Slide da Unich.it su Immaginare l'innovazione. Il Pdf esplora il concetto di innovazione, creatività e i fattori che influenzano la percezione della realtà, con focus su effetto familiarità e 'teste ben fatte'. Adatto per corsi universitari di Economia.
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Fazzi L., pp. 76-99
francesca.scardigno@unich.it
Skipe: francescapiascardigno1.
pp. 76-80
Ci sono diversi modi di analizzare e comprendere l'innovazione. Fazzi propone tale analisi:
«( ... ) innovazione come processo di costruzione di significati che rimanda alla questione del
ruolo dei fattori cognitivi e culturali come precondizioni del processo di creazione di nuove
idee».
Il modo in cui osserviamo determina la capacità di cogliere aspetti originali oppure restare
fermi sulle proprie convinzioni.
Es: Slow Food, organizzazione internazionale senza scopo di lucro impegnata nella
promozione della cultura del cibo, il loro slogan è che il cibo nel mondo dovrebbe essere
buono, pulito e giusto, tre aggettivi che definiscono il valore multidimensionale
dell'alimentazione.
«Il processo di attribuzione di nuovi significati ai fenomeni è l'esito di particolari processi
mentali che sono in parte spontanei e in parte frutto di un allenamento a pensare in un certo
modo»
Sensemaking, creazione di senso.
Quando gli individui iniziano a vedere i fenomeni in modo marcatamente diverso rispetto a
quello socialmente consolidato e riconosciuto, essi diventano produttori potenziali di
innovazione.
"Pensare l'innovazione“ è un processo che permette alle persone di percepire e
rappresentare la realtà in un modo diverso da quello che era stato fatto in precedenza:
Oltre alla passione richiede una grande elasticità mentale.
pp.80-85
Effetto famigliarità Ahuja e Lampert (2001): situazione conosciuta e data per
scontata.
Le organizzazioni si focalizzano eccessivamente su quanto conoscono, la tendenza
è di utilizzare e riutilizzare continuamente le medesime informazioni e soprattutto i
medesimi schemi di significato. In questo modo il bisogno cognitivo tende a essere
quello di immaginare risultati prevedibili e questo limita pesantemente la ricerca di
nuove conoscenze.
Tale atteggiamento limita il campo di elaborazione delle informazioni e la possibilità
di costruzione di nuove conoscenze.
pp.85-89
«Se uno dei motori dell'innovazione è la capacità di rompere gli schemi abituali e di pensare
per collegamenti, analogie e ribaltamenti di relazioni considerate ovvie, è chiaro che la forma
mentis da coltivare all'interno delle organizzazioni che si pongono l'obiettivo del
cambiamento consiste nel promuovere e stimolare la maturazione delle teste ben fatte»
Teste ben fatte: concetto introdotto da Michel de Montaigne, filosofo francese, secondo cui
l'importanza dell'educazione non risiede nella mera accumulazione quantitativa del sapere,
ma nel promuovere attraverso un buon insegnamento, un'attitudine generale a porre e
trattare i problemi e nel saperli collegare e organizzare tra loro.
La testa ben fatta valorizza la capacità delle persone di fare associazioni, di ricercare
significati, e di porre e trattare i problemi attraverso principi organizzatori che consentono di
collegare i saperi e di dare loro un senso.
Di fronte a problemi poco definiti o alla necessità di individuare soluzioni innovative per
rispondere ai bisogni, il tipo di pensiero che è necessario sviluppare deve avere una natura
in qualche modo creativa.
Per pensare l'innovazione è dunque importante non focalizzare l'attenzione solo sulle
questioni più conosciute e di primo impatto più problematiche.
Pensiero convergente: forma di ragionamento che porta gli individui a convergere verso
un'unica risposta considerata accettabile ad un problema.
Pensiero divergente: è connesso al pensiero creativo, conta molto di più la fase di
esplorazione e il bisogno di capire come dare forma originale alle questioni.
Allo stesso modo, cercare di allargare lo sguardo e comprendere nuovi fattori e elementi di
conoscenza è un'operazione necessaria perché permette di considerare nuove variabili,
nuove connessioni e nuove possibilità.
pp. 89-94
Il pensiero innovativo è costruito da singole persone ma è rilevante la costruzione di un
contesto in cui le interazioni sociali e discorsive, le pratiche, le tecnologie e gli oggetti di
lavoro mettono in condizione gli individui di sollecitare continuamente idee e convinzioni,
entrare a far parte di un processo di confronto continuo con gli altri membri
dell'organizzazione.
L'innovazione è il prodotto di un processo sistemico sociale ed ecologico:
«La progettazione e costituzione di strutture che favoriscono l'interazione tra persone e tra
persone e ambiente rappresenta di conseguenza un elemento fondamentale per facilitare e
promuovere l'innovazione»
I contesti organizzativi possono essere rappresentati come cornici che strutturano le relazioni
sociali e le relazioni tra individui e gli artefatti e che contengono le risorse per la definizione
dell'innovazione
L'innovazione sociale oltre ad esser l'esito di pratiche sociali, si configura come un processo di
cambiamento basato: sull'incentivo a risolvere problemi, a trovare soluzioni e a lavorare in modo
collaborativo attingendo all'esperienza e all'idea di persone con competenze e visioni diverse.
Attraverso il fare in relazione a problemi definiti in cornici contestuali che incentivano l'interazione
e la collaborazione, gli individui e le organizzazioni ridefiniscono i propri schemi cognitivi sia
personali sia istituzionali e si possono generare conoscenze utili allo sviluppo e all'innovazione.
La prospettiva è di creare una indissolubile interazione tra: cognizione, individui e relazioni
sociali, ossia la conoscenza ,è incorporata anche nelle relazioni e nelle pratiche sociali andando
a costruire un eco-sistema cognitivo reso possibile attraverso il coordinamento di tutti gli attori
implicati nel processo.
pp. 94-98
Nella prospettiva dell'apprendimento come fenomeno sociale:
La dimensione sociale del pensiero innovativo non si esaurisce solo all'interno delle singole
organizzazioni e del loro modo di promuovere l'interazione tra i propri membri.
Essa abbraccia le relazioni con l'ambiente esterno.
Il rapporto con l'ambiente esterno può assumere diverse connotazioni da quelle più formali
fino alle più informali con gli incontri e le frequentazioni con soggetti che portano altre
competenze, vissuti e punti di vista.
Coltivare rapporti con soggetti che si collocano all'esterno del perimetro delle singole
organizzazioni può avvenire come esito di una serie di occasioni fortuite, ma dovrebbe
essere soprattutto il risultato di decisioni che consapevolmente portano a investire tempo e
energie nelle relazioni con mondi più ampi rispetto a quelli in cui si svolgono i mandati e le
attività quotidiane delle singole organizzazioni, al fine di generare apprendimento e
ampliamento dello sguardo e di migliorare la possibilità di fare connessioni tra temi, oggetti e
accadimenti diversi.
pp. 98-99
Quanto più ampio è l'orizzonte osservato tanto più si è in grado di vedere le relazioni tra le
diverse componenti del sistema e si possono immaginare mete desiderabili e raggiungibili.
Per fare innovazione, si deve pensare l'innovazione. Non necessariamente c'è un prima e un
dopo. Alle volte, le idee nascono prima della loro messa in pratica, in altri casi è la pratica a
rendere possibile il concepimento di nuove idee.
Il pensiero innovativo non è tuttavia, solo un tratto individuale, ma anche sociale e dipende
anche dai seguenti fattori: