Linguistica Italiana: Forme e Strutture dell'Italiano, Presentazione Unife

Slide dall'Università degli Studi di Ferrara su Linguistica Italiana (l-fil-let/12) 1-forme e Strutture Dell'italiano. Il Pdf esplora la semantica, le teorie di Saussure e gli sviluppi successivi della linguistica strutturalistica, inclusi i campi semantici e gli atti linguistici, per il grado universitario in Lingue.

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18 pagine

a.a. 2024/25
LINGUISTICA ITALIANA
(L-FIL-LET/12)
1-FORME E STRUTTURE DELL’ITALIANO
Lezione 8 Semantica
Fabio Romanini Linguistica italiana
8 Semantica
La semantica studia il significato delle espressioni linguistiche, dalle parole alle
frasi passando per i sintagmi.
Se infatti è vero che ogni parola comunica un significato, è però altrettanto vero
che una sequenza di parole non è necessariamente una frase: per es., una
serie tavolo con volare di giudizio faticosamente non ha significato. Invece, una
combinazione ben fatta trasmette un significato complesso.
Diversamente dalle altre strutture del linguaggio, non esiste una teoria della
semantica riconosciuta univocamente. Gli studiosi hanno preso in
considerazione diversi aspetti del significato, a partire dalla fine dell’Ottocento
(periodo in cui nacque la linguistica scientifica) fino a oggi, ma nessuna
soddisfa tutti gli aspetti del significato.
Quali sono allora alcuni di questi aspetti?

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Anteprima

Linguistica Italiana: Semantica

La semantica studia il significato delle espressioni linguistiche, dalle parole alle frasi passando per i sintagmi.

Se infatti è vero che ogni parola comunica un significato, è però altrettanto vero che una sequenza di parole non è necessariamente una frase: per es., una serie tavolo con volare di giudizio faticosamente non ha significato. Invece, una combinazione ben fatta trasmette un significato complesso.

Diversamente dalle altre strutture del linguaggio, non esiste una teoria della semantica riconosciuta univocamente. Gli studiosi hanno preso in considerazione diversi aspetti del significato, a partire dalla fine dell'Ottocento (periodo in cui nacque la linguistica scientifica) fino a oggi, ma nessuna soddisfa tutti gli aspetti del significato.

Quali sono allora alcuni di questi aspetti?

Aspetti del Significato: Polisemia e Morfemi

1 - Parlando di lessico, si è già visto che le parole sono di solito polisemiche, cioè possono assumere significati diversi nella frase. Questo vale anche per le parole grammaticali e perfino per alcuni morfemi. Per esempio, il prefisso in- può servire a costruire i contrari (incostante, immorale, irregolare), ma anche per produrre parole in cui indica una intensificazione di significato (imbiancare, irretire, ecc.).

Significato Letterale e Figurato

2 - Un'altra distinzione fondamentale riguarda il significato letterale e invece figurato delle parole. Questo può dipendere anche da figure retoriche, come la metafora, che spesso diventano frequentissime nella lingua colloquiale: per es., le gambe della sedia, il tempo vola, essere al verde, ecc.

L'Ironia nella Semantica

3 - Anche l'ironia riguarda un aspetto della semantica: dire quasi il contrario di ciò che si intende richiede il giusto contesto situazionale per essere capito dall'interlocutore. Per es .: che bella giornata! di fronte a un temporale.

Fraseologie e Nuove Espressioni

4 - Altro aspetto sono le fraseologie, o modi di dire, o espressioni idiomatiche, cioè combinazioni di parole (polirematiche) il cui significato non è dato dalla semplice somma dei significati delle parole che le compongono. Per es .: perdersi in un bicchiere d'acqua, lavare i panni sporchi in famiglia, ecc.

Come nascono nuove espressioni? Attraverso l'aumento di significato di una parola, che con i nuovi usi datile dai parlanti allarga il proprio ambito. Oppure per imitazione da una lingua straniera di prestigio (es. i calchi semantici dall'inglese nella lingua contemporanea). La polisemia può essere anche tecnica/tecnologica: Galileo Galilei, All'inizio del Seicento, diede nuove parole alla lingua italiana della fisica (prima si usava solo il latino) usando parole comuni e dotandole di un'accezione tecnico-scientifica: per es. leva, momento, macchie solari ecc.

Comprensione della Polisemia

Ma se la polisemia è così articolata, come è possibile per i parlanti comprendere le frasi? Principalmente attraverso due modalità:

  • sintagmatica, cioè la comprensione delle parole vicine a quella polisemica;
  • contestuale/enciclopedica, cioè il rapporto tra le parole e il mondo reale.

Per es., nella frase gli orsi bianchi vivono al Polo, il significato di vivere è certamente quello di 'esistere, abitare'; ma nella frase Antonella e Giovanni vivono insieme, il significato può essere certamente 'abitare', ma ci si può chiedere se le due persone siano semplici coinquilini o se piuttosto non siano una coppia. Può aiutare il contesto: atteggiamenti affettuosi, o altro.

L'Imprecisione del Significato

5 - Infine, un'altra particolarità del significato può essere l'imprecisione. Capita a tutti noi di non ricordare, o proprio di non conoscere, il nome di un oggetto o di una persona, e quindi di usare parole generiche come coso, roba, tizio ecc. Possiamo anche sbagliare termine all'interno di un settore del lessico, e per esempio chiamare apparecchio un tavolo (che non ha nulla di elettronico).

Denotazione e Verocondizionalità

Il rapporto tra il linguaggio e la realtà si chiama denotazione. Si tratta di una definizione filosofica su cui molti autori si sono soffermati, arrivando a dire che «la lingua è una rappresentazione della realtà», cioè che le parole tendono a descrivere gli aspetti del reale.

Questo ha condotto diversi studiosi a fare coincidere il significato con il valore di verità della lingua (cioè, se l'espressione o la parola corrispondono più o meno veramente alla realtà). Questa semantica, molto famosa, si chiama vero- condizionale (cioè, studia le condizioni di verità di una frase).

Qual è il problema? Principalmente il fatto che per descrivere la realtà noi useremmo sempre parole diverse, da individuo a individuo, da situazione a situazione. La varietà delle espressioni linguistiche fa parte della libertà di comporre le frasi con parole diverse; per questo i filosofi hanno iniziato a distinguere significato e senso (pensiamo alle costruzioni marcate: tutte hanno lo stesso significato, ma hanno un senso molto diverso).

Principio di Composizionalità e Ferdinand de Saussure

Questo ragionamento mette in crisi il principio di composizionalità della semantica, secondo il quale il significato è dato dalla somma delle parole di una frase. Ogni lingua può avere diverse possibilità compositive, ma per es. in italiano sono importanti l'ordine delle parole, le proprietà grammaticali delle parole, i collegamenti tra le parole.

Il linguista Ferdinand de Saussure, che è considerato il fondatore della linguistica scientifica, ha teorizzato una semantica chiamata strutturalistica, che ha dominato la scena del Novecento. Come abbiamo visto in diversi casi finora, Saussure ha parlato di segni formati da un significante e un significato: la parola è un segno che unisce un suono (o meglio, una sequenza di suoni linguistici) a un significato. Questa unione è arbitraria, cioè non motivata (salvo le parole onomatopeiche, cioè che richiamano un suono: muggire, miagolare, din don dan. ecc.).

Teoria di Saussure e Concetto di Opposizione

La teoria di Saussure giustifica il fatto che gli stessi oggetti e concetti possono essere denominati da parole diversissime tra una lingua e l'altra.

Più arduo da capire è il concetto di opposizione, per il quale ogni significato è definito entro un sistema per opposizione ad altri significati. Questo punto della teoria è peraltro criticato: è impossibile stabilire un numero finito di significati, perciò è impossibile sapere se l'affermazione di Saussure è corretta oppure no.

Peraltro, alcuni segni linguistici tra di loro si avvicinano (è il caso dell'associazione paradigmatica): per esempio le parole che hanno a che fare con il gusto (sapore, lingua, cibo, bevande, mangiare ecc.), oppure le parole che fanno parte della stessa famiglia (cingere, cintura, cintola, recintare ecc.).

La prima categoria comprende anche i sinonimi (o i quasi sinonimi: calvo è sinonimo di pelato, ma non nel significato di 'pomodoro senza buccia'); poi ci sono i geosinonimi, i termini tecnici che hanno equivalenti nella lingua comune, le parole italiane che hanno concorrenti forestiere (anglicismi, francesismi ecc.). Di tutti questi argomenti abbiamo trattato nella lezione sul lessico.

Significato, Senso e Campi Semantici

In conclusione, potremmo dire che grazie a Saussure abbiamo associato significato e senso. Come parte del segno, il significato esprime un valore semantico (mentre il significante ha un valore fonico). Il senso è invece il valore del segno in un particolare contesto comunicativo. La definizione sembra difficile da capire. Ma basta fare un caso concreto: se il nostro interlocutore usa un'espressione che noi troviamo ambigua, potremmo chiedere: in che senso ?...

Dopo Saussure, si è sviluppata, appunto, la linguistica strutturalistica, che ancora oggi influenza le nostre teorie e il modo di pensare la lingua. Per esempio, sono stati teorizzati i campi semantici, cioè degli insiemi di parole che hanno parti di significato in comune (informatica: computer, mouse, hardware, software, programma, monitor, schermo, tastiera ecc.). Gli studiosi determinano quali sono i tratti tipici di un campo semantico, quali sono i valori marcati che alcuni concetti rivestono al suo interno, ecc. Il problema, però, è che si è cercato di ridurre ogni concetto a un piccolo numero di tratti fondamentali, ma non si è riusciti a definire quali siano e in che cosa consistano effettivamente.

Limiti delle Teorie Semantiche e Atti Linguistici

Si ricade infatti nella stessa situazione di impossibilità che si è verificata con la teoria precedente: i significati non possono essere costruiti per composizione, perché esistono significati figurati, e perché la semantica può essere imprecisa e vaga.

Dagli studi di John Lyons, negli anni Sessanta, si è iniziato a distinguere più scientificamente tra sinonimi, antonimi (cioè i contrari), iperonimi, iponimi, ecc. Il vero cambiamento di Saussure fu la considerazione del contesto; e la scuola linguistica angloamericana iniziò, sempre negli anni Sessanta, a occuparsi di comunicazione autentica (non cioè fatta con esempi fuori contesto). John Austin, ma poi soprattutto John Searle, svilupparono la teoria degli atti linguistici, in base alla quale il linguaggio ha un valore pragmatico, cioè pratico: quello di modificare la realtà.

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