Documento da Università di Torino su Mafie vecchie mafie nuove riassunto. Il Pdf, di Diritto e livello universitario, riassume il testo di Rocco Sciarrone, esplorando la persistenza e diffusione della mafia, distinguendo tra prospettive culturaliste e organizzative.
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Nell'Ottocento ci si chiedeva se esistesse la mafia o solo il soggetto mafioso. Nel Novecento si identifica un sentimento di mafia che consiste nel reputare segno di debolezza il ricorrere alla Giustizia Ufficiale e si inizia a pensare la mafia come organizzazione gerarchica. La ricerca in questione fa riferimento alla sociologia, alla storia e all'antropologia della mafia, definendola come una forma sui generis di criminalità organizzata. Cerca di analizzare i meccanismi sociali di riproduzione della mafia: si fa riferimento anche al capitale sociale di Coleman, ovvero il tessuto relazionale che un attore può usare per raggiungere i propri fini. Nella persistenza della mafia è di vitale importanza la selezione di risorse relazionali specifiche: la mafia si riproduce nel tempo e nello spazio grazie alla sua capacità di accumulare e impiegare capitale sociale.
Due grandi famiglie di definizioni e interpretazioni della mafia:
Il fenomeno mafioso non può essere ricondotto a un modello omogeneo, in quanto molto differenziato a seconda dei diversi contesti spaziali e temporali. In luoghi e tempi diversi, i mafiosi adottano specifici modelli di azione e organizzazione.
Definizione di mafia: fenomeno multidimensionale sia a livello formale (nelle differenti modalità con cui può manifestarsi ed essere percepito), sia a livello sostanziale (nelle diverse sfere dove può concretamente operare).
Mafia nuova e vecchia (moderna e tradizionale) = radicale trasformazione del fenomeno collocata negli anni '60 > tesi fuorviante > da sempre si assiste a un continuo processo di rinnovamento con ricambio di uomini sia ai vertici che alla base delle organizzazioni. Fenomeno mafioso manifestato anche in zone di sviluppo economico (Piana Gioia Tauro e Conca d'Oro) > mafia non va riconnessa alla povertà e all'arretratezza, poiché si afferma anche come risposta a esigenze di regolazione politica, sociale ed economica. Protezione-estorsione: attività vincolata a un preciso contesto organizzativo e sempre legata a livello locale; a differenza di altre attività illegali, la sua organizzazione consiste in una rete di relazioni piuttosto che in un bagaglio di conoscenze e spesso non richiede un disponibilità finanziaria iniziale. Potere della mafia ha un carattere politico, non definito nel tempo e nei contenuti, ma delimitato a livello spaziale; esercitato in un territorio circoscritto. I reticoli dei singoli mafiosi sono poco estesi ma molto densi, ovvero a "maglie strette" e con scarsa specializzazione dei contenuti relazionali (vengono scambiate risorse di varia natura per raggiungere una molteplicità di scopi). Diffusione al di fuori delle aree tradizionali = il successo del modello mafioso in un nuovo contesto dipende dalla capacità di creare a livello locale grappoli di relazioni ad alta intensità ed elevato range, ovvero con molte interconnessioni e un elevato livello di raggiungibilità di attori diversi. I mafiosi riescono a creare ponti di accordo tra reti di diverso tipo e stimolano processi di cooperazione orizzontale e verticale tra e con attori diversi. Non vi è un'unica super struttura criminale, ma è possibile che si sviluppi un modello criminale unitario a livello internazionale: una tendenza alla globalizzazione dell'economia criminale con interscambi frequenti tra i gruppi e stratificazioni gerarchiche tra formazioni criminali differenti (per esempio gruppi criminali inglobati nelle organizzazioni mafiose nell'ambito di alcune reti di traffici illeciti). Per essere tale, la mafia deve avere una qualche forma di rapporto con un territorio circoscritto ben definito e i suoi rapporti con esso non devono allentarsi quando i gruppi mafiosi si espandono altrove > persistenza dei vincoli territoriali di insediamento e capacità di espandersi in aree non tradizionali. La possibilità di usare violenza rappresenta la precondizione per l'accesso alle risorse mentre il potere territoriale è la vera risorsa (appalti ed estorsioni). Questo potere può consistere anche solo nel controllo di un settore economico. Nelle aree tradizionali sembra prevalere l'obiettivo del controllo territoriale, mentre nelle aree di espansione non tradizionali, spesso è più importante l'accumulazione di ricchezza. L'uso della violenza è collegato con i pubblici poteri poiché la mafia è collegata al sistema politico, essendo un fenomeno di governo extra-legale vicario che si sviluppa quando il governo locale è abbastanza forte da delegittimare l'ordine tradizionale, ma non fino al punto di imporvi un ordine proprio. Ibridazione sociale = capacità di combinare insieme valori nuovi con quelli tradizionali. La mafia non può essere intesa come diretta espressione della cultura popolare siciliana o meridionale, nonostante la grande capacità di uso e manipolazione dei codici culturali tradizionali. Occorre distinguere il fenomeno dai suoi contesti e analizzarne la reciproca relazione. Diffusività ed espansibilità della mafia = qualche decennio fa il fenomeno era limitato ad alcune zone specifiche come la provincia di Palermo e Trapani, il Napoletano e la provincia di Reggio Calabria. Codice dell'omertà = considerata spesso come un categoria di comportamento, la regola del silenzio viene estesa a tutta la popolazione meridionale, ma il più delle volte le persone non parlano non per attenersi alla regola, ma perché vittime della paura; questa paura è socializzata e lascia poco spazio alla formazione della voice. Infatti, molte volte, tra lealtà/protesta e defezione (venir meno alla fede o alla parola data), si sceglie il silenzio, ovvero la subordinazione alla mafia. In alternativa ci sono l'exit (fuga) o la collusione (collaborazione attiva). Nelle zone in cui ha consolidato la propria presenza, la mafia è in grado di controllare e modellare l'ambiente in cui si trova > mantiene basso il livello di fiducia generalizzata, di tipo impersonale, aumentando la domanda di fiducia personalizzata che essa è in grado di offrire. Tesi di Gambetta Protezione privata offerta dalla mafia in contrapposizione e in conflitto con lo stato > è un sostituto della fiducia indispensabile per ridurre l'incertezza delle transazioni economiche e per garantire che ognuna delle parti rispetti i propri obblighi e impegni nei confronti dell'altra. Nei contesti dove la fiducia è fragile o assente, l'acquisto della protezione mafiosa può essere non il frutto di un'imposizione, ma di un atto razionale, rientrando negli interessi individuali di determinati soggetti. Spesso, ricordiamo, farsi proteggere dalla mafia più che un bene spesso è solo il male minore. In questa tesi è la domanda di protezione a creare l'offerta. L'accento è posto sulla protezione, anche se le origini della mafia vanno ricondotte allo sviluppo della proprietà privata e del mercato che provoca un aumento della sfiducia e favorisce la creazione di un'offerta privata della protezione. Tesi di Catanzaro Attraverso l'offerta di protezione i mafiosi impongono una regolazione del mercato e offrono le loro garanzie sia nelle transazioni legali che in quelle illegali e si servono a tal scopo della violenza reale o potenziale con la costruzione di veri e propri apparati militari per mantenere il monopolio della fiducia. In questa tesi prevale l'offerta sulla domanda, poiché la protezione si basa essenzialmente sulla capacità di esercitare la violenza per cui essa non è connessa solo alla reputazione ma anche alla posizione e al controllo del territorio (attività dei mafiosi chiamata protezione-estorsione). L'uso della violenza regola le transazioni economiche e rappresenta il principale strumento di ascesa economica. Il filo rosso che lega questi due autori viene rintracciato nel fatto che le loro analisi rendono ad articolarsi in una prospettiva di political-economy, focalizzandosi sulla regolazione e il funzionamento dell'economia in riferimento alla politica e alle istituzioni. Potere mafioso su base territoriale > ogni cosca ha la propria zona di pertinenza sulla quale esercita un dominio esclusivo e monopolistico > se altri gruppi vogliono compiere azioni o esercitare affari in quella zona devono chiedere il permesso (guerre di mafia sorgono spesso per problemi legati al territorio, accompagnati da problemi di supremazia e prestigio). Tentativi di colonizzare territori nuovi = evitare infrazioni della sovranità territoriale e ridurre conflitti tra gruppi mafiosi. Secondo Catanzaro, l'espansione dei mercati illegali è però sempre meno circoscrivibile e può mettere continuamente in discussione le delimitazioni territoriali. Altre teorie vedono la mafia in grado di tenere sotto controllo tutte le attività economiche di un territorio e quindi l'elemento della territorialità non verrebbe messo in discussione dai traffici di lunga distanza, i quali capita anche che travalichino il principio del controllo del territorio nel momento in cui i mafiosi si trovano ad aver a che fare con altri gruppi criminali e soggetti non mafiosi:
Tesi della multinazionale del crimine poco plausibile > l'espansione a livello internazionale dei traffici illeciti è il prodotto di singole decisioni di investimento di soggetti e gruppi criminali che di volta in volta si associano secondo moduli variabili. La partecipazione di soggetti di più cosche diverse dipende dalla capacita economica e finanziaria dei singoli. Persistenza della mafia > dipende dalla peculiare combinazione di controllo del territorio e attività scopre a fini di lucro. È un soggetto capace di azione politica intesa sia come potere ed esercizio di potere, sia come ricerca del potere e azione finalizzata al suo raggiungimento. Mafia = gruppo politico in senso weberiano > presenta un sistema di regole e norme, un apparato in grado di farle rispettare, una dimensione territoriale e la coercizione fisica; è una fonte di produzione della politica in quanto