Legislazione scolastica italiana: evoluzione e riforme del sistema educativo

Documento sulla legislazione scolastica italiana, che ripercorre la storia e le riforme del sistema educativo. Il Pdf, adatto per studenti universitari di Diritto, esamina l'evoluzione normativa dalla Legge Casati alla Buona Scuola, con attenzione all'inclusione scolastica e ai bisogni educativi speciali.

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9 pagine

Legislazione scolastica
LEGGE CASATI (1859)
Caratterizzata da un forte centralismo amministrativo e didattico, elevato grado di burocratizzazione e scarsa
autonomia, da un reclutamento di insegnanti da un personale ispettivo rigido e selettivo e da un uniformità
metodologica didattica.
Le scuole elementari maschili e femminili erano separate.. l’obbligatorietà della scuola era a partire dal
compimento del sesto anno di età. Vi erano due bienni obbligatori: inferiore (nei comuni con almeno 50
bambini) e superiore (nei comuni che superavano i 4000 abitanti). Il primo biennio era obbligatorio e gratuito.
Da una parte propone l’obbligo scolastico, ma dall’altro pone scarso rilievo nei confronti della scuola primaria.
La legge Casati risulta abbastanza sterile in quanto risente di una visione sociale elitaria, dettando norme in
materia di studi universitari e accademici.
LEGGE COPPINO (1877)
La legge introduce alcune novità, elevando gli anni dell’obbligo scolastico da 2 a 3 anni, che va quindi dai 6
ai 9 anni d’età del bambino. La scuola primaria dura 5 anni secondo il modulo dei 3+2, con l’obbligo scolastico
dei primi 3 anni. La legge introdusse delle sanzioni pecuniarie e amministrative per chi disattendesse l’obbligo
di frequenza e le assenze reiterate. Tanto che l’insegnante era tenuto a comunicare al municipio gli assenti
abituali. Principio fondante di questa legge oltre l’obbligatorietà e la gratuità della scuola è la sua
ACONFESSIONALITA’, infatti l’insegnamento della religione era solo su richiesta e veniva sostituito
dall’insegnamento delle nozioni dei diritti e dei doveri del cittadino.
PROGRAMMI GABELLI (1888)
A.Gabelli nel 1888 scrisse i programmi per la scuola elementare, essi risentivano dell’influenza del Positivismo
e perseguivano l’elemento testa dando centralità all’allievo ritenuto attivo, sperimentatore e osservatore.
Viene data molta importanza all’uso vivo della lingua e il suo continuo esercizio per raggiungere una corretta
esposizione orale e scritta. Era il fautore del “meglio poco e bene che tanto e male” anche per quanto riguarda
la matematica e geometria. Per geografia e storia poche e lineari conoscenze. Ginnastica e canto per riposare
corpo e spirito, mentre le materie scientifiche avevano lo scopo di attirare l’attenzione sul mondo reale. Il
principio sul quale si fondano questi programmi è formare “uomini di testa chiara”, ovvero uomini capaci di
giudizio critico tale da poter sfuggire ai condizionamenti sociali. Queste idee fecero Gabelli precursore della
scuola attiva.
La scuola aveva 3 fini: rettitudine dell’animo, penetrazione dell’intelligenza, dar vigore al corpo
LEGGE ORLANDO (1904)
Il ministro porta l’obbligo scolastico dai 9 ai 12 anni. Ridusse la scuola elementare dai 5 ai 4 anni e istituì
l’esame di maturità di IV elementare che, se superato, permetteva l’accesso alle scuole secondarie. Nei
comuni con pdi 4000 abitanti fu istituita la elementare che con la 5° costituivano il “Corso Popolare”
avente carattere di scuola di avviamento professionale e a conclusione della quale si conseguiva la licenza
elementare. Il corso elementare diventava comune a tutti i ragazzi fino alla IV elementare. Si istituirono 3000
scuole serali e festive. I comuni erano autorizzati a deliberare spese per assistenza scolastica. Il nucleo della
riforma fu la creazione del corso popolare che si restrinse nei primi anni soltanto ai capoluoghi di provincia.
Alla legge Orlando è riconosciuto il merito che spettava allo Stato e non ai Comuni il compito e il dovere di
provvedere all’istruzione e alla formazione dei cittadini.
LEGGE DANEO- CREDARO (1911)
Rivede la struttura generale della scuola elementare e trasferisce gran parte dell’istruzione elementare dai
Comuni allo Stato. La legge rese obbligatoria l’istituzione in tutti i comuni di Patronati scolastici, istituisce
scuole per militari dette regimentali, scuole per alunni disabili e nuovi asili. La legge fissa i provvedimenti per
gli edifici scolastici, il riordinamento della scuola rurale e del corso popolare, istruzione elementare
obbligatoria per militari in servizio e la scuola per adulti analfabeti, organizza inoltre l’istruzione magistrale. Si
parlò per la prima volta per la prima volta con questa legge dell’insegnamento, rivolto all’infanzia, per Credaro
l’asilo doveva essere luogo adibito all’educazione e non alla scolarizzazione.
RIFORMA GENTILE (1923)
Tale legge detta anche legge quadro, è volta al riordino dell’intero sistema scolastico nazionale. Fu severa,
rigida ed elitaria e si ispira ai principi di un rigido centralismo burocratico. Presidi e direttori didattici avevano
il compito di vigilare e controllare ogni comportamento difforme alle direttive governative e ministeriali.
L’obbligo scolastico fu innalzato a 14 anni e fu istituita la scuola elementare che andava dai 6 ai 10 anni.
Venne istituita la scuola materna non obbligatoria. La scuola elementare di cinque anni venne distinta in tre
gradi: preparatorio (3 anni), inferiore (3 anni) e superiore (2 anni). A queste si aggiunsero le classi VI, VI, VIII
(scuola complementare) che dipendevano dalla scuola elementare. Queste classi presero il nome di classi di
avviamento professionale, che sopravvissero fino al 1962 e si concludevano con un esame. L’obbligo
scolastico era fino ai 14 anni. Tutte le scuole medie di secondo grado si concludevano con un esame di stato.
Solo la scuola media consentiva l’accesso ai licei, e solo il liceo classico consentiva l’accesso all’università.
L’istruzione media era distinta in due gradi: I. medi di 1° grado ( ginnasio, magistrale, scuole complementari
e ist. Tecnico inferiori) e I. medi di grado(l. classico, ist. Tecnico superiore, l. scientifico). Tutte le scuole
medie di secondo grado si concludevano con un esame di stato.
Il liceo scientifico nato grazie a questa legge permetteva l’ingresso alle facoltà di medicina e alla facoltà di
scienze. Viene istituito il liceo femminile per chi non voleva proseguire con gli studi. Insegnamento
obbligatorio della religione cattolica, come coronamento e fondamento dell’insegnamento. Veniva istituito
l’istituto magistrale per la formazione dei futuri maestri, e le scuole speciali per gli alunni disabili.
RIFORMA BOTTAI (1939)
Non fu una vera e propria legge di riordinamento, fu piuttosto un manifesto che fissava i principi della nuova
scuola fascista. Ma non entrò mai in vigore a causa della guerra e della caduta del regime fascista stesso. Fu
detta CARTA Bottai o Carta della scuola. La struttura della riforma prevedeva una scuola elementare
suddivisa in due cicli, di cui il secondo (4 e 5 obbligatorie per tutti) e costituiva la “scuola del lavoro”. Finite
le elementari si poteva scegliere tra 3 tipi di scuole (di durata triennale): scuola artigiana, per imparare il
mestiere; scuola tecnico-professionale, che preparava i lavoratori; la scuola unica, con l’insegnamento del
latino, al termine del quale si poteva accedere agli studi superiori ed era rivolta ai ceti borghesi. La scelta
della carriera da intraprendere avveniva ad 11 anni. Alle classi popolari venivano destinate le classi artigiane
e quelle tecnico-professionali, mentre ai ceti borghesi fu assegnata la classe unica con il latino.
Si evince ancora una volta che la scuola rifletteva una stratificazione sociale.
Dal Secondo dopo guerra
L’analfabetismo era molto diffuso e le scuole elementari erano scarsamente distribuite sul territorio, creando
uno squilibrio tra nord e sud e tra zone centrali e zone rurali. Venne promulgato un Decreto provvisorio dello
stato del 17 dicembre del 1947 che istituiva la scuola popolare per combattere l’analfabetismo con corsi
elementari per adulti analfabeti e semianalfabeti. La gratuità della scuola diurna e serale. La scuola popolare
si rivolgeva a coloro i quali avevano superato i 12 anni di età.
Gli interventi legislativi che caratterizzano il periodo sono:
la nascita della scuola media unica, obbligatoria e gratuita (legge 1859 del 1962) con le materie facoltative:
latino musica, e applicazione Tecnica; esame di latino facoltativo per iscriversi al liceo classico, Non ci sono
più le scuole di avviamento professionale;
l’istituzione della scuola materna statale (legge 444/68) della durata triennale per la fascia di età 3-6 anni;
l’istituzione del tempo pieno nella scuola elementare (legge 820/71);
la legge 910/1969 che elimina sbarramenti per l’iscrizione all’università
la legge delega n. 477 (1973) e i decreti delegati del 1974 sotto la spinta della protesta giovanile del ’68;
la miniriforma della scuola dell’obbligo;
i programmi della scuola media (d.m. 9 febbraio ’79);
LA CARTA COSTITUZIONALE (1948)
È stata emanata il 1 gennaio del 1948. La scuola è aperta a tutti, viene impartita per 8 anni ed obbligatoria e
gratuita. La repubblica rendeva effettivo questo diritto attraverso borse di studio, assegni alle famiglie… la
carta stabilisce inoltre l’estensione dell’istruzione come diritto imprescindibile alla persona, e un criterio di
selezione basato su capacità e merito e non più sul censo e sul reddito. Formava le nuove menti sui principi
di libertà, democrazia, solidarietà e partecipazione civile.grazie ai principi sanciti dalla costituzione il sistema
scolastico si trasforma da SELETTIVO -> A SCUOLA APERTA A TUTTI.
PROGRAMMI ERMINI (1955)
La religione cattolica costituisce il coronamento e il fondamento per la formazione scolastica. Nei programmi
ermini si osserva un attenzione nuova per le tappe dell’età evolutiva che derivano dall’influenza degli studi di
Dewey. I programmi stabilivano che i cinque anni delle elementari, divisi in due cicli, corrispondessero a una
distinzione in fasi di sviluppo, affermando così il principio di gradualità dell’apprendimento.
LA SCUOLA MEDIA UNICA (1962)
Segna il passaggio dalla scuola di elitè alla scuola di massa. Istituita nel 1962.
È gratuita e ha durata triennale e costituisce la scuola secondaria di primo grado. Con la s.m.u. furono abolite
le scuole di avviamento professionale e la selettività, rendendo questo grado d’istruzione obbligatorio e
gratuito per tutti. Per obbligatorietà si intendeva il raggiungimento della licenza media entro il 15° anno di età,

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Legislazione scolastica

LEGGE CASATI (1859) Caratterizzata da un forte centralismo amministrativo e didattico, elevato grado di burocratizzazione e scarsa autonomia, da un reclutamento di insegnanti da un personale ispettivo rigido e selettivo e da un uniformità metodologica - didattica. Le scuole elementari maschili e femminili erano separate .. l'obbligatorietà della scuola era a partire dal compimento del sesto anno di età. Vi erano due bienni obbligatori: inferiore (nei comuni con almeno 50 bambini) e superiore (nei comuni che superavano i 4000 abitanti). Il primo biennio era obbligatorio e gratuito. Da una parte propone l'obbligo scolastico, ma dall'altro pone scarso rilievo nei confronti della scuola primaria. La legge Casati risulta abbastanza sterile in quanto risente di una visione sociale elitaria, dettando norme in materia di studi universitari e accademici.

Legge Coppino (1877)

La legge introduce alcune novità, elevando gli anni dell'obbligo scolastico da 2 a 3 anni, che va quindi dai 6 ai 9 anni d'età del bambino. La scuola primaria dura 5 anni secondo il modulo dei 3+2, con l'obbligo scolastico dei primi 3 anni. La legge introdusse delle sanzioni pecuniarie e amministrative per chi disattendesse l'obbligo di frequenza e le assenze reiterate. Tanto che l'insegnante era tenuto a comunicare al municipio gli assenti abituali. Principio fondante di questa legge oltre l'obbligatorietà e la gratuità della scuola è la sua ACONFESSIONALITA', infatti l'insegnamento della religione era solo su richiesta e veniva sostituito dall'insegnamento delle nozioni dei diritti e dei doveri del cittadino.

Programmi Gabelli (1888)

A.Gabelli nel 1888 scrisse i programmi per la scuola elementare, essi risentivano dell'influenza del Positivismo e perseguivano l'elemento testa dando centralità all'allievo ritenuto attivo, sperimentatore e osservatore. Viene data molta importanza all'uso vivo della lingua e il suo continuo esercizio per raggiungere una corretta esposizione orale e scritta. Era il fautore del "meglio poco e bene che tanto e male" anche per quanto riguarda la matematica e geometria. Per geografia e storia poche e lineari conoscenze. Ginnastica e canto per riposare corpo e spirito, mentre le materie scientifiche avevano lo scopo di attirare l'attenzione sul mondo reale. II principio sul quale si fondano questi programmi è formare "uomini di testa chiara", ovvero uomini capaci di giudizio critico tale da poter sfuggire ai condizionamenti sociali. Queste idee fecero Gabelli precursore della scuola attiva. La scuola aveva 3 fini: rettitudine dell'animo, penetrazione dell'intelligenza, dar vigore al corpo

Legge Orlando (1904)

Il ministro porta l'obbligo scolastico dai 9 ai 12 anni. Ridusse la scuola elementare dai 5 ai 4 anni e istituì l'esame di maturità di IV elementare che, se superato, permetteva l'accesso alle scuole secondarie. Nei comuni con più di 4000 abitanti fu istituita la 6° elementare che con la 5° costituivano il "Corso Popolare" avente carattere di scuola di avviamento professionale e a conclusione della quale si conseguiva la licenza elementare. Il corso elementare diventava comune a tutti i ragazzi fino alla IV elementare. Si istituirono 3000 scuole serali e festive. I comuni erano autorizzati a deliberare spese per assistenza scolastica. Il nucleo della riforma fu la creazione del corso popolare che si restrinse nei primi anni soltanto ai capoluoghi di provincia. Alla legge Orlando è riconosciuto il merito che spettava allo Stato e non ai Comuni il compito e il dovere di provvedere all'istruzione e alla formazione dei cittadini.

Legge Daneo-Credaro (1911)

Rivede la struttura generale della scuola elementare e trasferisce gran parte dell'istruzione elementare dai Comuni allo Stato. La legge rese obbligatoria l'istituzione in tutti i comuni di Patronati scolastici, istituisce scuole per militari dette regimentali, scuole per alunni disabili e nuovi asili. La legge fissa i provvedimenti per gli edifici scolastici, il riordinamento della scuola rurale e del corso popolare, istruzione elementare obbligatoria per militari in servizio e la scuola per adulti analfabeti, organizza inoltre l'istruzione magistrale. Si parlò per la prima volta per la prima volta con questa legge dell'insegnamento, rivolto all'infanzia, per Credaro l'asilo doveva essere luogo adibito all'educazione e non alla scolarizzazione.

Riforma Gentile (1923)

Tale legge detta anche legge quadro, è volta al riordino dell'intero sistema scolastico nazionale. Fu severa, rigida ed elitaria e si ispira ai principi di un rigido centralismo burocratico. Presidi e direttori didattici avevano il compito di vigilare e controllare ogni comportamento difforme alle direttive governative e ministeriali. L'obbligo scolastico fu innalzato a 14 anni e fu istituita la scuola elementare che andava dai 6 ai 10 anni. Venne istituita la scuola materna non obbligatoria. La scuola elementare di cinque anni venne distinta in tregradi: preparatorio (3 anni), inferiore (3 anni) e superiore (2 anni). A queste si aggiunsero le classi VI, VI, VIII (scuola complementare) che dipendevano dalla scuola elementare. Queste classi presero il nome di classi di avviamento professionale, che sopravvissero fino al 1962 e si concludevano con un esame. L'obbligo scolastico era fino ai 14 anni. Tutte le scuole medie di secondo grado si concludevano con un esame di stato. Solo la scuola media consentiva l'accesso ai licei, e solo il liceo classico consentiva l'accesso all'università. L'istruzione media era distinta in due gradi: I. medi di 1º grado ( ginnasio, magistrale, scuole complementari e ist. Tecnico inferiori) e I. medi di 2º grado(l. classico, ist. Tecnico superiore, I. scientifico). Tutte le scuole medie di secondo grado si concludevano con un esame di stato. Il liceo scientifico nato grazie a questa legge permetteva l'ingresso alle facoltà di medicina e alla facoltà di scienze. Viene istituito il liceo femminile per chi non voleva proseguire con gli studi. Insegnamento obbligatorio della religione cattolica, come coronamento e fondamento dell'insegnamento. Veniva istituito l'istituto magistrale per la formazione dei futuri maestri, e le scuole speciali per gli alunni disabili.

Riforma Bottai (1939)

Non fu una vera e propria legge di riordinamento, fu piuttosto un manifesto che fissava i principi della nuova scuola fascista. Ma non entrò mai in vigore a causa della guerra e della caduta del regime fascista stesso. Fu detta CARTA Bottai o Carta della scuola. La struttura della riforma prevedeva una scuola elementare suddivisa in due cicli, di cui il secondo (4 e 5 obbligatorie per tutti) e costituiva la "scuola del lavoro". Finite le elementari si poteva scegliere tra 3 tipi di scuole (di durata triennale): scuola artigiana, per imparare il mestiere; scuola tecnico-professionale, che preparava i lavoratori; la scuola unica, con l'insegnamento del latino, al termine del quale si poteva accedere agli studi superiori ed era rivolta ai ceti borghesi. La scelta della carriera da intraprendere avveniva ad 11 anni. Alle classi popolari venivano destinate le classi artigiane e quelle tecnico-professionali, mentre ai ceti borghesi fu assegnata la classe unica con il latino. Si evince ancora una volta che la scuola rifletteva una stratificazione sociale.

Dal Secondo dopoguerra

L'analfabetismo era molto diffuso e le scuole elementari erano scarsamente distribuite sul territorio, creando uno squilibrio tra nord e sud e tra zone centrali e zone rurali. Venne promulgato un Decreto provvisorio dello stato del 17 dicembre del 1947 che istituiva la scuola popolare per combattere l'analfabetismo con corsi elementari per adulti analfabeti e semianalfabeti. La gratuità della scuola diurna e serale. La scuola popolare si rivolgeva a coloro i quali avevano superato i 12 anni di età.

Interventi legislativi del periodo

  • la nascita della scuola media unica, obbligatoria e gratuita (legge 1859 del 1962) con le materie facoltative: latino musica, e applicazione Tecnica; esame di latino facoltativo per iscriversi al liceo classico, Non ci sono più le scuole di avviamento professionale;
  • l'istituzione della scuola materna statale (legge 444/68) della durata triennale per la fascia di età 3-6 anni;
  • l'istituzione del tempo pieno nella scuola elementare (legge 820/71);
  • la legge 910/1969 che elimina sbarramenti per l'iscrizione all'università
  • la legge delega n. 477 (1973) e i decreti delegati del 1974 sotto la spinta della protesta giovanile del '68;
  • la miniriforma della scuola dell'obbligo;
  • i programmi della scuola media (d.m. 9 febbraio '79);

La Carta Costituzionale (1948)

È stata emanata il 1 gennaio del 1948. La scuola è aperta a tutti, viene impartita per 8 anni ed obbligatoria e gratuita. La repubblica rendeva effettivo questo diritto attraverso borse di studio, assegni alle famiglie ... la carta stabilisce inoltre l'estensione dell'istruzione come diritto imprescindibile alla persona, e un criterio di selezione basato su capacità e merito e non più sul censo e sul reddito. Formava le nuove menti sui principi di libertà, democrazia, solidarietà e partecipazione civile.grazie ai principi sanciti dalla costituzione il sistema scolastico si trasforma da SELETTIVO -> A SCUOLA APERTA A TUTTI.

Programmi Ermini (1955)

La religione cattolica costituisce il coronamento e il fondamento per la formazione scolastica. Nei programmi ermini si osserva un attenzione nuova per le tappe dell'età evolutiva che derivano dall'influenza degli studi di Dewey. I programmi stabilivano che i cinque anni delle elementari, divisi in due cicli, corrispondessero a una distinzione in fasi di sviluppo, affermando così il principio di gradualità dell'apprendimento.

La Scuola Media Unica (1962)

Segna il passaggio dalla scuola di elite alla scuola di massa. Istituita nel 1962. È gratuita e ha durata triennale e costituisce la scuola secondaria di primo grado. Con la s.m.u. furono abolite le scuole di avviamento professionale e la selettività, rendendo questo grado d'istruzione obbligatorio e gratuito per tutti. Per obbligatorietà si intendeva il raggiungimento della licenza media entro il 15º anno di età,

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