Il romanzo e la narrativa breve: il lai e l'opera di Marie de France

Documento da eCampus Università su Il romanzo e la narrativa breve. Il Pdf esplora il genere del lai e l'opera di Marie de France, analizzando le sue creazioni letterarie come l'Espurgatoire saint Patrice, le Fables e i Lais, per il corso di Letteratura universitaria.

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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 32
Titolo: Il genere del lai e Marie de France
Il romanzo e la
narrativa breve
Il genere del
lai
e Marie de France (I)
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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 32
Titolo: Il genere del lai e Marie de France
Come ha scritto Michelangelo Picone (
Il racconto nel Medioevo
, p. 35), il
lai
«è la prima
realizzazione profana importante della narrativa breve antico-francese».
La parola
lai
con ogni probabilità proviene dal celtico
LAID
, “canto”: una composizione
musicale, dunque, eseguita con l’arpa o con la viola. La sua estensione varia da un minimo
di un centinaio di versi fino a un massimo di poco pdi mille; dal punto di vista
formale, i
lai
adottano lo stesso metro del
roman
e del
fabliau
, il
couplet d’octosyllabes
.
Il genere, raffinato ed elegante ma meno impegnato e prestigioso del
roman
, appare poco
diffuso e vive una stagione piuttosto breve: solo 40 esemplari, che coprono un arco
cronologico di circa un secolo, tra ultimo quarto del XII secolo fino al declino nel secolo
successivo, con l’affermazione della società borghese.
Il nome con cui in qualche modo si identifica il
lai
oitanico è quello di Marie de France. Al
nome di questa autrice sono sono collegate tre opere:
- l’
Espurgatoire saint Patrice
è la traduzione (o volgarizzamento) del
Tractatus de
Purgatorio Sancti Patricii
di Enrico di Saltrey; il testo racconta di un pellegrinaggio al
Purgatorio di San Patrizio, un’enorme caverna dove Owen, un cavaliere del seguito
di Stefano di Blois, re d’Inghilterra, ebbe una visione dell’oltremondo;
- le
Fables
(o
Ysopet
), come vedremo nelle prossime lezioni, sono un’ampia colle-
zione di racconti di argomento esopico;
- infine, i
Lais
, raccolta che comprende racconti in versi di argomento, prevalentemen-
te, bretone, e di lunghezza variabile, ma sempre entro la misura della forma breve.
Pur essendo molto presente nella tessitura delle sue opere, nelle quali si auto-nomina, spes-
so intervenendo direttamente, Maria, al pari di Chrétien de Troyes (analogamente molto
presente nel testo dei suoi romanzi), è poco più che un puro nome; la menzione che nel
prologo dei
Lais
fa di un «nobles reis […] pruz e curteis» (vv. 43-44), identificato con Enrico
II Plantageneto, permette di collocare l’autrice nel suo ambiente culturale, con ogni proba-
bilità quello insulare, stando alle caratteristiche linguistiche della sua produzione; il nome
completo di toponimico (
de France
) è ricavato dai versi finali delle
Fables
, mentre nelle altre
due opere è presente il solo nome, Marie:
-
Marie ai num, si sui de France
(
Fables
, Epilogo, v. 4);
-
Jo, Marie, ai mis, en memoire,
|
le Livre de l’Espurgatoire
(
Espurgatoire
, vv. 297-8);
-
Oëz, seignurs, ke dit Marie
(
Lai de
Guigemar
, v. 3).
La stessa precisazione
de France
data da Maria potrebbe essere indizio di una persona di
ambiente franciano (
France
) lontana dal suo luogo di origine. Le ipotesi formulate sulla
sua possibile identificazione storica sono molte, ma nessuna è sicura: Maria po-
trebbe essere identificata
(1)
con figlia illegittima di Goffredo V d’Angiò e dunque sorellastra

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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37)

Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 32 Titolo: Il genere del lai e Marie de France Lettere

Il romanzo e la narrativa breve

Il genere del lai e Marie de France (I)

1 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10-22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 32 Titolo: Il genere del lai e Marie de France Lettere Come ha scritto Michelangelo Picone (Il racconto nel Medioevo, p. 35), il lai «è la prima realizzazione profana importante della narrativa breve antico-francese». La parola lai con ogni probabilità proviene dal celtico LAID, "canto": una composizione musicale, dunque, eseguita con l'arpa o con la viola. La sua estensione varia da un minimo di un centinaio di versi fino a un massimo di poco più di mille; dal punto di vista formale, i lai adottano lo stesso metro del roman e del fabliau, il couplet d'octosyllabes. Il genere, raffinato ed elegante ma meno impegnato e prestigioso del roman, appare poco diffuso e vive una stagione piuttosto breve: solo 40 esemplari, che coprono un arco cronologico di circa un secolo, tra ultimo quarto del XII secolo fino al declino nel secolo successivo, con l'affermazione della società borghese. Il nome con cui in qualche modo si identifica il lai oitanico è quello di Marie de France. Al nome di questa autrice sono sono collegate tre opere:

  • l'Espurgatoire saint Patrice è la traduzione (o volgarizzamento) del Tractatus de Purgatorio Sancti Patricii di Enrico di Saltrey; il testo racconta di un pellegrinaggio al Purgatorio di San Patrizio, un'enorme caverna dove Owen, un cavaliere del seguito di Stefano di Blois, re d'Inghilterra, ebbe una visione dell'oltremondo;
  • le Fables (o Ysopet), come vedremo nelle prossime lezioni, sono un'ampia colle- zione di racconti di argomento esopico;
  • infine, i Lais, raccolta che comprende racconti in versi di argomento, prevalentemen- te, bretone, e di lunghezza variabile, ma sempre entro la misura della forma breve.

Pur essendo molto presente nella tessitura delle sue opere, nelle quali si auto-nomina, spes- so intervenendo direttamente, Maria, al pari di Chrétien de Troyes (analogamente molto presente nel testo dei suoi romanzi), è poco più che un puro nome; la menzione che nel prologo dei Lais fa di un «nobles reis [ ... ] pruz e curteis» (vv. 43-44), identificato con Enrico II Plantageneto, permette di collocare l'autrice nel suo ambiente culturale, con ogni proba- bilità quello insulare, stando alle caratteristiche linguistiche della sua produzione; il nome completo di toponimico (de France) è ricavato dai versi finali delle Fables, mentre nelle altre due opere è presente il solo nome, Marie:

  • Marie ai num, si sui de France ( Fables, Epilogo, v. 4);
  • Jo, Marie, ai mis, en memoire, | le Livre de l'Espurgatoire ( Espurgatoire, vv. 297-8);
  • Oëz, seignurs, ke dit Marie (Lai de Guigemar, v. 3).

La stessa precisazione de France data da Maria potrebbe essere indizio di una persona di ambiente franciano (France) lontana dal suo luogo di origine. Le ipotesi formulate sulla sua possibile identificazione storica sono molte, ma nessuna è sicura: Maria po- trebbe essere identificata (1) con figlia illegittima di Goffredo V d'Angiò e dunque sorellastra 2 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 32 Titolo: Il genere del lai e Marie de France Lettere di Enrico II Plantageneto, badessa del convento di Shaftesbury (1181-1215); potrebbe es- sere, altresì, (2) identificata come badessa dell'abbazia di Reading; meno probabilmente, Marie de France (3) potrebbe identificare Maria, contessa di Champagne e figlia di Eleonora d'Aquitania, mecenate di Chrétien de Troyes; un'ultima, (4) recente ipotesi identifica Marie come sorella di san Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, entrata in convento vedova, e badessa del monastero di Barking (ipotesi avanzata da Carla Rossi, sulla base di indizi di ordine anagrafico e della presenza di opere dedicate a Beckett nei manoscritti che hanno trasmesso i testi della poetessa). Un'ipotesi, invece, avanzata da Picone nel suo volume (p. 35), che non contrasta ma è compatibile con le precedenti, è che «Marie de France» sia una sorta di "sigla" che racchiude un riferimento alla translatio studii. più che un indizio anagrafico, indicherebbe cioè le sue coordinate ideologiche, che fanno della Fran- cia (come avveniva per Chrétien) il centro della geografia culturale europea dell'epoca. Nel prologo dei Lais, senz'altro il capolavoro di Marie, queste coordinate ideologiche sono espresse con molta chiarezza: Custume fu as anciens, Ceo testimoine Preciens, 10 Es livres ke jadis feseient, Assez oscurement diseient Pur ceus ki a venir esteient E ki aprendre les deveient, K'i peussent gloser la lettre E de lur sen le surplus mettre. [ ... ] Era costume che gli antichi (ce lo testimonia Pri- sciano), nei libri che si facevano all'epoca, assai oscuramente scrivessero, per quelli che sarebbero venuti poi e che dovevano studiarli: così che questi potessero glossare il testo, e aggiungere qualcosa in più grazie al loro ingegno. [l'idea dell^aggiungere qualcosa" al messaggio degli antichi, si ricorderà, è tipica della translatio studii, la ritroviamo, con una formulazione leggermente diversa, alla fine del pro- logo del Roman de Troie] [ ... ] Pur ceo començai a penser D'aukune bone estoire faire E de latin en romaunz traire; 15 Mais ne me fust guaires de pris: Itant s'en sunt altre entremis! Des lais pensai, k'oïz aveie. Ne dutai pas, bien le saveie, Ke pur remambrance les firent Des aventures k'il oïrent Cil ki primes les comencierent E ki avant les enveierent. 30 Per questo cominciai a pensare di scrivere qualche buona storia traducendola dal latino al volgare [an- che questa formulazione ritroviamo, con parole leg- germente diverse nel prologo di Benoît]; ma non me ne sarebbe venuto alcun pregio: tanti si sono messi a farlo! (Dunque) ho pensato ai lais, che avevo ascol- 35 tato [Maria, qui, indica che le sue fonti sono racconti la cui provenienza è, inizialmente, orale]. Non dubi- tai affatto, ben lo sapevo, che li avessero composti perché ci fosse un ricordo delle avventure che ave- vano ascoltato quelli che per primi li avevano iniziati e che li avevano inviati ai posteri. Nei primi versi, come è ben messo in luce da Picone, il riferimento a Prisciano (il "gram- matico" per eccellenza della tarda antichità, autore delle Institutiones grammaticae) indica due cose: (1) che il canone degli autori da imitare è quello degli auctores della latinità 3 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10- 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 32 Titolo: Il genere del lai e Marie de France Lettere classica, che sono anche un modello di lingua (e per questo utilizzati da Prisciano come esempio, nelle Institutiones); e, poi, (2) che l'oscurità dei testi antichi era voluta: sarebbero stati gli autori medievali, i "moderni" secondo la logica del testo di Marie (quelli "venuti in seguito", v. 13), a ricavare lo spirito autentico - cristiano - che rimaneva latente sotto il livello letterale delle "favole antiche", attraverso il procedimento dell'allegoria. Altro merita di essere evidenziato in questi versi del prologo dei Lais. Maria infatti riferisce di aver messo per iscritto dei lais che "aveva udito", dei materiali cioè che circolavano fino ad allora in forma orale; dichiara anche (vv. 37-38) che l'intento di quei primi composi- tori era quello di conservare, per i posteri, la memoria di fatti antichi; Maria, però, compie un'operazione ancora più importante: trascrivendoli e traducendoli, utilizza uno stru- mento - quello della scrittura - destinato a preservare questa esperienza dall'oblio e (attraverso l'ars rhetorica) ad abbellirla, a consegnarla ai posteri in una forma degna, tale da essere presentata a un nobile re come Enrico II. 4 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10- 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 32 Titolo: Il genere del lai e Marie de France Lettere

Il romanzo e la narrativa breve

Il genere del lai e Marie de France (II)

1 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10-22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.it e CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e Traduzione Interculturale (LM37) Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza Numero lezione: 32 Titolo: Il genere del lai e Marie de France Lettere Tutte e tre le opere di Marie mirano dichiaratamente a permettere a chi parla la lingua volgare la conoscenza di testi scritti in altra lingua:

  • l'Espurgatoire e le Fables hanno fonti latine medievali: rispettivamente, il Tractatus di Enrico di Saltrey e (come vedremo nelle prossime lezioni) il Romulus.
  • i Lais sono invece, mises en écrit di fonti bretoni, come Marie dichiara, programmatica- mente nei primi versi del Guigemar (vv. 19 ss: «Les contes ke jo sai verais | dunt li Bretun unt fait les lais | vos conterai assez briefment», "i racconti, che io so essere veri, da cui i Bretoni hanno composto i lais, vi narrerò in modo breve"); sono certamente anteriori al 1189 (morte di Enrico II, al quale sono dedicati nel prologo) e posteriori al Roman d'Eneas, l'ipo- tesi più convincente, dunque, per la composizione della raccolta è una data compresa tra il 1160 e il 1170. I lais composti da Marie sono in tutto 12 (più un prologo di una sessantina di versi), in metro narrativo (couplets di octosyllabes a rima baciata), e prendono il titolo, salvo tre eccezioni, dal nome del protagonista. La lunghezza è molto variabile: il più breve, Chievrefoil, è lungo 118 vv., mentre il più lungo, Eliduc, misura 1184 vv.

Come ha scritto Picone (Il racconto, pp. 39-40) «Maria può a ragione essere considerata la codificatrice del genere». Bisogna dunque chiedersi in che cosa consista l'unità ricer- cata dall'autrice, quello che rende i Lais una raccolta omogenea e non una «collezione di testi sparsi»; gli elementi unificanti si possono riassumere in questo elenco:

  • l'argomento è riconducibile alla matière de Bretagne. i lais hanno ispirazione/am- bientazione arturiana, con predilezione per i personaggi minori o eroi secondari ri- spetto ai romanzi con analoga ambientazione; viene mostrato, così, un lato nascosto e intimo del mondo cortese.
  • il tema è sempre amoroso; l'amore è forza propulsiva del racconto, e Maria mostra una fenomenologia amorosa completa, naturale e - tratto del tutto inedito - in gran parte femminile: la donna, infatti, è soggetto d'amore, e l'amore si sviluppa e si tra- sforma per iniziativa della donna.
  • l'amore è vettore per l'avventura: fa muovere l'eroe e l'eroina nel tempo e nello spazio, fino alla completa affermazione e identificazione degli amanti nel mondo. Si segnala così una differenza rispetto al romanzo, dove l'avventura ha un valore universale, mentre nei lais ha sempre un valore individuale.
  • il principio retorico è quello della brevitas, come è più volte affermato da Maria, e il pubblico privilegiato sembra essere quello femminile.

Rispetto al romanzo, come dicevamo, nelle opere di Maria muta il significato del termine aventure: se nel romanzo, a partire da Chrétien de Troyes, esso assume implicazioni morali e universali (Picone: «la funzione dell'avventura è quella di raggiungere l'eterno per poter perfezionare l'ordine storico»), nei lais può essere ancora considerato come un sinonimo 2 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 -22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.it

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