'interno del gruppo, membri le cui decisioni e iniziative vengono approvate facilmente e altri membri che invece sono molto meno propositivi. Poi osserveremo anche che i membri di un gruppo di amici sono accomunati dalla condivisione di specifici valori e norme, ad esempio avremo il gruppo che ama un certo tipo di musica, che ha determinate idee politiche e che condivide modi di vestire o interessi. Vediamo, dunque, che sebbene il livello di formalizzazione della struttura vari molto da un gruppo a l'altro, tutti i gruppi hanno una struttura.
Uno degli autori che ha enfatizzato l'importanza della struttura come elemento centrale delle teorie dei gruppi è Muzafer Sherif (1936). L'autore propone una visione 'architetturale' del gruppo, definendolo come una rete interdipendente di ruoli e status gerarchici. Quindi, non solo il gruppo ha una struttura, ma in un certo senso il gruppo è la sua struttura. Struttura nella quale i membri sono legati da rapporti di status e ruoli e dove si definiscono norme e valori comuni. Gli elementi che strutturano e definiscono un gruppo sono, quindi, l'organizzazione di status e ruoli, la divisione di compiti e funzioni, la stratificazione gerarchica con diverse posizioni e diversi poteri conferiti ai singoli membri, un insieme di norme e valori regolanti i comportamenti individuali e gruppali.
Proprio per il fatto che il gruppo è la sua struttura, esso va considerato in forma longitudinale, ovvero considerando la suadurata nel tempo. Un insieme di persone che si siedono attorno ad un tavolo per la prima volta non possono essere considerate un gruppo, poiché non hanno ancora una struttura che regola il loro comportamento e le loro interazioni. Perché si formi un gruppo sono necessarie interazioni ripetute che portino al costituirsi di una struttura gruppale. Nel corso del tempo, dopo una certa quantità di interazioni ripetute, emergeranno le proprietà necessarie per la formazione di una struttura di gruppo: da una parte, la differenziazione di status e ruoli, dall'altra la costruzione di norme e valori di riferimento.
La differenziazione dei ruoli comporta un passaggio da una condizione di omogeneità, ad una progressiva attribuzione di ruoli e status specifici per i diversi membri che compongono il gruppo. Come vedremo, esistono modalità e processi diversi che possono condurre all'attribuzione di tali ruoli, e questo può avvenire in maniera più formalizzata (ad esempio, votazioni all'interno di un partito politico) oppure in maniera meno formalizzata (ad esempio, in un gruppo di amici ognuno avrà più o meno potere decisionale in base al potere attribuitogli in maniera spontanea dagli altri membri del gruppo).
Nella formazione della struttura del gruppo emergeranno le norme. Anche le norme possono essere più esplicite e formalizzate (ad esempio, un contratto di lavoro esplicita in maniera chiara le norme che un impiegato deve rispettare), oppure meno esplicite e formalizzate (ad esempio, può esistere una norma implicita su come vestirsi per andare in ufficio e se un membro non la rispetta potrebbe ricevere sguardi di disapprovazione dai colleghi). Le norme possono essere considerate come degli schemi di riferimento che aiutano l'individuo a scegliere i comportamenti migliori in situazioni nuove ediverse. Quindi, esse hanno la funzione di fornire agli individui categorie semantiche per interpretare il mondo, per costruirsi delle aspettative sulle conseguenze dei comportamenti che intendono mettere in atto. In origine, le norme che nascono all'interno di un gruppo hanno la funzione di fornire una struttura per coordinare le attività dei membri del gruppo, facilitano quindi il raggiungimento degli scopi comuni e scoraggiano coloro che impediscono il raggiungimento degli obiettivi del gruppo. Tuttavia, benché le norme nascano dal gruppo, l'individuo che fa parte del gruppo continuerà a seguirle anche al di fuori dal gruppo in cui le norme si sono originate. In questo senso, il gruppo ha una funzione determinante nell'influenzare il comportamento degli individui che ne fanno parte. Secondo Sherif (1936) "Non si rende giustizia alle cose passando indebitamente dal comportamento, dai sentimenti e dagli atteggiamenti espressi da una persona isolata alla sua condotta in qualità di membro di un gruppo. L'essere membro di un gruppo e comportarsi come tale ha conseguenze psicologiche che sussistono anche quando gli altri membri non sono immediatamente presenti". Quindi, non si può spiegare il comportamento dell'individuo preso singolarmente, va considerato il comportamento dell'individuo in quanto membro dei gruppi di cui fa parte.
Questa concezione strutturale del gruppo si può adattare a gruppi di diverse dimensioni e con diverse caratteristiche. Prendiamo ad esempio la famiglia. La famiglia può essere considerata un gruppo in quanto sono presenti relazioni chiare e ben definibili, associate a differenze di potere e di status. Ad esempio, ci sono genitori e figli che hanno una diversa distribuzione del potere e svolgono diverse funzioni. Inoltre, ogni famiglia ha le proprie norme e i propri valori diriferimento. Un gruppo molto diverso può essere un gruppo di ricerca. Ma anche lì i vari membri occupano ruoli e status differenti (professori, ricercatori, studenti) e condividono norme e valori (ad esempio ritengono molto importante la ricerca scientifica). Quindi il costituirsi di una struttura può essere considerata una caratteristica che accomuna tutti i gruppi.
Per rendere conto di una tale varietà nella struttura che possono avere i diversi gruppi, essi vengono comunemente distinti in base al loro livello di strutturazione (distinzione che ricorda quella tra gruppi primari e gruppi secondari):
Le differenze tra gruppi formali e informali non vanno intese in maniera assoluta, piuttosto risulta utile pensare alle diverse tipologie di gruppo come poste lungo un continuum da gruppi in cui la struttura è fortemente formalizzata a gruppi in cui la struttura è più informale.
Il termine appartenenza viene adoperato con diverse accezioni, tutte rilevanti per le teorizzazioni sui gruppi. In primo luogo, l'appartenenza è un bisogno fondamentale negli esseri umani, che si manifesta fin dall'infanzia. Dalla soddisfazione del bisogno di appartenenza dipendono molti aspetti riguardanti il benessere e la salute psicologica dell'individuo: sul senso di appartenenza si fonda la sua identità e la sua autostima, rappresenta una importante fonte di motivazione, genera vissuti emozionali positive relativi al sentirsi accettati, sicuri, protetti. Situandosi subito dopo i bisogni fisiologici (respirare, bere mangiare, dormire) e quelli di sicurezza (salute e sicurezza fisica e materiale) (Maslow, 1951), risulta essere un bisogno indispensabile per il benessere psicologico della persona, che si collega a bisogni relazionali fondamentali più specifici, come il bisogno di protezione (corrispondente al comportamento di attaccamento), il bisogno di affiliazione e genitorialità (essenziali per il successo riproduttivo), e i bisogni di socialità, contribuendo in maniera rilevante all'identità sociale e individuale della persona. Il bisogno di appartenenza trova espressione nei legami di tipo affettivo ed emotivo che in genere caratterizzano le relazioni interpersonali all'interno dei gruppi, come anche le relazioni che si stabiliscono nelle relazioni di coppia, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra amici, tra maestri ed allievi. Nello specifico del contesto del gruppo, il termine appartenenza è utilizzato per indicare l'afferenza di un individuo ai gruppi, con una doppia accezione. Da una parte, con il termine appartenenza si indica il fatto che un individuo sia parte di una collettività in quanto