Piaget: Epistemologia Genetica e Stadi di Sviluppo Cognitivo

Slide su Piaget, Epistemologia Genetica e gli Stadi di Sviluppo. Il Pdf esplora la teoria di Jean Piaget, concentrandosi sull'epistemologia genetica e gli stadi di sviluppo cognitivo, con esempi pratici per la scuola superiore in Psicologia.

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12 pagine

PIAGET
LEP ISTEMOLOGIA
GEN E TICA E GLI STADI D I
SVILU P PO
LEPISTEMOLOGIA
GENETICA
Jean Piaget, psicologo svizzero (1896-
1980) è il fondatore della psicologia
genetica e dell’epistemologia genetica.
La psicologia genetica studia in che modo
si sviluppa il cervello umano dalla nascita
alla morte.
L’epistemologia genetica è la scienza che
studia le tappe di sviluppo del pensiero
umano nella storia (racconta in che modo i
popoli si sono sviluppati nel tempo).

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Anteprima

L'epistemologia genetica

Jean Piaget, psicologo svizzero (1896- 1980) è il fondatore della psicologia genetica e dell'epistemologia genetica. La psicologia genetica studia in che modo si sviluppa il cervello umano dalla nascita alla morte. L'epistemologia genetica è la scienza che studia le tappe di sviluppo del pensiero umano nella storia (racconta in che modo i popoli si sono sviluppati nel tempo).

L'intelligenza come adattamento

Per Piaget l'intelligenza ha una natura biologica (l'uomo nasce con il cervello che è il contenitore delle nostre conoscenze che chiamiamo intelligenza) ma è anche una forma di adattamento all'ambiente (grazie all'intelligenza l'uomo è sopravvissuto nel tempo). L'intelligenza diventa così lo strumento attraverso il quale l'uomo conosce il mondo e ha realizzato dei cambiamenti che gli hanno consentito di soddisfare i suoi bisogni (impara a cacciare per soddisfare il bisogno di nutrirsi) e trovare soluzioni efficaci ai problemi (impara ad accendere il fuoco per riscaldarsi). Secondo Piaget l'adattamento all'ambiente avviene attraverso due processi: ASSIMILAZIONE ed ACCOMODAMENTO.

Processo di assimilazione

E' IL PROCESSO ATTRAVERSO IL QUALE SI HA ESPERIENZA DEL MONDO ESTERNO TRAMITE SCHEMI E CONCETTI GIA' IN NOSTRO POSSESSO. Le parole, le immagini che abbiamo acquisito dall'esperienza attraverso i sensi rimangono nella mente ma non sono ancora conoscenze. Ad esempio: il neonato nasce con i riflessi (suzione e pianto) che gli consentono di agire nel mondo per sopravvivere (piange per comunicare, succhia per nutrirsi) ma non sa usare questi riflessi in altri momenti scelti da lui ma sono solo azioni spontanee, nate da bisogni fisici.

Accomodamento

E' LA MODIFICAZIONE DEGLI SCHEMI GIA' IN POSSESSO GRAZIE ALL'ESPERIENZA CHE CONSENTE DI CREARNE DI NUOVI PIU' COMPLESSI. Le esperienze vissute nell'ambiente diventano conoscenze quando siamo consapevoli del loro significato e uso. Ad esempio: Il neonato attraverso l'esperienza capisce che può usare il pianto per richiamare l'attenzione della mamma, quindi inizierà a piangere non solo per il bisogno legato alla fame ma anche se vuole essere preso in braccio e per altre motivazioni.

Stadio sensomotorio (nascita-2 anni)

In questo stadio il bambino utilizza schemi derivanti dai sensi e dal movimento. Il bambino di pochi mesi agisce casualmente (non sa perché piange) per poi agire intenzionalmente (sa che con il pianto arriverà il seno della mamma) fino ad arrivare alla scoperta del rapporto causa-effetto ( capisce inoltre che può usare il pianto per comunicare altri disagi: vuole essere preso in braccio, vuole il pannolino pulito ecc ... ) Questo stadio è molto complesso e per questo motivo Piaget lo divide in 6 sotto stadi:

6 tappe di sviluppo della mente del bambino da 0 a 2 anni

Il neonato usa il riflesso della suzione per alimentarsi attraverso il seno della mamma. La suzione appartiene al processo di assimilazione perché è uno schema che esiste già nella mente del bambino. Il lattante, nei mesi successivi, coordina più schemi innati sensomotori (muovendosi con il corpo in modo casuale scopre che può succhiare anche la mano e non solo il seno della mamma). Si dice sensomotorio perché coordina 2 schemi (riflesso della suzione (senso) e lo schema del movimento della mano (motorio). Alla fine il bambino comprende che può usare il pianto anche per altro, esso appartiene al processo di accomodamento. Quando il bambino inizia a gattonare conosce meglio gli oggetti e ambiente, impara delle procedure cioè sa compiere le azioni nella giusta sequenza per raggiungere uno scopo (es. sa come aprire una scatola) Il bambino compie più azioni con lo scopo comprendere gli effetti (es. buttare continuamente un oggetto per terra per capire cosa succede). Il bambino è in grado di rappresentarsi mentalmente le azioni da compiere prima di farle cioè sa che se butta un bicchiere per terra questo si romperà, questo è possibile grazie all'uso dei simboli cioè la possibilità di avere delle immagini mentali con cui immaginare una situazione.

Stadio preoperatorio (2-6 anni)

Il bambino non sa ricostruire attraverso la logica un processo che hanno portato ad un'azione (un bambino ha la stessa quantità di acqua che viene versata in 2 bicchieri diversi. La forma del bicchiere lungo lo inganna perché penserà che ci sia più acqua). Il bambino impara nuove parole che diventano nuovi concetti (es. bambino chiama lumaca tutti animali che strisciano). Il gioco tipico di questo periodo è il gioco simbolico con cui il bambino imita le attività degli adulti (giocare alla maestra, giocare al dottore)

Stadio delle operazioni concrete (7-12 anni)

In questo stadio il bambino sa compiere operazioni mentali e quindi comprende che un oggetto pur cambiando forma non diventa più grande o più piccolo. La reversibilità permette al bambino di classificare gli oggetti in modo diverso: Il bambino di 7 anni è in grado di ordinare dei bastoncini dal più lungo al meno lungo, prima cercherà quello più lungo e da questo definirà la serie degli altri, fino ad arrivare al più corto (seriazione) Questa nuova capacità è essenziale per comprendere il concetto di numero e imparare a contare e compiere operazioni aritmetiche. Il gioco con le regole caratterizza questo stadio, il bambino mette alla prova le proprie abilità, favorisce la socializzazione (il gioco diventa di gruppo) e pone le basi per la comprensione delle regole morali (chi non segue le regole del gioco non è accettato nel gruppo).

Stadio delle operazioni formali (dai 12 anni)

Come rispondereste ad il seguente quesito: Maria ha i capelli più scuri di Anna, Maria ha i capelli più chiari di Susanna. Quale delle tre ha i capelli più scuri? QUANDO PENSI DI AVERE TUTTE LE RISPOSTE, LA VITA TI CAMBIA TUTTE LE DOMANDE .. C Questa foto di Autore sconosciuto e concesso in licenza da CC BY-NC-ND Questo problema è posto in maniera astratta e per essere risolto bisogna ragionare in termini ipotetici e quindi attraverso il pensiero astratto. Il pensiero astratto compare solo dai 12 anni in poi e permette l'acquisizione di nozioni complesse delle materie scientifiche. Il pensiero astratto fornisce al ragazzo l'apertura mentale necessaria per interessarsi ai fenomeni sociali, politici e religiosi. Questi nuovi pensieri contribuiscono nell'adolescente una trasformazione della personalità che comincia a riflettere sul proprio futuro, sui valori e le tradizione della propria cultura. L'adolescente si sente al pari dell'adulto e allo stesso tempo diverso, capace di avere le proprie idee e desideroso di realizzare progetti.

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