I Promessi Sposi e Dante Alighieri: analisi di opere e personaggi

Documento su I Promessi Sposi e Dante Alighieri. Il Pdf, utile per lo studio autonomo nella scuola superiore, analizza le stesure, la trama e i personaggi principali de "I Promessi Sposi" e le opere maggiori di Dante Alighieri, come "La Vita Nova" e la "Divina Commedia", con un focus sulla Letteratura.

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I Promessi Sposi
I Promessi Sposi è un'opera scritta da Alessandro Manzoni nel 1840, è la storia di due
giovani innamorati, Renzo e Lucia che lottano per difendere il loro amore contro le avversità
della vita e le ingiustizie della società. E’ ambientato
nella Lombardia del XVII e offre una riflessione
profonda sulla condizione umana.
Manzoni iniziò a scriverlo nel 1821 e ci furono tre
stesure:
“Fermo e Lucia” (1823) subito revisionato sia
nei contenuti che nella lingua.
“Ventisettana” (1827), storia milanese del
secolo XVII scritta e rifatta da Manzoni,ciò
anticipa il fatto che lui nella storia trovò un
manoscritto in lingua antica che lui trascrive,
ma anche questa stesura non lo convince.
Tra il 1840 e il 1842 pubblica la
“Quarantana” con novità di contenuti ma soprattutto con novità linguistiche con la
“Risciacquatura dei panni nell’Arno”.
Per raccontarvi di questo romanzo lo possiamo suddividere in quattro parti:
Introduzione: Manzoni finge di aver trovato un romanzo del 600 con una
bellissima storia, scritta però in un linguaggio poco comprensibile. Così per dare
modo a tutti di leggerla decide di trascriverla.
Il racconto inizia con la famosa frase:quel ramo del lago di Como che volge a
mezzogiorno”, con questo dettaglio vengono subito specificati luogo e tempo, sera
del 7 Novembre del 1628 lungo una strada del lago di Como che volge verso Lecco.
Successivamente appaiono i primi
protagonisti: Don Abbondio e i Bravi che
gli portano un messaggio da parte di Don
Rodrigo: “il matrimonio tra Renzo e
Lucia non di deve fare”. Dunque quando
il giorno dopo Renzo si reca dal parroco
per discutere gli ultimi dettagli del
matrimonio, lui lo respinge
bruscamente. Di seguito Renzo incontra
la perpetua che gli fa intendere i motivi
dell’annullamento del matrimonio.
Una volta tornato da Agnese e Lucia, scopre che quest’ultima era già stata infastidita
da Don Rodrigo e il cugino Conte Attilio.
Tentano di chiedere aiuto all’avvocato Azzecca Garbugli che però appena scopre a chi
stavano andando in contro e li cacciò malamente.
Un’altra idea di Agnese fu il matrimonio a sorpresa che però fallì miseramente. Lucia
decise di rifugiarsi dalla Monaca di Monza mentre Renzo va a Milano durante il
Tumulto di San Martino (lotta per il pane). Giunta sera Renzo si rifugia in un
osteria, però avendo bevuto molto si agita e inizia a fare discorsi contro i potenti,
rischiando quasi di essere arrestato. Dopo questo scappa da suo cugino Bortolo a
Bergamo.
Lucia nel frattempo è ospite della Monaca di Monza che è una donna di nome
Gertrude, costretta ad essere Monaca, infatti, si dice “monaca di vestito ma non
d’animo”. Lei infatti ha una relazione segreta con Egidio, anche detto lo “sciagurato”
che era a servizio dell’Innominato.
Don Rodrigo riesce a scoprire dove si trova
Lucia e tramite l’amante di Gertrude contatta
l’Innominato. Egidio riesce a convincere la
Monaca a far uscire la giovane dal convento e
ad attenderla trova un bravo, il Nibbio che
l’accompagna al castello dell’innominato.
Quest’ultimo prova compassione per lei e lo
riferisce all’Innominato che passò tutta la
notte travolto dai pensieri, pentendosi di tutte
le cattiverie che aveva fatto e decidendo infine
di liberare Lucia.
Nel frattempo non si hanno più notizie di Renzo, mentre a Milano si sta diffondendo
la peste di cui anche Lucia si ammala ma poi guarisce. Finalmente i due si incontrano
e Fra Cristoforo libera Lucia dal suo voto di castità.
Per concludere Renzo perdona Don Rodrigo che era in punto di morte, elemento
molto importante per la morale cristiana, altro elemento fondamentale è la
Provvidenza Divina ovvero la mano di Dio che governa tutta la storia.
I personaggi:
I particolari:
L’Innominato: parte come aiutante dei cattivi per poi diventare per
compassione, aiutante dei buoni. Lui viene considerato come un potente che
riesce a espiare le proprie colpe, i suoi tratti di crudeltà lasciano spazio a
bontà e sensibilità.
Monaca di Monza: all’inizio era aiutante di Lucia, ma si fa persuadere dal suo
amante e passa dalla parte dei cattivi. E’ un personaggio al limite tra il buono
e il cattivo.
Protagonisti:
Renzo Tramaglino (per la sua professione di filatore) e Lucia Mondella (colei
che da luce).
I cattivi:
Don Rodrigo: signorotto prepotente e oppressore, rimarrà dalla parte dei
cattivi fino alla sua morte per peste, poco prima di morire riceverà il perdono
da parte di Renzo.
I Bravi: sono gli scagnozzi di Don Rodrigo.
Don Abbondio: rappresenta la cattiva chiesa e chi è diventato curato per
bisogno e non per vocazione. E’ un personaggio debole e meschino.
Azzeccagarbugli: alleato dei cattivi e rappresenta la giustizia corrotta.
Aiutanti:
Agnese, madre di Lucia. Fu lei ad avere l’idea del matrimonio a sorpresa.
Fra Cristoforo: protegge Lucia e cerca di far desistere Don Rodrigo.

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Anteprima

I Promessi Sposi

I Promessi Sposi è un'opera scritta da Alessandro Manzoni nel 1840, è la storia di due giovani innamorati, Renzo e Lucia che lottano per difendere il loro amore contro le avversità della vita e le ingiustizie della società. E' ambientato nella Lombardia del XVII e offre una riflessione profonda sulla condizione umana.

Le stesure dell'opera

Manzoni iniziò a scriverlo nel 1821 e ci furono tre stesure:

  • "Fermo e Lucia" (1823) subito revisionato sia nei contenuti che nella lingua.
  • "Ventisettana" (1827), storia milanese del secolo XVII scritta e rifatta da Manzoni,ciò anticipa il fatto che lui nella storia trovò un manoscritto in lingua antica che lui trascrive, ma anche questa stesura non lo convince.
  • Tra il 1840 e il 1842 pubblica la "Quarantana" con novità di contenuti ma soprattutto con novità linguistiche con la "Risciacquatura dei panni nell'Arno".

Struttura del romanzo

Per raccontarvi di questo romanzo lo possiamo suddividere in quattro parti:

  • Introduzione: Manzoni finge di aver trovato un romanzo del 600 con una bellissima storia, scritta però in un linguaggio poco comprensibile. Così per dare modo a tutti di leggerla decide di trascriverla.
  • Il racconto inizia con la famosa frase: "quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno", con questo dettaglio vengono subito specificati luogo e tempo, sera del 7 Novembre del 1628 lungo una strada del lago di Como che volge verso Lecco. Successivamente appaiono i primi protagonisti: Don Abbondio e i Bravi che gli portano un messaggio da parte di Don Rodrigo: "il matrimonio tra Renzo e Lucia non di deve fare". Dunque quando il giorno dopo Renzo si reca dal parroco per discutere gli ultimi dettagli del matrimonio, lui lo respinge bruscamente. Di seguito Renzo incontra la perpetua che gli fa intendere i motivi dell'annullamento del matrimonio. Una volta tornato da Agnese e Lucia, scopre che quest'ultima era già stata infastidita da Don Rodrigo e il cugino Conte Attilio. Tentano di chiedere aiuto all'avvocato Azzecca Garbugli che però appena scopre a chi stavano andando in contro e li cacciò malamente. Un'altra idea di Agnese fu il matrimonio a sorpresa che però fallì miseramente. Lucia decise di rifugiarsi dalla Monaca di Monza mentre Renzo va a Milano_durante il "Tumulto di San Martino" (lotta per il pane). Giunta sera Renzo si rifugia in un osteria, però avendo bevuto molto si agita e inizia a fare discorsi contro i potenti, rischiando quasi di essere arrestato. Dopo questo scappa da suo cugino Bortolo a Bergamo.
  • Lucia nel frattempo è ospite della Monaca di Monza che è una donna di nome Gertrude, costretta ad essere Monaca, infatti, si dice "monaca di vestito ma non d'animo". Lei infatti ha una relazione segreta con Egidio, anche detto lo "sciagurato" che era a servizio dell'Innominato. Don Rodrigo riesce a scoprire dove si trova Lucia e tramite l'amante di Gertrude contatta l'Innominato. Egidio riesce a convincere la Monaca a far uscire la giovane dal convento e ad attenderla trova un bravo, il Nibbio che l'accompagna al castello dell'innominato. Quest'ultimo prova compassione per lei e lo riferisce all'Innominato che passò tutta la notte travolto dai pensieri, pentendosi di tutte le cattiverie che aveva fatto e decidendo infine di liberare Lucia. Nel frattempo non si hanno più notizie di Renzo, mentre a Milano si sta diffondendo la peste di cui anche Lucia si ammala ma poi guarisce. Finalmente i due si incontrano e Fra Cristoforo libera Lucia dal suo voto di castità.
  • Per concludere Renzo perdona Don Rodrigo che era in punto di morte, elemento molto importante per la morale cristiana, altro elemento fondamentale è la Provvidenza Divina ovvero la mano di Dio che governa tutta la storia.

I personaggi del romanzo

  • I particolari:
    • L'Innominato: parte come aiutante dei cattivi per poi diventare per compassione, aiutante dei buoni. Lui viene considerato come un potente che riesce a espiare le proprie colpe, i suoi tratti di crudeltà lasciano spazio a bontà e sensibilità.
    • Monaca di Monza: all'inizio era aiutante di Lucia, ma si fa persuadere dal suo amante e passa dalla parte dei cattivi. E' un personaggio al limite tra il buono e il cattivo.
  • Protagonisti:
    • Renzo Tramaglino (per la sua professione di filatore) e Lucia Mondella (colei che da luce).
  • I cattivi:
    • Don Rodrigo: signorotto prepotente e oppressore, rimarrà dalla parte dei cattivi fino alla sua morte per peste, poco prima di morire riceverà il perdono da parte di Renzo.
    • I Bravi: sono gli scagnozzi di Don Rodrigo.
    • Don Abbondio: rappresenta la cattiva chiesa e chi è diventato curato per bisogno e non per vocazione. E' un personaggio debole e meschino.
    • Azzeccagarbugli: alleato dei cattivi e rappresenta la giustizia corrotta.
  • Aiutanti:
    • Agnese, madre di Lucia. Fu lei ad avere l'idea del matrimonio a sorpresa.
    • Fra Cristoforo: protegge Lucia e cerca di far desistere Don Rodrigo.

Dante Alighieri

La vita di Dante

Dante nasce nel 1265 a Firenze in una famiglia di origine guelfa (bianchi) di piccola nobiltà. Nel 1274 ebbe il primo incontro con Beatrice, figlia di un banchiere fiorentino, donna che ispirò la sua produzione poetica. Sposò però un'altra donna con un matrimonio combinato, ovvero, Gemma Donati, con cui ebbe tre figli. Nel 1290 in base ai racconti De la Vita Nova, morì Beatrice, questo fatto spinse Dante a c cercare consolazione nei libri, furono anni di studio intenso che gli causarono problemi alla vista. A trent'anni, si avvicina alla vita politica, inizia la sua carriera presso il comune fiorentino. Successivamente viene eletto priore, carica più alta del comune. A seguito di una condanna venne condannato a morte e fu costretto a lasciare per sempre Firenze, all'inizio rimase in Toscana. Frequenta anche Treviso, Venezia e Padova. Nel 1306 inizia a scrivere la Commedia. Tra il 1313 e il 1319 soggiorna a Verona alla corte di Cangrande della Scala. Nel 1320 Dante si trova a Ravenna, svolge ruoli importanti per la corte. Nel 1321 contrae la malaria tornando a Ravenna, muore nella notte tra il 13 e il 14 Settembre.

Le costanti letterarie di Dante

L'opera di Dante è vasta e complessa, risulta multiforme, però è possibile rintracciare delle costanti letterarie. Prima di tutto lo sperimentalismo, a livello di stile e contenuti, di lingua o metrico. Dante passa dalle rime dolci (Stilnovo e Vita Nova) a un linguaggio comico (Forese Donati), fino a un linguaggio "petroso", per esprimere un amore sensuale. Successivamente abbiamo il plurilinguismo, che lo portava ad usare nello stesso testo più dialetti o lingue diverse, mentre nel paradiso possiamo notare l'uso dei neologismi. La difesa del volgare è un'altra costante del pensiero e nell'opera di Dante: egli è il primo scrittore italiano a porsi coscientemente il problema di una lingua italiana unitaria, che chiama "volgare illustre". Una terza costante dell'opera dantesca è il pensiero politico, ad esempio nella sua opera "De Monarchia", ma soprattutto nella Commedia durante l'incontro con alcuni personaggi.

Le opere di Dante

  • La Vita Nova: (1293-1295) 1º opera organica. E' un prosimetro ovvero un'opera con versi sia in prosa che in poesia. La prima poesia della Vita Nova è "A ciascun'alma presa e gentil core" (1283, dopo il 2º incontro con Beatrice). Le parti in prosa oltre a fungere da collegamento tra le liriche servono anche per spiegare il perché della stesura delle liriche e per inserire argomenti autobiografici tra esse. Narra del sentimento che Dante prova per Beatrice, si tratta di un amore spirituale e lei rappresenta una creatura mandata da Dio sulla terra per la salvezza dell'umanità. Valori simbolici:
    • Beatrice: colei che porta beatitudine;
    • 9: numero simbolo della trinità moltiplicata per se stessa;
    • Colori: la donna appare vestita di rosso, simbolo della carità.
  • Poetica del saluto: il saluto da parte di Beatrice porta salvezza e beatitudine al poeta, unico segno tangibile dell'amore che la donna gli rivolge. Poetica della lode: "Donne ch'avete intelletto d'amore", Dante loda della donna la gentilezza e le virtù accostandola ad un angelo e alla Vergine Maria.
  • Il Convivio: 1º opera filosofica, scritta in volgare per raggiungere un pubblico più vasto tra cui anche le donne. Convivio significa banchetto, infatti, Dante si immagina un "banchetto del sapere".
  • De vulgari eloquentia: (1303-1305) affronta il problema della lingua. E' scritto in latino, si rivolge ai letterati ed ha come obiettivo insegnare a poetare in volgare. E' suddiviso in due libri: il primo racconta la storia della poesia volgare, il secondo tratta di retorica e stilistica, qui viene per la prima volta fatta una riflessione sulla situazione linguistica italiana.
  • De monarchia: (3 libri in latino), tratta argomenti politici. Nel 1° libro sostiene la necessità di una monarchia universale. Nel 2° la legittimazione dell'impero romano. Nel 3º parla del rapporto tra papato e impero, indipendenti ma affiancati per governare il mondo sia sul piano spirituale che temporale = Teoria dei due Soli. Chiesa = felicità eterna. Impero = felicità terrena.

La Divina Commedia

E' scritta in fiorentino del 200. Caratterizzata da una forte pluralità sia di stili che di lingue, questo gli permette di avere uno stile sia basso che sublime. Si suddivide in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ogni parte è formata da 33 canti ad eccezione dell'inferno che comprende anche un canto introduttivo che introduce tutta la Commedia. Secondo Dante la Terra era situata al centro dell'universo, attorno alla Terra erano presenti 9 cieli e 7 pianeti, il nostro pianeta era formato da due emisferi e sotto Gerusalemme si trovava l'inferno. L'inferno è formato da 9 cerchi concentrici che si restringono sempre di più fino ad arrivare a Lucifero. Man mano che si scende i peccati sono sempre più gravi e le anime che ci finiscono non hanno possibilità di redenzione. Qui vige la legge del contrappasso, ovvero, le pene dei peccatori sono legate ai peccati compiuti in vita per analogia (pena simile alla colpa) o per contrario (pena opposta al peccato). I peccatori si suddividono in 2 tipi: gli incontinenti che hanno agito senza la guida della ragione e quelli che hanno agito con malizia. Quest'ultimi si dividono in violenti e fraudolenti verso chi non si fida e verso chi si fida. Nel 1º cerchio troviamo il Limbo dove si trovano le anime di quelli che vissero prima di Cristo. Nel Purgatorio possiamo trovare le anime pentite dei loro peccati che stazionano qui per un periodo prima di raggiungere il paradiso. E' una montagna con struttura inversa rispetto all'inferno che va dal peccato più grave al meno grave e ci si innalza verso Dio. Si suddivide in sette cornici in cui vengono purificati i peccati, Dante infatti compie un viaggio di purificazione, necessaria per accedere al paradiso che si trova in cima al purgatorio. Il Paradiso è il luogo dove risiedono tutti i beati, le anime dei cieli sono tutte ugualmente amate, hanno tutte piena contemplazione di Dio ma in modi differenti.

Le guide di Dante

  • Virgilio: è l'allegoria della ragione, rappresenta un maestro per Dante e lo accompagna nel suo viaggio nell'inferno e nel purgatorio.
  • Beatrice: è l'allegoria della teologia della fede e della grazia divina. Accompagnerà Dante dalle porte del Paradiso fino all'Empireo. Il suo sorriso diventa il tramite per accedere a Dio.
  • San Bernardo: prepara Dante alla visione finale, egli intercede per lui presso Maria e successivamente Dante può alzare il volto verso la Vergine.

DIO 9 Cerchi angelici Candida Rosa EMPIREO (X Cielo cristallino o Primo mobile EMPIREO VIL Cielo di Saturno VI Cielo di Giove y Cielo di Marte (V. Cielo del Sole IL Cielo di Venere Cielo di Mercurio Cielo della Luna SFERA DEL FUOCO Paradiso Terrestre PURGATORIO ACQUA SERAFINI CHERUBINI TRANI VIRTÙ POTESTÀ PRINCIPAT ARCANGELI ANGELI TERRA Selva oscura GERUSALEMME SPIRITI ATTIVI PER SPIRITI MANCANTI AI VOTI SPIRITLA ANTI CHE AMARONO GLI ALTRI SPIRITI MILITANTI COMBATTENTI PER LA FEDE E I MARTIRI SPIRITI SAPIENTI SPIRITI GIUSTI SPIRITI CONTEMPLANTI SPIRITI TRIONFANTI CORI ANGELICI Cielo immobile Vill Cielo delle stelle fisso ??: ) ) DOMINAZIONI ARIA INFERNO R CONSEGUIRE ONORE E FAMA

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