Documento di Economia Politica che definisce la disciplina e il sistema economico. Il Pdf esplora i soggetti economici come famiglie e imprese, le caratteristiche delle imprese moderne, la green economy e la deindustrializzazione, utile per studenti di scuola superiore.
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Appunti del 25.01.24 ECONOMIA POLITICA Che cos'è? è disciplina che elabora le teorie economiche che dovrebbero dare delle soluzioni per sfruttare al meglio le risorse (che sono scarse ) affinché la maggior parte delle persone ne possa usufruire. La teoria economica è sempre in continua evoluzione, ossia è sempre in cerca di nuove soluzioni per risolvere nuovi problemi. L'economia politica è un materia relativamente giovane, nasce in in Inghilterra durante la Rivoluzione Industriale (seconda metà del 1700). Nel corso del tempo si alternano tante teorie economiche e i Governi in base alla situazione del loro tempo scelgono che soluzione adottare.
SISTEMA ECONOMICO: è l'insieme dei soggetti economici (famiglie, imprese, banche, Stato e Resto del mondo) e delle relazioni che avvengono tra loro.
CHI SONO I SOGGETTI DELL'ECONOMIA I soggetti dell'economia sono:
Con le loro scelte, attività e relazioni, questi soggetti fanno funzionare il sistema economico.SOGGETTI DELL'ECONOMIA: dall'insieme dei soggetti economici e delle relazioni che intercorrono tra loro nascono sistemi economici differenti.
CHE COSA SI INTENDE PER FAMIGLIA Il termine famiglia indica tutti i consumatori intesi come soggetti privati. Quindi comprende sia la famiglia tradizionale, formata da una coppia di persone sposate o meno tra di loro con o senza figli, sia quelli che l'Istat definisce unità unipersonali, ossia i single. FAMIGLIA: sono il soggetto economico più importante e comprendono tutti i consumatori quali soggetti privati ( sia persone sposate, sia persone non sposate, single), offre il proprio lavoro alle imprese per poter ricevere una remunerazione. Parte delle loro entrate le consumano per soddisfare i propri bisogni, pagano i tributi allo Stato e quello che avanzano lo risparmiano e lo depositano presso le Banche ( i risparmi si trasformano in investimenti delle imprese)CHE COSA SI INTENDE PER FAMIGLIA Il termine famiglia indica tutti i consumatori intesi come soggetti privati. Quindi comprende sia la famiglia tradizionale, formata da una coppia di persone sposate o meno tra di loro con o senza figli, sia quelli che l'Istat definisce unità unipersonali, ossia i single.
LE ATTIVITÀ DELLE FAMIGLIE Le principali attività svolte dalle famiglie sono: lavorare, consumare, risparmiare e investire. L'80% dei prodotti realizzati dalle imprese sono acquistati dalle famiglie: esse quindi svolgono un ruolo molto importante nel settore economico.IL LAVORO E IL REDDITO La principale fonte di reddito per le famiglie è rappresentata dal lavoro: da esso infatti proviene circa il 90% del reddito di un nucleo familiare. Il reddito percepito viene ripartito in modo differente tra consumo, risparmio e investimenti.
CONSUMI E REDDITO DELLE FAMIGLIE Il reddito ottenuto dalle famiglie viene, per la maggior parte, destinato ai consumi. Il consumo consiste nell'acquisto di beni o servizi al fine di soddisfare dei bisogni, immediati o futuri. I consumi riguardano sia beni primari (come bevande o cibo), sia beni secondari (come moto, vestiti ecc.).LA PROPENSIONE AL CONSUMO La propensione al consumo è il rapporto tra reddito disponibile e quantità di beni o servizi acquistati. In generale, a un aumento di reddito da parte di un soggetto corrisponde anche un aumento dei suoi consumi, che tuttavia non è proporzionale all'aumento di reddito. LA PROPENSIONE AL CONSUMO: è un valore percentuale che indica quanto reddito disponibile da parte di una famiglia è stato destinato al consumo. Ma i consumi non aumentano proporzionalmente al reddito: questo accade perché ove vi siano un aumento di reddito, parte di quel reddito verrà destinato al risparmio. Quali fattori incidono sulla propensione al consumo oltre al reddito?
RISPARMIO: parte di reddito che le famiglie decidono di non impiegare nei consumi e che non utilizzano per pagare i tributi. PROPENSIONE AL RISPARMIO: valore percentuale che indica quanto reddito disponibile è stato destinato al risparmio. IL RISPARMIO Il risparmio è la parte di reddito non usata per i consumi immediati, ma accantonata per soddisfare esigenze future. Tra i fattori che spingono al risparmio: età, stili di vita, condizione personale del consumatore, necessità di acquisti importanti in futuro, sensazione di incertezza nel futuro, desiderio di lasciare un patrimonio a figli o parenti. INVESTIMENTO: L'investimento è l'utilizzo di una parte di reddito disponibile per l'acquisto di beni che, a loro volta, producono reddito. Per esempio, è un investimento acquistare una casa a basso prezzo per rivenderla in seguito a una cifra più elevata, oppure per affittarla e ricavarne un canone alto.
BANCHE: esse fungono da intermediari tra chi offre denaro (i risparmi delle famiglie) e chi domanda denaro (i finanziamenti richieste dalle imprese). Le banche, accantonando riserve, sono sempre in grado di far fronte alle richieste dei propri clienti. Anche il denaro, in quanto bene economico, ha un costo, costituito dal Tasso di interesse. Le imprese Made in Italy 1541 114794 IMPRESE: Nel sistema economico, oltre alle famiglie, rivestono un ruolo molto importante le imprese. Le imprese sono quei soggetti economici che producono e scambiano la maggior parte dei beni e dei servizi che rientrano nei nostri abituali consumi: i vestiti, la casa in cui abitiamo, l'auto o lo scooter sono stati prodotti da imprese.
QUALI ATTIVITÀ SVOLGONO LE IMPRESE Le principali attività economiche delle imprese sono tre:
In un'economia di tipo capitalistico come la nostra, il rapporto giuridico più diffuso è il rapporto di scambio: nessuno di noi è autosufficiente dal punto di vista economico. Fine principale dell'imprenditore è il profitto, cioè il reddito ottenuto dalla differenza tra le entrate dell'impresa e i costi. Ogni impresa produce e scambia i suoi prodotti attraverso un'organizzazione, più o meno complessa, di beni, servizi e persone, sotto la guida di un imprenditore: ossia di un titolare, questi decide, organizza, coordina e controlla l'attività, assumendosene i rischi. L'imprenditore viene remunerato per la sua capacità organizzativa (organizzare i fattori produttivi) e per l'assunzione del rischio (ossia di non coprire con i ricavi i costi di produzione)
I FATTORI PRODUTTIVI TRADIZIONALI I fattori produttivi sono elementi fondamentali per svolgere un'attività imprenditoriale. Quelli tradizionali sono:
Capitale fisso E' costituito dai beni che possono essere utilizzati in più cicli produttivi. I capitali fissi sono soggetti a usura. Si presenta allora il problema dell'ammortamento: l'imprenditore deve accantonare nel tempo del denaro necessario a sostituire i beni del capitale fisso. Capitale circolante Comprende i mezzi che esauriscono la propria utilità in un solo ciclo di produzione (le materie prime).
Fattori produttivi "nuovi" Accanto a quelli tradizionali, hanno assunto un forte rilievo nuovi fattori produttivi; in particolare:
I SETTORI PRODUTTIVI Le imprese vengono tradizionalmente distinte in tre settori fondamentali:
IL SETTORE PRIMARIO Il settore primario comprende principalmente l'agricoltura (la coltivazione della terra), la silvicoltura (l'attività diretta alla coltivazione delle piante e degli alberi), l'allevamento degli animali e la pesca. Negli ultimi anni è aumentato l'interesse per le produzioni biologiche.
IL SETTORE SECONDARIO Il settore secondario è quello dell'industria. Ha iniziato a svilupparsi con la Rivoluzione industriale (seconda metà del XVIII secolo) ed è attualmente molto diffuso. Sono comprese infatti moltissime attività: produzione alimentare, di energia, di beni di consumo, di semilavorati ecc.Grazie alla sensibilità dei consumatori nel nostro Pa- ese sono in crescita le imprese della cosiddetta gre- en economy o economia verde, che producono per esempio energie rinnovabili (eolica, fotovoltaica, ge- otermica, idrica o derivata dalle biomasse e dai rifiuti biodegradabili) oppure si dedicano alla produzione di generi alimentari biologici, di generi non alimentari biodegradabili (come i detersivi che si smaltiscono senza causare inquinamento) oppure di elettrodome- stici ecocompatibili a basso consumo energetico. L'attuale situazione industriale viene quindi definita in Occidente di crescita senza occupazione, in quanto la quantità di beni prodotti aumenta progressivamente, mentre i livelli di occupazione dimi- nuiscono. Negli ultimi 30 anni si è verificata inoltre una progressiva deindustrializzazione dei Paesi più sviluppati, le cui imprese hanno preferito trasferire i propri impianti produttivi (si parla anche di delocalizzazione) in Stati come Thailandia, Cina, Taiwan, Vietnam, India e Paesi dell'Est europeo, dove i costi della manodopera sono molto più contenuti e vi è una maggiore tolleranza per gli effetti negativi (come inquinamento, mancanza di sicurezza, sfruttamento dei lavoratori ecc.) che i processi industriali determinano.
Settore terziario il settore più evoluto, soprattutto nei paesi più ricchi. Il terziario nel suo complesso è contraddistinto da una forte spinta espansiva (terziarizzazione dell'e- conomia), sia in Italia sia nei Paesi più evoluti. La tendenza attuale è di trasferire le attività produttive verso gli Stati meno ricchi e di svolgere nei Paesi economicamente avanzati le attività terziarie, che sono mediamente più redditizie di quelle industriali e presentano rischi e impatti ambientali minori.