Documento universitario sul Territorio Come Attore Collettivo, esplorando l'evoluzione del concetto e le politiche territoriali. Il Pdf approfondisce i sistemi locali, la comunicazione partecipativa e la governance territoriale, utile per lo studio della Geografia.
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Per i territori nazionali ed europei, gli anni '70 sono una fase di cambiamento.
A partire da questi anni si inizia ad assistere al processo di de-industrializzazione, il quale ha ripercussioni sui centri urbani. L'industria non sparisce ma si riorganizza in maniera diversa e quindi, dal punto di vista dell'impresa, si iniziano a manifestare sui territori delle articolazioni produttive differenziate. Questo significa che si iniziano a manifestare delle strutture territoriali produttive differenti che sono le imprese a rete, le reti di imprese e i distretti industriali. Si tratta di forme di organizzazione della produzione differenti rispetto all'organizzazione che ruota attorno alle industrie motrici.
Il secondo meccanismo che si genera a partire da questi anni e che si trova in connessione con le articolazioni produttive differenziate è il manifestarsi di strutture territoriali non più basate esclusivamente sulla grande città capitale (Francia e Spagna ne sono un esempio). Le nuove strutture territoriali sono in connessione con le nuove articolazioni produttive differenziate e sono i reticoli urbani e le regioni metropolitane multicentriche.
Questo meccanismo della modificazione degli assetti produttivi sul territorio e di conseguenza della modifica degli assetti territoriali con la nascita di nuove strutture da origine ad una revisione completa delle politiche orientate allo sviluppo territoriale. Le politiche territoriali che erano basate esclusivamente sull'applicazione del modello indipendentemente dal territorio, iniziano ad essere rivisitate e quindi iniziano a nascere nuove forme di elaborazione concettuale e applicativa rispetto a quelle che erano state presenti.
In questo senso si inizia ad avere la consapevolezza che i territori non funzionano più esclusivamente come spazi su cui riversare delle politiche indifferenziate. Si inizia a pensare che i territori in quanto tali e i sistemi di territori nel loro complesso possono giocare un ruolo attivo nelle politiche territoriali. AVERE MA
Il passaggio dalle teorie in cui la dimensione territoriale è assente, a quelle in qui gioca un ruolo attivo, ha portato essenzialmente due conseguenze:
I sistemi locali possono essere definiti secondo criteri di tipo quantitativo e funzionalistico. Possiamo identificare cos'è un sistema locale facendo riferimento a criteri che quantificano numericamente quello che accade all'interno di un sistema oppure che identificano il sistema locale in funzione delle attività che si sviluppano all'interno di determinati contesti. Per affrontare questo tema ci sono due scuole di pensiero: quella anglosassone e quella francese. Nel caso della scuola anglosassone i sistemi locali sono basati su modelli di regionalizzazione legati a relazioni di tipo pendolare (sistemi urbani giornalieri, quindi quanta gente si sposta da un punto A ad un punto B, chiamati anche daily urban systems), ossia sistemi connotati dalla presenza di cittadini temporanei (i pendolari) che si aggiungono ai residenti effettivi. Il sistema locale somma la popolazione temporanea, cioè quella che si sposta quotidianamente per motivi di studio e di lavoro, alla popolazione effettivamente residente nella città. Questo è valido sia su un'area grande sia per alcuni quartieri (es il quartiere degli affari a Londra). La scuola anglosassone considera quindi i sistemi locali quasi esclusivamente sulla base dei meccanismi della mobilità contemporanea per cui alcuni luoghi si caricano di funzioni e di popolazione mentre altri luoghi si svuotano. Questo continuo connubio crea dei sistemi che non sono riconducibili alla dimensione territoriale amministrativa vera e propria. Document shared on https://www.docsity.com/it/politiche-del-territorio-e-governance/9448572/ Downloaded by: pietro_ambesi (pietroambesi@icloud.com)Nel caso della scuola francese i sistemi locali sono sistemi di azione, reti di attori legati a risorse materiali e immateriali di tipo specifico. Essa identifica i sistemi locali indipendentemente dai meccanismi del pendolarismo e li considera come contesti in cui l'azione sul territorio è sviluppata da attori che hanno le competenze e le risorse per realizzare un obiettivo e attori che hanno una forte progettualità su un territorio ma non hanno le competenze e le risorse per attuarla. Il sistema locale visto alla maniera della scuola francese, è un sistema di azione in cui gli attori e le reti di attori sono legati tra di loro rispetto a risorse di carattere materiale o immateriale. Questi sistemi locali sono definiti come un insieme di organizzazioni e di attori individuali concentrati in una determinata area, con storie comuni, interdipendenza, relazioni dirette di coordinamento e collaborazione ed esistenza di regole e di progetti condivisi. Questo sistema prende anche il nome di milieu, 2 -cioè il contesto territoriale in cui attori, risorse, livelli di coordinamento, storie interagiscono continuamente tra di loro.
In Italia i sistemi locali sono quei luoghi (precisamente identificati e simultaneamente delimitati su tutto il territorio nazionale) dove la popolazione risiede e lavora e dove quindi indirettamente tende ad esercitare la maggior parte delle proprie relazioni sociali ed economiche. Sono dei sistemi che non rispettano i limiti amministrativi di regioni e province e dal 2011 sono 611.
Per milieu si intende un contesto differenziato fatto di diversi oggetti, che ha però la capacità di raggruppare insieme soggetti diversi, con diverse aspettative e con diverse storie in coabitazione e in correlazione reciproca. Il milieu è il contesto all'interno del quale soggetti di natura differente interagiscono e si mettono in relazione. È l'ambito all'interno del quale noi produciamo la nostra azione di territorializzazione, cioè l'azione di modificazione costante nel corso del tempo. Document shared on https://www.docsity.com/it/politiche-del-territorio-e-governance/9448572/ Downloaded by: pietro_ambesi (pietroambesi@icloud.com)
La seconda accezione è quella che identifica un modo diverso di guardare i sistemi locali territoriali e che considera questi sistemi locali come sistemi di azioni e reti di attori che sono fortemente relazionati con le risorse materiali e immateriali specifiche del contesto all'interno del quale si producono.
Si tratta di un insieme di organizzazioni e di attori individuali in stretta interdipendenza tra di loro, concentrati in un'area geografica determinata. La seconda cosa che possiamo dire è che le interdipendenze possiamo iniziare a qualificarle dal punto di vista dell'intensità. Esse possono essere semplici relazioni tra soggetti oppure possono assumere un'intensità elevata che va fino al coordinamento e alla collaborazione su regole e progetti condivisi. Le interdipendenze nei sistemi locali di azione pubblica in Francia e anche in Italia hanno un gradiente di intensità che va dalla semplice relazione di vicinato fra soggetti individuali o collettivi fino a forme di relazione reciproca più complesse che hanno a che fare con il coordinamento e la collaborazione sulle regole del gioco. In Francia il sistema locale d'azione pubblica è formato da: contesto territoriale, sistema di rappresentazione e modalità di governo. Questa idea dei luoghi come sistemi locali territoriali è una modalità alternativa rispetto a due approcci prevalenti negli studi territorialisti nella contemporaneità. Questi due approcci fanno riferimento a due prospettive: la prospettiva "organicista" e la prospettiva "costruttivista". Si tratta di due delle forme prevalenti di analisi alternative ai sistemi locali territoriali e rispetto a tutta la modellistica territoriale.
La prospettiva "organicista" nasce nell'ambito delle analisi sui distretti industriali ed è quella modalità di analisi delle politiche e del territorio che si concentra su due elementi essenziali: da un lato le caratteristiche naturali dei luoghi, dall'altro come queste caratteristiche naturali dei luoghi si sono formate nel corso dell'evoluzione storica.
La comunità, a differenza della collettività, è data dall'insieme dei soggetti che stanno insieme indipendentemente dal valore economico delle loro azioni o delle loro attese. L'insieme dei soggetti che si ritrovano insieme in vista della realizzazione di un obiettivo (anche non economico ma che fa riferimento a valori) lo possiamo definire come comunità.
Per caratteristiche naturali non si intendono esclusivamente i beni naturali, ma si considera naturale il frutto del lavoro incessante delle comunità locali nel corso della storia. Secondo questa ottica, si dice che non si verificano le condizioni per lo sviluppo o per la nascita di politiche realmente territoriali al di fuori delle condizioni storiche e delle vocazioni che si hanno all'interno di un territorio. Secondo questo approccio, quindi, si ha sviluppo territoriale soltanto nel momento in cui le vocazioni storiche e le condizioni che si determinano all'interno di un territorio vengono prese in considerazione. Questo tipo di analisi sulle condizioni storiche e sulle vocazioni dei singoli territori si chiama path dependance, cioè la dipendenza rispetto alla relazione che quel territorio ha con un percorso, con una storia, con un itinerario che lo conduce ad essere quello che è. Se non si conoscono le vicende di quel territorio non si ha la possibilità di attuare una vera politica territoriale di tipo, ad esempio, sostenibile. La path dependance è la condizione per cui piccoli eventi passati, anche se non più rilevanti dal punto di vista dell'osservazione del qui ed ora, possono avere conseguenze significative in tempi successivi, che l'azione economica può modificare in maniera limitata. Questa idea non è circoscritta al campo economico. Document shared on https://www.docsity.com/it/politiche-del-territorio-e-governance/9448572/ Downloaded by: pietro_ambesi (pietroambesi@icloud.com)