Documento sui costi di produzione, che definisce il costo contabile, economico e opportunità. Il Pdf presenta i costi di breve periodo (totale, fisso, variabile) e le loro relazioni, con una tabella e grafici delle curve di costo, utile per lo studio universitario di Economia.
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Si definisce costo di produzione l'insieme di tutte le spese che l'impresa deve sostenere per ottenere una certa quantità di prodotto.
Costo contabile: somma di spese effettive e deprezzamento di beni capitali; Costo economico: costo dell'utilizzo di risorse economiche nella produzione; Costo opportunità: costo associato alle opportunità che si perdono quando le risorse di un'impresa non sono destinate al loro migliore impiego alternativo.
Il concetto di costo opportunità è particolarmente utile in situazioni in cui le alternative cui si rinuncia non riflettono esborsi monetari COSTO ECONOMICO = COSTO OPPORTUNITA'
Costo totale (CT): costo economico totale della produzione, costituito da costi fissi e variabili. Costo fisso (CF): costo che non varia al variare del livello di produzione e può essere eliminato soltanto cessando l'attività. Costo variabile (CV): costo che varia al variare del livello di produzione Il costo fisso non varia con il livello di produzione, ma è una spesa che deve essere sostenuta anche se non viene prodotto nulla.
Come si fa a distinguere tra costi fissi e variabili? Su un orizzonte temporale molto breve, per esempio di pochi mesi, la maggior parte dei costi è fissa. Su un periodo così breve, l'impresa solitamente è obbligata a pagare le forniture di materie prime previste dai contratti. Su un orizzonte temporale molto lungo, per esempio di dieci anni, quasi tutti i costi sono variabili: lavoratori e manager si possono licenziare (o la forza lavoro si può ridurre mediante il blocco dei turnover) e si possono vendere molti macchinari, oppure evitare di sostituire quelli divenuti obsoleti e rottamati.
Costo medio fisso (CMF): costo fisso diviso per il livello di produzione (CF/Q). Costo medio variabile (CMV): costo variabile diviso per il livello di produzione (CV/Q) Costo medio totale (CMT): costo totale dell'impresa diviso per il livello di produzione. CMT= CMF +CMV Costo marginale (C'): incremento di costo risultante dalla produzione di una unità aggiuntiva di output (ACT)/(AQ) Poiché il costo fisso non cambia al variare del livello di produzione dell'impresa, il costo marginale è uguale all'incremento di costo variabile o di costo totale causato da una unità di prodotto in più. Possiamo dunque scrivere il costo marginale come C'= ACT/4Q = ACV/AQ
Livello di produzione (unità per anno) Costo fisso (euro per anno) Costo variabile (euro per anno) Costo totale (euro per anno) Costo marginale (euro per unità) Costo medio fisso (euro per unità) Costo medio variabile (euro per unità) Costo medio totale (euro per unità) (CF)(1) (CV)(2) (CT)(3) (C')(4) (CMF)(5) (CMV)(6) (CMT)(7) 0 50 0 50 - - - - 1 50 50 100 50 50 50 100 2 50 78 128 28 25 39 64 3 50 98 148 20 16,7 32,7 49,3 4 50 112 162 14 12,5 28 40,5 5 50 130 180 18 10 26 36 6 50 150 200 20 8,3 25 33,3 7 50 175 225 25 7,1 25 32,1 8 50 204 254 29 6,3 25,5 31,8 9 50 242 292 38 5,6 26,9 32,4 10 50 300 350 58 5 30 35 11 50 385 435 85 4,5 35 39,5
In (a) il costo totale CT è la somma verticale del costo fisso CF e del costo variabile CV. In (b) il costo medio totale (CMT) è la somma del costo medio variabile (CMV) e del costo medio fisso (CMF). Il costo marginale C' interseca le curve del costo medio variabile e del costo medio totale nei loro punti di minimo. CT Costo 400 (euro CV per anno) 300 - 1 175 FA 100 1 CF 1 1 1 1 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 - Produzione (unità per anno) (a) Costo (euro 100 c per unità) 75 CMT 50 CMV 25 1 1 CMF 1 1 1 1 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Produzione (unità per anno) (b) 1 1 1
I determinanti delle curve dei costi di breve periodo sono i rendimenti del fattore lavoro. Infatti, la forma delle curve dei costi di breve periodo suggerisce che tra costi e produzione vi sia una relazione ben definita. Si può mostrare che vale la seguente relazione C' = w/P'L In quanto i rendimenti prima crescenti e poi decrescenti del lavoro indicano che il prodotto marginale del lavoro cresce e poi diminuisce al crescere della quantità del lavoro impiegata. Di conseguenza, il costo marginale prima diminuisce e poi aumenta al crescere della produzione Analogamente, si può mostrare che vale la seguente relazione CM = w/PL per cui in presenza di rendimenti del lavoro prima crecsenti e poi decrescenti, il costo marginale prima diminuisce e poi aumenta al crescere della produzione.
All'aumentare della produzione, il costo medio di produzione dell'impresa probabilmente diminuirà, almeno fino a un certo punto. Questo può accadere per i motivi seguenti:
A un certo punto, tuttavia, è probabile che il costo medio di produzione inizierà ad aumentare con la produzione. Ciò accade per due motivi:
Le economie di scala rappresentano per i costi di lungo periodo il corrispettivo dei rendimenti di scala per la funzione di produzione di lungo periodo. Rendimenti di scala crescenti: La produzione aumenta in misura più che proporzionale rispetto all'aumento della quantità di tutti i fattori produttivi. Economie di scala: I costi aumentano in misura meno che proporzionale rispetto all'aumento della produzione. Economie di scala: situazione in cui la produzione aumenta in misura più che proporzionale all'aumento dei costi. Diseconomie di scala: situazione in cui la produzione aumenta in misura meno che proporzionale all'aumentare dei costi. Le economie di scala sono spesso misurate in termini di elasticità costo-produzione, Ec, che è la variazione percentuale del costo di produzione risultante da un incremento percentuale unitario della produzione: Ec= (AC/C)/(Aqlq) Ec= (AC/Aq)/(C/q) = C'/CM per cui in caso di economie C'/CM<1, in caso di diseconomie di scala C'/CM>1.
Economie di scopo Situazione in cui i costi della produzione congiunta di due beni sono inferiori alla somma dei costi della produzione separata di quei due beni. Diseconomie di scopo Situazione in cui i costi della produzione congiunta di due prodotti sono maggiori della somma dei costi della produzione separata dei due prodotti. Grado delle economie di scopo (SC) Risparmio di costo percentuale ottenuto quando due o più beni sono prodotti in modo congiunto rispetto alla produzione separata. La presenza di economie o diseconomie di scopo viene testata attraverso il seguente rapporto: SC = C(q1)+C(q2)-C(q1,q2) C(q1,q2) che è positivo in presenza di economie e negativo quando vi sono diseconomie di scopo.