Produzione dei beni: settori, fattori produttivi e impresa

Documento del Prof. Buscemi Michele su Produzione dei Beni. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Economia, analizza la produzione di beni, i suoi settori e i fattori produttivi essenziali, oltre a descrivere l'impresa e le sue classificazioni.

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Prof. BUSCEMI Michele
PRODUZIONE DEI BENI
Per produzione s’intende quel processo che tende ad accrescere l’utilità dei beni trasformando
beni e servizi primari (materie prime) in altri beni e servizi finali (prodotti).
La produzione può avvenire in tre modi:
1. TRASFORMAZIONE DELLA MATERIA: trasformazione delle materie prime in
prodotti finiti.
2. TRASFERIMENTO NELLO SPAZIO: lo spostamento dei beni da un luogo originario
in cui i beni hanno utilità minore a un altro luogo in cui l’utilità è maggiore;.
3. TRASFERIMENTO NEL TEMPO: un bene non viene consumato subito, quando la
loro utilità è minore, ma viene conservato per utilizzandolo invece quando la sua utilità è
aumentata (invecchiamento, stagionatura).
I settori della produzione
La produzione di beni materiali e non materiali consente di classificare i settori della produzione
come segue:
Il settore primario: l’agricoltura, la pesca, l’estrazione dei minerali;
Il settore secondario: l’industria, che comprende le attività manifatturiere e l’edilizia;
Il settore terziario: i servizi, che comprendono le attività di commercio, trasporti e
Comunicazioni, turismo, credito e assicurazione, sanità, libere professioni, prestazioni rese
dallo Stato e dagli enti pubblici;
Il settore quaternario (o terziario avanzato): costituito da quelle industrie che forniscono
servizi di informazione: informatica, robotica, ecc
Per attuare la produzione sono necessari alcuni elementi fondamentali che vengono detti fattori della
produzione.
Tali fattori sono:
NATURA
E’ un fattore originario irriproducibile e non trasferibile: ad esempio un’area edificabile. Non creato
dall’attività umana. Può essere solamente modificato. Il fattore natura è costituito dalla terra intesa in
senso lato (terreni coltivabili, aree edificabili, giacimenti di materie prime, risorse idriche).
In economia, nell’esercizio dell’attività agricola, quando parliamo di fattore natura ci riferiamo al
capitale fondiario o fondo costituito dalla terra nuda coltivabile e dai beni in essa stabilmente
investiti (sistemazioni superficiali, piantagioni, fabbricati).
Anche un fabbricato è capitale fondiario, essendo formato dalla terra (edificabile) e dal manufatto
edilizio (capitali investiti).
Prof. BUSCEMI Michele
TERRA NUDA
CAPITALE FONDIARIO Sistemazioni superficiali
O CAPITALI STABILMENTE INVESTITI Piantagioni
FONDO Fabbricati
Per realizzare la produzione non è sufficiente avere il terreno ma è indispensabile anche l’impiego di
altri mezzi strumentali come il bestiame, le macchine, il denaro per far fronte alle spese ricorrenti
(acquisto di sementi, concimi, pagamenti salari, imposte eccetera). Tutti questi mezzi, presi nel loro
insieme, vanno a costituire il capitale d’esercizio o agrario, formato dalle scorte e dal capitale di
anticipazione. Col nome di scorte si intendono gli strumenti di scorta (bestiame, macchie e attrezzi) e
prodotti di scorta (foraggi, lettiera, concime, sementi, ecc) che costituiscono la dotazione normale del
fondo.
A seconda dei capitali investiti sulla terra nuda si possono distinguere:
Fondi rustici: attività agricola.
Fondi urbani: realizzazione di opere edilizie.
Al proprietario del fondo percepisce un compenso detto beneficio fondiario (Bf): che è la rendita
netta che il fondo fornisce al proprietario.
Il beneficio fondiario si suddivide in due componenti:
Bf = R + I
R = rendita (guadagno per il fattore terra).
I = interessi (sui capitali investiti).
LAVORO
Si distingue in due tipologie:
1. Manuale: svolto da un lavoratore manuale il quale percepirà un compenso detto salario
(Sa) cioè, quella somma di denaro pagata dall’imprenditore in cambio di una certa
quantità di lavoro.
2. Intellettuale:svolge un lavoro di tipo:
Amministrazione
Direzione
Sorveglianza

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Produzione dei beni

Per produzione s'intende quel processo che tende ad accrescere l'utilità dei beni trasformando beni e servizi primari (materie prime) in altri beni e servizi finali (prodotti).

La produzione può avvenire in tre modi:

  1. TRASFORMAZIONE DELLA MATERIA: trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.
  2. TRASFERIMENTO NELLO SPAZIO: lo spostamento dei beni da un luogo originario in cui i beni hanno utilità minore a un altro luogo in cui l'utilità è maggiore ;.
  3. TRASFERIMENTO NEL TEMPO: un bene non viene consumato subito, quando la loro utilità è minore, ma viene conservato per utilizzandolo invece quando la sua utilità è aumentata (invecchiamento, stagionatura).

Settori della produzione

La produzione di beni materiali e non materiali consente di classificare i settori della produzione come segue:

  • Il settore primario: l'agricoltura, la pesca, l'estrazione dei minerali;
  • Il settore secondario: l'industria, che comprende le attività manifatturiere e l'edilizia;
  • Il settore terziario: i servizi, che comprendono le attività di commercio, trasporti e Comunicazioni, turismo, credito e assicurazione, sanità, libere professioni, prestazioni rese dallo Stato e dagli enti pubblici;
  • Il settore quaternario (o terziario avanzato): costituito da quelle industrie che forniscono servizi di informazione: informatica, robotica, ecc

Per attuare la produzione sono necessari alcuni elementi fondamentali che vengono detti fattori della produzione.

Tali fattori sono:

Natura

E' un fattore originario irriproducibile e non trasferibile: ad esempio un'area edificabile. Non creato dall'attività umana. Può essere solamente modificato. Il fattore natura è costituito dalla terra intesa in senso lato (terreni coltivabili, aree edificabili, giacimenti di materie prime, risorse idriche).

In economia, nell'esercizio dell'attività agricola, quando parliamo di fattore natura ci riferiamo al capitale fondiario o fondo costituito dalla terra nuda coltivabile e dai beni in essa stabilmente investiti (sistemazioni superficiali, piantagioni, fabbricati).

Anche un fabbricato è capitale fondiario, essendo formato dalla terra (edificabile) e dal manufatto edilizio (capitali investiti).

Prof. BUSCEMI MicheleTERRA NUDA CAPITALE FONDIARIO O FONDO CAPITALI STABILMENTE INVESTITI (Sistemazioni superficiali Piantagioni Fabbricati

Per realizzare la produzione non è sufficiente avere il terreno ma è indispensabile anche l'impiego di altri mezzi strumentali come il bestiame, le macchine, il denaro per far fronte alle spese ricorrenti (acquisto di sementi, concimi, pagamenti salari, imposte eccetera). Tutti questi mezzi, presi nel loro insieme, vanno a costituire il capitale d'esercizio o agrario, formato dalle scorte e dal capitale di anticipazione. Col nome di scorte si intendono gli strumenti di scorta (bestiame, macchie e attrezzi) e prodotti di scorta (foraggi, lettiera, concime, sementi, ecc) che costituiscono la dotazione normale del fondo.

1 STRUMENTI DI SCORTA Bestiame (scorte vive) Macchine e attrezzi CAPITALE DI ESERCIZIO O AGRARIO SCORTE PRODOTTI DI SCORTA Foraggi, lettiere. letame, sementi, ecc. CAPITALE ANTICIPAZIONE: Denaro (rappresenta una parte del capitale di circolazione)

A seconda dei capitali investiti sulla terra nuda si possono distinguere:

  • Fondi rustici: attività agricola.
  • Fondi urbani: realizzazione di opere edilizie.

Al proprietario del fondo percepisce un compenso detto beneficio fondiario (Bf): che è la rendita netta che il fondo fornisce al proprietario.

Il beneficio fondiario si suddivide in due componenti:

Bf = R + I

R = rendita (guadagno per il fattore terra). I = interessi (sui capitali investiti).

Lavoro

Si distingue in due tipologie:

  1. Manuale: svolto da un lavoratore manuale il quale percepirà un compenso detto salario (Sa) cioè, quella somma di denaro pagata dall'imprenditore in cambio di una certa quantità di lavoro.
  2. Intellettuale:svolge un lavoro di tipo:
    • Amministrazione
    • Direzione
    • Sorveglianza

Prof. BUSCEMI MichelePercepisce un compenso detto stipendio (St).

Il lavoro può essere:

Autonomo:il lavoratore autonomo gestisce in autonomia la propria attività, si assume dei rischi e il corrispettivo si calcola in base all'opera svolta.

Dipendente o subordinato: è un rapporto tra un datore di lavoro e un suo dipendente. Il datore di lavoro sceglie come dirigere, organizzare e controllare tutte le mansioni del lavoratore, ad esempio come e dove lavorare, gli orari, le assenze, le ferie e lo stipendio mensile.

Il lavoratore dipendente gode di tutele legali: ha una retribuzione che non può essere inferiore da ciò che è previsto dai contratti collettivi, non deve lavorare oltre il numero di ore stabilite.

Le tipologie di contratto sono diverse a seconda delle necessità, come ad esempio durata, luogo e mansioni richieste. Il contratto a tempo indeterminato si può stipulare in base alla durata del lavoro e non prevede una scadenza, al contrario del contratto a tempo determinato che ha una scadenza prestabilita. Il lavoro a chiamata, invece, il lavoro da parte del dipendente non è continuativo ma a intervalli di tempo.

La retribuzione può essere:

A tempo: la remunerazione viene stabilita in base del tempo impiegato per svolgere il lavoro: ore di lavoro, giornate, mesi.

A cottimo: la remunerazione viene stabilita in base alla quantità di lavoro svolto: ad esempio a metro quadro.

A provvigione: calcolata come percentuale sulle vendite (agenti di commercio).

La retribuzione percepita dal lavoratore come corrispettivo dell'attività prestata si può suddividere in:

Retribuzione diretta: corrisposta subito una volta al mese ed è corrisposta dal datore di lavoro.

Retribuzione indiretta: retribuzione che il lavoratore matura nel corso dell'anno e percepisce normalmente una sola volta nell'arco dei 12 mesi. E' composta dalle ferie, dai permessi retribuiti, tredicesima e quattordicesima.

Retribuzione differita: retribuzione che il lavoratore matura gradualmente e percepisce in un momento successivo a quello in cui si svolge il lavoro (ad esempio la liquidazione, ossia il trattamento di fine rapporto o TFR).

Capitale

E' un bene derivato, cioè creato dall'attività dell'uomo. Dunque per capitale intendiamo un bene materiale prodotto e nuovamente inserito nel processo produttivo al fine di ottenere altri beni. I servizi e/o la natura nonfanno parte del capitale.

Dal punto di vista fisico i capitali si classificano:

  • Mobili: si possono spostare nello spazio (automobili)
  • Immobili: non si possono spostare nello spazio (terreni, case).

Dal punto di vista tecnico:

  • Capitali differenziati: si possono utilizzare per un solo scopo ed in un solo settore (macchinari, mattoni, cemento).
  • Capitali indifferenziati: possono essere utilizzati indistintamente per vari scopi (denaro).

Prof. BUSCEMI MicheleDal punto di vista economico:

  • Capitali fissi: sono quelli che vengono utilizzati per più cicli produttivi prima di esaurire la loro utilità (es. impianti, macchine, edifici, ecc .. )
  • Capitali circolanti: sono quelli che esauriscono la loro utilità in un solo ciclo produttivo (es. denaro, mattoni, ecc .. ).
  • Capitale di anticipazione: è quella somma che viene effettivamente anticipata dal capitalista.

Tutti questi mezzi, presi nel loro insieme, vanno a costituire ilCapitale di esercizio, formato dalle scorte e dal capitale di anticipazione.

Nell'attività agricola il capitale di esercizio o agrario è formato:

Bestiame (scorte vive) SCORTE STRUMENTI DI SCORTA Macchine e attrezzi CAPITALE DI ESERCIZIO. PRODOTTI DI SCORTA - Foraggi, Lettiere, letame, concime O AGRARIO CAPITALE DI ANTICIPAZIONE: Denaro

Il soggetto economico che apporta i capitali viene detto capitalista, il quale percepirà un compenso detto interesse (I).

Per interesses'intende il prezzo d'uso del capitale.

I = C0x r x t

I = interesse C0 = capitale iniziale r = tasso, saggio, ragione d'interesse (esprime il prezzo d'uso dell'unità di valore nell'unità di tempo) t = tempo

Il tempo può essere espresso in:

  • Anni: t=1;
  • Mesi: t = x/12;

Giorni: t = x/360 (360 = anno commerciale, tutti i mesi vengono considerati di 30 giorni)

I capitali fissi subiscono un usura fisica ed un superamento tecnologico cioè, diventano obsoleti quindi, l'imprenditore annualmente sostenere delle spese per la conservazione dei capitali fissi e far si che diventino di durata illimitata. Queste somme di denaro prendono il nome di quote (Q).

Esistono quattro tipi di quote:

  1. Quota di manutenzione: somme di denaro sostenute dall'imprenditore per mantenere in efficienza i capitali (calcolata come % del valore a nuovo, 3 - 6%).
    • Manutenzione ordinaria: si riferisce a tutte quelle spese che vengono sostenute annualmente.

Prof. BUSCEMI Michele

  • Manutenzione straordinaria: si riferisce a tutte quelle spese che vengono sostenute ogni certo numero di anni.
  1. Quota di assicurazione:somme di denaro che l'imprenditore versa alla compagnia di assicurazione per tutelare i capitali da eventuali sinistri (calcolata come % del valore a nuovo).
  2. Quota di reintegrazione:quella somma di denaro che l'imprenditore accantonaogni anno al fine di ricostruireil capitale iniziale al termine della sua durata economica (cioè dopo "n" anni).

V - R Qr = n

V = valore a nuovo R = valore "usato", recupero n = durata economica n = vita utile utilizzo annuo

  1. Quota di ammortamento: quella somma di denaro che l'imprenditore deve annualmente accantonare per estinguere un debito iniziale (mutuo, ecc ... )

Il capitale viene costituito dai soggetti economici (famiglie, imprese, stato) mediante il risparmio.

Impresa

Per impresa intendiamo l'attività svolta da un soggetto economico (imprenditore) mediante l'organizzazione ed il coordinamento dei fattori della produzione al fine di far nascere l'azienda e successivamente a gestirla. L'organizzazione dei fattori produttivi è attuata dall'imprenditore in tre modi:

  1. Economico: finalizzata ad ottenere un ricavo o perlomeno un pareggio tra costi e ricavi.
  2. Professionale: svolta in maniera costante e sistematica.
  3. Finalizzata alla produzione di beni e servizi.

Dalla combinazione elementare dei fattori produttivi della produzione nasce l'azienda, cioè l'unità di produzione, quel mezzo di cui l'imprenditore si serve per creare nuova utilità e raggiungere i propri fini.

Prof. BUSCEMI Michele

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