Slide da eCampus Università sul profilo linguistico della langue d'oïl. Il Pdf esplora la pronuncia del francese antico e l'analisi dei dittonghi, con spiegazioni dettagliate e tabelle, per studenti universitari di Filologia e Linguistica Romanza.
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e CAMPUS
UNIVERSITÀ
Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 06
Titolo: Profilo linguistico della langue d'oïl
Lettere
1
C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS
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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 06
Titolo: Profilo linguistico della langue d'oïl
Lettere
La pronuncia dell'antico francese è una pronuncia «ricostruita»: sulla base delle informazioni
che si possono evincere dalle rime dei testi in versi e - naturalmente - considerando gli esiti
fonetici nel francese moderno, i linguisti hanno potuto «ricostruire» per via ipotetica il si-
stema fonologico del francese medievale. Nel Medioevo, soprattutto a partire dalla metà del
sec. XIII, il francese ha conosciuto una rapida evoluzione, in tutti i settori della lingua, ma
soprattutto nella fonologia. Per convenzione, la pronuncia che si adotta nella lettura di testi
in francese antico è quella della fine del sec. XII e dell'inizio del sec. XIII, cioè della fase di
massimo splendore della letteratura in lingua d'oïl. Tale pronuncia, per ragioni di economia,
non tiene conto delle differenze dialettali presenti all'interno del dominio oitanico. La varietà
di riferimento è il franciano, la lingua parlata nell'Ile de France, e in particolare a Parigi, che
poi diventerà la lingua di tutto il territorio francese.
Come si vedrà, a differenza del francese moderno, c'è una forte corrispondenza tra grafia e
fonetica: i casi di grafemi che non vengono pronunciati sono nel complesso rari. Questo non
significa però che la grafia del francese antico sia del tutto fonetica. Sono presenti grafie
conservative o etimologiche, seppure in misura inferiore che nella lingua d'oggi.
Avvertenza. La pronuncia del francese presenta vari aspetti problematici, e risulta estre-
mamente complessa non solo per gli studenti che si accostano per la prima volta alle testi-
monianze francesi medievali, ma anche per gli studiosi che le frequentano da molto tempo.
Il presente corso non esige che lo studente impari a leggere speditamente il francese antico.
Questa lezione dovrà essere letta con attenzione una prima volta, per poi essere ripresa
quando si affronteranno le slides dedicate all'analisi linguistica di forme notevoli incontrate
nei testi antologizzati. Si raccomanda pertanto allo studente di tenere sempre a portata di
mano gli schemi che verranno forniti di seguito, in modo da poter imparare gradualmente a
pronunciare le forme che di volta in volta saranno esaminate nel commento.
Gli studenti più volenterosi potranno comunque mettere alla prova le proprie competenze,
provando a leggere ad alta voce brani via via più lunghi dei testi in francese antico forniti
nelle prossime lezioni.
Oltre ai caratteri fonetici elencati nella prima lezione, nel prosieguo della trattazione si farà
uso dei seguenti simboli:
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Corso di Laurea: Lingue e Letterature Moderne e
Traduzione Interculturale (LM37)
Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 06
Titolo: Profilo linguistico della langue d'oïl
Lettere
GRAFIA
PRONUNCIA
i
La /sia tonica che atona si pronuncia [i] come nell'italiano filo: vile ['vila] `città'
(fr.mod. ville ['vil]), filer [fi' ler] `filare' (fr.mod. [fi' le]).
Come in italiano, può avere anche il valore della semivocale [j]: paien [pa jen]
`pagano' (fr.mod. païen [pa ' jã]).
e
Distinguiamo vari casi:
1) Come in italiano, la e tonica può pronunciarsi [e] (it. mela) o [€] (it.
spero). Si pronunciano come [e] le e derivate da -A- latino (mer < MARE,
gré < GRA(TUM)), come [E] le e derivate da -È- (perdre < PĚRDĚRE) in sillaba
chiusa. Da notare però che nel dittongo ie < E la e si pronuncia chiusa
(oggi è invece aperta). Per il caso di e seguita da cons. nasale vd. al punto
2). Lo studente può tralasciare la distinzione, pronunciando sem-
pre [e] o sempre [8].
2) La e seguita da cons. nasale ([n, m]) omosillabica (che fa cioè parte della
stessa sillaba) si pronuncia:
a. [e] quando è nel dittongo ie: bien [bjẽn] `bene' (fr. mod. [bj₴],
senza la -n finale);
b. [a] in tutti gli altri casi: vent [vant] 'vento', durement [dyre ' mant]
`duramente'. Da notare che, spesso, in fr.a. parole di questo tipo
sono scritte vant, duremant cioè hanno grafia fonetica.
3) La e in sillaba atona (iniziale, interna o finale di parola) si pronuncia [a]
(cosiddetto schwa), come le vocali finali del napoletano: fr.a. armeüre
[arma ' yra] 'armatura' (fr.mod. armure [ar' myR]). Da notare che, diversa-
mente che in fr.mod., in fr.a. la desinenza di 3ª pers. pl. dei verbi si pronun-
cia: parlent['parlant] `parlano' (fr.mod. [parl]).
a
Distinguiamo due casi:
1) la a seguita da cons. nasale ([n, m]) omosillabica si pronuncia [a]: grant
[grant] `grande' (fr. mod. [gra], senza -nt finale), flame ['flame] (fr.mod.
[flam] `fiamma', senza nasalizzazione);
2) negli altri contesti la a sia tonica che atona si pronuncia [a] come nell'ita-
liano casa: part [part] `parte' (fr.mod. [par]), valoir [va ' Iwer] 'valere'
(fr.mod. [va ' Iwar]).
0
Distinguiamo due casi:
1) La o tonica è generalmente aperta [5]: AURUM > or [or] 'oro', CAUSAM >
chose ['ţfozǝ] 'cosa' (oggi invece abbiamo l'opposizione tra [or] e [foz]).
Nei testi il grafema o figura spesso anche come continuazione di ō e ŭ
latine (HORA > ore). Qui o vale [o], per es. ore ['øra], pecheor [patfa ' ør]
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Insegnamento: Filologia e Linguistica Romanza
Numero lezione: 06
Titolo: Profilo linguistico della langue d'oïl
Lettere
`peccatore' (fr.mod. [pe' fŒR]). Nei testi della Champagne o dell'Ovest
della Francia ha invece il valore di [u]: (amor [amur]).
2) la o seguita da cons. nasale ([n, m]) omosillabica si pronuncia [o]: pont
[pont] `ponte' (fr. mod. [põ], senza -nt finale), home ['õma] `uomo'
(fr.mod. [om], senza nasalizzazione).
u
Corrisponde al suono [y] (vocale alta anteriore arrotondata) come in francese
moderno. Nell'anglonormanno, il segno u corrisponde a o o ou delle grafie con-
tinentali (seignur vs. seignor, curt vs. cort/court, sun vs. son).
y
Ha il valore della semivocale [j]: payen [pa jen] 'pagano' (fr.mod. païen
[pa 'jɛ̃]).
Dittonghi discendenti (cioè accentati sul primo elemento)
ai
Distinguiamo tre casi:
1) in sillaba aperta vale [i]. Es .: dirai [di 'rei] `dirò' (fr.mod. [di' Re]);
2) in sillaba chiusa da cons. nasale vale [ei]: main [mein] `mano' (fr.mod.
[mẽ]);
3) in sillaba chiusa da altre consonanti vale [E]. Ess .: fait [fet] `fatto'
(fr.mod. [f]), maistre ['mestra] `maestro' (fr. mod. [matR]);
au
[au]. Es .: autre 'altro' ['autre] (fr.mod. [otR]).
ej 1
[we] (< E latina): es. deveir [de ' vwer] `dovere' (fr.mod. devoir [de ' vwar]). Si
tratta di una grafia conservativa alternativa a oi (vd. sotto).
ej2
[i]. Es .: reison [rei' zon] `ragione'. È una grafia fonetica che alterna con ai (vd.
sopra).
eu
[ø]. Es. heure [' øre] `ora' (fr.mod. [ŒR]).
oi
[we]: es. roi [rwe] `re' (fr.mod. [Rwa]) - grafia innovativa alternativa a ei (vd.
sopra); variante nasalizzata [we], es. loin [Iwen] `lontano' (fr.mod. [Iwe]).
ou
[u], es. clou [klu] `chiodo' (fr.mod. [klu]).
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Numero lezione: 06
Titolo: Profilo linguistico della langue d'oïl
Lettere
GRAFIA
PRONUNCIA
i
La /sia tonica che atona si pronuncia [i] come nell'italiano filo: vile ['vila] `città'
(fr.mod. ville ['vil]), filer [fi' ler] `filare' (fr.mod. [fi' le]).
Come in italiano, può avere anche il valore della semivocale [j]: paien [pa jen]
`pagano' (fr.mod. païen [pa ' jã]).
e
Distinguiamo vari casi:
1) Come in italiano, la e tonica può pronunciarsi [e] (it. mela) o [€] (it.
spero). Si pronunciano come [e] le e derivate da -A- latino (mer < MARE,
gré < GRA(TUM)), come [E] le e derivate da -È- (perdre < PĚRDĚRE) in sillaba
chiusa. Da notare però che nel dittongo ie < E la e si pronuncia chiusa
(oggi è invece aperta). Per il caso di e seguita da cons. nasale vd. al punto
2). Lo studente può tralasciare la distinzione, pronunciando sem-
pre [e] o sempre [8].
2) La e seguita da cons. nasale ([n, m]) omosillabica (che fa cioè parte della
stessa sillaba) si pronuncia:
a. [e] quando è nel dittongo ie: bien [bjẽn] `bene' (fr. mod. [bj₴],
senza la -n finale);
b. [a] in tutti gli altri casi: vent [vant] 'vento', durement [dyre ' mant]
`duramente'. Da notare che, spesso, in fr.a. parole di questo tipo
sono scritte vant, duremant cioè hanno grafia fonetica.
3) La e in sillaba atona (iniziale, interna o finale di parola) si pronuncia [a]
(cosiddetto schwa), come le vocali finali del napoletano: fr.a. armeüre
[arma ' yra] 'armatura' (fr.mod. armure [ar' myR]). Da notare che, diversa-
mente che in fr.mod., in fr.a. la desinenza di 3ª pers. pl. dei verbi si pronun-
cia: parlent['parlant] `parlano' (fr.mod. [parl]).
a
Distinguiamo due casi:
1) la a seguita da cons. nasale ([n, m]) omosillabica si pronuncia [a]: grant
[grant] `grande' (fr. mod. [gra], senza -nt finale), flame ['flame] (fr.mod.
[flam] `fiamma', senza nasalizzazione);
2) negli altri contesti la a sia tonica che atona si pronuncia [a] come nell'ita-
liano casa: part [part] `parte' (fr.mod. [par]), valoir [va ' Iwer] 'valere'
(fr.mod. [va ' Iwar]).
0
Distinguiamo due casi:
1) La o tonica è generalmente aperta [5]: AURUM > or [or] 'oro', CAUSAM >
chose ['{fozǝ] 'cosa' (oggi invece abbiamo l'opposizione tra [or] e [foz]).
Nei testi il grafema o figura spesso anche come continuazione di ō e u
latine (HORA > ore). Qui o vale [o], per es. ore [ 'øra], pecheor [patfa' ør]
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