Documento sul Romanticismo, un movimento europeo del Settecento e Ottocento. Il Pdf esplora le sue caratteristiche filosofiche, artistiche e letterarie, con riferimenti a opere e artisti significativi come Caspar David Friedrich e Eugène Delacroix, utile per lo studio universitario di Arte.
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E' un complesso movimento politico, filosofico, artistico e letterario diffusosi in Europa tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. Assume periodizzazioni e caratteri diversi in relazione ai vari contesti nazionali in cui si sviluppa, dando origine a orientamenti disomogenei. Il pensiero romantico è il prodotto di una società in crisi economica e sociale. I fini del Congresso di Vienna prevedevano di chiudere politicamente e culturalmente ogni Stato all'interno dei propri confini pre napoleonici, ma ciò aveva fatto sì che venissero meno gli ideali di universalità.
Significativo fu lo Sturm und Drang, movimento letterario diffusosi in Germania (1760-1780). Esso attingendo alle tradizioni della spiritualità tedesca, aprì la strada al Romanticismo europeo e i suoi sviluppi furono fondamentali per la maturazione di grandi personalità. Il concetto di popolo esaltato dal Romanticismo è quello connesso all'idea di Nazione cioè l'insieme di individui legati fra loro da vincoli indissolubili di lingua, religione, cultura e tradizioni. Inoltre nasce una nuova attenzione per la sfera dei sentimenti, affetti e passioni caratteristici di ciascuna personalità. La sensibilità romantica, infatti, tende a prediligere le singole individualità e i fattori ambientali, spirituali e culturali che hanno contribuito a formarle.
I romantici sostenevano che il presente dell'uomo fosse intriso del suo stesso passato. Non quello remoto, astratto e indifferenziato, al quale faceva riferimento il Neoclassicismo, ma, il suo passato prossimo, quello più vicino, più sentito, più sofferto. Negli intellettuali romantici traspare una certa insoddisfazione rispetto a un presente che produce disorientamento e frustrazione e cercano rifugio nel proprio passato per alleviare la paura del presente. Il Romanticismo si pone in contrapposizione con il Neoclassicismo e con la cultura illuminista, che faceva riferimento a un passato ideale. Arrivano così ad acquisire un profondo senso della relatività, dal quale discende un desiderio di conoscere, approfondire e rivendicare le proprie origini.
La fede, il sentimento e l'irrazionalità che l'Illuminismo aveva condannato riaffiorano
➢ piano musicale: i compositori romantici tendono verso composizioni più passionali e coinvolgenti, evocatrici di sensazioni estreme, legate agli eventi della natura e venate da qualche nota di malinconica tristezza.
Questo secondo aspetto è espresso dal tedesco Caspar David Friedrich nel Mar Glaciale Artico, dove il tragico affondamento di una nave tra i ghiacci diventa il pretesto per celebrare la grandiosità della natura al confronto della piccolezza impotente dell'uomo. Alle atmosfere chiare e definite del repertorio neoclassico vengono a sovrapporsi ambientazioni fosche, ricche spesso di riferimenti simbolici, magici e misteriosi. In questo modo gli artisti cercano di promuovere il coinvolgimento emotivo e l'adesione più istintiva degli spettatori, piuttosto che quello della ragione e del contenuto. La passione e il turbamento, che i Neoclassici non rappresentavano mai diventano per i Romantici due dei principali modi di espressione artistica.
Rappresenta un altro degli importanti caratteri distintivi del Romanticismo. Secondo Edmund Burke, intellettuale e uomo politico britannico, il sublime consiste in quel misterioso e affascinante insieme di sensazioni che è possibile provare solo di fronte a certi grandiosi spettacoli naturali.
Nella sensibilità romantica il sublime si pone dunque all'estremo limite superiore della percezione del bello, nelle arti figurative come nella musica. Dove perfezione, grazia e armonia confinano con lo smarrimento della mente, incapace di percepire razionalmente sensazioni così intense e assolute, là si affaccia il sublime, che è nel contempo piacere e dolore.
È colui che, grazie alla sua sensibilità artistica e ai mezzi tecnici con i quali sa tradurla in opera compiuta, consente di accedere alla vertigine del sublime. Nella visione romantica, dunque, geni si nasce e non si diventa. Da qui l'inutilità dell'esperienza scolastica e accademica, che può al massimo servire ad apprendere e affinare alcune tecniche. Il genio, nella sua assoluta libertà e superiorità morale ed espressiva, si sente simile a Dio nel momento della creazione. Da questa visione discende la tendenza a giustificare ogni comportamento del genio che, in quanto tale, può permettersi qualsiasi intemperanza, addirittura fino all' autodistruzione. Grande scalpore, a tale proposito, fu sollevato dal suicidio con il veleno di Thomas Chatterton, poeta inglese non ancora diciottenne che preferì togliersi la vita piuttosto di accettare che non venisse riconosciuto il proprio talento letterario. Nel 1856 il pittore inglese Henry Wallis gli dedica uno dei suoi dipinti più intensi e sentimentali, nel quale il giovane eroe romantico giace riverso sul letto di una povera stanzetta, tra i manoscritti strappati delle sue poesie.
Neoclassicismo e Romanticismo costituiscono due importanti fasi di uno stesso processo storico che, pur opposte, risultano in realtà tra loro connesse sul piano artistico e culturale, oltre che sovrapponibili temporalmente. Mentre il Neoclassicismo si fa promotore di un generalizzato ritorno all'equilibrio e alla disciplina, ispirandosi ai modelli classici, il Romanticismo esalta la fantasia, la sensibilità personale e la malinconia, esasperando il sentimento e rifiutando tutto ciò che si poteva ricollegare al razionalismo illuminista, che del Neoclassicismo aveva costituito la base teorica. Gli artisti e gli intellettuali romantici, pur contrapponendosi in modo vivace a quelli neoclassici, hanno comunque una formazione culturale assai simile. Sia gli uni sia gli altri vivono alla costante ricerca di forme espressive in grado di far evadere dall' insoddisfazione di un oggi in continua evoluzione. Il modo di vedere e di sentire la natura, ad esempio, rende perfettamente l'idea della contrapposizione ideologica fra i due movimenti.
Nella Veduta di Roma che il paesaggista russo Fedor Michajlovic Matveev realizza nel 1816, per esempio, la vegetazione in primo piano è trattata come una pura e semplice cornice, adatta al solo scopo di valorizzare l'immagine centrale del Colosseo, unico vero punto d'interesse del dipinto. L'arte neoclassica, infatti, vuole essere imitatrice non della natura, ma dei modelli ideali che di essa hanno elaborato i classici. Ne consegue, però, che mitizzando l'età classica come età dell'oro, alla quale fare sempre riferimento, anche il Neoclassicismo compie di fatto un'operazione assolutamente irrazionale, contraddicendo le sue stesse premesse.
5 settembre 1774, Greifswald (cittadina tedesca) - 7 maggio 1840, Dresda Giovinezza difficile e solitaria (tragica morte di due fratelli). Formatosi presso l'Accademia di Copenaghen; nel 1798 si trasferisce a Dresda, dove vivrà fino alla morte. Anche se oggi è considerato uno dei massimi pittori tedeschi dell'Ottocento, la grandezza di Friedrich fu apprezzata solo dopo la sua scomparsa, quando i temi da lui prediletti, quali le fantasiose ambientazioni notturne e cimiteriali e gli inquietanti paesaggi aspri e desolati, iniziarono a far parte del gusto romantico per il sublime. La sua indole solitaria e malinconica, del resto, l'aveva sempre tenuto lontano dai clamori degli ambienti artistici,
Disegnatore di grande carattere, Friedrich studia dal vero vegetazione, rocce e paesaggi che andranno poi a costituire la base dei suoi dipinti, in un suggestivo e misterioso alternarsi di ispirazioni fantastiche e di notazioni realistiche. Nello Studio di rocce con gradoni, un semplice disegno a matita ripassato a penna, l'artista utilizza un segno netto e continuo, privo di tratteggio. Il senso del chiaroscuro, che individua masse rocciose compatte e geometricamente ben definite, viene reso attraverso una delicata acquerellatura a inchiostro diluito.
Le grandi tematiche romantiche della natura e del sublime trovano uno dei loro punti più alti di espressione nel Viandante sul mare di nebbia, un olio su tela che Friedrich realizza a Dresda fra il 1817 e il 1818. Il dipinto rappresenta un uomo di spalle che, in piedi sopra uno spuntone roccioso, guarda solitario lo straordinario spettacolo di un paesaggio alpino all'alba, con le cime dei monti che iniziano a emergere fra le nebbie. La scena si compone di un primo piano in violento controluce (l'uomo e le rocce) che si staglia contro un luminosissimo sfondo montuoso. L'artista vuole trasmettere la sensazione di infinita grandezza della natura, al cui cospetto l'uomo non è che un temporaneo «viandante». La contrapposizione delle luci, il tenue e dolcissimo svaporarsi degli azzurri fra il cielo appena velato e le vette scoscese dei monti lontani contribuiscono a quel senso di stupore e di grandiosità sospesa che meglio esprime la poetica del sublime.
In modo analogo è costruito anche questo dipinto. Ispirato alle spettacolari scogliere bianche a picco sul Mar Baltico che costituiscono la principale caratteristica morfologica dell'isola tedesca. La scena, di grande profondità e suggestione, appare incorniciata come da una quinta teatrale fra i due grandi alberi ai lati, i cui rami frondosi disegnano, in prosecuzione dei tronchi ricurvi e del terreno erboso, una sorta di cerchio immaginario, lungo la cui circonferenza sono collocati i tre personaggi. A destra, in piedi, un uomo osserva pensoso il baratro sottostante, con le gambe leggermente divaricate e le braccia conserte. Al centro un secondo uomo, appoggiati il bastone e il cappello sull'erba, si sporge timoroso oltre l'orlo del precipizio. A sinistra, infine, una giovane donna vestita di rosso siede tenendosi con una mano a un cespuglio e indicando con l'altra in direzione della bianca voragine. Le tre presenze umane, pur nell'estrema varietà dei loro atteggiamenti, restano comunque marginali rispetto alla grandiosità della visione, con le candide falesie che, come affilatissime lame, inquadrano dall'alto la variegata distesa del mare. Questo, solcato da due piccole vele bianche a suggerirne l'estensione, trascolora attraverso varie gamme di azzurro fino alla rosacea linea d'orizzonte, dove all'occhio sembra di cogliere il senso dell'infinito.
11 giugno 1776, East Bergholt (Suffolk)- 31 marzo 1837, Londra Trascorre l'infanzia nelle fattorie della campagna inglese. Si reca a Londra e si iscrive alla Royal Academy. Si interessa al paesaggio visto come il teatro dell'agire umano. Inizialmente influenzato da Tiziano, Caracci e Rubens poi matura uno stile autonomo e personale. Sarà considerato punto di riferimento dai maggiori pittori del 1800.
Olio su tela, esposto nel 1815 alla Royal Academy di Londra. Esso rappresenta il primo significativo punto di arrivo dei suoi primi studi, condotti nelle campagne del natio Suffolk, preferendo riprodurre paesaggi noti nella consapevolezza che solo la conoscenza profonda e quotidiana della natura poteva rendere possibile una pittura capace di destare emozioni. La scena estiva rappresenta un rudimentale cantiere navale allestito presso il mulino di Flatford, sul fiume Stour: il barcone in costruzione, orientato secondo la diagonale, è il fulcro attorno al quale ruota l'intera rappresentazione. In primo piano vi sono attrezzi e utensili vari, disordinati: 2 zappe, paranco, 2 caldari (in uno bolle la pece con la quale deve essere impermeabilizzato lo scafo). L'attenzione esasperata al particolare testimonia che il dipinto è stato realizzato a partire dal vero, sul posto, inaugurando la tecnica della pittura en plein air (poi caratterizzante del movimento impressionista).