Documento della Prof.ssa Sonia Missiroli sul Lupus Eritematoso Sistemico, una patologia auto-infiammatoria cronica e multifattoriale. Il Pdf esplora l'eziopatogenesi, i fattori genetici, ambientali e ormonali, e i meccanismi immunitari alterati, utile per lo studio universitario di Biologia.
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Prof.ssa Sonia Missiroli
LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO
Il LES è una patologia auto-infiammatoria, multi-sistemica, cronica, ad eziologia multifattoriale: ad oggi,
infatti, non si è ancora a conoscenza di una vera e propria causa che possa scatenare questo tipo di patologia.
Tra le malattie a patogenesi auto-immune è una di quelle che insorge più frequentemente ma, nonostante ciò,
è molto difficile da diagnosticare, soprattutto nelle fasi d'esordio.
È caratterizzata da un malfunzionamento del sistema immunitario, il quale perde la capacità di sviluppare una
tolleranza verso il self e produce elevate quantità di auto-anticorpi non-organo specifici, indirizzati quindi
verso le cellule dell'organismo stesso e in grado di formare complessi che si depositano nei tessuti.
Come tutte le patologie autoimmuni colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (si ha un rapporto
di 9:1 tra donne e uomini affetti da LES) e, in particolare, si ha un picco in età fertile. È stato però osservato
che quei pochi soggetti maschili colpiti dalla patologia hanno una mortalità più elevata rispetto ai casi
femminili. Come già detto non è una patologia rara, la prevalenza registrata è di 1 su 2500 abitanti, dipendente
anche dall'etnia dell'individuo: afrocaraibici ed ispanici hanno un'incidenza molto più elevata rispetto alla
popolazione caucasica (si tratta unicamente di dati epidemiologici, non si conosce la causa che possa spiegare
questo fenomeno).
F : M
9:1
Picco
Età fertile
Prevalenza
15-67/100,000 abitanti
Incidenza
1.8-7.6 / 100,000 / anno
Esordio:
20% prima dei 16 anni
65% tra i 16 e 55 anni
15% dopo i 55 anni
Ridotta prevalenza/incidenza
nel sesso maschile, ma più alta
mortalità
Il LES è una patologia molto complessa: i fattori che incidono su insorgenza e decorso della malattia sono
molteplici e tra questi troviamo fattori genetici, ambientali, ormonali (questi ultimi hanno un ruolo
principalmente per quanto riguarda i pazienti di sesso femminile). La produzione dei suddetti auto-anticorpi
scatena un'esagerata attivazione del sistema immunitario che, oltre ad auto-alimentarsi in loop, alimenta in
maniera incontrollata anche l'infiammazione.
1Nel caso del Lupus, le osservazioni più interessanti riguardano mutazioni a carico dei geni HLA-DR2
e HLA-DR3, codificanti per il complesso di immuno-istocompatibilità e per alcune proteine del
complemento. Tali alterazioni compromettono il sistema immunitario in quanto portano al
malfunzionamento del processo di rimozione di sostanze che dovrebbero essere fagocitate, con
conseguente loro accumulo e deposito nei tessuti.
Geni MHC
Geni non-MHC
La professoressa racconta che ad un congresso a cui ha recentemente presenziato, un medico clinico ha portato
un esempio di una ragazza di 25 anni che si è presentata dal proprio medico di base con manifestazioni cliniche
tipiche del Lupus ma che non sono state riconosciute come tali non solo dal suddetto medico, ma nemmeno da
allergologo e dermatologo a cui si è rivolta successivamente. La paziente si è infine presentata dallo specialista
a 28 anni e, quindi, dopo ben 3 anni ha finalmente ricevuto la giusta diagnosi. Presentava però già serie
complicazioni al SNC e infatti non è sopravvissuta alla patologia. Questo serve per far capire quanto sia
importante saper riconoscere i sintomi clinici di questo tipo di patologie difficili da diagnosticare (vedi anche
Artrite Reumatoide) perché è vero che sono caratterizzate sia da fasi di acutizzazione sia da fasi di remissione,
ma l'infiammazione è persistente e a lungo termine è quella che determina l'insorgenza delle complicazioni
multiorgano.
2Esiste una particolare variante della patologia, chiamata Lupus Eritematoso Iatrogeno, indotta
dall'esposizione ad alcuni farmaci: idralazina (in Italia è stata ritirata dal commercio) e procainamide
possono provocare la de-metilazione del DNA, alterando l'espressione di geni interessati
nell'autoimmunità e nella risposta infiammatoria.
Alcuni testi di letteratura riportano che anche la polvere di silice sia considerabile come un fattore
ambientale implicato nell'insorgenza del LES: sembra che l'esposizione prolungata ad una
determinata concentrazione di polvere di silice sia tossica per i macrofagi, che perderebbero la propria
funzione di spazzini cellulari.
Il LES è una patologia
autoimmune da disregolazione
della risposta immunitaria sia
innata che adattativa, la quale
coinvolge infatti tutti i tipi di
cellule immunitarie. Tra le
altre cose, vengono meno i
meccanismi che mantengono
la tolleranza immunologica
della risposta immunitaria.
L'immagine accanto riassume
tutti i meccanismi innescati a
livello immunitario durante il
LES.
Innate immunity
Adaptive immunity
Cytokines
6)
IFNa
5)
Plasmacytoid dendritic cells
Plasma cells
7)
IL-17
IL-21
CD4* T helper cells
Neutrophils
IL-23
Th17 cells
IL-1
3)
IL-6
9)
IFNY
Macrophages
Regulatory T cells
4)
8)
IFNY
IL-17
Natural killer cells
CD8+ cytotoxic T cells
Y Autoantibodies
A Apoptosis bodies
$
Neutrophil extracellular traps
YYLY
B cells
B-cell activating factor
2)
boo
O
Le cellule dendritiche plasmocitoidi possono essere attivate da DNA e RNA propri presenti all'interno dei
complessi immunitari o dei corpi apoptotici, e rilasciano IFN di tipo 1, principalmente IFN-a. Quest'ultimo va
a stimolare la produzione di auto-anticorpi da parte delle cellule B. È stato dimostrato che pazienti affetti da
Lupus hanno a livello sierico un'elevata concentrazione di IFN-a e che maggiori sono le quantità di IFN-a in
3circolo, più complicato e grave sarà il decorso della patologia. Non è un marcatore diagnostico per il Lupus,
anche perché è una molecola la cui concentrazione viene alterata in caso di insorgenza di diverse patologie,
ma può comunque aiutare nel riconoscimento della malattia.
I neutrofili e il loro prodotti, chiamati trappole extracellulari dei neutrofili (NET), hanno un duplice ruolo: da
una parte attivano le cellule dendritiche plasmocitoidi fornendo acidi nucleici, dall'altra allertano le cellule T
riducendone la soglia di attivazione, ovvero velocizzando la loro attivazione.
I macrofagi contribuiscono sia all'insorgenza che al decorso del Lupus: un difetto della loro capacità di
eliminare le cellule apoptotiche, per esempio a seguito di esposizione prolungata alla polvere di silice, porta
all'accumulo del suddetto materiale apoptotico, il quale funge da auto-antigene e viene quindi riconosciuto
dalle cellule dell'immunità come sostanza estranea all'organismo. Inoltre, oltre a non esplicare la propria
funzione di spazzini cellulari, producono citochine pro-infiammatorie (IL-1, IL-6, IFN-y) e fungono da cellule
presentanti l'antigene per richiamare mediatori infiammatori, con conseguente danno tissutale e fibrosi.
Le cellule NK stimolano l'attivazione di altre cellule immunitarie e producono a loro volta citochine pro-
infiammatorie (IL-17, IFN-y).
Le cellule T CD4+ autoreattive si attivano e, attraverso meccanismi ancora non noti, sfuggono ai processi di
tolleranza immunologica e assistono le cellule B nella produzione di auto-anticorpi. Bisogna tenere bene a
mente che questi ultimi sono patogeni in quanto innescano a loro volta sia una risposta immunitaria sia
l'infiammazione, le quali si autoalimenteranno in loop.
Le cellule T CD8+ si attivano in maniera esagerata causando soprattutto danni tissutali, in particolare a livello
della cute, dei reni o del cervello.
Studi piuttosto recenti attestano che nei pazienti affetti da Lupus si verifica anche una disregolazione delle
cellule Treg e Th17: mentre in un soggetto sano le due componenti sono in equilibrio tra di loro, in coloro che
soffrono di tale patologia la quantità di cellule Th17 è nettamente maggiore rispetto a quella di cellule Treg.
Ciò si traduce in un'infiammazione sistemica, in un'eccessiva differenziazione delle cellule B in plasmacellule,
e in una sovrapproduzione di citochine pro-infiammatorie. Dall'altro lato, la carenza di Treg si esplica nella
riduzione della tolleranza immunologica.
N.B. I pazienti affetti da Lupus presentano una rete citochinica anormale, enormemente alterata: ciò si riflette
sia in un'infiammazione sistemica sia in una risposta autoimmune indotta dagli antigeni.
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