L'Impero cristiano: Costantino, Editto di Tolleranza e Concilio di Nicea

Slide da Hub Scuola su L'Impero cristiano. Il Pdf esplora la fine della tetrarchia, l'Editto di Tolleranza e la fondazione di Costantinopoli, analizzando il Concilio di Nicea e la dottrina ariana. Questo materiale di Storia per la Scuola superiore offre una chiara panoramica degli eventi chiave.

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12 pagine

L’Impero cristiano
L’IMPERO CRISTIANO
Quando Diocleziano e l’altro Augusto si ritirano dal
potere, i due Cesari Costantino e Massenzio lottarono
tra loro. Con la vittoria di Ponte Milvio
del 312, Costantino diventò padrone di tutto
l’Impero ponendo fine alla tetrarchia.
LA TETRARCHIA NON RISOLVE I PROBLEMI DELLA SUCCESSIONE:
COSTANTINO CONTRO MASSENZIO

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Anteprima

L'Impero cristiano

La tetrarchia e Costantino

Quando Diocleziano e l'altro Augusto si ritirano dal potere, i due Cesari Costantino e Massenzio lottarono tra loro. Con la vittoria di Ponte Milvio del 312, Costantino diventò padrone di l'Impero ponendo fine alla tetrarchia.

L'Impero cristiano: Editto di Tolleranza

Una legge di importanza storica

Nel 313 Costantino emanò l'Editto di tolleranza con cui riconosceva il cristianesimo "religione lecita", ed esentò il clero da alcune tasse. Nel 321 riconobbe la validità civile dei tribunali ecclesiastici.

L'Impero cristiano: Costantinopoli

Nasce Costantinopoli, la nuova Roma

Costantino trasferì la capitale dell'Impero a Bisanzio, che chiamò Costantinopoli (Instabul), per motivi commerciali la città era un ponte tra Europa e Asia, tra Mar Mediterraneo e Mar Nero e quindi ideale come centro di traffici delle merci che arrivavano dall'India e dalla Cina militari l'imperatore poteva controllare le legioni che difendevano il confine meridionale dai Parti e la parte danubiana del limes dai Germani religiosi la lontananza da Roma e dall'aristocrazia senatoria ancora pagana consentirono all'imperatore di scegliere per il nuovo Senato uomini di fede cristiana

L'Impero cristiano: Concilio di Nicea

Costantino presiede il Concilio di Nicea

Ad Alessandria d'Egitto viveva Ario, un prete che sosteneva che Gesù era il figlio di Dio, ma aveva una natura inferiore rispetto a quella del Padre. La dottrina di Ario fu definita eresìa (dal greco "scelta") e si diffuse in tutto l'Impero creando disordini.

Concilio di Nicea del 325

Nel 325 Costantino convocò il Concilio di Nicea dove si stabilì che:

  • Ario sbagliava;
  • i cristiani dovevano credere nel "Credo di Nicea" (che, con alcune modifiche, diventerà il Credo cattolico).
Con il Concilio si affermava il sovrano come capo della Chiesa, cui erano sottoposti tutti i vescovi.

L'Impero cristiano: Giuliano l'Apostata

Il progetto impossibile di Giuliano l'Apostata

Alla morte di Costantino, i suoi tre figli combatterono fra loro gettando di nuovo l'Impero nel caos. Nel 351 salì al trono Giuliano, detto l'Apostata perché tentò invano di ripristinare il paganesimo. Morì in una spedizione militare contro il Regno sasanide.

L'Impero cristiano: Teodosio

Con Teodosio il cristianesimo diventa religione di Stato

Nel 379 divenne imperatore Teodosio, che nel 380 proclamò il cristianesimo "religione di Stato", scatenando persecuzioni contro i pagani. La nuova legge riconosceva il primato dei vescovi di Roma e di Alessandria d'Egitto in materia di teologia, "la scienza di Dio".

Impero e Cristianesimo

Impero e Cristianesimo Costantino Teodosio Editto di tolleranza Concilio di Nicea Editto sul cristianesimo "religione di Stato" Credo cattolico

L'Impero cristiano: Ipazia

Ipazia, una vittima dell'Editto di Teodosio

L'Editto di Teodosio trasformò la religione perseguitata in una religione di persecutori. Ne fu vittima la filosofa, matematica e astronoma Ipazia, vissuta nel V secolo ad Alessandria d'Egitto.

Contributi di Ipazia

A Ipazia si devono:

  • i commenti alle opere di Euclide, Archimede e altri scienziati, che gli Arabi, quando conquistarono l'Egitto, tradussero in arabo facendoli conoscere in Europa;
  • l'invenzione dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio.

Le idee di Ipazia e la sua morte

Ipazia sosteneva la necessità di un colloquio tra le religioni e della reciproca tolleranza tra cristiani, ebrei e pagani in nome del benessere dello Stato. Per le sue idee fu uccisa, smembrata e bruciata, su ordine del vescovo Cirillo.

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