Riassunto delle linee pedagogiche del sistema educativo zerosei in Italia

Documento dall'Università della Calabria su Riassunto Linee Pedagogiche. Il Pdf analizza l'articolazione del sistema, il ruolo delle famiglie, la continuità educativa e i diritti dell'infanzia, con un focus su relazioni, inclusione e gioco nell'apprendimento infantile per la materia Psicologia a livello universitario.

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Riassunto linee pedagogiche pdf
scienze dell'educazione (Università della Calabria)
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3. nasce il sistema integrato zerosei.
Scuola dell’infanzia nasce nell’800, priva privata poi municipale. 1968 con la legge 444 diviene priorità dello
Stato. Il nido che va dai 0 ai 3 anni diviene servizio assistenziale pubblico comunale con la legge 1044/1971.
Poi successivamente diviene di tipo educativo. Questi servizi rappresentano l’identità educativa italiana. La
scuola dell’infanzia coadiuva l’educazione e anche un trampolino di lancio per la prima istruzione. Questa
mira a promuovere identità, autonomia e competenze del bambino nell’interazione.
4. articolazione del nuovo sistema
Servizi educativi e scuole per l’infanzia sono definiti dell’art. 2 del decreto legislativo 65/2017 e
costituiscono il sistema integrato e di istruzione dai 0-6 anni. Gestito dallo Stato e si articola in:
Servizi educativi per l’infanzia dai 0-3 anni divisi in nido dai 3 ai 36 mesi e la sezione primavera
dai 24 ai 36 mesi
Questi mirano a garantire ai bambini esperienze di vita quotidiana fatta di socialità, interazioni,
apprendimento e offrono ai genitori sostegno e la possibilità di confrontarsi con gli educatori.
Come seconda categoria vi sono i servizi integrativi che arricchiscono l’offerta formativa, come ad
esempio gli spazi gioco che offrono socialità, apprendimento e gioco per una parte della giornata; i
centri per bambini e famiglie, che offrono ai genitori incontri sulla genitorialità e ai bambini le cose
sopracitate; i servizi educativi in contesto domiciliare
Le scuole dell’infanzia accolgono bambini dai 3-5 anni e propongono esperienza di vita, relazione
ed apprendimento che si pone come continuità dei servizi educativi dell’infanzia, li proietta verso il
primo ciclo di istruzione. I poli per l’infanzia= funzione importante perché raccolgono l’interi plessi
dove è più semplice credere continuità e una migliore offerta educativa.
5. Sistema pubblico / sistema privato-paritario
Negli anni sono aumentate le strutture di tipo privato che in modo sinergico con quelle statali e comunali,
fanno sì che si abbia un offerta e più opportunità nel sistema educativo zerosei. La moltitudine di soggetti
che si occupano di educazione ha reso possibile un miglioramento della qualità e un rinnovamento delle
pratiche educative. Le politiche educative devono essere sostenute dalla governance che deve occuparsi
degli aspetti normativi, educativi, organizzativi, gestionali e di monitoraggio costante. Inoltre anche la
sostenibilità finanziaria è importante. In questo periodo di vita, zero sei, tutti i livelli nazionali devono
impegnarsi al fine di soddisfare i bisogni dei bambini e delle loro famiglie.
6. Politiche per i diritti dell’infanzia
Il diritto all’educazione deve essere riconosciuto attraverso un’offerta educativa in tutto il paese, in modo
omogeneo e che riguardi nidi, micronidi, sezioni primavera e i servizi integrativi. L’accessibilità deve essere
facilitata per rendere i servizi più fruibili, ad esempio abbassando le rette e creare così omogeneità tra i
fruitori dei servizi. Bisogna inoltre investire sulle strutture e la loro funzione rivolta e attiva verso la
pedagogia. Le politiche per i diritti dell’infanzia, in sostanza, concretizzano l’idea che la presenza di una rete
di servizi educativi e di scuole dell’infanzia di qualità rende una città e un territorio più a misura umana, più
accoglienti e inclusivi, in piena sintonia con l’art. 3 della Costituzione italiana. Si deve parlare di prospettiva
universale di educazione inclusiva che accoglie e valorizza tutte le diversità di ciascun individuo.
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Riassunto linee pedagogiche pdf

scienze dell'educazione (Università della Calabria) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da alice rotunno (rotunno.alice@gmail.com)3. nasce il sistema integrato zerosei. Scuola dell'infanzia nasce nell'800, priva privata poi municipale. 1968 con la legge 444 diviene priorità dello Stato. Il nido che va dai 0 ai 3 anni diviene servizio assistenziale pubblico comunale con la legge 1044/1971. Poi successivamente diviene di tipo educativo. Questi servizi rappresentano l'identità educativa italiana. La scuola dell'infanzia coadiuva l'educazione e anche un trampolino di lancio per la prima istruzione. Questa mira a promuovere identità, autonomia e competenze del bambino nell'interazione.

Articolazione del nuovo sistema educativo

4. articolazione del nuovo sistema Servizi educativi e scuole per l'infanzia sono definiti dell'art. 2 del decreto legislativo 65/2017 e costituiscono il sistema integrato e di istruzione dai 0-6 anni. Gestito dallo Stato e si articola in:

Servizi educativi per l'infanzia (0-3 anni)

Servizi educativi per l'infanzia dai 0-3 anni > divisi in nido dai 3 ai 36 mesi e la sezione primavera dai 24 ai 36 mesi Questi mirano a garantire ai bambini esperienze di vita quotidiana fatta di socialità, interazioni, apprendimento e offrono ai genitori sostegno e la possibilità di confrontarsi con gli educatori.

Servizi integrativi e scuole dell'infanzia

> Come seconda categoria vi sono i servizi integrativi che arricchiscono l'offerta formativa, come ad esempio gli spazi gioco che offrono socialità, apprendimento e gioco per una parte della giornata; i centri per bambini e famiglie, che offrono ai genitori incontri sulla genitorialità e ai bambini le cose sopracitate; i servizi educativi in contesto domiciliare > Le scuole dell'infanzia accolgono bambini dai 3-5 anni e propongono esperienza di vita, relazione ed apprendimento che si pone come continuità dei servizi educativi dell'infanzia, li proietta verso il primo ciclo di istruzione. I poli per l'infanzia= funzione importante perché raccolgono l'interi plessi dove è più semplice credere continuità e una migliore offerta educativa.

Sistema pubblico e privato-paritario

5. Sistema pubblico / sistema privato-paritario Negli anni sono aumentate le strutture di tipo privato che in modo sinergico con quelle statali e comunali, fanno sì che si abbia un offerta e più opportunità nel sistema educativo zerosei. La moltitudine di soggetti che si occupano di educazione ha reso possibile un miglioramento della qualità e un rinnovamento delle pratiche educative. Le politiche educative devono essere sostenute dalla governance che deve occuparsi degli aspetti normativi, educativi, organizzativi, gestionali e di monitoraggio costante. Inoltre anche la sostenibilità finanziaria è importante. In questo periodo di vita, zero sei, tutti i livelli nazionali devono impegnarsi al fine di soddisfare i bisogni dei bambini e delle loro famiglie.

Politiche per i diritti dell'infanzia

6. Politiche per i diritti dell'infanzia Il diritto all'educazione deve essere riconosciuto attraverso un'offerta educativa in tutto il paese, in modo omogeneo e che riguardi nidi, micronidi, sezioni primavera e i servizi integrativi. L'accessibilità deve essere facilitata per rendere i servizi più fruibili, ad esempio abbassando le rette e creare così omogeneità tra i fruitori dei servizi. Bisogna inoltre investire sulle strutture e la loro funzione rivolta e attiva verso la pedagogia. Le politiche per i diritti dell'infanzia, in sostanza, concretizzano l'idea che la presenza di una rete di servizi educativi e di scuole dell'infanzia di qualità rende una città e un territorio più a misura umana, più accoglienti e inclusivi, in piena sintonia con l'art. 3 della Costituzione italiana. Si deve parlare di prospettiva universale di educazione inclusiva che accoglie e valorizza tutte le diversità di ciascun individuo. Scaricato da alice rotunno (rotunno.alice@gmail.com)PARTE II - UN ECOSISTEMA FORMATIVO I bambini oggi vivono in un ecosistema fatto di culture, sia quelle di appartenenza, ma anche quelle esterne che riguardano linguaggi, valori, regole, culture educative ecc.

Una società in movimento: le sfide del presente

1. Una società in movimento, le sfide del presente L'agenda 2030 della comunità internazionale per lo sviluppo sostenibile, si occupa non solo di pianeta e ambiente, ma anche di rispetto della persona umana promuovendo l'occupazione, coesione sociale, una buona istruzione e solidarietà. (ONU).

  • Disuguaglianza e povertà > investire in interventi scolastici e programmi prescolastici, soprattutto per i bambini provenienti da famiglie svantaggiate, permette loro di contrastare l'abbandono scolastico e di far sì che nel futuro questi intraprendano un percorso lavorativo che renda migliore la loro vita e quella di comunità. Perché ad oggi vi sono sempre più disuguaglianze e povertà.
  • Famiglie senza "reti" e pluralità dei modi di essere famiglia > dalla fine degli anni '60 c'è stato un cambiamento nei nuclei familiari, sempre più ristretti e con un solo genitore che si prende cura dei bambini. I servivi educativi e le scuole dell'infanzia mirano a rispettare la differenza nelle nuove relazioni familiari e promuove: dialogo, incontro, conoscenza per genitori e bambini, coesione sociale e inoltre conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei genitori e sono luogo di apprendimento sociale e culturale.
  • La dimensione interculturale e multilingue > quotidianamente ci troviamo davanti ad un dimensione multiculturale, che nei servi educativi, deve diventare dimensione interculturale. In modo tale che tra i diversi bambini vi sia conoscenza reciproca, incontro, scambio, scoperta di diversi POV e se acquisiscono presto questa dimensione sarà un investimento per la società futura. Educatori e insegnati devono mettersi in gioco con curiosità e impegno con i genitori che parlano lingue diverse perché hanno bisogno di accoglienza. Bisogna far attenzione alle lingue che devono rappresentare per i bambino il suo patrimonio culturale e aiutarli a imparare una nuova lingua attraverso il gioco, racconto di storie e con le esperienze quotidiane della realtà.
  • L'evoluzione dell'idea di disabilità > nel 2° dopoguerra, la centralità dell'uomo è emersa e con questa anche una nuova visione sulla disabilità, che non va considerata per le mancanze che dà, ma per le potenzialità di un soggetto che rientrino nel tema dell'inclusione. La convenzione ONU del 2006 ha inteso la disabilità come individuo che ha a che fare con il contesto, questo deve interessarsi alla disabilità e deve far sì che si rimuovano le barrire fisiche e mentali che creano ostacoli. Con il diritto di frequenza fin dal nido per i bambini con disabilità, si cerca di aumentare la loro socialità e di inserirli in una didattica flessibile che porti tutto il gruppo classe a raggiungere il successo formativo.
  • I media e la cultura digitale > lo sviluppo tecnologico ha portato cambiamenti nel modo di relazionarsi, apprendere, fare esperienza e non modo di sapere le notizie e questi mutamenti destano preoccupazione nel genitori ed educatori. Con il lockdown le tecnologie digitali ci hanno permesso di non interrompere relazioni, legami educativi e di apprendimento. Un cambiamento che ci ha permesso di non cadere nella paura dell'isolamento. Anche nell'ambiente zerosei, è importante che le relazioni intraprese da genitori e bambini continuino su questi canali digitali.
  • I cambiamenti del mercato del lavoro > la trasformazione del lavoro sempre più precario per via dei strani orari di lavoro, non rende esigibile il diritto di maternità e paternità. La donna nel lavoro non ha ancora raggiunto del tutto la parità di genere e spesso viene licenziata. Anche la pandemia Scaricato da alice rotunno (rotunno.alice@gmail.com)ha acutizzato questo. I servizi educativi possono essere di aiuto nelle politiche del lavoro e a contribuire al calo delle natalità.

Le ecologie delle relazioni

2. Le ecologie delle relazioni La crescita di un bambino deve riguardare tutta la società sia le responsabilità dei genitori sia quelle della comunità in modo tale che i bambini abbiano le migliori condizioni di vita, indipendentemente dal loro status e origine. Il benessere dei bambini è dato dalla qualità di relazioni che intrattiene ma anche dall'accoglienza, rispetto delle differenze sociali, culturali, e che promuova l'apprendimento, l'autonomia e la fiducia nei propri mezzi. I diritti dell'infanzia mirano ad attuare una crescita sana e all'ampliamento delle potenzialità individuali creando così un ecosistema formativo.

Famiglie come partner di un'alleanza educativa

3. Famiglie come partner di un'alleanza educativa La famiglia e le istituzioni devono collaborare tra loro perché osservano il bambini in contesti diversi e riescono a portare avanti una coerenza educativa tale da mandare avanti un percorso formativo che riguardi aspetti emotivi, relazionali, affettivi, morali, sociali ecc. La "scuola" è il contesto in cui il bambino si confronta con pari e adulti diversi, con regole e valori, e la conoscenza reciproca tra genitori e personale educativo, il dialogo aperto e improntato all'ascolto e all'accoglienza, la co progettazione degli ambienti e dei percorsi educativi sono momenti concreti di un'alleanza educativa. Questa collaborazione rende possibile la discussione sull'agire educativo quotidiano e costruire relazioni di fiducia con la famiglia.

La continuità del percorso educativo e di istruzione

4. La continuità del percorso educativo e di istruzione La prospettiva zerosei, prefigura la costruzione di un continuum ovvero condivisione di riferimenti teorici, coerenza del progetto educativo e scolastico, intenzionalità di scelte condivise. L'elaborazione di un curricolo verticale parte dall'idea che i bambini fin dalla nascita sono immersi nei sistemi simbolico culturali e agiscono con molti linguaggi. I linguaggi sono dialogo tra adulti e bambini per costruire percorsi evolutivi. Il curricolo verticale deve valorizzare la responsabilità di ogni parte dei percorsi conoscitivi in relazione alle potenzialità e ai modi di apprendere di ogni fascia di età. La scuola dell'infanzia si pone al centro per favorire il dialogo e il collegamento tra lo zerosei e il primo ciclo. Questo curricolo, realizza tante esperienze diverse ma tra loro coerenti. La continuità non è solo verticale ma anche orizzontale quando vengono coinvolti psicologi, servizi sociali ecc.

I valori fondativi: rispetto, democrazia e partecipazione

5. i valori fondativi: rispetto, democrazia e partecipazione Le istituzioni educativi hanno come valore primario il rispetto dell'essere umano, la valorizzazione delle potenzialità e le differenze dei bambini e dei genitori, in una dinamica democratica di partecipazione. Lo zerosei è costituito da percorsi che permettono la costruzione della cittadinanza, con il rispetto e la convivenza con le differenze, il contrasto agli stereotipi. Anche la democrazia si declina nei processi di apprendimento. I SERV. ED e le SCUOL. X INF. > fattore di inclusione e coesione sociale e di promozione di cittadinanza democratica. Gli stessi bambini percepiscono la continuità tra casa e scuola. Scaricato da alice rotunno (rotunno.alice@gmail.com)

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