Letteratura delle Origini: trasformazioni linguistiche e contesti medievali

Documento di Università sulla Letteratura delle Origini. Il Pdf esplora le variazioni linguistiche dal latino al volgare e i luoghi del sapere medievali, come monasteri e università, con testi chiave come l'Indovinello Veronese e il Placito Capuano, per la materia Letteratura.

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11 pagine

LETTERATURA DELLE ORIGINI
Gruppo di testi a partire dell’anno mille scritti in volgare ( da vulvus=dal popolo)
La lingua parlata è il volgare che progressivamente sarà messa per iscritto e
acquisirà valore letterario
Contesto
11 secolobasso medioevo( età di mezzo tra età classica e moderna)
che inizia con la caduta dell’impero romano d’occidente nel 476.
Il latino a aveva un registro alto, colto e uno parlato
sermo vulgaris
Dopo la caduta dell’impero vi è una frammentazione territoriale e linguistica.
Nel 476 emergono le identità naziona detti regno romano barbarici o latino
germanici che porteranno alla nascita delle lingue romanze o neolatina(italiano,
francese, rumeno, portoghese, ladino, spagnolo)
Nel 842 ci fu il primo documento che attesta la differenziazione tra le lingue
romanze Giuramento di strasburgo scritto parte in francese e in parte Tedesco,
Infatti si affermano anche le lingue germaniche (Tedesco, inglese, Danese,
Norvegese, Olandese).
Vi è in epoca medievale un passaggio dall’italiano al latino. Molte nostre parola
derivano dal latino ma anche dal tedesco ( es. guerra, ZuccheroZukkar)
(cavalloCavallus). Molte parole latine si sono stabilite tra gli aggettivi colti.
Variazioni fonetiche
Vediamo i principali mutamenti fonetici:
1. Caduta delle vocali atone - “calidum” caldo
2. Trasformazione in dittongo di “ĕ” e “ŏ”- pĕdem piede; rŏtam ruota
3. trasformazione da dittongo a vocale - poenam pena; aurum oro
4. caduta delle consonanti finali - fecit fece; focum fuoco
5. scomparsa della lettera “H” all’inizio della parola - homo uomo; hora
ora
6. Evoluzione di un nesso consonantico di cui la seconda consonante è la “l”: il
nesso consonantico f+l diventa “f+i” - florem fiore
7. Palatalizzazione della “i” prevocalica - Iuliam Giulia
(le lettere palatali sono “g” e “c”).
Variazioni morfologiche
1. Scomparsa dei casi e delle desinenze, sostituiti dall’uso delle preposizioni
2. scomparsa del genere neutro
3. introduzione degli articoli (gli aggettivi dimostrativi “ille, illa, illud” danno
origine agli articoli).
4. scomparsa del futuro anteriore latino, che viene sostituito da una forma
composta con il verbo “habeo
5. introduzione del condizionale formato dall’infinito + participio di “habeo” -
ex. “amare habeo” = amerei
6. il passivo del presente italiano deriva dal perfetto “amatus sum” (anche
se in latino è un indicativo perfetto)
Variazioni sintattiche
1. Scomparsa del sistema dei casi
2. l’uso di subordinate oggettive e soggettive: in italiano sono introdotte dal
che, in latino con il binomio “accusativo + infinito
Luoghi del sapere
Con la disgregazione dell’Impero Romano, i luoghi di trasmissione del sapere
erano quelli legati alla chiesa, in quanto era l’unica istituzione a resistere.
Lintellettuale era il clericus, uomo appartenente al clero, che, in quanto tale,
scriveva e parlava in latino, spesso svolgeva l'insegnante in abbazie e monasteri
e ricopriva il compito di funzionario amministrativo (soprattutto sotto il regno di
Carlo Magno, tra l’VIII e il IX secolo).
I monasteri diventano i luoghi in cui si conserva il sapere e si trasmette.
Erano, infatti, dotati di biblioteche (fondate da Giulio Cesare) e scriptoria, stanze
dedicate ai monaci amanuensi, che trascrivevano i codici.
Tuttavia i libri erano ancora rari, perché ci si metteva molto tempo per copiarne
uno, i costi erano elevati e il materiale che si utilizzava era la pergamena, una
fibra animale preziosa e costosa.
I manoscritti non erano destinati né a un vasto pubblico, né alle scuole, bensì
venivano commissionati ai monaci da parte di ricchi signori (solitamente su
commissione, appunto). Accadeva che i monasteri concedessero al pubblico di
consultare i manoscritti, però molti non sapevano leggere.
I codici presenti nei monasteri contenevano messaggi di matrice cristiana, e non è
un caso: i testi che andavano contro la dottrina cristiana spesso non venivano
copiati, e per questo oggi conosciamo soltanto il 20% della letteratura greca e
latina.

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Anteprima

Letteratura delle Origini

->Gruppo di testi a partire dell'anno mille scritti in volgare ( da vulvus=dal popolo) -La lingua parlata è il volgare che progressivamente sarà messa per iscritto e acquisirà valore letterario

Contesto storico e linguistico

11 secolo->basso medioevo( età di mezzo tra età classica e moderna) che inizia con la caduta dell'impero romano d'occidente nel 476. Il latino a aveva un registro alto, colto e uno parlato 4 sermo vulgaris ->Dopo la caduta dell'impero vi è una frammentazione territoriale e linguistica. ->Nel 476 emergono le identità naziona detti regno romano barbarici o latino germanici che porteranno alla nascita delle lingue romanze o neolatina(italiano, francese, rumeno, portoghese, ladino, spagnolo) ->Nel 842 ci fu il primo documento che attesta la differenziazione tra le lingue romanze ->Giuramento di strasburgo scritto parte in francese e in parte Tedesco, Infatti si affermano anche le lingue germaniche (Tedesco, inglese, Danese, Norvegese, Olandese). -> Vi è in epoca medievale un passaggio dall'italiano al latino. Molte nostre parola derivano dal latino ma anche dal tedesco ( es. guerra, Zucchero« Zukkar) (cavallo«-Cavallus). Molte parole latine si sono stabilite tra gli aggettivi colti.

Variazioni fonetiche

Vediamo i principali mutamenti fonetici:

  1. Caduta delle vocali atone - "calidum" -> "caldo"
  2. Trasformazione in dittongo di "ě" e "8"- pědem -> piede; rotam -> ruota
  3. trasformazione da dittongo a vocale - poenam -> pena; aurum -> oro
  4. caduta delle consonanti finali - fecit -> fece; focum -> fuoco
  5. scomparsa della lettera "H" all'inizio della parola - homo -> uomo; hora -> ora
  6. Evoluzione di un nesso consonantico di cui la seconda consonante è la "I": il nesso consonantico f+I diventa "f+i" - florem -> fiore
  7. Palatalizzazione della "i" prevocalica - luliam -> Giulia (le lettere palatali sono "g" e "c").

Variazioni morfologiche

  1. Scomparsa dei casi e delle desinenze, sostituiti dall'uso delle preposizioni
  2. scomparsa del genere neutro
  3. introduzione degli articoli (gli aggettivi dimostrativi "ille, illa, illud" danno origine agli articoli).
  4. scomparsa del futuro anteriore latino, che viene sostituito da una forma composta con il verbo "habeo"
  5. introduzione del condizionale formato dall'infinito + participio di "habeo" - ex. "amare habeo" = amerei
  6. il passivo del presente italiano deriva dal perfetto -> "amatus sum" (anche se in latino è un indicativo perfetto)

Variazioni sintattiche

  1. Scomparsa del sistema dei casi
  2. l'uso di subordinate oggettive e soggettive: in italiano sono introdotte dal "che", in latino con il binomio "accusativo + infinito"

Luoghi del sapere medievale

Con la disgregazione dell'Impero Romano, i luoghi di trasmissione del sapere erano quelli legati alla chiesa, in quanto era l'unica istituzione a resistere. L'intellettuale era il clericus, uomo appartenente al clero, che, in quanto tale, scriveva e parlava in latino, spesso svolgeva l'insegnante in abbazie e monasteri e ricopriva il compito di funzionario amministrativo (soprattutto sotto il regno di Carlo Magno, tra l'VIII e il IX secolo). I monasteri diventano i luoghi in cui si conserva il sapere e si trasmette. Erano, infatti, dotati di biblioteche (fondate da Giulio Cesare) e scriptoria, stanze dedicate ai monaci amanuensi, che trascrivevano i codici. Tuttavia i libri erano ancora rari, perché ci si metteva molto tempo per copiarne uno, i costi erano elevati e il materiale che si utilizzava era la pergamena, una fibra animale preziosa e costosa. I manoscritti non erano destinati né a un vasto pubblico, né alle scuole, bensì venivano commissionati ai monaci da parte di ricchi signori (solitamente su commissione, appunto). Accadeva che i monasteri concedessero al pubblico di consultare i manoscritti, però molti non sapevano leggere. I codici presenti nei monasteri contenevano messaggi di matrice cristiana, e non è un caso: i testi che andavano contro la dottrina cristiana spesso non venivano copiati, e per questo oggi conosciamo soltanto il 20% della letteratura greca e latina.

Rinascita Carolingia e diffusione del sapere

Con Carlo Magno ci si assicuro che i clerici avessero una buona istruzione, infatti il sovrano fondò una scuola palatina (cioè "di palazzo") ad Aquisgrana. Proprio per questo motivo si parla di rinascita Carolingia. Il testo più copiato, e poi il primo a essere stampato, fu la Bibbia, in particolare quella di "vulgata" di San Girolamo (tradotta dal greco al latino), e quella di Sant'Agostino. Un altro autore i cui testi saranno copiati, è Virgilio, perché, nel IV canto delle Bucoliche, parlò della nascita di un puer che riporterà sulla Terra l'età dell'oro. Così Virgilio fu interpretato come un autore illuminato. In età medievale inizia a diffondersi il pensiero allegorico: ogni testo possedeva un significato letterale, quindi un significato descrittivo e narrativo, e uno allegorico, che allude a un contenuto nascosto di natura teologica o morale. Questa figura retorica sarà presente nella Divina Commedia, ma prima ancora nei cosiddetti "bestiari" e "lapidari", repertori dettagliatamente descritti e con un significato allegorico di animali e pietre. Alle pietre era collegata la facoltà di influenzare lo stato d'animo e la fortuna dell'uomo -> da qui si diffonde l'idea di pietra filosofale, che darà inizio a una ricerca frenetica di pietre. Gli animali di cui si parlava di più nei bestiari erano gli unicorni e il leone-formica, che incarneranno i vizi e le virtù degli uomini.

Cultura Laica e sistema feudale

Nel Medioevo si afferma una cultura Laica (dal VI secolo al XI), caratterizzata dallo sviluppo del sistema feudale, che sopperiva alla debolezza - quasi mancanza- di un potere centrale. Il sistema feudale trova l'akuń con Carlo Magno, che nei primi anni del IX secolo organizza il sacro Romano Impero, occupandosi della cultura religiosa, dato che capisce l'importanza di una cultura laica che fosse anche religiosa (anche se oggi si pensa che Carlo Magno fosse analfabeta). La sua figura è stata associata a quella di un mecenate, un uomo che ama circondarsi di uomini colti, che popolavano la sua corte. Nell'XI secolo si verifica il fenomeno dell'incastellamento, per cui la cultura non è più legata solamente ai monasteri o le abbazie, bensì si sviluppa anche in ambienti laici, come, appunto, i castelli. Il signore si circonda di poeti, giullari e musici che lo intrattengono insieme a tutti gli abitanti del castello. Ciò fu definita "Rivoluzione laica", di cui la grande conseguenza fu la scomparsa graduale del latino come lingua parlata, e la sostituzione di esso con il volgare, più adatto a un pubblico ampio.

Cultura Laica e Università

La maggiore novità è la comparsa di università (dal latino "universitas, -atis"), chiamata in questo modo perché permetta di studiare tutto. Prima erano chiamate "studia" (neutro plurale). Le più note sono le seguenti:

  • Università di Bologna, una delle più antiche, che eccelle per lo studio del diritto e della medicina
  • Università di Parigi, famosa per la teologia

Le altre sono a esse ancillari. Per essere ammessi all'università, bisognava conoscere il latino ed essere agiati economicamente. Le prime materie erano le arti del trivio, le materie umanistiche: grammatica, retorica e dialettica. Poi si passava alle arti del quadrivio, quelle scientifiche: astronomia, geometria, aritmetica e musica (considerata una materia scientifica perché bisogna capire la quantità e la durata delle note sullo spartito). Queste materie preparavano allo studio di discipline specialistiche: diritto, medicina, e la più importante al tempo, la teologia. La maggior parte degli studenti erano chierici che si spostavano da un'università all'altra per seguire le lezioni dei professori più rinomati; per questo prendono il nome di "chierici vaganti".

Testimonianze del volgare

Indovinello Veronese (pag.530)

Si tratta di un codice conservato nella Cattedrale di Santa Maria Assunta di Verona e risale alla fine dell'VIII secolo, ma fu scoperto solo nel 1924, quasi per caso. Fu, però, una scoperta sensazionale perché è una delle prime testimonianze del passaggio dal latino al volgare. L'autore è probabilmente un copista, che lavorava nella cattedrale, e che decise di aggiungere questo indovinello al margine di un codice di preghiere, presumibilmente per distrarsi dalla fatica del lavoro. Denota, quindi, un episodio di vita quotidiana, che ci è stata tramandata per caso (scoperta casuale, in contrapposizione con quella filologica). Lungo i margini della pergamena ci sono delle frasi, lo spazio è interamente riempito, in quanto la pergamena era molto preziosa, e non bisognava sprecarla. La soluzione a questo indovinello è: una metafora legata alla scrittura. Infatti:

  • i bianchi prati -> pergamena
  • seme nero -> inchiostro
  • bianco aratro -> penna
  • spingeva i buoi -> l'autore che "spingeva" (quindi, "scriveva") le parole, o secondo altri le dita

La maggior parte delle testimonianze che ci sono giunte sono pratiche, questa, invece, è stata classificata come un indovinello scolastico. v.2-3 "alba" "albe"-> poliptoto v.4 "semen"-> accusativo v. "pratalia" ->da pratus Ogni testimonianza non di tipo letterario parla di faccende quotidiane. v.4 "semen seminaba"-> figura etimologica

Affreschi di San Clemente (pag.531)

il testo risale al 1090. è simile a un ? perché dà voce a personaggi di un affresco nella basilica di san clemente. San Clemente parla in latino e condanna la crudeltà d'animo degli infelici. li c'è un uomo sissinio che si rivolge brutalmente in volgare. Spesso le pareti delle chiese rappresentano le vite dei santi. Ma qui compaiono battute aggiunte dall'autore. Sannio è un prefetto che ordina ai suoi schiavi di legare e portare in prigione san clemente ma si trovano a dover trascinare una colonna di marmo. Clemente dice: "chi si ritrova il cuore duro come una pietra merita di essere punito duramente".

Il Placito Capuano (pag. 530)

secondo documento che indica il passaggio in volgare. Abbiamo una data precisa perché è un documento giudiziario. é un verdetto del giudice Arechisi: doveva stabilire a chi appartenessero le terre rivendicate , c'è però un parte in volgare. Ovvero le testimonianze orali a favore dell'abate di montecassino. Elemento fondamentale Perché i testimoni danno la loro versione solo oralmente. tra le due parti il possesso della terra fu da All'abate . I testimoni sono 2 monaci e un notaio, anche persone istruite parlano volgare.

Letteratura Europea

Avvenne in Francia. Fine 1100 In Francia del nord si sviluppa una vasta letteratura in volgare, si afferma in lingua "D'oil" che significa "si". che si contrapporrà alla letteratura "D'oc". Si diffondono le chan son= narrazioni di gesta eroiche dove si narrano le azioni di carlo magno poiché era impegnato a difendere il mondo cristiano dai saraceni. Questi prendono il nome di ciclo carolingio animato dalla fede e dall'eroismo.Al ciclo carolingio si affianca il ciclo bretone ( da Bretagna) TEMA: avventure del re artù e della tavola rotonda. Amore e Avventura. Il re Artù è innamorato di sua moglie Ginevra Della quale è innamorato anche un suo cavaliere A lui molto amico: Ancillotto. Il re Artù muore e con lui ha fine il suo regno.

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