Letteratura Italiana
Il Decadentismo e Baudelaire
Duplice uso del termine Decadentismo:
- in senso ampio indica una vasta tendenza che, sviluppando temi e intuizioni
di precursori come lo statunitense Edgar Allan Poe e il francese Charles
Baudelaire, ha come principali esponenti i poeti francesi Arthur Rimbaud e
Paul Verlaine, considerati i suoi fondatori, insieme a Stéphane Mallarmé,
padre del Simbolismo. Principali modello di narratori decadenti sono il
francese Huysmans e l'irlandese Oscar Wilde. A loro va il merito di aver
introdotto la figura dell'antieroe che si contrappone alla società e dell'esteta
che vive per la raffinata bellezza e il piacere che ne deriva.
In questa accezione estesa il termine Decadentismo include anche importanti
scrittori italiani:
- il romanziere e poeta Gabriele D'Annunzio (esteta);
- il poeta Giovanni Pascoli (scrittore simbolista);
- il narratore Italo Svevo, il protagonista del cui capolavoro La coscienza di
Zeno, incarna la figura dell'antieroe;
- il romanziere, novellista e autore teatrale Luigi Pirandello, il cui relativismo
conoscitivo è espressione della profonda crisi delle certezze razionali;
- anche poeti come Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale.
In senso storicamente determinato il termine Decadentismo si afferma:
- DOVE: a Parigi
- QUANDO: nel ventennio 1870-1890
- CHI: grazie ad un gruppo di intellettuali che si ispirano a Baudelaire
Fra i loro periodici emerge la rivista «Il Decadente» fondata nel 1886.
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Il termine 'decadentismo' deriva dall'aggettivo francese decadent usato dal
poeta francese Paul Verlaine nella lirica Langueur pubblicata sulla rivista «Le
Chat Noir», per definire il proprio stato d'animo nei confronti della società
contemporanea: egli definisce sé stesso come l'impero romano alla fine della
decadenza.
Il termine quindi assume un doppio significato:
- negativo, usato dai critici del tempo per riferirsi a questi poeti, maledetti, che
davano scandalo rifiutando la morale borghese;
- positivo, rivendicato dagli stessi poeti in quanto interpreti di un nuovo modo
di pensare, estraneo alla società borghese.
I 'decadenti' oppongono ai borghesi la propria condizione di sradicati, ostentano,
nella vita e nell'arte:
- pessimismo e disgusto per il mondo;
- rifiutano quella che considerano la grigia realtà e l'ipocrisia della società;
- cercano la fuga verso il mistero e l'ignoto.
Per raggiungere tale stato lo scrittore decadente, come il giovane Arthur
Rimbaud, fa uso di alcol e droghe che lo mettono in contatto con un mondo di
allucinazioni che egli ritiene magico, sacro, nascosto.
Il poeta si trasforma, come scrive Rimbaud, in veggente: non è più ne vate
(come nel Romanticismo), né promotore della scienza (come nell'Illuminismo),
bensì veggente perché è in grado di sentire e di vedere mondi arcani, nei quali si
isola e attraverso la letteratura cerca di analizzare gli angoli più remoti dell'anima
dove risiedono il vizio, la lussuria, l'apatia.
Secondo Rimbaud il poeta diventa anche maledetto per la vita sregolata che ha
stabilito di condurre.
Caratteristiche dei Decadenti
Caratteristiche che accomunano i Decadenti:
- opposizione al razionalismo: invece fanno ampio ricorso all'uso del simbolo
e della metafora;
- il rifiuto delle norme sociali e della morale a cui contrappongono
l'estetismo, secondo cui la bellezza è il valore supremo;
- irrequietezza e ricerca di ciò che rappresenta la fuga dalla realtà: viaggi,
alcol, droghe, esotismo;
- identificazione esistenziale e tematica con il 'diverso' colui che vive ai
margini della società: Rimbaud esalta lo zingaro (in francese bohemien), altri il
malato e il folle;
- attrazione per gli aspetti irrazionali e oscuri della psiche;
- l'arte diventa fine a sé stessa (l'arte per
l'arte) e vi attribuiscono una funzione
conoscitiva superiore a quella della
scienza
- il
rifiuto
della condizione di poeta
"impegnato" in battaglie politiche e sociali,
cui viene contrapposta una figura di artista
che scava individualmente nell'interiorità
umana;
- ricerca
delle più diverse e libere
sperimentazioni formali;
- la convinzione che la realtà sia illusione.
Oscar Wilde
(1854-1900)
Il Simbolismo
Charles Baudelaire è stato precursore anche del Simbolismo.
- QUANDO: nel 1886
- DOVE: a Parigi, rivista «Il Simbolista»
- CHI: gruppo di poeti, che si differenziano dal Decadentismo, perché
propongono una riflessione consapevole sulla rivoluzione letteraria in atto e
assegnano una funzione primaria al simbolo.
Il poeta di origine greca Jean Moréas (1856-1910) pubblica sul quotidiano «Le
Figaro» il manifesto del movimento, in cui si afferma che la poesia deve basarsi
sul puro suono della parola: il simbolo si allontana da ogni riferimento alla realtà
esterna ed entra in relazione con l'interiorità del poeta.
Dunque questa tendenza sembra caratterizzata dalla ricerca di corrispondenze e
di simboli della vera realtà (ritenuta inconoscibile e successivamente definita dai
simbolisti Assoluto) nell'esperienza interiore.
Questa teoria era già stata formulata da Charles Baudelaire nel sonetto
Corrispondenze contenuto nella raccolta poetica I fiori del male.
Caratteristiche del Simbolismo
Le caratteristiche del Simbolismo:
- i Simbolisti cercano di rendere la poesia simile alla musica e alla pittura non
figurativa, cioè basata sull'effetto psichico suscitato dall'accostamento dei
colori e delle forme. I simbolisti attraverso lo sperimentalismo tecnico si
evolvono nella direzione del verso libero. Dal punto di vista del contenuto
non hanno la pretesa di rappresentare aspetti della realtà, ma di creare una
nuova realtà;
- il principio dell'arte per l'arte e le tecniche espressive accomunano
Decadenti e Simbolisti, ma questi ultimi solitamente non aspirano ad una vita
sregolata e ribelle: il principale simbolista Stéphane Mallarmé, è un
insegnante e appartiene al ceto medio;
- la sperimentazione di Mallarmé giunge a scomporre i versi sulla pagina in
totale libertà e a determinare la nascita del verso libero. Egli dichiarò di voler
dipingere non la cosa, ma l'effetto che produce.
- All'arte viene affidato il compito di salvare e riscattare l'uomo da una grigia e
squallida finzione.
L'Estetismo Decadente
Estetismo: esaltazione della bellezza.
Anche in questo caso si tratta di una reazione alla filosofia del Positivismo.
Ha come assunto fondamentale il valore assoluto e superiore a ogni altro della
bellezza nella vita e nell'arte.
L'estetismo innalza l'artista al ruolo di individuo straordinario e superiore
rispetto agli altri uomini, considerandolo come colui che produce arte senza
alcun secondo fine.
In questa sua condizione di superiorità l'artista si pone al di sopra delle norme
morali e delle regole cui sono sottoposti gli altri esseri umani, accostandosi alle
concezioni irrazionalistiche del superomismo, teorizzato dal filosofo tedesco
Friedrich Nietzsche. In Italia Gabriele d'Annunzio, si fa portavoce di questa
particolare interpretazione delle concezioni e delle poetiche decadenti.
Caratteristiche dell'Estetismo
Caratteristiche dell'estetismo:
- l'artista è l'esteta, colui che segue e teorizza l'estetica, la dottrina del bello; è
il sacerdote dell'arte che antepone la bellezza a ogni altro valore;
- l'arte per l'arte viene posta su un piano di assoluta superiorità rispetto alla
realtà quotidiana, in quanto espressione di libertà spirituale, e libera da ogni
finalità morale, sociale e politica;
- l'artista fa dell'arte l'unica meta e l'unico modello del vivere: egli ricerca la
bellezza in ogni aspetto della realtà, in ogni oggetto e quasi in ogni gesto
della sua esistenza;
- la vita è concepita dall'artista-esteta come un'opera d'arte.
Da alcuni studiosi l'estetismo è stato considerato una risposta critica alle
trasformazioni
della
società
ottocentesca,
legata
al
sopravvento
dell'industrializzazione e della conformistica società di massa.
Per distinguersi da una società dominata dalla logica dell'utile e del mercato,
l'artista esalta il valore 'inutile' della bellezza.