Norme e cultura di gruppo: aspettative e socializzazione

Documento sulle norme e cultura di gruppo. Il Pdf, utile per lo studio universitario in Psicologia, esplora le aspettative condivise che regolano il comportamento, distinguendo tra norme esplicite, implicite, descrittive e prescrittive, e analizzando il processo di interiorizzazione e i cinque stadi di socializzazione.

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Norme e cultura di gruppo
1. Norme di gruppo
Osservando un gruppo nel corso del suo sviluppo, si noterà che man mano che le persone
interagiscono tra di loro emergono delle norme condivise che ne regolano il comportamento, e
questo processo di costruzione delle norme corrisponde alla definizione di una struttura del gruppo.
Dunque, le norme sono una componente fondamentale della struttura di qualsiasi gruppo e in tutti
i gruppi il comportamento degli individui è influenzato da norme che sono specifiche per ogni
gruppo. Le norme possono essere definite come aspettative condivise circa il modo in cui
dovrebbero comportarsi i membri di un gruppo (Levine e Moreland, 1990). In questa definizione si
nota come la norma fornisca delle informazioni sui comportamenti individuali ritenuti adeguati in
determinate situazioni, comportando una semplificazione rispetto alle innumerevoli possibilità di
comportamenti che l’individuo potrebbe mettere in atto. In questo senso, la norma consente
un’interpretazione semplificata della realtà, facilitando i modi attraverso i quali l’individuo può
interpretare la realtà e dunque adattare il proprio comportamento. Altre definizioni hanno
considerato maggiorente la funzione che le norme svolgono per il gruppo in termini di
rapporto/individuo gruppo. Secondo quanto affermato da Sherif (1936) una norma definisce la
gamma o latitudine delle differenze individuali che i membri del gruppo ritengono accettabile,
nonché il limite al di del quale un certo comportamento può essere biasimato, tramite la
disapprovazione o altre sanzioni a seconda della gravità della violazione”. In questa accezione, la
norma limita l’espressione dell’individuo influenzando il suo comportamento, e così facendo
definisce i confini del gruppo stesso.
Le norme possono essere esplicite ed implicite. Le norme esplicite, comuni nelle
organizzazioni e più in generale nei gruppi formali, sono norme di cui gli individui sono consapevoli,
spesso definite in forma scritta. Ad esempio, in un contratto di lavoro possono essere definite in
forma scritta delle regole che il lavoratore è tenuto a seguire. Le norme implicite, invece, vengono
messe in atto dagli individui in forma automatica, senza che la norma sia chiaramente espressa in
forma scritta oppure orale. Ad esempio non esiste una norma scritta ed esplicita sul fatto che se
qualcuno è gentile con noi dobbiamo sorridergli, eppure di solito siamo portati a farlo e se non lo
facciamo veniamo giudicati antipatici o maleducati. Una certa componente implicita è presente
in qualsiasi norma per il fatto che i possibili comportamenti messi in atto da un individuo possono
essere molto vari e sarebbe impossibile esplicitare tutti gli aspetti normativi. Ad esempio non c’è
una norma che vieta di andare al supermercato in costume da bagno, eppure nessuno va al
supermercato in costume da bagno (a meno che non sia un supermercato vicino la spiaggia),
oppure se qualcuno lo fa viene guardato male o diventa oggetto di scherno da parte degli altri
individui.
In base alle conseguenze che comportano in termini comportamentali si distinguono:
norme descrittive, che descrivono il comportamento tipico dei membri del gruppo in una
determinata situazione, fornendo un modello di condotta a cui gli individui possono fare
riferimento quando si trovano in situazioni ambigue e non completamente comprensibili.
norme prescrittive, che indicano quello che i membri del gruppo possono o non possono
fare, ciò che viene approvato o disapprovato dal gruppo, agendo come regolatori del
comportamento individuale.
In base alla loro origine, Opp (1982) distingue 3 tipi di norme: (a) le norme istituzionali sono
quelle che vengono imposte da autorità esterne o dal leader (sono “calate dall’alto”); (b) le
norme volontarie nascono all’interno del gruppo dalle negoziazioni tra i membri del gruppo,
come parte del processo di risoluzione dei conflitti; (c) le norme evolutive, come le
precedenti hanno origine nel gruppo, e si definiscono quando i comportamenti che si rivelano
vantaggiosi per un membro del gruppo vengono appresi anche dagli altri, diffondendosi fino a
diventare parte costitutiva del sistema normativo del gruppo.
Ogni norma ha la sua ampiezza di accettazione (Sherif, 1936), ovvero può offrire una
gamma più o meno ristretta di comportamenti ritenuti accettabili. Ad esempio, il rispetto della
norma può variare tra i vari membri del gruppo, seguendo la regola generale per la quale più una
persona ha uno status elevato all’interno del gruppo, più gli è consentito di deviare dalla norma. In

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Anteprima

Norme di gruppo

1. Norme di gruppo Osservando un gruppo nel corso del suo sviluppo, si noterà che man mano che le persone interagiscono tra di loro emergono delle norme condivise che ne regolano il comportamento, e questo processo di costruzione delle norme corrisponde alla definizione di una struttura del gruppo. Dunque, le norme sono una componente fondamentale della struttura di qualsiasi gruppo e in tutti i gruppi il comportamento degli individui è influenzato da norme che sono specifiche per ogni gruppo. Le norme possono essere definite come "aspettative condivise circa il modo in cui dovrebbero comportarsi i membri di un gruppo" (Levine e Moreland, 1990). In questa definizione si nota come la norma fornisca delle informazioni sui comportamenti individuali ritenuti adeguati in determinate situazioni, comportando una semplificazione rispetto alle innumerevoli possibilità di comportamenti che l'individuo potrebbe mettere in atto. In questo senso, la norma consente un'interpretazione semplificata della realtà, facilitando i modi attraverso i quali l'individuo può interpretare la realtà e dunque adattare il proprio comportamento. Altre definizioni hanno considerato maggiorente la funzione che le norme svolgono per il gruppo in termini di rapporto/individuo gruppo. Secondo quanto affermato da Sherif (1936) "una norma definisce la gamma o latitudine delle differenze individuali che i membri del gruppo ritengono accettabile, nonché il limite al di là del quale un certo comportamento può essere biasimato, tramite la disapprovazione o altre sanzioni a seconda della gravità della violazione". In questa accezione, la norma limita l'espressione dell'individuo influenzando il suo comportamento, e così facendo definisce i confini del gruppo stesso.

Le norme possono essere esplicite ed implicite. Le norme esplicite, comuni nelle organizzazioni e più in generale nei gruppi formali, sono norme di cui gli individui sono consapevoli, spesso definite in forma scritta. Ad esempio, in un contratto di lavoro possono essere definite in forma scritta delle regole che il lavoratore è tenuto a seguire. Le norme implicite, invece, vengono messe in atto dagli individui in forma automatica, senza che la norma sia chiaramente espressa informa scritta oppure orale. Ad esempio non esiste una norma scritta ed esplicita sul fatto che se qualcuno è gentile con noi dobbiamo sorridergli, eppure di solito siamo portati a farlo e se non lo facciamo veniamo giudicati antipatici o maleducati. Una certa componente implicita è presente in qualsiasi norma per il fatto che i possibili comportamenti messi in atto da un individuo possono essere molto vari e sarebbe impossibile esplicitare tutti gli aspetti normativi. Ad esempio non c'è una norma che vieta di andare al supermercato in costume da bagno, eppure nessuno va al supermercato in costume da bagno (a meno che non sia un supermercato vicino la spiaggia), oppure se qualcuno lo fa viene guardato male o diventa oggetto di scherno da parte degli altri individui.

Tipi di norme comportamentali

In base alle conseguenze che comportano in termini comportamentali si distinguono:

  • norme descrittive, che descrivono il comportamento tipico dei membri del gruppo in una determinata situazione, fornendo un modello di condotta a cui gli individui possono fare riferimento quando si trovano in situazioni ambigue e non completamente comprensibili.
  • norme prescrittive, che indicano quello che i membri del gruppo possono o non possono fare, ciò che viene approvato o disapprovato dal gruppo, agendo come regolatori del comportamento individuale.

Origine delle norme

In base alla loro origine, Opp (1982) distingue 3 tipi di norme: (a) le norme istituzionali sono quelle che vengono imposte da autorità esterne o dal leader (sono "calate dall'alto"); (b) le norme volontarie nascono all'interno del gruppo dalle negoziazioni tra i membri del gruppo, come parte del processo di risoluzione dei conflitti; (c) le norme evolutive, come le precedenti hanno origine nel gruppo, e si definiscono quando i comportamenti che si rivelano vantaggiosi per un membro del gruppo vengono appresi anche dagli altri, diffondendosi fino a diventare parte costitutiva del sistema normativo del gruppo.

Ampiezza di accettazione delle norme

Ogni norma ha la sua "ampiezza di accettazione" (Sherif, 1936), ovvero può offrire una gamma più o meno ristretta di comportamenti ritenuti accettabili. Ad esempio, il rispetto della norma può variare tra i vari membri del gruppo, seguendo la regola generale per la quale più una persona ha uno status elevato all'interno del gruppo, più gli è consentito di deviare dalla norma. Ingenerale, la tolleranza delle deviazioni dalla norma è inversamente proporzionale all'importanza che ha quella norma per la sopravvivenza del gruppo. A questo proposito, si distinguono:

  • norme centrali che si riferiscono a questioni legate all'esistenza e alle funzioni basiche del gruppo, rispetto alle quali la devianza potrebbe compromettere l'esistenza del gruppo, e per le quali, di conseguenza, sono previste sanzioni forti per chi non le rispetta.
  • le norme periferiche che riguardano aspetti più marginali, per le quali la devianza non costituisce un pericolo alla sopravvivenza del gruppo e dunque è maggiormente tollerata.

L'ampiezza di accettazione, dunque, varia molto tra norme centrali e norme periferiche. Ad esempio, anche se individui con status più elevato possono essere più flessibili nel rispetto delle norme, questa flessibilità è maggiore per le norme periferiche, mentre è ridotta per le norme centrali del gruppo.

Funzioni delle norme

Ma come mai le norme sono considerate così rilevanti per la sopravvivenza del gruppo? Alcuni autori si sono occupati di individuare le principali funzioni svolte dalle norme (Cartwright e Zander, 1968; Malaguti, 2007):

  1. Raggiungimento di obiettivi. Le norme definiscono quali comportamenti sono più utili per il conseguimento dei risultati attesi dal gruppo. Quindi, un gruppo che si dà delle norme e fa in modo che i membri del gruppo le rispettino ha maggiori chance di raggiungere i propri obiettivi.
  2. Identificazione e mantenimento del gruppo. Le norme del gruppo vanno a costituire in maniera profonda l'identità del gruppo e la possibilità che l'individuo possa identificarsi con il gruppo di cui fa parte. Un esempio di questo processo si può osservare nei gruppi giovanili che condividono modi di vestire, gusti musicali, stili di vita. In questi casi, il rispetto di norme comuni comporta la definizione di un aspetto identitario nell'individuo. Inoltre, le norme consentono al gruppo di mantenersi tale. Ad esempio, definire la norma che prevede incontri periodici può essere di fondamentale importanza perché il gruppo possa continuare ad esistere.
  3. Costruzione della realtà sociale. Le norme consentono la costruzione di una concezione comune della realtà tra i membri di uno stesso gruppo. Esse possono essere usate per interpretare la realtà sociale, fornendo agli individui direttive su come comportarsi in situazioni nuove o ambigue, consentendogli di muoversi in maniera più semplice e prevedibile.
  4. Definizione delle relazioni con l'ambiente sociale. Le norme forniscono un punto di riferimento per la gestione delle relazioni con l'ambiente sociale, composto da altri gruppi, organizzazioni, istituzioni.

Fattori di origine delle norme

Un'altra questione affrontata in letteratura è l'origine delle norme come abbiamo visto nella classificazione fornita da Opp, le norme possono avere origine interna oppure esterna. Tra i vari fattori di origine interna possiamo trovare: (a) la necessità di definizione di linee guida a cui i membri del gruppo devono riferirsi per capire come comportarsi in una determinata situazione; (b) la negoziazione tra i membri durante la risoluzione dei conflitti; (c) l'imitazione delle orme di un membro che ha avuto successo; (d) per autoregolazione, ovvero quando il gruppo si costruisce una norma grazie alle informazioni che il gruppo acquisisce e che contribuiscono alla formazione dell'identità del gruppo stesso. Per quanto riguarda l'origine esterna, le norme possono formarsi quando l'istituzione o il leader impongono una norma al gruppo. È importante notare come anche in questo caso l'effettivo rispetto della norma dipenda anche dall'accettazione della stessa da parte del gruppo.

Cultura di gruppo

2. Cultura di gruppo Le norme del gruppo vengono create e applicate all'interno della cultura di gruppo. Quando un individuo entra a far parte di un nuovo gruppo si immergere nella cultura di quel gruppo, che comprende modi condivisi di vedere la realtà, costumi comuni, procedure routinarie (procedure messe in atto quotidianamente dei membri del gruppo), gergo (parole e gesti comprensibili solo dai membri del gruppo), rituali (cerimonie che segnano eventi importanti per il gruppo) e simboli (oggetti ai quali i membri del gruppo attribuiscono significati particolari comprensibili solo a loro).

Definizione di cultura organizzativa

Uno degli autori che si è occupato maggiormente di studiare la cultura di gruppo è Schein che la definisce in questi termini: "la cultura organizzativa è l'insieme coerente di assunti fondamentali che un dato gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato imparando ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno e di integrazione interna, e che hanno funzionato abbastanza bene da poter essere considerati validi, e perciò tali da poter essere insegnati ai nuovi membri come il modo corretto di percepire, pensare e sentire in relazione a quei problemi." (Schein, 1985). Questi assunti fondamentali costruiti nel corso della storia del gruppo plasmano la mentalità del gruppo e vanno ad influire fortemente sul sistema normativo. Potremmo dire che nella norma si osserva la concretizzazione, l'operazionalizzazione di assunti attribuibili alla cultura del gruppo.

Importanza della cultura

Secondo l'autore "la cultura è importante perché è un insieme di forze potenti, nascoste e spesso inconsce, che determinano il nostro comportamento individuale e collettivo, i modi della percezione, lo schema del pensiero e i valori. La cultura organizzativa in particolare è importante perché gli elementi culturali determinano strategie, obiettivi e modi di agire. I valori e lo schema di pensiero di leader e dirigenti sono in parte determinati dal loro bagaglio culturale e dalle loro esperienze comuni. Se si vuole rendere una organizzazione più efficiente ed efficace, allora si deve comprendere il ruolo giocato dalla cultura nella vita organizzativa." Quindi nel corso delle loro interazioni gli individui costruiscono delle rappresentazioni comuni che una volta consolidate vanno

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