Bisogni e Benessere: ruolo dell'operatore nei servizi sociali

Documento da Università su Bisogni e Benessere. Il Pdf esplora la figura dell'operatore dei servizi sociali, le sue competenze e le metodologie operative, analizzando il sistema di sicurezza sociale e la Legge 328/2000. Tratta i concetti di assistenza e protezione sociale attiva, e il ruolo di comunità e famiglia nel supporto ai bisogni individuali.

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18 pagine

Bisogni e Benessere
INTERVENTI E SERVIZI PER LA POPOLAZIONE
BISOGNI
BENESSERE
tavola bisogni
1modulo_bisogni
DAL RICONOSCIMENTO ALLA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI
1 INTRODUZIONE
1.1 Chi è l’operatore per i servizi sociali?
L’operatore dei servizi sociali è una figura professionale che possiamo definire polifunzionale, infatti svolge
la sua funzione in diversi ambiti: lavora con bambini, adolescenti, anziani disabili e adulti in difficoltà. Svolge
la sua professione sia in strutture pubbliche che in quelle private, sia sul singolo che sul gruppo.
Proprio per il ruolo che è chiamato a svolgere, l’operatore sociale deve avere una specifica formazione
professionale di carattere teorico e teorico-pratico; deve conoscere le tecniche di osservazione, di
comunicazione e quelle relative alle dinamiche di gruppo (comportamenti che si potrebbero manifestare in
un determinato gruppo di persone).
Diverse sono le competenze che un operatore dei servizi sociali deve possedere per svolgere al meglio la
sua professione. Egli deve:
1. Avere competenze pedagogiche. Ciò gli consente di promuovere un processo di crescita individuale
nel rispetto delle diversità senza porsi come l’artefice dell’educazione.
2. Avere competenze psicologiche. Ciò gli consente di osservare ed analizzare le dinamiche relazionali
all’interno dei gruppi con i quali agisce; gli consente di condurre i colloqui d’aiuto, di analizzare i
problemi e i bisogni relativi alle varie fasce d’età, dall’infanzia alla vecchiaia.
3. Avere competenze nel campo dell’animazione. Ciò gli permette di creare situazioni in cui le
persone riescono ad esprimere la propria creatività. L’operatore dei servizi sociali deve essere
capace di organizzare attività di animazione e atte al recupero di situazioni di devianza, isolamento,
apatia…
4. Avere competenze di ordine organizzativo. Ciò gli permette di non improvvisare ma di organizzare
e programmare le attività e gli interventi da fare. Solo con una seria programmazione è possibile
strutturare quelle attività più adatte a soddisfare i bisogni sia del singolo sia del gruppo.
Programmare significa decidere in anticipo il proprio lavoro sulla base di competenze specifiche.
5. Avere competenze di tipo giuridico. Ciò gli permette di dare risposte adeguate, di reperire risorse
atte a rimuovere i bisogni e i problemi che i singoli o i gruppi pongono.
L’operatore dei servizi sociali deve sempre ricordare che prima del problema da risolvere c’è l’individuo che
porta il problema. Se concentra la sua attenzione sul problema e non sulla persona rischia di dare delle
risposte tampone, di fare interventi privi di efficacia e di rendere l’individuo dipendente. Una risposta
tampone è un aiuto di breve durata che non risolve il problema alla base, ma lo contiene solamente per un
periodo limitato di tempo.
L’operatore sociale deve inoltre sapere che egli non agisce mai a titolo personale, ma per conto di
un’organizzazione o un servizio; egli non lavora mai da solo ma in équipe.
Proprio per questo motivo l’operatore sociale deve saper relazionare ciò che fa, saper dare le “consegne”
ad un altro operatore che subentra, sapere lavorare in équipe.
Inoltre deve creare e cercare collegamenti con altre strutture territoriali, con altri servizi, con associazioni,
con le forze sociali operanti sul territorio e con gruppi di volontariato, allo scopo di ricevere e trasmettere
informazioni utili per rimuovere o prevenire situazioni problematiche.
1.2 Che cosa significa metodologie operative?
Metodologia è un procedimento che segue una via, esclude l’improvvisazione e presuppone una ricerca di
condizioni ottimali.
Operativo è un percorso attuato per raggiungere risultati positivi e/o migliorativi rispetto a situazioni
precedenti.
Lavorare con metodo, in ambito sociale, permette di non disperdere le energie, di coordinare il proprio
lavoro e di intervenire in modo efficace. Il procedimento che si intende seguire deve essere definito con
esattezza in tutte le sue fasi e in tutti i suoi contenuti:
occorre stabilire la meta che si vuole raggiungere (definizione degli obiettivi)
occorre tenere in considerazione i vincoli presenti
occorre verificare quali siano le risorse disponibili
occorre stabilire quali mezzi si intendono adottare per raggiungere la meta
occorre stabilire un procedimento da seguire
occorre prevedere quanto tempo occorrerà per svolgere i compiti prefissati
occorre controllare periodicamente i risultati per verificare la validità dei contenuti
occorre verificare i risultati finali
occorre documentare il lavoro svolto
Il primo passo che l’operatore sociale deve quindi compiere nel momento in cui si appresta ad impostare il
suo lavoro è quello di realizzare una programmazione che abbia come obiettivo la capacità di soddisfare le
esigenze delle persone con cui lavora.
Qualità dell’operatore sociale
Abilità di scoprire, sviluppare e sfruttare opportunità
Iniziativa e capacità per sviluppare nuovi servizi anticipando esigenze e domande
Perseveranza e resistenza di fronte agli ostacoli
Sforzo, impegno per raggiungere gli obiettivi e mantenere le premesse
Ricerca dell’efficienza, della tempestività dell’azione e del minor costo
Livello ottimale di autostima per affrontare le reti
Assertività nelle relazioni (dire chiaramente quello che si pensa che le persone debbano fare,
affrontare con fermezza i problemi….)

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INTERVENTI E SERVIZI PER LA POPOLAZIONE

BISOGNI

BENESSERE

tavola bisogni 1modulo bisogni

DAL RICONOSCIMENTO ALLA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI

INTRODUZIONE

Chi è l'operatore per i servizi sociali?

L'operatore dei servizi sociali è una figura professionale che possiamo definire polifunzionale, infatti svolge la sua funzione in diversi ambiti: lavora con bambini, adolescenti, anziani disabili e adulti in difficoltà. Svolge la sua professione sia in strutture pubbliche che in quelle private, sia sul singolo che sul gruppo. Proprio per il ruolo che è chiamato a svolgere, l'operatore sociale deve avere una specifica formazione professionale di carattere teorico e teorico-pratico; deve conoscere le tecniche di osservazione, di comunicazione e quelle relative alle dinamiche di gruppo (comportamenti che si potrebbero manifestare in un determinato gruppo di persone). Diverse sono le competenze che un operatore dei servizi sociali deve possedere per svolgere al meglio la sua professione. Egli deve:

  1. Avere competenze pedagogiche. Ciò gli consente di promuovere un processo di crescita individuale nel rispetto delle diversità senza porsi come l'artefice dell'educazione.
  2. Avere competenze psicologiche. Ciò gli consente di osservare ed analizzare le dinamiche relazionali all'interno dei gruppi con i quali agisce; gli consente di condurre i colloqui d'aiuto, di analizzare i problemi e i bisogni relativi alle varie fasce d'età, dall'infanzia alla vecchiaia.
  3. Avere competenze nel campo dell'animazione. Ciò gli permette di creare situazioni in cui le persone riescono ad esprimere la propria creatività. L'operatore dei servizi sociali deve essere capace di organizzare attività di animazione e atte al recupero di situazioni di devianza, isolamento, apatia ...
  4. Avere competenze di ordine organizzativo. Ciò gli permette di non improvvisare ma di organizzare e programmare le attività e gli interventi da fare. Solo con una seria programmazione è possibile strutturare quelle attività più adatte a soddisfare i bisogni sia del singolo sia del gruppo. Programmare significa decidere in anticipo il proprio lavoro sulla base di competenze specifiche.
  5. Avere competenze di tipo giuridico. Ciò gli permette di dare risposte adeguate, di reperire risorse atte a rimuovere i bisogni e i problemi che i singoli o i gruppi pongono.

L'operatore dei servizi sociali deve sempre ricordare che prima del problema da risolvere c'è l'individuo che porta il problema. Se concentra la sua attenzione sul problema e non sulla persona rischia di dare delle risposte tampone, di fare interventi privi di efficacia e di rendere l'individuo dipendente. Una risposta tampone è un aiuto di breve durata che non risolve il problema alla base, ma lo contiene solamente per un periodo limitato di tempo.L'operatore sociale deve inoltre sapere che egli non agisce mai a titolo personale, ma per conto di un'organizzazione o un servizio; egli non lavora mai da solo ma in équipe. Proprio per questo motivo l'operatore sociale deve saper relazionare ciò che fa, saper dare le "consegne" ad un altro operatore che subentra, sapere lavorare in équipe. Inoltre deve creare e cercare collegamenti con altre strutture territoriali, con altri servizi, con associazioni, con le forze sociali operanti sul territorio e con gruppi di volontariato, allo scopo di ricevere e trasmettere informazioni utili per rimuovere o prevenire situazioni problematiche.

Che cosa significa metodologie operative?

Metodologia è un procedimento che segue una via, esclude l'improvvisazione e presuppone una ricerca di condizioni ottimali. Operativo è un percorso attuato per raggiungere risultati positivi e/o migliorativi rispetto a situazioni precedenti. Lavorare con metodo, in ambito sociale, permette di non disperdere le energie, di coordinare il proprio lavoro e di intervenire in modo efficace. Il procedimento che si intende seguire deve essere definito con esattezza in tutte le sue fasi e in tutti i suoi contenuti:

  • occòrre stabilire la meta che si vuole raggiungere (definizione degli obiettivi)
  • occòrre tenere in considerazione i vincoli presenti
  • occòrre verificare quali siano le risorse disponibili
  • occòrre stabilire quali mezzi si intendono adottare per raggiungere la meta
  • occòrre stabilire un procedimento da seguire
  • occòrre prevedere quanto tempo occorrerà per svolgere i compiti prefissati
  • occòrre controllare periodicamente i risultati per verificare la validità dei contenuti
  • occòrre verificare i risultati finali
  • occòrre documentare il lavoro svolto

Il primo passo che l'operatore sociale deve quindi compiere nel momento in cui si appresta ad impostare il suo lavoro è quello di realizzare una programmazione che abbia come obiettivo la capacità di soddisfare le esigenze delle persone con cui lavora.

Qualità dell'operatore sociale

  • Abilità di scoprire, sviluppare e sfruttare opportunità
  • Iniziativa e capacità per sviluppare nuovi servizi anticipando esigenze e domande
  • Perseveranza e resistenza di fronte agli ostacoli
  • Sforzo, impegno per raggiungere gli obiettivi e mantenere le premesse
  • Ricerca dell'efficienza, della tempestività dell'azione e del minor costo
  • Livello ottimale di autostima per affrontare le reti
  • Assertività nelle relazioni (dire chiaramente quello che si pensa che le persone debbano fare, affrontare con fermezza i problemi .... )
  • Capacità di persuasione e di strategie di convincimento

Il lavoro sociale produce un servizio

Alla persona Alla comunità

IL CONCETTO DI BISOGNO

L'operatore sociale deve cercare di risolvere i PROBLEMI dell'utente e soddisfare i suoi BISOGNI tramite le risorse presenti nella rete familiare, amicale e sociale dell'utente e quelle offerte dalla società in ambito locale, provinciale, regionale e nazionale. Che cosa sono i bisogni? I bisogni rappresentano lo stimolo fondamentale dell'attività umana: essi spingono gli uomini a procacciarsi, per destinarli al consumo, i beni ritenuti, di volta in volta, utili. I bisogni possono essere definiti come una sensazione di insoddisfazione psicofisica, accompagnata dalla consapevolezza dell'esistenza di un bene atto a rimuovere o ad attenuare quella sensazione.

  1. Alcuni bisogni sono collegati allo stato psichico degli uomini e prendono perciò la denominazione di bisogni psichici, o anche, più ampiamente, di bisogni immateriali: fra essi quelli religiosi, morali, ludici, cognitivi, ecc.
  2. Altri, invece, sono collegati allo stato fisico degli uomini e prendono perciò la denominazione di bisogni fisici: si tratta, ovviamente, di quelli relativi alla sopravvivenza fisica degli uomini stessi.
  3. Altri ancora sono bisogni sentiti dagli uomini in quanto esseri che vivono associati: per tale ragione sono considerati bisogni sociali o relazionali o di civiltà.

Il contributo più significativo rispetto questo argomento è stato dato da Adam Maslow negli anni '50. Dalle sue ricerche si evidenzia che l'uomo è una totalità integrata, per cui un bisogno che si manifesta in un certo ambito si riverbera sull'uomo nella sua totalità. Per esempio la fame non è un bisogno dello stomaco, ma della persona nel suo complesso. Nonostante che i bisogni degli uomini siano universali, il modo in cui si realizzano varia:

  1. nello spazio
  2. nel tempo
  3. tra gli individui

Le differenze rispetto allo spazio e al tempo sono date dai seguenti aspetti:

  1. le caratteristiche geografiche
  2. l'economia
  3. le caratteristiche della struttura sociale
  4. la cultura dominante.

Le differenze fra un individuo e un altro sono determinate:

  1. dall'età
  2. dalle condizioni di benessere psico-fisico sociale.

I bisogni, dunque, sono variabili nel tempo e nello spazio, cioè sono condizionati dai valori culturali presenti nell'epoca e nell'ambiente di cui trattasi. Più precisamente, non sono tanto i bisogni che variano, nel tempo e nello spazio, quanto i modi per il loro soddisfacimento, i bisogni, infatti, possono essere classificati in pochi tipi fondamentali. I bisogni dell'uomo non sono isolati e a sé stanti, ma tendono a disporsi in una gerarchia di dominanza e di urgenza. In questa scala, al livello base ci sono tutti i bisogni fisiologici, essenziali per la sopravvivenza fisica nell'ambiente. Prima di soddisfare i bisogni ai livelli superiori nella scala, l'individuo tende a soddisfare quelli più bassi, cioè quelli più importanti per la sua sopravvivenza. I bisogni di ordine superiore tendono a variare nel tempo e nello spazio. Ogni persona compie un suo percorso di maturazione e sviluppo motivazionale all'interno del quale le mete e gli obiettivi possono subire modificazioni. Inoltre, un bisogno soddisfatto tende ad essere sostituito da un obiettivo più grande e ambizioso. Mentre i bisogni fondamentali per la sopravvivenza una volta soddisfatti tendono a non ripresentarsi, i bisogni sociali e relazionali tendono a innescare nuove e più rilevanti mete da raggiungere nella scala dei bisogni In sintesi, nella realizzazione dei bisogni occorre procedere in modo ordinato: se non viene soddisfatto un bisogno gerarchicamente inferiore, l'individuo non può realizzare un bisogno superiore.

La piramide dei bisogni di Maslow

  1. Bisogni fisiologici: mangiare, riposare, vestirsi.
  2. Bisogno di sicurezza: soddisfazione nel tempo dei bisogni fisiologici, per esempio avere uno stipendio mi permette nel tempo di mangiare, mantenere la casa e vestirmi
  3. Bisogno di protezione: desiderio di appartenenza ad un gruppo sociale, bisogno di sentirsi tutelati, qualcosa che cerchiamo negli altri individui
  4. Bisogno di stima: Bisogno di sentire che gli altri riconoscano in me una persona che vale. Faccio ciò che gli altri vorrebbero che io facessi
  5. Bisogno di realizzare se stessi: riesco a fare ciò che voglio fare a prescindere dall'ambiente esterno.

Per attuare il soddisfacimento dei bisogni, l'uomo deve disporre dei beni ritenuti adatti allo scopo. II BISOGNO è uno stato di necessità, e per soddisfarlo ci vuole un bene adeguato. Il BENE può essere un prodotto, un servizio, un gesto, un sentimento o qualunque cosa della quale sentiamo la mancanza. L'UTILITA' misura il grado con il quale un bene riesce a soddisfare un bisogno. La REPERIBILITA' indica la disponibilità del bene, l'ACCESSIBILITA' la facilità/difficoltà di procurarsi il bene. (Esempio: Bisogno: alimentazione, Bene: cibo, Utilità: quantità e qualità dei macro e micronutrienti in termini di proteine, lipidi, glucidi, vitamine, ecc., Reperibilità: avere a disposizione gli alimenti o i luoghi dove procurarselo, Accessibilità: gli elementi che possono impedire la fruizione (immediata o meno) del bene, come ad esempio l'orario di chiusura degli esercizi commerciali o la mancanza di denaro.) I bisogni fisiologici sono i tipici bisogni di sopravvivenza: fame, sete, desiderio sessuale ... e sono funzionali al mantenimento fisico dell'individuo. Secondo Maslow ogni bisogno primario serve da stimolo per qualsiasi altro bisogno. In questo senso l'individuo che sente lo stimolo della fame può ricercare amore, sicurezza al di là del comune bisogno di nutrimento fisico. Nella scala delle priorità, i bisogni fisiologici sono i primi a dover essere soddisfatti in quanto alla base di tali bisogni vi è l'istinto di autoconservazione. Se un individuo non trae soddisfazione da nessun bisogno, sentirà la pressione dei bisogni fisiologici come unica e prioritaria.

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