Miguel de Unamuno: biografia e tematiche filosofiche, eCampus Università

Documento da eCampus Università su Miguel de Unamuno. Il Pdf analizza la figura e l'opera di Unamuno, esplorando la sua biografia e le tematiche filosofiche e letterarie, come l'ansia di immortalità e il sentimento tragico della vita, per gli studenti di Letteratura universitaria.

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Miguel de Unamuno
Miguel de Unamuno y Jugo (1864-1936) nacque a Bilbao, nei Paesi Baschi, e
rimase ben presto orfano del padre; fu educato secondo principi cattolici in un
ambiente borghese, e si laureò in Lettere e Filosofia all'Università di Madrid con
una tesi sull'origine e la preistoria della razza basca. Tornato nella natia Bilbao,
si sposa e avrà numerosi figli, ma la morte prematura di uno di loro (1902) lo
colpirà profondamente, influenzandone le riflessioni e l'opera. Nel 1891 ottiene
la cattedra di Lingua e letteratura greca antica a Salamanca (dove poi insegnerà
anche Storia della lingua spagnola), che diventerà una sorta di sua seconda
patria. Una prima, vera e propria, crisi spirituale (legata soprattutto al pensiero
della morte e al suicidio) Unamuno la patì nel 1897, e tutte le sue riflessioni
vengono annotate in quello che poi diventerà il Diario íntimo (pubblicato solo
postumo, nel 1966).
Nel 1900 viene eletto rettore dell'università salmantina, ruolo dal quale
verrà rimosso per questioni politiche nel 1914, pur mantenendo il ruolo di
docente (fino al 1923); nel 1924, però, la sua opposizione alla dittatura di Primo
de Rivera ne causò l'esilio a Fuerteventura, nelle Canarie; da si sposterà in
Francia, prima a Parigi, poi ad Hendaye (vicino al confine con la Spagna), da
dove rientra in patria nel 1930, quando cade la dittatura; verallora nominato
rettore a vita dell'Universi di Salamanca, e cittadino onorario della città;
inizialmente sostenitore del regime franchista (in cui sperava per un
miglioramento della situazione spagnola), attaccò però pubblicamente Franco
per la violenza del suo regime, il che gli costò gli arresti domiciliari, e nella sua
casa salmantina morirà il 31 dicembre 1936.
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Figura assolutamente anticonformista, la critica contemporanea si
concentrò soprattutto sull'opera saggistica e letteraria di Unamuno, mentre la
sua lirica verrà riscoperta e rivalutata praticamente solo dopo la sua morte,
nonostante egli amasse definirsi soprattutto un poeta; la sua cultura romantica è
evidente nei suoi diari poetici (dove spesso usa il sonetto) come Rosario de
sonetos líricos (1911), De Fuerteventura a París (1924) e Cancionero. Diario
poético (1953), ma forse l'opera poetica più significativa di Unamuno è il lungo
poema in endecasillabi sciolti El Cristo de Velázquez (1925), meditazione sulla
morte e sulla possibilità di riscatto della vita basata su citazioni bibliche e
commenti che partono dalla contemplazione del famoso quadro di Velázquez,
dove si possono riscontrare echi (almeno nella struttura) di De los nombres de
Cristo di fray Luis de León. Nell'attribuzione (secondo la lettura unamuniana) del
dolore provato da Cristo per la separazione dalla propria essenza umana nel
momento di morire, si fa interessante, nel testo, il neologismo "unimismados",
che fusione tra i termini ensimismados (immedesimati) e uno mismo (se stesso)
che sottolinea l'idea di come l'identità sia (per Unamuno) sintesi imprescindibile
di anima e corpo. Non mancano poi, nella poesia unamuniana, momenti di satira
e polemica, evidenti soprattutto nelle raccolte dell'esilio come la già citata De
Fuerteventura a París o il Romancero del destierro [Romancero dell'esilio]
(1928), ma la sua vena lirica è prevalentemente contemplativa e intimistica,
influenzata dai grandi poeti romantici che si erano dimostrati capaci di fondere
pensiero e sentimento (Leopardi, Wordsworth, Browning).
Unamuno, anche per i suoi studi, aveva una vivissima consapevolezza
linguistica, che lo portò anche a rifiutare le correnti in voga alla ricerca di
un'espressione che fosse intima, personale, che permettesse di fissare in versi
un'esperienza lirica che fosse riflesso della spontaneità soggettiva dell'autore;
da qui anche la sua continua sperimentazione formale, che consisteva nel
rifiutare, ma anche nel rielaborare, forme già esistenti.

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e CAMPUS UNIVERSITÀ

Corso di Laurea: Insegnamento: Numero lezione: Titolo:

Lettere

Miguel de Unamuno

Miguel de Unamuno y Jugo (1864-1936) nacque a Bilbao, nei Paesi Baschi, e rimase ben presto orfano del padre; fu educato secondo principi cattolici in un ambiente borghese, e si laureò in Lettere e Filosofia all'Università di Madrid con una tesi sull'origine e la preistoria della razza basca. Tornato nella natia Bilbao, si sposa e avrà numerosi figli, ma la morte prematura di uno di loro (1902) lo colpirà profondamente, influenzandone le riflessioni e l'opera. Nel 1891 ottiene la cattedra di Lingua e letteratura greca antica a Salamanca (dove poi insegnerà anche Storia della lingua spagnola), che diventerà una sorta di sua seconda patria. Una prima, vera e propria, crisi spirituale (legata soprattutto al pensiero della morte e al suicidio) Unamuno la patì nel 1897, e tutte le sue riflessioni vengono annotate in quello che poi diventerà il Diario íntimo (pubblicato solo postumo, nel 1966).

Nel 1900 viene eletto rettore dell'università salmantina, ruolo dal quale verrà rimosso per questioni politiche nel 1914, pur mantenendo il ruolo di docente (fino al 1923); nel 1924, però, la sua opposizione alla dittatura di Primo de Rivera ne causò l'esilio a Fuerteventura, nelle Canarie; da lì si sposterà in Francia, prima a Parigi, poi ad Hendaye (vicino al confine con la Spagna), da dove rientra in patria nel 1930, quando cade la dittatura; verrà allora nominato rettore a vita dell'Università di Salamanca, e cittadino onorario della città; inizialmente sostenitore del regime franchista (in cui sperava per un miglioramento della situazione spagnola), attaccò però pubblicamente Franco per la violenza del suo regime, il che gli costò gli arresti domiciliari, e nella sua casa salmantina morirà il 31 dicembre 1936.

1 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Insegnamento: Numero lezione: Titolo:

Lettere e Critica

Figura assolutamente anticonformista, la critica contemporanea si concentrò soprattutto sull'opera saggistica e letteraria di Unamuno, mentre la sua lirica verrà riscoperta e rivalutata praticamente solo dopo la sua morte, nonostante egli amasse definirsi soprattutto un poeta; la sua cultura romantica è evidente nei suoi diari poetici (dove spesso usa il sonetto) come Rosario de sonetos líricos (1911), De Fuerteventura a París (1924) e Cancionero. Diario poético (1953), ma forse l'opera poetica più significativa di Unamuno è il lungo poema in endecasillabi sciolti El Cristo de Velázquez (1925), meditazione sulla morte e sulla possibilità di riscatto della vita basata su citazioni bibliche e commenti che partono dalla contemplazione del famoso quadro di Velázquez, dove si possono riscontrare echi (almeno nella struttura) di De los nombres de Cristo di fray Luis de León. Nell'attribuzione (secondo la lettura unamuniana) del dolore provato da Cristo per la separazione dalla propria essenza umana nel momento di morire, si fa interessante, nel testo, il neologismo "unimismados", che fusione tra i termini ensimismados (immedesimati) e uno mismo (se stesso) che sottolinea l'idea di come l'identità sia (per Unamuno) sintesi imprescindibile di anima e corpo. Non mancano poi, nella poesia unamuniana, momenti di satira e polemica, evidenti soprattutto nelle raccolte dell'esilio come la già citata De Fuerteventura a París o il Romancero del destierro [Romancero dell'esilio] (1928), ma la sua vena lirica è prevalentemente contemplativa e intimistica, influenzata dai grandi poeti romantici che si erano dimostrati capaci di fondere pensiero e sentimento (Leopardi, Wordsworth, Browning).

Unamuno, anche per i suoi studi, aveva una vivissima consapevolezza linguistica, che lo portò anche a rifiutare le correnti in voga alla ricerca di un'espressione che fosse intima, personale, che permettesse di fissare in versi un'esperienza lirica che fosse riflesso della spontaneità soggettiva dell'autore; da qui anche la sua continua sperimentazione formale, che consisteva nel rifiutare, ma anche nel rielaborare, forme già esistenti.

2 C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Insegnamento: Lezione nº: Titolo: Attività nº:

LINGUE E CULTURE EUROPEE E DEL RESTO DEL MONDO

LETTERATURA SPAGNOLA 1 B

23/S1 Miguel de Unamuno 1 Facoltà di Lettere

Le tematiche unamuniane

Tema costante negli scritti di Unamuno è l'ansia di ciò che c'è dopo la morte, perché a suo dire «il motore del vivere è l'ansia di sopravvivere nel tempo e nello spazio», e questo diventa un problema nel momento in cui a quest'ansia di immortalità sostenuta dalla fede si oppone la ragione; ma siccome l'uomo non può prescindere ne dalla fede, ne dalla ragione, ecco allora che per Unamuno l'unica soluzione possibile è quella di mantenerle in lotta tra loro, e si capisce allora il senso del termine agonia di cui egli stesso parla, intesa (etimologicamente) come combattimento per la sopravvivenza (idea che ritroveremo anche nei suoi romanzi), che per uno scrittore può significare anche essere ricordato dai posteri grazie alla sua opera (si ricordi che una prima crisi esistenziale fu causata dalla prematura morte del figlio).

Nelle sue opere, quindi, Umanumo cerca di provocare nel suo lettore inquietudine, anche irritazione, tutto purché non resti passivo nell'inerzia; rifacendosi a Kierkegaard, sosteneva di voler suscitare questioni, più che dare risposte.

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LINGUE E CULTURE EUROPEE E DEL RESTO DEL MONDO

LETTERATURA SPAGNOLA 1 B

23/S1 Miguel de Unamuno 1 Facoltà di Lettere

Del sentimiento trágico

Il testo fondamentale in cui Unamuno sviluppa questi concetti è Del sentimiento trágico de la vida en los hombres y en los pueblos [Del sentimento tragico della vita negli uomini e nei popoli] (1913) dove, appunto, ragiona sul tema dell'immortalità e del conflitto tra ragione e fede, intelligenza e sentimento, ed è proprio l'impossibilità di conciliare i due aspetti (pur nella necessità della loro coesistenza) quello che fa nascere questo «sentimento tragico»; secondo Unamuno, la fede potrà essere salvifica solo nel momento in cui avrà alla sua base la lotta tra lo scetticismo razionale e l'ansia di immortalità: «Razón y fe son dos enemigos que no pueden sostenerse el uno sin el otro [ ... ] Tienen que apoyarse uno en otro y asociarse. Pero asociarse en lucha» [Ragione e fede sono due nemici che non possono esistere l'uno senza l'altro [ ... ] Devono appoggiarsi l'uno sull'altro. Ma associarsi in lotta] [Traduzione mia; la citazione è tratta dal seguente sito: https://www.adivinario.com/download/Unamuno_del_sentimiento_tragico.pdf ]

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LINGUE E CULTURE EUROPEE E DEL RESTO DEL MONDO

LETTERATURA SPAGNOLA 1 B

23/S1 Miguel de Unamuno 1 Facoltà di Lettere

La agonía del cristianismo

Un altro testo in cui Unamuno torna sull'argomento è La agonía del cristianismo [L'agonia del cristianesimo] (pubblicata in francese, durante l'esilio, nel 1925, e poi tradotta in spagnolo nel 1930); è proprio in questo testo che la parola `agonia' va intesa (come accennato poc'anzi) nel suo senso etimologico, vale a dire come lotta: l'ansia e l'inquietudine di vivere costituiscono quindi l'elemento imprescindibile per un'autentica vita religiosa, e questo rispecchia perfettamente la posizione spirituale dell'autore.

Sono evidenti, in questo saggio, alcune letture unamuniane da cui egli rielabora poi il suo concetto: possiamo infatti riscontrarvi echi di San Paolo, di Sant'Agostino, dei mistici, di Pascal e, soprattutto, di Kierkegaard, con cui condivide la postura religiosa antirazionale (di matrice luterana) e il senso tragico dell'esistenza umana. Questa concezione della fede costerà addirittura ad Unamuno la messa all'Indice da parte della Chiesa di tutta la sua produzione filosofica (1957).

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LINGUE E CULTURE EUROPEE E DEL RESTO DEL MONDO

LETTERATURA SPAGNOLA 1 B

23/S1 Miguel de Unamuno 1 Facoltà di Lettere

Paz en la guerra

Un altro grande tema unamuniano (certo collegato al precedente, e che ben si inquadra nell'ideologia novantottista), è la preoccupazione per l'interiorità esistenziale dell'uomo, che l'autore oppone all'esteriorità privilegiata dal realismo; buon esempio ne è il suo primo romanzo, Paz en la guerra [Pace nella guerra] (1898), che nel titolo tradisce l'influenza di Tolstoj e che narra in maniera molto accurata (sotto la veste canonica del romanzo storico) le vicende della seconda guerra carlista basandosi sia su fonti documentali, sia sui propri ricordi.

Quello che più importa di questo romanzo è che il fuoco dell'azione non è incentrato sugli eventi politici e/o militari che vi si narrano, bensì sulla storia quotidiana della gente comune, quella storia che nessun manuale racconterà mai, ma che in realtà costituisce la parte più intima e più vera di un popolo, e la base su cui poggia la storia, che narra invece fatti politicamente e socialmente `rilevanti': lo stesso autore definì intrahistoria questa storia `sommersa' ma vitale.

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