Documento da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (unibo) su A come archeologia. 10 grandi scoperte per ricostruire la storia. Il Pdf esplora l'origine dell'uomo con Lucy e l'archeologia delle città, come l'esercito di terracotta e la villa di Settefinestre, fornendo una panoramica dettagliata.
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Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (UNIBO) 16 pag. Prova gratis! docsity AI Genera mappe concettuali, riassunti e altro con l'AI ~Clicca qui Document shared on https://www.docsity.com/it/a-come-archeologia-10-grandi-scoperte-per-ricostruire-la-storia-1/8338727/ Downloaded by: maria-chiara-capece-1 (mariachiaracapece@gmail.com)A come Archeologia: 10 scoperte per ricostruire la storia
È necessario raccontare bene l'archeologia, in modo da non lasciare spazio ad equivoci, travisamenti e stereotipi, in quanto il grande pubblico è affascinato dalla figura dell'archeologo e dalla archeologia (specialmente dopo film come Indiana Jones e La mummia), bisogna rendersi conto che, Sì è affascinante ma che allo stesso tempo si basa su fondamenta solide. Poi ci sono le grandi scoperte che affascinano tutti perché sono arricchite da elementi speciali come tesori, tombe ...
Questa è la storia di uno dei nostri più antichi antenati (3.200.000 anni) Questa storia comincia in Africa. Nel 1972 iniziano una serie di spedizioni di paleoantropologi nell'Afar, un'area desertica tra Etiopia ed Eritrea, a Nord-Est di Adis Abeba; un "paradiso geologico e paleoantropologico", così è stata definita; o ancora: una miniera a cielo aperto di ominidi fossili, perché per motivi di carattere geologico, spesso i fossili affiorano direttamente al pelo della superficie terrestre. Nel 1973 le ricerche del gruppo franco-statunitense si concentrano nel cuore dell'Afar, nella località di Hadar, letto prosciugato di un lago. Per puro caso, l'americano Donald C. Johanson trova la tibia di un ominide, successivamente il femore. Saranno i coniugi Leakey, (primi a trovare fossili dei primi uomini negli anni '50), a confermare l'appartenenza dei resti ad un ominide bipede, che però non superava il metro di altezza, databile a 3 milioni di anni prima. Il 30 novembre 1974: viene scoperta Lucy, o meglio, moltissimi frammenti di ominide, a partire da un pezzo di braccio, poi un pezzo di cranio, e ancora una parte di femore. Il nome di questo scheletro doveva essere "AL 288", dal nome della località del ritrovamento, ma è una canzone dei Beatles, Lucy in the Sky with Diamonds, ad ispirarne il nome finale che conosciamo tutti. Il direttore generale del ministero della Cultura etiope sostiene che sia meglio darle un nome etiope viste le sue origini. La proposta fu "Dinkinesh", ovvero "tu sei meravigliosa", ma ormai tutti la chiamano già Lucy.
Le ossa trovate in tutto sono 52 (40% dello scheletro), l'eccezionalità di questa scoperta sta proprio nel numero di resti, molto alto rispetto alla media dei fossili rinvenuti fino ad ora. Lucy aveva un corpo alto circa un metro, doveva pesare dai 30 ai 45 chili. Il suo era un "bipedismo facoltativo", visto che per la maggior parte del tempo, si è ipotizzato, conduceva la sua vita sugli alberi. Tuttavia, gli australopitechi potevano avere una posizione eretta ma era facoltativo, si differenziavano dalle scimmie anche dalle possenti mascelle che potevano sminuzzare radici e noci, un cervello poco più grande e una ben visibile diversità tra i sessi. Da Lucy (Australopithecus afarensis) si è sviluppato il genere Homo, per arrivare alla fine all'Homo sapiens. Lucy avrebbe avuto 18 anni (età adulta) al momento della morte. Le cause sono ancora in discussione ma, si può escludere che sia stata uccisa e divorata dai predatori, si pensa invece che sia caduta da un albero di almeno 12 metri, da cui può essere caduta a grande velocità. Lucy è rappresentativa di un gruppo abbastanza esteso, dato che trovarono tredici scheletri attribuibili alla sua stessa specie, nello stesso strato argilloso e più avanti resti di altri individui. In oltre nel 1978 dalla famosa "camminata di Laetoli" si trovarono una serie di impronte fossilizzate (appartenenti a tre "uomini" lasciate nella cenere vulcanica), che confermano la posizione eretta di Lucy e della sua specie. Document shared on https://www.docsity.com/it/a-come-archeologia-10-grandi-scoperte-per-ricostruire-la-storia-1/8338727/ Downloaded by: maria-chiara-capece-1 (mariachiaracapece@gmail.com)Come la maggior parte delle grandi scoperte anche Lucy ha guadagnato un posto nel mondo mediatico contemporaneo (es: la NASA nel 2017 ha lanciato una missione di nome Lucy). Nel 1994 è stata scoperta Ardi ha circa un milione di anni in più di Lucy, dovrebbe essere questo l'ominide più antico ma il numero di resti basso e le ossa molto frammentate portano ad avere indizi insufficienti per affermare la portata di questa scoperta.
Questa è la storia di un uomo vissuto circa 5.000 anni fa, un uomo che dopo la sua morte è stato intrappolato nel ghiaccio e il ghiaccio lo ha conservato perfettamente, ibernato. Questa è la storia di un uomo di cui non sapremo mai il vero nome (conosciuto oggi come Ötzi, la mummia del Similaun), ma che ci ha raccontato, e ci sta ancora raccontando nei dettagli, come si viveva al suo tempo. Ötzi deve il suo nome dalla zona in cui è stato trovato il 19 settembre 1991, la Val Senales, che in tedesco si chiama Ötzal, sulle Alpi tirolesi. A trovarlo sono stati i coniugi escursionisti Helmut ed Erika Simon a quota 3210 metri. L'uomo viene trovato riverso su una roccia, emerge la nuca, le spalle e la schiena, le braccia sono nascoste dal corpo, di colore cuoio. Due giorni dopo, diffusa la notizia del ritrovamento di quello che si pensava essere un alpinista, diversi avventori tentarono di estrarre il corpo dal ghiaccio, senza badare a come si stava scavando, e alterando il preziosissimo contesto in cui era custodito l'uomo. Il 23 settembre Ötzi esce dal suo giaciglio millenario e trasportato a Innsbruck, dove comincia ad essere studiato dall'archeologo Spindler. Dal 1998 è visibile al Museo Archeologico di Bolzano. Ötzi è vissuto tra il 3350 ed il 3100 a.C. era alto 1,60 e alla morte doveva avere tra i 40 e i 50 anni. Sul corpo si notano, soprattutto a livello delle giunture, svariati tatuaggi riuniti in 19 gruppi: probabilmente il carbone impresso nella pelle fungeva da analgesico contro il dolore che Ötzi doveva provare a causa della sua artrosi. Nello stomaco è stato trovato del cibo, della carne, ad un piede calzava ancora una scarpa e insieme al corpo è stato rinvenuto un cappello (zuccotto di pelliccia) e altri capi principalmente di pelle di capra, perfettamente conservati grazie al ghiaccio. Un indumento interessante è una sorta di impermeabile che indossava sopra tutto per proteggersi dalla pioggia, era realizzato da mazzetti di graminacee. Incredibili gli oggetti che l'uomo portava con sé: un pugnale, un arco, una faretra contenete 14 frecce (di cui 12 non finite), uno zaino, un marsupio con all'interno un fungo secco che serviva per accendere il fuoco, un perforatore (trapano), due pezzi di fungo Piptoporus betulinus con poteri medicamentosi e tanto altro. S Nonostante la sua salute cagionevole, Ötzi non è morto per una malattia, bensì colpito da una freccia e successivamente dissanguato. È morto presumibilmente in primavera-estate per via dei pollini trovati nei polmoni e da come mostrano i resti ritrovati stava rifornendo il suo arsenale in un luogo sicuro tra le rocce. Esiste un'altra ipotesi, Ötzi sarebbe morto sempre a causa di una freccia ma gli oggetti rinvenuti vicino a lui farebbero arte di un sepolcro e non sarebbero oggetti che portava con sé. Questo cambierebbe il modo di leggere la sua storia. La scoperta di Ötzi è paragonabile a quella della tomba di Tutankhamon: entrambe sono state travolte dai media e dalla cultura popolare, che le ha riviste e trasformate, si sono creati gadget, film, libri, le loro scoperte hanno quindi sfondato la parete che divide il gruppo ristretto degli esperti e il grande pubblico. Processo di "attualizzazione": la distanza nel tempo che ci divide da Ötzi viene ridotta proiettandolo nel nostro mondo, la scoperta viene resa più fruibile. In oltre abbiamo assunto un atteggiamento controverso nei confronti di Ötzi, da un lato lo teniamo chiuso in una stanza ottimale per mantenere la sua conservazione, dall'altro lo violiamo continuamente sottoponendolo a una moltitudine di analisi senza pesare che si tratta comunque di un cadavere. (Una dignità da rispettare) Document shared on https://www.docsity.com/it/a-come-archeologia-10-grandi-scoperte-per-ricostruire-la-storia-1/8338727/ Downloaded by: maria-chiara-capece-1 (mariachiaracapece@gmail.com)
Questa storia inizia in un albergo, un albergo bellissimo, di altri tempi: l'Hotel Baron di Aleppo, in Siria, è un luogo carico di storia per via dei tanti visitatori illustri che hanno alloggiato nelle sue camere; politici, da Akemal Ataturk a Charles De Gaulle, anche figure particolari come T.H. Lawrence, e poi esploratori e archeologi. Al Baron, nel 1962 arriva anche un archeologo italiano, Paolo Matthiae. Matthiae al museo di Aleppo è incuriosito da un bacino in basalto, di cui chiede informazioni, ma quelle che riceve sono errate, come per esempio la datazione. Tuttavia, gli viene indicato il luogo del ritrovamento, la località di Tell Mardikh, dove si fionda subito. Qui decide, dopo un'ispezione approfondita, di scavare la collina (1964). Questo scavo e luogo diventerà sinonimo di una delle scoperte più importanti dell'archeologia orientale ed è legata ad uno dei più notevoli apporti dell'archeologia italiana: la scoperta di Ebla. (Il cui nome tradotto significa "Pietre bianche")
Tell Mardikh si ipotizza sia il luogo dove, tra III e II secolo a.C., sorgeva la città-Stato di Ebla. L'ipotesi viene avanzata da Mario Liverani osservando iscrizioni posteriori l'esistenza della città, che ne parlano al passato quando Ebla diventa oggetto di conquista del sovrano di Akkad (impero mesopotamico), quindi il momento d'oro di Ebla era già terminato. Nel 1968 si trova una statua in basalto senza testa su cui è incisa un'iscrizione che riguarda "Ibbit-Lim, re della stirpe di Ebla", quindi una pista da seguire.
La storia di Ebla si può suddividere in tre fasi nell'arco di ottocento anni, tra 2400 e 1600 a.C. 2400-2300 a.C .: Prima fase "età degli archivi"*, la città è ben sviluppata sia a livello agricolo che commerciale, è ricca e potente grazie ai commerci, anche di prodotti del quale la città aveva il monopolio, come mobili, tessuti e gioielli. Avevano rapporti anche con Afganistan e Egitto (es: una lucerna con l'incisione di Chefren faraone). La posizione strategica tra Eufrate e Mediterraneo la rendeva un pericoloso concorrente di altri importanti centri, come Biblo. « Ebla ha solide mura al cui interno troviamo il "Palazzo reale G", residenza del re. Era suddiviso in diversi settori es: sala delle udienze, dell'amministrazione, magazzino, cucine ... In questo periodo furono costruiti 4 santuari per diverse divinità. Una prima distruzione avviene intorno al 2260 a.C. per mano del re Sargon di Akkad, fondatore del primo impero della Mesopotamia. Questa conquista separa la prima fase della città dalla seconda, che va dal 2300 al 2000 a.C., fino ad un incendio doloso che la distrugge nuovamente. La terza ed ultima fase va dal 2000 al 1600 a.C .: Ebla fa ora parte di uno Stato, quello della dinastia mesopotamica degli Ur, ma non smette di essere una città ricchissima, che ospita immensi palazzi, i quali dimostrano l'aumento dei soggetti che detengono il potere. Anche la costruzione di templi, luoghi di culto aumenta (la dea più importante diventa Ishtar, dea della fertilità e della guerra). Aumenta l'abilità nell'agricoltura e nelle arti, si trovano meravigliose sculture. Nel 1600 a.C. avviene la definitiva distruzione, con la conquista da parte degli Ittiti, che conquisteranno anche Babilonia. *Nel 1974 viene effettua una scoperta incredibilmente rara nel Palazzo reale G, "ala dell'amministrazione", un'intera ala ricca di archivi contenenti tavolette in scrittura cuneiforme, talmente tante (5000, ma in 17 mila frammenti) che il loro recupero finisce nel 1976. Si tratta di documenti commerciali, documentazioni della struttura sociale (successioni dei re, cerimonie ... ) ma anche di vocabolari dall'eblaita al sumerico, forse il più antico finora giunto a noi dal passato. Grazie a questo ritrovamento si è fatta la scoperta anche di una lingua semitica fino ad allora sconosciuta, che è stata definita come "terza lingua dell'umanità consegnata alla scrittura", dopo il cuneiforme sumerico e i geroglifici. Dopo la fine della splendida città di Ebla, sul territorio vi fu un via vai: una fattoria, poi dei monaci, una comunità islamica, delle truppe crociate ... Ebla è la scoperta di una nuova cultura, lingua e storia, dai resti abbiamo scoperto il suo ruolo politico e internazionale oltre che sociale. (scoperta che va oltre a Pompei). La scoperta italiana di Ebla ha fatto da apripista a numerose altre scoperte dell'archeologia orientale e ha ispirato moltissimi archeologi italiani che si sono formati proprio sugli scavi della città, come Matthiae stesso, che negli anni da studioso si è formato su un'archeologia che negli anni Document shared on https://www.docsity.com/it/a-come-archeologia-10-grandi-scoperte-per-ricostruire-la-storia-1/8338727/ Downloaded by: maria-chiara-capece-1 (mariachiaracapece@gmail.com)