Documento di Università sulla percezione e le emozioni. Il Pdf esplora i concetti di percezione ed emozioni, con riferimento a teorie psicologiche come quelle di Wertheimer, Darwin ed Ekman, utile per lo studio della Psicologia.
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Selettiva e soggettiva sempre orientata ad un'intenzione di agire sulla realtà Non esiste una realtà oggettiva, ma esistono diversi modi in cui ognuno recepisce la realtà. La percezione è il processo psicologico, fisiologico, attivo, dinamico e soggettivo in base a cui l'uomo seleziona, organizza e interpreta gli stimoli interpersonali, intrapersonali e ambientali a cui accede attraverso i 5 sensi e la propria sensibilità personale, finalizzato alla creazione di un'immagine interna del mondo esterno. Si tratta di un processo cognitivo attraverso il quale gli individui raccolgono e organizzano le informazioni riguardo le persone, gli oggetti e gli eventi. È un processo di interpretazione delle informazioni forniteci dai nostri sensi in modo da dare un significato all'ambiente circostante.
Recepimento + interpretazione della realtà: riceviamo gli stimoli, che poi vengono infilati in categorie (distinguere uno stimolo dall'altro, metterlo in una scatola), segue una fase di interpretazione dello stimolo. Per interpretarlo occorre mettere insieme la situazione da cui deriva lo stimolo e la persona che lo recepisce. Ha a che fare con la domanda "esiste la realtà o esiste solo quello che noi percepiamo della realtà?": la risposta è che non esiste una realtà oggettiva al di fuori della nostra percezione e dunque l'uomo gioca un ruolo attivo nella percezione del mondo circostante. In particolare, la percezione è Selettiva: ci concentriamo sugli stimoli dell'ambiente che sono rilevanti rispetto al nostro scopo > l'annesso rischio, spegnendo i percettori di tutti quei segnali etichettati come irrilevanti, è quello di perdere molte informazioni importanti;
20- Personale: decidere quello che è rilevante in una situazione ed accendere o meno i recettori, dipende da quali sono i miei scopi all'interno di una certa situazione > a ciò è associata la possibilità di manipolazione degli stimoli, affinché si possa essere guidati a percepire qualcosa oppure no.
Gli individui hanno un'attitudine innata a conferire significato alle cose. Ciò che siamo e sentiamo e il modo in cui agiamo sono il frutto di una complessa organizzazione che guida i nostri processi di pensiero. Per comprendere il mondo che ci circonda tendiamo ad ordinare i dati percepiti secondo regole di organizzazione:
figura/sfondo La figura nella sua globalità è percepita come un insieme ed è distinta dallo sfondo su cui è impressa
buona forma Una forma è percepita come "buona" quando genera una sensazione di armonia ed equilibrio
prossimità Raggruppiamo gli elementi percepiti in funzione delle distanze
somiglianza Stimoli simili vengono percepiti in modo raggruppato
chiusura Tendiamo a completare le figure e i suoni, fornendo un contorno semplice e completo
esperienza passata Gli individui preferiscono un'organizzazione delle informazioni coerente con le conoscenze di chi percepisce.
Gli individui percepiscono una stessa situazione in modo diverso (ognuno seleziona dati diversi/i dati rilevanti possono essere organizzati e interpretati in modo differente). Essi si concentrano selettivamente su certi aspetti dell'ambiente e scelgono di ignorarne altri. Gli individui organizzano gli stimoli selezionati all'interno di modelli interpretativi. Il modo di interpretare quello che si percepisce varia da un soggetto all'altro.
Quindi, le persone percepiscono lo stesso evento/oggetto/persona in modo differente e i loro comportamenti dipendono, in parte, dalle percezioni.
Alcune caratteristiche degli eventi e degli oggetti possono avere effetti su come essi vengono percepiti dimensioni: è più probabile notare oggetti di grandi dimensioni piuttosto che piccole intensità dello stimolo: suoni forti si sentono facilmente, oggetti chiari o brillanti si notano subito contrasto: i fattori esterni che si stagliano su uno sfondo o fattori che non sono ciò che uno si aspetta sono più facili da notare
21movimento: un oggetto/fattore in movimento viene percepito più facilmente di un fattore stazionario ripetizione: un fattore ripetuto verrà notato più facilmente di un fattore che compare una volta sola novità e familarità: a seconda delle circostanze l'attenzione può essere attratta da fattori nuovi o familiari ambiguità: eventi ambigui o incompleti si prestano a interpretazioni personali caratteristiche altrui: es. persone di status elevato sono più facilmente notate e percepite come più intelligenti, accurate e credibili. La percezione è rilevante nelle organizzazioni perché gli atteggiamenti di un collaboratore, capo, collega possono influenzare elementi quali l'impegno, le relazioni, la motivazione, la performance. La creazione di una situazione che sia motivante per i collaboratori passa attraverso la percezione dei loro bisogni, del loro progetto professionale e di vita. Le decisioni relative all'attribuzione di un bonus passa attraverso la percezione della qualità della prestazione del collaboratore, e a sua volta l'atteggiamento del capo nei confronti di un collaboratore è influenzato da come quest'ultimo viene percepito. Ancora, le decisioni strategiche sono influenzate dalla percezione della situazione di mercato, dagli asset e liabilities dell'azienda. In generale, le percezioni e i giudizi sono rilevanti nei processi di ricerca e selezione, assegnazione di incarichi, valutazione della performance, feedback.
CATEGORIZZAZIONE SOCIALE E PERCEZIONE SOCIALE: percepire è collocare in una categoria
Impression management: adeguare il proprio aspetto per essere inserito nella categoria più soddisfacente per chi mi deve valutare. Il che può portare anche ad ingannare chi ho davanti. La partita dell'inclusione e della gestione della diversità passa per il tramite di tali meccanismi di percezione. Porta a nascondere la propria vera personalità, per paura di essere percepiti in maniera distopica.
22Stigmatizzazione: inserire una persona che da stimoli in una categoria che viene guardata in modo negativo (marchio di infamia) dalla comunità di riferimento. Rispetto alle regole di organizzazione, di base il cervello cerca di evitare novità nel processo di percezione in quanto richiederebbero un maggiore sforzo per imparare quella determinata cosa. Il si tende cioè a mettere in atto meccanismi che consentono al nostro cervello (senza investire troppo tempo o energie) a farsi un'idea di quello che sta per succedere « si tratta di scorciatoie che rischiano però di arrivare a conclusioni frettolose e quindi a visioni distorte e approssimative della realtà ("distorsioni cognitive").
Giudizi basati sulla primissima reazione generata dalla persona sul percettore
Indizi visibili:
In generale, siamo persone che solidificano la prima impressione, siamo restii a cambiare idea. Dato un primo input, un primo giudizio, il resto dei dati li interpreto nella medesima chiave. Utilizzerò i successivi comportamenti per rafforzare la mia prima impressione (confirmation bias) ed ignorerò quelle che la contraddicono.
Non ne siamo consapevoli, quello che stiamo dicendo può finire col tradirci (inficiando sul public speaking). Attraverso il CNV possiamo inferire gli atteggiamenti che gli altri hanno nei nostri confronti
Inclinazione del corpo durante una comunicazione: proteso verso l'interlocutore > att. Positivo; proteso all'indietro > att. Negativo Attraverso il CNV possiamo inferire delle qualità/intenzionalità dell'interlocutore
Contatto oculare: raro = timido o scortese; sguardo direzionato verso l'interlocutore = cortese e onesto; contatto oculare sostenuto = minaccioso.
Status sociale: Individui ad Alto status hanno meno espressioni di contatto che persone a Basso Status (Henley, 1973)
Il CNV è un importante segnale del ruolo sociale degli attori coinvolti e della struttura sociale in cui si svolge l'interazione
Ovviamente il significato è dettato culturalmente (paesi in cui il contatto fisico è percepito positivamente vs. negativamente) Il CNV avviene prevalentemente in maniera spontanea e inconsapevole. Si possono controllare alcuni indici su di esso, ma non tutti. Essendo noi individui a limitate risorse cognitive, poniamo un 23alto controllo sul verbale e piuttosto un basso controllo sul CNV (a parte il viso). Infatti, è più facile cogliere una menzogna se si è osservatore esterno, e quindi non implicati nella discussione con il menzognero, se non ci si focalizza sul CNV del viso ma del resto del corpo, se non si presta attenzione al contenuto verbale.
Giudizi basati su una caratteristica della persona che sovrasta e/o elimina le altre
Aspetto fisico viene utilizzato come indicatore delle caratteristiche di personalità Kalòs kai agatòs -- > bello e anche buono. Nella grecia antica un brutto aspetto fisico era indice di cattiveria.
L'individuo decide e agisce sulla base di un'idea che ha radicata in testa. Le sue decisioni e il suo modo di comportarsi rinforzano l'idea di partenza perché chi intorno a lui rispondono all'idea che quel comportamento ha ispirato. Quella che era solo un'idea diventa una profezia che si avvera (dall'esito positivo o negativo) -- > Le aspettative che si nutrono nei confronti di un individuo lo portano ad assumere comportamenti conformi a quelle aspettative > il mio comportamento ha stimolato quella determinata reazione nel comportamento da parte dell'altra persona, senza rendermi conto che il comportamento dell'altro soggetto dipende dal comportamento che io stesso ho mantenuto. Dunque, le persone tendono a reagire nel modo in cui sono trattate.
Proiezione proiettiamo i nostri tratti di personalità sugli altri, spesso il tratto proiettato è quello che più apprezziamo di noi stessi È il meccanismo psicologico attraverso il quale le persone attribuiscono i propri tratti di personalità ad altri e spesso il tratto proiettato è quello che maggiormente apprezzano in se stesse.
Esempio: una persona ci è simpatica perché ci accorgiamo che, come noi, presta particolare attenzione alla chiarezza e puntualità nella comunicazione. Potremmo esprimere un giudizio favorevole in un colloquio di selezione se il candidato presta attenzione a nostri valori, gusti, sensibilità. Tale meccanismo può funzionare in maniera negativa o positiva (es: una persona ci è simpatica perché ci accorgiamo che, come noi, presta particolare attenzione alla chiarezza e puntualità nella comunicazione.
giudizi sommari che riferiscono a una persona a un gruppo di riferimento senza valutarne la specificità/differenza. Gli stereotipi sono frutto di una generalizzazione impropria: si prende il comportamento di un soggetto, oppure di una minoranza, o anche un tratto di poche persone, e lo si attribuisce a tutta la popolazione a cui quegli individui appartengono. Tale meccanismo agisce a livello cognitivo e condiziona giudizi, valutazioni e decisioni di chi utiliza lo stereotipo per leggere un individuo. Se da una parte gli stereotipi hanno il beneficio di permettere al nostro cervello di capire velocemente cosa fare, dall'altra possono contribuire al pregiudizio e quindi alla discriminazione, ossia un comportamento esibito del modo iun cui gli individui trattano (in maniera più positiva o più negativa di quanto sarebbe giusto fare) individui di altri gruppi/categorie
Byestander effect: è difficile uscire dal gruppo agendo per primi poiché entrano in conflitto il principio di 'giustizia' nell'aiutare l'altro e d'altra parte il principio di omogenizzarsi al comportamento degli altri; ma se uno rompe la 'regola del gruppo' intervenendo, allora tutti cominciano ad intervenire -> è come se si cominciasse a formare un secondo gruppo di chi interviene
ἀ Uno degli schemi usati per costruirsi impressioni sugli altri è la teoria implicita della personalità, che si forma dalle idee su quali tratti di personalità si accordano tra loro. Si attribuiscono/associano 24