Roma Imperiale: Dinastia Giulio-Claudia, rivolta giudea e Vesuvio

Slide sulla Roma Imperiale che esplora la storia dell'Impero Romano, concentrandosi sulla dinastia Giulio-Claudia. Il Pdf, utile per la scuola superiore, tratta eventi come la seconda rivolta giudea, la diaspora degli Ebrei e l'eruzione del Vesuvio, con un focus sulla materia Storia.

Mostra di più

17 pagine

ROMA IMPERIALE
1
LA DINASTIA
GIULIO-CLAUDIA
2

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

La dinastia Giulio-Claudia

ROMA IMPERIALE 1LA DINASTIA GIULIO-CLAUDIA GLI IMPERATORI DELLA DINASTIA GIULIO-CLAUDIA Tiberio (14-37 d.C.) Caligola (37-41 d.C.) Claudio (41-54 d.C.) Nerone (54-68 d.C.)

L'affermazione del principio dinastico

2L'AFFERMAZIONE DEL PRINCIPIO DINASTICO Augusto morì nel 14 d.C. senza eredi diretti. Con l'adozione di Tiberio, figlio della moglie Livia, Ottaviano Augusto aveva implicitamente indicato quale fosse la via da seguire dopo la sua morte. 1 nel suo testamento, l'imperatore Ottaviano lo aveva esplicitamente designato come suo erede. il Senato rispetto la sua volontà e la successione si attuò senza difficoltà. In tal modo si affermò il principio dell'ereditarietà del potere, con una drastica rottura rispetto agli ordinamenti repubblicani, fondati su elettività, collegialità e annualità delle magistrature, ma a vantaggio di una continuità di governo di cui lo Stato aveva bisogno. A Roma erano in molti a ipotizzare che, dopo il lungo governo del principe, sarebbe tornato in vigore l'ordinamento repubblicano. si avviò così una fase di consolidamento della monarchia che durò circa un secolo

Autocrazia e rapporti con il Senato

3AUTOCRAZIA: sistema di governo dello stato assoluto, in cui il sovrano (o autocrate) trae l'origine e il fondamento della propria autorità da sé stesso o, come si riteneva una volta, dal fatto che gli è stata conferita dalla volontà divina. I RAPPORTI CON IL SENATO Malgrado i suoi poteri, Augusto era giuridicamente un primus inter pares (= primo tra uguali), cioè un senatore come gli altri, e si dimostrò sempre rispettoso delle prerogative formali del Senato. Altri imperatori invece, come Caligola e Nerone, scelsero un metodo di governo che tendeva apertamente a emarginare il Senato, quando non a inimicarselo, perchè tentarono di governare come SOVRANI ASSOLUTI. 1 I suoi successori, tranne alcuni casi, proseguirono in questa direzione attuando una politica di reciproco rispetto con l'assemblea senatoria. Allo stesso tempo cercarono di adattare le strutture dello Stato romano a un impero. Fatte salve alcune differenze, tutti gli imperatori espressero una comune tendenza all'AUTOCRAZIA: i principi erano ormai monarchi assoluti, che si appoggiavano alla burocrazia e all'esercito (non più alle magistrature politiche).

Tiberio: regno e politica

4TIBERIO Tiberio assunse un atteggiamento rispettoso e di aperta collaborazione con il Senato. Al Senato affido il compito di eleggere i magistrati. Tiberio dimostrando grandi capacità organizzative e notevole cautela, si adoperò per:

  • migliorare le condizioni delle province, con una serie di provvedimenti rivolti a ridurre il peso fiscale e porle sotto il suo diretto controllo;
  • sostenere la piccola proprietà terriera, utilizzando una parte delle entrate fiscali;
  • ridurre le spese per spettacoli pubblici
  • mantenere la tassa sui contratti di compravendita, che serviva a finanziare le spese militari.
  • preferì intraprendere una politica di rafforzamento dei confini mettendo da parte quella espansionistica.

Tiberio ritratto come Giove Capitolino (I sec. d.C.) Il suo regno fu caratterizzato da una notevole SOLIDITÀ ECONOMICA E FINANZIARIA. La fase positiva del regno di Tiberio si interruppe quandò mise a morte Seiano, potente prefetto del pretorio, per aver ordito una congiura contro l'imperatore. - Tiberio mise da parte la moderazione assumendo ATTEGGIAMENTI DISPOTICI.

Caligola: ascesa e caduta

5CALIGOLA Alla morte di Tiberio, nel 37 d.C., i pretoriani imposero come successore Gaio Giulio Cesare Germanico, figlio del grande generale Germanico, che Tiberio aveva già adottato e indicato nel suo testamento. Nel primo periodo del suo regno, il giovane imperatore cercò di:

  • collaborare con il Senato,
  • accreditarsi come difensore della plebe con riduzioni fiscali.

Tuttavia, in pochi anni crebbero:

  • la forte pressione rappresentata dall'esercito e dalla guardia pretoriana,
  • la tendenza del giovane imperatore ad affermare una monarchia assoluta di tipo ellenistico.

Il consenso iniziale scomparve quando Caligola iniziò ad assumere:

  • atteggiamenti finalizzati alla divinizzazione della sua persona,
  • l'uso indiscriminato della violenza contro ogni tipo di dissenso.

Nel 41 d.C., alla vigilia della sua partenza per Alessandria, dove avrebbe inaugurato il culto in suo onore, fu assassinato. Il soprannome Caligola è il diminutivo di caliga, un tipo di calzatura militare, perchè aveva praticato più i campi militari che la corte. Un SOVRANO ASSOLUTO è un regnante che non deve rispondere delle proprie azioni alle altre istituzioni dello stato e i cui poteri non sono limitati dalle leggi poiché concessi da una divinità.

Claudio: riforme e successione

6CLAUDIO Dopo Caligola, il successore fu Claudio, fratello di Germanico, che si dimostrò un ottimo imperatore. Originario della Gallia, Claudio era di indole riservata e dedito agli studi letterari, che lo avevano tenuto lontano dagli eccessi della vita di corte durante il regno di Caligola. Il suo governo fu caratterizzato da un aumento delle lotte per il potere: Claudio aveva sposato Messalina, che però condannò a morte perché aveva organizzato un complotto contro di lui. In seconde nozze sposò Agrippina, che da un precedente matrimonio aveva già avuto un figlio, Nerone. Agrippina fece di tutto per favorire l'ascesa di Nerone sino a convincere Claudio ad adottarlo e a indicarlo come proprio erede. Egli avviò una decisiva riforma dell'amministrazione dell'Impero:

  • istituì una sorta di segreteria di Stato, con il compito di coordinare l'attività di governo, mettendo a capo dei singoli uffici persone fidate, i liberti imperiali (cioè schiavi da lui stesso liberati) per controllare direttamente l'apparato burocratico;
  • concesse agli abitanti della Gallia la cittadinanza e la possibilità di accedere al Senato;
  • investì ingenti somme per l'ampliamento della rete stradale, per facilitare gli scambi commerciali;
  • riprese la politica di espansione dell'Impero. Fu, dopo Augusto, l'imperatore che più ampliò i confini dell'impero: I suoi generali conquistarono la Mauretania (attuali Algeria e Marocco), la Giudea, la Tracia, la Bitinia, la Britannia meridionale.

L'imperatore morì all'improvviso nel 54 d.C., forse avvelenato dalla moglie Agrippina, che aveva complottato per sostituirgli Nerone, il figlio avuto da un precedente matrimonio

Nerone: principato e dispotismo

7NERONE Tiberio Claudio Nerone aveva 17 anni quando si trovò al vertice dell'Impero grazie agli intrighi della madre; la sua successione avvenne senza traumi perché appoggiata dai pretoriani e dallo stesso Senato. Nei primi anni del suo principato Nerone, assistito dal filosofo Seneca, governò di intesa con il Senato (quinquennium felix) Si rese responsabile di CRUDELI DELITTI tra cui:

  • Britannico, figlio di primo letto di Claudio;
  • Agrippina, sua madre;
  • l'incendio di Roma del 64 d.C. (scoppiato per cause accidentali) gli diede l'occasione di ricostruire Roma e di edificare al centro la domus aurea (una reggia immensa accostabile a quelle orientali);
  • PRIMA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI (65 d.C.); PRETESTO: avevano appiccato loro il fuoco
  • lo sterminio degli oppositori, che avviò in seguito alla sventata «congiura dei Pisoni» (la famiglia aristocratica che la guidò), e l'ordine di suicidio per il suo stesso maestro Seneca di cui sospettava;
  • Soffocò la prima rivolta degli Ebrei in Giudea (66-70 d.C.) inviando il generale Vespasiano a Gerusalemme.

Nerone (I sec. d.C.) domus aurea (I sec. d.C.) 8Nerone impresse al suo governo un'impronta decisamente AUTOCRATICA (assunse atteggiamenti assolutistici)

  • L'accentramento del potere nelle sue mani
  • un imponente programma di lavori pubblici;
  • cercò l'appoggio dell'esercito;
  • cercò l'appoggio del plebe organizzando spettacoli e competizioni di gladiatori;
  • Il suo provvedimento di maggior rilievo fu una riforma monetaria, che migliorò la capacità di acquisto dei ceti inferiori, garantendo all'imperatore l'appoggio delle classi medio-basse.

le conseguenze :

  • il dissesto delle finanze dello Stato
  • la ripresa dell'opposizione aristocratica.

Gli ultimi anni del regno di Nerone furono connotati tuttavia da un crescente DISPOTISMO. DISPOTISMO: Governo esercitato da una sola persona o da un ristretto gruppo di persone in modo assolutistico e arbitrario, senza alcun rispetto per la legge. Ad accentuare lo sgretolamento del potere neroniano intervennero comunque anche fattori esterni, fra cui lo scoppio di varie ribellioni in seno all'esercito e nelle province. Nerone fu costretto reprimere un'ulteriore rivolta da parte di alcuni generali; ciò offrì al Senato l'occasione per attaccare l'imperatore e dichiararlo nemico dello Stato. Nerone fuggì da Roma e, ormai in procinto di essere raggiunto dai suoi avversari, preferì suicidarsi (68 d.C.)

La Pax Romana e le successioni imperiali

9LA PAX ROMANA CONSENTE sviluppo dei commerci. sviluppo dell'agricoltura. sviluppo urbano. Perché le uccisioni degli imperatori non posero fine alla pax romana? Durante la dinastia Giulio-Claudia la successione alla guida dell'impero fu spes- so accompagnata da violenze, congiure e assassini. Ma, diversamente dalle guer- re civili che avevano portato alla fine della repubblica, le lotte per il potere del I secolo d.C. non comportarono lo scoppio di guerre né causarono devastazioni o saccheggi ed ebbero ripercussioni solo sulla famiglia imperiale e sulle élite dei senatori e dei cavalieri. In tal modo questi eventi drammatici non misero in dubbio la stabilità e la prosperità dell'impero.

La dinastia Flavia

10LA DINASTIA FLAVIA

L'anno dei quattro imperatori

11L'ANNO DEI QUATTRO IMPERATORI Il suicidio di Nerone concluse il cinquantennio di potere della dinastia Giulio-Claudia e aprì una fase di grande incertezza e instabilità, che dimostrò il crescente potere dell'esercito. Il 69 d.C. vide l'alternarsi sul trono di Roma di ben quattro imperatori di cui gli ultimi tre eletti dall'esercito: GALBA Inizialmente il Senato aveva dato l'incarico a un aristocratico, Servio Sulpicio Galba, che presto però si vide venir meno l'appoggio dei soldati e del popolo, finendo ucciso. OTONE la guardia pretoriana acclamò successore Otone, ex governatore della Lusitania (Portogallo), ma l'elezione fu contestata dalle legioni stanziate in Germania che intendevano eleggere il proprio generale, Vitellio. Lo scontro fra le due truppe, vide la sconfitta e il suicidio di Otone. VITELLIO L'autorità di Vitellio tramontò in quello stesso anno, a causa delle violenze e degli eccessi di cui fu accusato. VESPASIANO A questo punto intervennero le legioni d'Oriente, che individuarono il loro candidato in Tito Flavio Vespasiano, il generale inviato da Nerone in Palestina. 12

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.