Documento universitario su fragilità e disabilità. Il Pdf esplora i concetti di fragilità e disabilità in geriatria, analizzando la Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF) e il modello multidimensionale della disabilità, con un focus sulle differenze di genere nell'invecchiamento.
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Sbobinatrici: Silvia Spazzoli e Laura Preti
Controllore: Lorenzo Petrangeli
Docente: Prof. Marco Domenicali
Argomenti: Fragilità e disabilità
Fragilità e disabilità sono due concetti alla base della geriatria.
In ambito geriatrico, e non solo, si sta assistendo ad un notevole aumento di pazienti anziani.
Il 50% dei pazienti ricoverati in cardiologia per scompenso cardiaco sono anziani fragili, così come gran
parte dei pazienti con problematiche urologiche, a dimostrare che i principi geriatrici riguardano in realtà
molteplici specialistiche.
Soltanto nel caso dovessimo diventare neonatologi non avremo a che fare con problemi di questa natura.
L'ente regolatore delle politiche sanitarie inglesi ha infatti dichiarato nel 2021 che per affrontare il
significativo aumento di pazienti geriatrici in tutti i contesti sarebbe necessario specializzare persone
esclusivamente in geriatria o rendere la geriatria parte integrante di tutte le scuole di specializzazione.
I concetti affrontati durante il corso faranno pertanto riferimento ad ogni pratica clinica.
All'interno del sistema di informazione sanitaria non si affronta il tema dell'invecchiamento, ma ci si
limita solo a trattare le patologie tipiche dell'anziano (ipertrofia prostatica, ipertensione ecc). Invecchiare
non significa esclusivamente collezionare patologie, si tratta di un processo ben più complesso.
Il prof anticipa che non si soffermerà sulle teorie dell'invecchiamento, già trattate nei corsi precedenti,
tratterà concetti prevalentemente clinici.
L'ICF descrive lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale,
familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di
riferimento possono causare disabilità.
A differenza delle precedenti classificazioni (ICD e ICIDH), dove veniva dato ampio spazio
alla descrizione delle malattie dell'individuo (utilizzando termini quali malattia,
menomazione ed handicap), l'ICF fornisce un'analisi complessiva dello stato di salute degli
individui ponendo la correlazione fra salute e ambiente in un modello multidimensionale.
La disabilità può quindi essere intesa come la condizione di salute per cui l'individuo non
riesce a effettuare in maniera adeguata le proprie attività all'interno del proprio
ambiente.
Con disabilità si intende una condizione
di salute per cui un individuo non riesce a
compiere in maniera adeguata le attività
della vita quotidiana. Definire la disabilità
è semplice, più complesso è misurarla.
Se si analizza la definizione si nota subito
una tensione tra le caratteristiche
dell'individuo e quelle dell'ambiente: ad
esempio, per poter partecipare ad una
lezione universitaria in aula non si può
essere disabile, in quanto si incontrano
delle barriere architettoniche.
Alcuni ambienti sono più inclusivi, mentre altri limitano l'abilità delle persone che presentano difficoltà
funzionali.Il concetto di disabilità presenta sempre due dimensioni:
Alcuni soggetti possono essere completamente autosufficienti in determinati ambienti ma non esserlo in
altri.
All'interno del concetto di disabilità è inclusa anche una componente sociale: il soggetto con risorse
economiche riesce più facilmente ad investire sulla sua salute e ridurre al minimo la sua disabilità,
contrariamente a chi presenta difficoltà economiche.
Con fragilità si intende invece una condizione che espone il soggetto al rischio di outcome negativi dopo
l'evento acuto. Il paziente fragile è più a rischio di diventare disabile o morire, ma conserva
l'autosufficienza, contrariamente al paziente disabile.
Sono due differenze molto forti.
La disabilità è descritta quindi da caratteristiche cliniche e di ambiente.
A livello clinico si può assistere o ad un danneggiamento di strutture anatomiche, o ad una perdita di
funzionalità. Un esempio di disabilità dovuta ad un deficit di funzionalità è lo scompenso cardiaco in fase
avanzata (NYHA 3-4): non si evidenzia un'alterazione anatomica ma un deficit di funzionalità.
Le differenze che sussistono tra
alterazione anatomica e funzionale
sono alla base dello sviluppo di una
serie di strumenti volti a misurarle e
ottimizzarle.
In caso si tratti di un'alterazione
funzionale esiste la possibilità che si
tratti di una simulazione messa in atto
dal pz (il pz che non ha una gamba è
sicuramente disabile, mentre il pz che
cammina male potrebbe simulare un
trauma).
La disabilità può riguardare anche la
sfera
cognitiva,
che
non
necessariamente
è
sinonimo
di
demenza, e racchiude al suo interno la depressione o altri disturbi cognitivi minori che possono portare a
demenza, pur non essendo classificabili come tale. Queste patologie insorgono in genere
conseguentemente al peggioramento di alcune abilità dell'anziano.
Per misurare la disabilità in campo
geriatrico ci si avvale di una
valutazione multidimensionale.
Il
fine
ultimo
di
questa
classificazione è definire i problemi
maggiori dell'anziano e comprendere
come supportarlo.
Il percorso che porta l'anziano ad un peggioramento
funzionale vede due vettori: salute e ambiente. Il
problema ambientale può essere generalizzato e relegato al
problema sociale, che non include solo le caratteristiche
fisiche dell'ambiente ma anche le persone che assistono
l'anziano.
Il soggetto passa da una condizione di buona salute a una
condizione di salute a rischio, fino ad uno stato di fragilità
e infine di disabilità.
L'obbiettivo del geriatra è garantire all'anziano una buona qualità di vita durante la transizione: è
fondamentale mantenere una buona traiettoria funzionale nell'anziano e garantirgli una sua
autonomia.
Come si evince dai dati riportati sopra, risalenti ad uno
studio condotto in Emilia-Romagna nel 2009, spesso
essere anziani significa:
Si tratta pertanto di pazienti complessi.
L'anziano inoltre presenta grosse difficoltà ad
adattarsi alla medicina moderna, che non prescrive
esclusivamente farmaci, ma è intenta ad
intervenire anche sullo stile di vita.
Intervenire sullo stile di vite aiuta a migliorare
l'outcome di numerose patologie, tra cui BPCO,
ipertensione, scompenso cardiaco, patologie
neurodegenerative.
Gran parte della popolazione anziana è sedentaria,
anche coloro che godono di buona salute svolgono
poca attività motoria, molti fumano e consumano
alcol.
È
importante per rallentare il percorso
degenerativo anche mantenere in funzione gli
organi di senso.
Come arrivano a fine mese gli individui > 65 anni?
Molto
facilmente
10
Abbastanza
facilmente
44
Con qualche
difficoltà
34
46%
Con molte
difficoltà
12
%
0
10
20
30
40
50
PASSI
Argento
Passi d'Argento 2009 - Emilia-Romagna
Con chi vivono gli individui > 65 anni?
Solo con familiari pari
generazione
55
Solo con figli/nipoti
12
Con entrambi
6
Da solo
22 (prevalgono le donne e persone > 75 anni)
Solo con la badante
3 (attualmente percentuale molto più alta)
Con altro
1
%
0
10
20
30
40
50
60
Passi d'Argento 2009 - Emilia-Romagna
„PASSI
d'Argento
Si ritiene che quasi il 50% delle demenze possano essere procrastinate se si segue uno stile di vita corretto
e si presta attenzione agli organi di senso.
Le cadute rappresentano per l'anziano un evento
problematico, per le conseguenze sia sul piano funzionale
che cognitivo.
Dopo una caduta l'anziano tende a trascorrere più tempo
in casa ed isolarsi, per sentirsi al sicuro, nonostante sia
proprio la casa il luogo in cui avvengono per la maggior
parte.
Passi d'Argento 2009 - Emilia-Romagna
PASSI
Argento