Bioetica Generale e Storia: modelli, inizio vita e aborto

Documento di Università sulla Bioetica Generale e Storia. Il Pdf esplora la bioetica, definendone l'ambito e i modelli come personalismo e principialismo, trattando temi quali l'inizio della vita e l'aborto, con principi morali applicati in contesti medici e sociali per la materia di Filosofia.

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11 pagine

BIOETICA GENERALE E STORIA
BIOETICA (area di ricerca interdisciplinare che ha per oggetto l’esame sistematico della condotta
umana, alla luce di valori e principi morali, nel campo delle scienze della vita e della salute )
Il termine bioetica è stato coniato come neologismo nel 1971 da POTTER per indicare la nascita di
una nuova disciplina in grado di combinare CONOSCENZA BIOLOGICA e CONOSCENZA DEL
SISTEMA DEI VALORI UMANI. Tale nuovo ambito di studio era necessario per evitare una
spaccatura tra i due saperi che avrebbe messo in pericolo la sopravvivenza dell’intero ecosistema
(BIOETICA = SCIENZA DELLA SOPRAVVIVENZA).
Sosteneva dunque di dover imparare ad usare la conoscenza in ambito scientifico e quindi di
IMPARARE COME SAPERE.
L’oggetto di studio della bioetica sono gli aspetti etici impliciti nella pratica clinica e l’obiettivo è
quello di cogliere, attraverso il dialogo e il confronto con la medicina, la filosofia e l’etica, i valori
umani.
(In realtà la bioetica già esisteva, infatti nel 1969 a ny venne istituito il cd. HASTINGS CENTER
per enucleare le norme per la sperimentazione bioetica)
Altri pionieri che hanno contribuito a gettare le basi per la bioetica sono stati:
-
REICH (che ha definito prima la bioetica = lo studio sistematico della condotta umana, alla luce
di valori e principi, nel campo delle scienze della vita e della salute; poi ha allargato la
definizione includendo anche le condotte sociali e le decisioni politiche - 1995)
-
BEAUCHAMP e CHILDRESS (fondatori del principialismo)
-
EDMUND PELLEGRINO (medico che si focalizzò sull’importanza di individuare nella pratica
medica il telos ossia il “fine della medicina” per definire il “buon medico”, colui che possiede una
serie di virtù..)
-
ELIO SGRECCIA (vescovo italiano che fondò il centro di bioetica dell’università cattolica di
roma)
-
DOCUMENTO DI ERICE (secondo cui la competenza bioetica è riconosciuta in 4 ambiti:
professioni sanitarie; ricerca sull’uomo; all’interno delle politiche sanitarie; all’interno degli
interventi sulla vita degli altri esseri viventi.)
COLLEGAMENTO TRA CHIESA E BIOETICA
Il collegamento tra chiesa, riflessione cattolica e bioetica è stato da sempre molto forte è ciò
dipende principalmente dal fatto che da sempre la riflessione cattolica ha studiato l’uomo e difeso
la legge morale naturale.
RAPPORTO TRA RICERCA SCIENTIFICA - MEDICA ED ETICA ?
DEFINIZIONE - FINALITA - METODI - CLASSIFICAZIONE
DEFINIZIONE- BIOETICA = area di ricerca interdisciplinare che ha per oggetto l’esame
sistematico della condotta umana, alla luce di valori e principi morali, nel campo delle scienze della
vita e della salute.
Secondo la definizione universale della bioetica dell’ Unesco = scienza che ha per oggetto le
questioni etiche relative alla medicina, alle scienze della vira, alle tecnologie associate, alla luce
dielle dimensioni sociali, legali ed ambientali.
Secondo SGRECCIA = ETICA RAZIONALE in quanto a partire dal dato scientifico, biologico e
medico, si esamina razionalmente la liceità dell’intervento dell’uomo sull’uomo.
FINALITA = l’obiettivo della bioetica è quello di analizzare razionalmente i problemi morali legati
alla biomedicina e della loro connessione con il diritto e le scienze umane. Nel concreto vengono
poi elaborate delle LINEE ETICHE GUIDA che hanno una finalità applicativa.
STRUMENTI- lI METODO DI RICERCA IN BIOETICA prevede l’utilizzo di strumenti interdisciplinari
che si traducono in tre passaggi principali della ricerca:
-
Momento epistemologico : in cui viene esaminata la natura del fatto biomedico scientificamente
accertato
-
Momento antropologico : in cui vengono individuate le implicazioni del caso sul piano
antropologico quindi in relazione alla vita, all’integrità ed alla dignità della persona umana
-
Momento applicativo : di formazione di un GIUDIZIO ETICO : in cui vengono individuate le
soluzioni etiche supportate da basi teoriche.
—> E’ un metodo ne deduttivo ne induttivo che può essere definito METODO TRIANGOLARE
TIPI DI BIOETICA:
-
GENERALE : incentrata sui valori ed i principi originari
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-
SPECIALE : analizza le grandi tematiche che costituiscono le colonne portanti della bioetica
(inizio vita, aborto, procreazione medica assistita, clonazione cellule staminali cure palliative,
trapianti d’organo, accertamento di morte, eutanasia)
-
CLINICA : applica la conoscenza bioetica alla pratica clinica attraverso un processo decisionale
che include: strategie di dialogo, lo studio delle linee guida e l’esame di casi clinici.
BIOETICA PERSONALISTA = punto d’incontro tra ANTROPOLOGIA FILOSOFIA (che tiene conto
della persona umana e della sua integrità, MORALE NATURALE (etica razionale) e le SCIENZE
NATURALI e della MEDICINA. (Quindi in questo campo anche un omicidio pu essere interpretato
alla luce della cultura e del momento storico). La bioetica si pome nei confronti della biomedica in
un posizione integrativa e globale.
MODELLI BIOETICI
La fondazione del giudizio etico è diversificare nei rappresentanti delle diverse scuole di pensiero
ed inoltre secondo SCARPELLI in bioetica le regole dovrebbero essere basate sul PRINCIPIO DI
TOLLERANZA DI QUALSIASI ETICA e limite con il PRINCIPIO DI ASSENZA DI DANNO
RILEVANTE. In questo RELATIVISMO ETICO vengono eliminate tutte le regole universali e
osservato l’impatto di ciascuna azione presa singolarmente ed analizzata alla luce del danno
possibile che risulterebbe dalla sua attuazione.
DIVERSA è LA PROSPETTIVA DEI COGNITIVISTI E DEI NON-COGNITIVISTI:
Tale spaccatura deriva dalla LEGGE DI HUME o FALLACIA NATURALISTICA secondo cui fatti
sono conoscibili e dimostrabili mentre i valori e le norme morali danno luogo a giudizi
indimostrabili.
Mentre i COGNITIVISTI sostengono che sia possibile conoscere i valori e dici e quindi credono nel
“dover essere” dell’uomo costituita da un’etica normativa;
I NON- COGNITIVISTI ritengono che i valori e le norme non possano essere oggetto di
conoscenza (esplicita) e di affermazioni come vero/ falso ma che possano però essere INTUIBILI
(MOORE - INTUIZIONISMO) .
(A tal proposito si può dire che è verosimile che una nomerà morale non possa derivare dalla mera
attualità ma, d’altra parte, non è neanche detto che la morale non possa essere conosciuta in
quanto il “dover essere” non ha una natura solo empirica ma anche metafisica e razionale.)
MODELLO SOCIO- BIOLOGISTA :
In questo modello si compongono l’evoluzionismo di Darwin ed il sociologico di Weber in cui il
diritto e la morale risultano essere il risultato di una forma di adattamento. Come infatti gli esseri
viventi hanno sviluppato certi organi per migliorare la loro esistenza, cosi l’evoluzione della società
produce e cambia valori a cui poi gli uomini si adattano. La bioetica permette di manette l’equilibrio
evolutivo.
(Questo modello nasconde un riduzionismo dell’uomo in quanto questo viene ridotto ad un
momento stpricistico e naturalistico e quindi viene privato della vera libertà essendo visto come
intento a mettere in atto solo meccanismi evoluzionistici di adattamento. Oltre ad un riduzionismo
dell’uomo viene dato per scontato anche l’evoluzionismo).
MODELLO SOGGETTIVISTA INDIVIDUALISTA :
L’assunto principale è non cognitivista quindi la non conoscibilità dei valori e delle norme morali e
l’unica fondazione dell’agire umano è la SCELTA AUTONOMA quindi vi è un’ipertrofia del principio
di autonomia in cui l’unico limite alla propria libertà è quello della libertà altrui. (Si puo avere però
difficoltà nel porre delle norme a difesa della società che richiamino il bene comune).
(Sebbene sia vero che la libertà sia un pilastro fondamentale della morale non si può tralasciare
che ogni atto libero presuppone la vita dell’ uomo che lo pome in essere e che quindi la vita venga
prima della libertà cerche chi non è vivo non può essere libero).
MODELLO PRAGMATICO UTILITARISTA :
Partendo da una sfiducia circa la possibilità di individuare norme morali universali, pone il principio
base nel calcolo delle conseguenze dell’azione sulla base del rapporto costi/ benefici ma questo
rapporto ha valore quando è riferito allo stesso valore ed alla stessa persona.
(Il problema di questo modello è che non può essere usato per valutare beni diversi tra loro e che
è impossibile prevedere tutte le conseguenze di un’azione per poi effettuare il rapporto. Inoltre
all’interno dell’utilitarismo sono presenti posizioni estreme come quella di HUME che riduceva il
rapporto a piacevolezza/ spiacevolezza o quella di SINGER che riduceva la persona ad essere
senziente come solo capace di provare piacere e dolore. Invece dal neoutilitarismo di BENTHAM e
MILL secondo cui la condotta umana deve puntare a massimizzare il piacere, minimizzare la
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Anteprima

BIOETICA GENERALE E STORIA

BIOETICA (area di ricerca interdisciplinare che ha per oggetto l'esame sistematico della condotta
umana, alla luce di valori e principi morali, nel campo delle scienze della vita e della salute )
Il termine bioetica è stato coniato come neologismo nel 1971 da POTTER per indicare la nascita di
una nuova disciplina in grado di combinare CONOSCIENZA BIOLOGICA e CONOSCIENZA DEL
SISTEMA DEI VALORI UMANI. Tale nuovo ambito di studio era necessario per evitare una
spaccatura tra i due saperi che avrebbe messo in pericolo la sopravvivenza dell'intero ecosistema
(BIOETICA = SCIENZA DELLA SOPRAVVIVENZA).
Sosteneva dunque di dover imparare ad usare la conoscenza in ambito scientifico e quindi di
IMPARARE COME SAPERE.
L'oggetto di studio della bioetica sono gli aspetti etici impliciti nella pratica clinica e l'obiettivo è
quello di cogliere, attraverso il dialogo e il confronto con la medicina, la filosofia e l'etica, i valori
umani.
(In realtà la bioetica già esisteva, infatti nel 1969 a ny venne istituito il cd. HASTINGS CENTER
per enucleare le norme per la sperimentazione bioetica)

Pionieri della Bioetica

Altri pionieri che hanno contribuito a gettare le basi per la bioetica sono stati:

  • REICH (che ha definito prima la bioetica = lo studio sistematico della condotta umana, alla luce
    di valori e principi, nel campo delle scienze della vita e della salute; poi ha allargato la
    definizione includendo anche le condotte sociali e le decisioni politiche - 1995)
  • BEAUCHAMP e CHILDRESS (fondatori del principialismo)
  • EDMUND PELLEGRINO (medico che si focalizzò sull'importanza di individuare nella pratica
    medica il telos ossia il "fine della medicina" per definire il "buon medico", colui che possiede una
    serie di virtù .. )
  • ELIO SGRECCIA (vescovo italiano che fondò il centro di bioetica dell'università cattolica di
    roma)
  • DOCUMENTO DI ERICE (secondo cui la competenza bioetica è riconosciuta in 4 ambiti:
    professioni sanitarie; ricerca sull'uomo; all'interno delle politiche sanitarie; all'interno degli
    interventi sulla vita degli altri esseri viventi.)

Collegamento tra Chiesa e Bioetica

COLLEGAMENTO TRA CHIESA E BIOETICA
Il collegamento tra chiesa, riflessione cattolica e bioetica è stato da sempre molto forte è ciò
dipende principalmente dal fatto che da sempre la riflessione cattolica ha studiato l'uomo e difeso
la legge morale naturale.

Rapporto tra Ricerca Scientifica, Medica ed Etica

RAPPORTO TRA RICERCA SCIENTIFICA - MEDICA ED ETICA ?
DEFINIZIONE - FINALITA' - METODI - CLASSIFICAZIONE

Definizione di Bioetica

DEFINIZIONE- BIOETICA = area di ricerca interdisciplinare che ha per oggetto l'esame
sistematico della condotta umana, alla luce di valori e principi morali, nel campo delle scienze della
vita e della salute.
Secondo la definizione universale della bioetica dell' Unesco = scienza che ha per oggetto le
questioni etiche relative alla medicina, alle scienze della vira, alle tecnologie associate, alla luce
dielle dimensioni sociali, legali ed ambientali.
Secondo SGRECCIA = ETICA RAZIONALE in quanto a partire dal dato scientifico, biologico e
medico, si esamina razionalmente la liceità dell'intervento dell'uomo sull'uomo.

Finalità della Bioetica

FINALITA' = l'obiettivo della bioetica è quello di analizzare razionalmente i problemi morali legati
alla biomedicina e della loro connessione con il diritto e le scienze umane. Nel concreto vengono
poi elaborate delle LINEE ETICHE GUIDA che hanno una finalità applicativa.

Metodo di Ricerca in Bioetica

STRUMENTI- II METODO DI RICERCA IN BIOETICA prevede l'utilizzo di strumenti interdisciplinari
che si traducono in tre passaggi principali della ricerca:

  • Momento epistemologico : in cui viene esaminata la natura del fatto biomedico scientificamente
    accertato
  • Momento antropologico : in cui vengono individuate le implicazioni del caso sul piano
    antropologico quindi in relazione alla vita, all'integrità ed alla dignità della persona umana
  • Momento applicativo : di formazione di un GIUDIZIO ETICO : in cui vengono individuate le
    soluzioni etiche supportate da basi teoriche.
    -> E' un metodo ne deduttivo ne induttivo che può essere definito METODO TRIANGOLARE

Tipi di Bioetica

TIPI DI BIOETICA:

  • GENERALE : incentrata sui valori ed i principi originari
    Pagina 1 di 11- SPECIALE : analizza le grandi tematiche che costituiscono le colonne portanti della bioetica
    (inizio vita, aborto, procreazione medica assistita, clonazione cellule staminali cure palliative,
    trapianti d'organo, accertamento di morte, eutanasia)
  • CLINICA : applica la conoscenza bioetica alla pratica clinica attraverso un processo decisionale
    che include: strategie di dialogo, lo studio delle linee guida e l'esame di casi clinici.

Bioetica Personalista

BIOETICA PERSONALISTA = punto d'incontro tra ANTROPOLOGIA FILOSOFIA (che tiene conto
della persona umana e della sua integrità, MORALE NATURALE (etica razionale) e le SCIENZE
NATURALI e della MEDICINA. (Quindi in questo campo anche un omicidio pu essere interpretato
alla luce della cultura e del momento storico). La bioetica si pome nei confronti della biomedica in
un posizione integrativa e globale.

Modelli Bioetici

La fondazione del giudizio etico è diversificare nei rappresentanti delle diverse scuole di pensiero
ed inoltre secondo SCARPELLI in bioetica le regole dovrebbero essere basate sul PRINCIPIO DI
TOLLERANZA DI QUALSIASI ETICA e limite con il PRINCIPIO DI ASSENZA DI DANNO
RILEVANTE. In questo RELATIVISMO ETICO vengono eliminate tutte le regole universali e
osservato l'impatto di ciascuna azione presa singolarmente ed analizzata alla luce del danno
possibile che risulterebbe dalla sua attuazione.

Cognitivisti e Non-Cognitivisti

DIVERSA è LA PROSPETTIVA DEI COGNITIVISTI E DEI NON-COGNITIVISTI:
Tale spaccatura deriva dalla LEGGE DI HUME o FALLACIA NATURALISTICA secondo cui fatti
sono conoscibili e dimostrabili mentre i valori e le norme morali danno luogo a giudizi
indimostrabili.
Mentre i COGNITIVISTI sostengono che sia possibile conoscere i valori e dici e quindi credono nel
"dover essere" dell'uomo costituita da un'etica normativa;
I NON- COGNITIVISTI ritengono che i valori e le norme non possano essere oggetto di
conoscenza (esplicita) e di affermazioni come vero/ falso ma che possano però essere INTUIBILI
(MOORE - INTUIZIONISMO) .
(A tal proposito si può dire che è verosimile che una nomerà morale non possa derivare dalla mera
attualità ma, d'altra parte, non è neanche detto che la morale non possa essere conosciuta in
quanto il "dover essere" non ha una natura solo empirica ma anche metafisica e razionale.)

Modello Socio-Biologista

MODELLO SOCIO- BIOLOGISTA :
In questo modello si compongono l'evoluzionismo di Darwin ed il sociologico di Weber in cui il
diritto e la morale risultano essere il risultato di una forma di adattamento. Come infatti gli esseri
viventi hanno sviluppato certi organi per migliorare la loro esistenza, cosi l'evoluzione della società
produce e cambia valori a cui poi gli uomini si adattano. La bioetica permette di manette l'equilibrio
evolutivo.
(Questo modello nasconde un riduzionismo dell'uomo in quanto questo viene ridotto ad un
momento stpricistico e naturalistico e quindi viene privato della vera libertà essendo visto come
intento a mettere in atto solo meccanismi evoluzionistici di adattamento. Oltre ad un riduzionismo
dell'uomo viene dato per scontato anche l'evoluzionismo).

Modello Soggettivista Individualista

MODELLO SOGGETTIVISTA INDIVIDUALISTA :
L'assunto principale è non cognitivista quindi la non conoscibilità dei valori e delle norme morali e
l'unica fondazione dell'agire umano è la SCELTA AUTONOMA quindi vi è un'ipertrofia del principio
di autonomia in cui l'unico limite alla propria libertà è quello della libertà altrui. (Si puo avere però
difficoltà nel porre delle norme a difesa della società che richiamino il bene comune).
(Sebbene sia vero che la libertà sia un pilastro fondamentale della morale non si può tralasciare
che ogni atto libero presuppone la vita dell'uomo che lo pome in essere e che quindi la vita venga
prima della libertà cerche chi non è vivo non può essere libero).

Modello Pragmatico Utilitarista

MODELLO PRAGMATICO UTILITARISTA:
Partendo da una sfiducia circa la possibilità di individuare norme morali universali, pone il principio
base nel calcolo delle conseguenze dell'azione sulla base del rapporto costi/ benefici ma questo
rapporto ha valore quando è riferito allo stesso valore ed alla stessa persona.
(Il problema di questo modello è che non può essere usato per valutare beni diversi tra loro e che
è impossibile prevedere tutte le conseguenze di un'azione per poi effettuare il rapporto. Inoltre
all'interno dell'utilitarismo sono presenti posizioni estreme come quella di HUME che riduceva il
rapporto a piacevolezza/ spiacevolezza o quella di SINGER che riduceva la persona ad essere
senziente come solo capace di provare piacere e dolore. Invece dal neoutilitarismo di BENTHAM e
Pagina 2 di 11MILL secondo cui la condotta umana deve puntare a massimizzare il piacere, minimizzare la
sofferenza e ad ampliare la sfera di libertà per il maggior numero di persone, è stato elaborato il
concetto di QUALITA' DELLA VITA).

Modello Contrattualistico

MODELLO CONTRATTUALISTICO :
Questo modello ha come criterio l'accordo intersoggettivo stipulato dalla comunità etica di qui
fanno parte solo i soggetti che hanno capacità e facoltà di decidere (ENGELHARDT) (la critica dei
questo approccio riguarda il fatto che chi non può decidere di essere considerato come persona
non può far parte della comunità etica e quindi rischia di non essere tutelato).

Modello Fenomenologico

MODELLO FENOMENOLOGICO :
GRACIA afferma la necessità di un' etica formale ed universale dei valori ma tale formalità si
realizza attraverso atti di valutazione o valorizzazione che sono soffittavi e dettati dalle circostanze.
(La critica è che si rimane in un ambito di relatività).

Principialismo

PRINCIPIALISMO :
Modello teorico elaborato da BEAUCHAMP e CHILDRESS secondo cui i principi morali
fondamentali sono 4:

  • Beneficienza
  • Non maleficenza
  • Autonomia
  • Giustizia

Tutti principi da applicare in ambito medico sanitario e che possono aiutare il medico a trovare il
proprio "telos" (PELLEGRINO) ossia la finalità della medicina che gli permette di essere un buon
medico". Il buon medico possiede varie virtù come capacità empatiche, onestà intellettuale, il saper
ascoltare, saper curare.
(Il problema di questo modello è che non è specificato cosa sia il bene o il male per un paziente)

Modello Personalista

MODELLO PERSONALISTA :
Risolve le antinomie dei modelli precedenti e fonda l'oggettività dei valori e delle norme morali. La
persona è intesa come un'unità corpo spirito, poiché nell'uomo la personalità sussiste
nell'individualità costituita da un corpo animano da uno spirito. Inoltre l'uomo è una persona perché
è l'unico essere in cui la vita diventa capace di riflettere su se stessa e di autodeterminazione.
Grazie ad un'anima spirituale che informa e da vita alla sua realtà corporea, l'essere umano si
pome come una totalità di corpo e spirito.
In questa prospettiva il valore etico di un atto dovrà essere analizzato sotto il profilo soggettivo
dell'intenzionalità e sotto il profilo oggettivo nel suo contenuto oggettivo e le sue conseguenze.
(Modello di ricerca- triangolare)

Principi della Bioetica Personalista

-> PRINCIPI DELLA BIOETICA PERSONALISTA
Relativi all'intervento dell'uomo sulla vita umana:

  • PRINCIPIO DELLA DIFESA DELLA VITA FISICA: la vita fisica rappresenta il valore
    fondamentale della persona in quanto il corpo è coessenziale, è ciò che ci permette di
    realizzarci nel tempo e nello spazio, di esercitare la nostra libertà. Al di sopra di tale bene
    fondamentale ci può essere solo il "bene totale e spirituale della persona" che potrebbe
    richiedere il sacrificio del corpo ma soltanto se il bene spirituale non può essere raggiunto
    diversamente.
  • PRINCIPIO DELLA LIBERTA' E RESPONSABILITA': tale principio segue quello della vita fisica
    in quanto per essere liberi bisogna essere vivi e perciò la vita è una precondizione per
    l'esercizio della libertà.
  • PRINCIPIO DI TOTALITA' O PRINCIPIO TERAPEUTICO: la corporeità è un unico formato però
    da parti distinte. Il principio dell'inviolabilità della vita viene applicato quando per garantire la vita
    ad un soggetto questo viene sottoposto ad un intervento terapeutico in cui può essere deprivato
    di una parte del proprio corpo. Ovviamente per applicare il principio terapeutico è necessario
    che l'intervento sia su una parte malata per salvare l'organismo sano, che non ci siano altri modi
    alternatici , che il paziente sia consenziente e che le possibilità di riuscita siano buone.
    (Quest'ultimo richiama il principio della proporzionalità della terapia ossia fra rischi e benefici).
  • PRINCIPIO DI SOCIALITA' E SUSSIDARIETA' : impegna ogni singola persona a realizzare se
    stessa nella partecipazione alla realizzazione del bene dei propri simili.

Risoluzione di Conflitti tra Principi

COME RISOLVERE SITUAZIONI DI CONFLITTO TRA PRINCIPI? Tramite PRINCIPI
SECONDARI:

  • IL MALE MINORE (IL BENE POSSIBILE): descrive la condizione in cui è necessario scegliere
    tra due mali. Se si tratta di mali morali l'obbligo è rifiutarli entrambi perché il male non può
    essere una scelta. Se si stratta di due mali fisici, si preferisce quello minore.
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