Slide sulle razze umane, un concetto superato. Il Pdf esplora l'evoluzione storica delle teorie razziali, dal monogenismo al poligenismo, fino al razzismo scientifico del Novecento e il "Manifesto della razza" italiano. Questo materiale di Storia, adatto per l'Università, è presentato in formato di slide con testo conciso e immagini pertinenti.
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Razza : gruppo di individui (di solito animali) che per un certo numero di caratteri ereditari simili si possono distinguere da altri appartenenti alla stessa specie.
RAZZE, VARIETA' UNICITA' NELLA SPECIE, VARIABILITÀ INDIVIDUALE Variabilità discontinua differenze fra gruppi importanti Variabilità continua differenze individuali importanti Le varianze fra gruppi sono grandi quando i gruppi sono separati, piccole quando i gruppi si sovrappongono
Human Races: Classifying People vs Understanding Diversity Guido Barbujani Current Genomics, 2005, 6, 000-000
Nel XVIII e XIX erano accettate due teorie che giustificavano la esistenza delle "razze" umane:
Nel XVIII e XIX il razzismo fu giustificazio- ne ideologica per colonialismo e schiavismo. Louis Agassiz S.G. Morton
Utilizzando classificazioni basate sulla forma del cranio (dolicocefali e brachicefali) e dimensione del cranio ed associandovi ad esse valenze intellettive, alcuni autori, durante l'800, cominciano a parlare di "razze superiori" e "razze inferiori", anche per giustificare taluni sfruttamenti. L'uso di attributi che qualificano le razze in "primitive", "dominatrici", "sopravvissute", "arcaiche", "pure", "meticce" ... vengono accolte per sostenere conflitti interni (USA: Bianchi vs Neri) e nazionalistici (razza ebrea per tedeschi e russi, irlandese per i britannici); i termini razziali entrano nel linguaggio comune per evocare una valenza biologica che nella realtà non aveva alcuna base scientifica (razzismo scientifico).
Da qui nacquero i termini "purezza di sangue", "superiorità razziale", "igiene della razza" che servirono per propugnare la sterilizzazione dei diversi e teorizzare la "soluzione finale".
Il poligenismo prese piede a inizio '800 e con esso il concetto di razze, diverse e disuguali fin dall'origine e immutabili nel tempo. Georges Cuvier fu uno dei primi sostenitori del poligenismo, classificando le razze umane in tipi: bianca, gialla e nera (anni '10-'20). Per Samuel Morton i "centri di creazione" delle razze corrispondono al territorio della loro nazione. Caucasici e africani stanno ai due estremi di una scala di merito basata sulla forma del cranio (anni '39-'42). Per Robert Knox, razzista vitt di un popolo (la sua letteratura razza alla quale esso appartie Negro Caucasian Mongol determinismo biologico di H.S| Gli africani sono biologicamen quindi non in grado di raggiun( stiche razziali permettono di vi Morton Morton creati per servire i Bianchi. La civiltà dei bianchi è superiore.
C.G. Carus (Lipsia) suddivide le razze in funzione di un loro ipotetico "valore", determinato dalle dimensioni del cranio: ; - "popoli della luce": massima civiltà (europei, arabi, indiani) - "popoli crepuscolari": civiltà intermedia (cinesi, amerindi) - "popoli della notte": civiltà infima (africani, oceanici) Carl Gustav Carus (1789-1869)
Blumenbach rigettò la teoria poligenista sull'origine del- l'Uomo ma, pur senza essere sostenitore del razzismo, postulò l'esistenza di 5 razze umane distinte (pur con forme intermedie, formatesi dall'originaria sotto l'azione dell'ambiente e dell'alimentazione) basandosi su criteri di classificazione estetici e anatomici (le tavole craniometri- che di Petrus Camper risalenti al 1791). Johann Friedrich Blumenbach (1752-1840) “ .. .le innumerevoli varietà dell'umanità si fondono una con l'altra con una gradualità impercettibile". Origine monogenica delle razze umane
1 5 tipi razziali secondo Blumenbach Americano Mongolico Caucasico Africano Malese TYPES OF THE HUMAN RACE. = Angolo facciale del Camper, pensato per ragioni "estetiche" Cranio di Apollo $ = 100° Apollo Pizio PEL (Bianco europeo) $ = 80° Negro Cranio di negro ¢ = 70° ... Young chimpanzee Cranio di giovane scimpanzé ¢ = 60° J.C.Nott e G.R.Gliddon (1857), in Indigenous races of the earth, ipotizzano che la razza nera sia intermedia tra bianchi e scimpanzè.
| Author | No. of races | Races proposed |
|---|---|---|
| Linnaeus (1735) | 6 | Europaeus, Asiaticus, Afer, Americanus, Ferus, Monstruosus |
| Buffon (1749) | 6 | Laplander, Tartar, South Asiatic, European, Ethiopian, American |
| Blumenbach (1795) | 5 | Caucasian, Mongolian, Ethiopian, American, Malay |
| Cuvier (1828) | 3 | Caucasoid, Negroid, Mongoloid |
| Deniker (1900) | 29 | |
| Weinert (1935) | 17 | |
| Von Eickstedt (1937) | 38 | |
| Biasutti (1959) | 53 | |
| Coon (1962) | 5 | Congoid, Capoid, Caucasoid, Mongoloid, Australoid |
Source: Coon 1962, Cohen 1991, and Molnar 1998 T.H. Huxley
Entrambi parlano di "tipi costanti" ma sono monogenisti e respingono il con- cetto di "razza pura" perché la "variabilità spontanea" dei caratteri morfo- logici è alimentata da cause esterne "selettive" e da rimescolamento "raz- ziale". Nell'uomo esiste una "continuità nella discontinuità"; egli è concepito come "l'unità nella diversità".
Caucasoide Mongoloide Congoide Capoide Australoide Distribuzione delle cinque principali etnie umane nel 1492, secondo Coon (1962)
Verso la metà dell'800 il nobile francese Joseph Arthur de Gobineau (1816-1882) scrisse il "Saggio sull'ineguaglianza delle razze" (1853-54) che al momento ebbe scarsa riso- nanza ma che divenne il fondamento dell'ideologo razzista nel secolo successivo. Egli teorizza l'esistenza di un istinto razziale che prova repulsione di fronte agli incroci. Mantiene la divisione di Blumenbach sulle razze ma intro- duce una loro gerarchia basata su presunte caratteristiche morali e psicologiche innate, al fine di "dimostrare" la supe- riorità dei Bianchi sui Neri.
Il razzismo scientifico fu un movimento organizzato nato nelle università europee e statunitensi a partire dalla seconda metà dell'800, teso a dimo- strare che alcune razze hanno caratteristiche biologico-somatiche correlate con la capacità psico-intellettuali e presenti sia a livello individuale che collettivo; queste qualità influirebbero sul funzionamento della società di appartenenza. Si avrebbe quindi una superiorità biologica e sociale di alcune razze (particolarmente della ariana) su altre (razza nera). I settori che contribuirono maggiormente a definire i paradigmi del razzismo scientifico furono l'antropologia, la zoologia, la genetica e la sociologia. Darwinismo e Positivismo (esaltazione del progresso) gli diedero un background. La sua funzione fu quella di dare un supporto scientifico ed una giusti- ficazione ideologica allo sfruttamento delle colonie e allo schiavismo. La politica fece propri i risultati delle classificazioni biologiche in razze. Negli USA, ad esempio, malgrado l'abolizione della schiavitù (1863), si ebbe a partire dal 1870 un rafforzamento della ideologia razzista, sulla scorta dell'affermarsi del razzismo scientifico e in numerosi stati dell'Unione vennero introdotte leggi discriminatorie (Black Codes), tra le quali la proibizione dei matrimoni misti interrazziali (reato di misce- genation(*): mescolanza razziale). Ebbe altresì inizio la segregazione razziale del popolo nero negli States. (*) Pronuncia: mis-segenèscion Frontespizio dei Black Codes e delle leggi di Jim Crow, 1865 URTLES
Filosofo positivista, Spencer sostiene che l'eredità biologica (innata) gioca un ruolo preponderante rispetto all'educazio- ne (acquisita) sul destino del singolo individuo. La storia è fatta dalla biologia che assegna a ciascuno il suo ruolo nella società: il posto è deciso dalla natura sin dalla nascita. L'individuo non può modificare la realtà e deve accontentar- si di ciò che la natura (e di riflesso la società) gli assegna. Herbert Spencer (1820-1903) Riprendendo le teorie di Malthus, in Social Statistics (1951) Spencer sottolinea l'importanza della sopravvivenza del più adatto anche nella determinazione del livello raggiunto della società: è quindi la biolo- gia, tramite la selezione naturale, a decidere le disuguaglianze tra i popoli. Quelli meno adattati alla lotta per la sopravvivenza rimangono ad un livello sociale primitivo, quelli più adattati si affermano. I meccanismi della selezione naturale applicata alle società umane sono rappresentati dai conflitti bellici, dalle lotte civili, dalle disuguaglianze sociali.
Eugenetica : pseudoscienza tesa a preservare la purezza del patrimonio genetico della razza bianca. Sosteneva la necessità di salvaguardare le qualità razziali fisiche e mentali "migliori", impedendo le unioni tra individui di razza o classe sociale diversa e incoraggiando i più "dotati" ad accoppiarsi tra loro (F.Galton, Human Faculty and its Development, 1883). Antroposociologia : G.V. de Lapouge (1895) in Francia e Ammon (1899) in Germania fondano l'Antroposociologia, secondo la quale lo sviluppo spirituale dell'uomo sarebbe in stretta dipendenza del substrato somatico-biologico della razza. L'antroposociologia è un movimento che, esaltando la "selezione del più adatto" (H.Spencer, Social Statistics, 1851, caratterizzante in seguito il darwinismo sociale), propugna la "legge del più forte": in analogia con quanto accade in natura, nelle società operano delle forze selettive in favore dei più "dotati" per intelletto, un giudizio secondo gli autori derivabile dalla forma del cranio (de Lapouge era studioso di craniologia). De Lapouge si comporta in modo "scorretto" quando classifica la raz- za bianca tramite l'indice cefalico, mettendo all'apice il tipo nordico "ariano", più dolicocefalo sia del tipo "alpino" (brachicefalo e "inferio- re" tra i bianchi) che del "mediterraneo" (mesocefalo e poco "attivo"). Sir Francis Galton (1822-1911) Georges Vacher de Lapouge (1854-1936) SYSTÈMES ET FAITS SOCIANE DÉPOT LÊGAL Race Milieu Social