Documento universitario di Psicologia sulle Determinanti del Comportamento: le Cause, gli Antecedenti del Comportamento. Il Pdf esplora i fattori situazionali e la prestazione, presentando il modello di Schwartz sui valori e la Moral Foundation Theory, utile per lo studio autonomo.
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LE DETERMINANTI DEL COMPORTAMENTO: le cause, gli antecedenti del comportamento
I FATTORI SITUAZIONALI: alcuni comportamenti dipendono dal luogo fisico in cui ci troviamo, realtà spesso fatta anche di altre persone
LA PRESTAZIONE: il risultato del comportamento di un individuo, non devo tener conto solo delle determinanti ma anche della situazione in cui l'individuo si trova.
Le determinanti del comportamento individuale
Figura 1.1 Determinanti del comportamento, fattori situazionali e prestazione
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Caratteristiche individuali: Competenze · Personalità · Valori Motivazione · Identità · Percezioni · Emozioni
Percezione del ruolo
· Task performance · Comportamenti di cittadinanza organizzativa (OCB) · Comportamenti disfunzionali (CWB)
Percezione Decisione Apprendimento
· Assenteismo e presenzialismo
P = Competenze X Motivazione X Percezione del ruolo
CARATTERISTICHE INDIVIDUALI
3 fattori che distinguono l'individuo da un altro:
3 processi fondamentali che ti mettono in contatto con la realtà:
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Fattori situazionali
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Comportamenti e fattori che concorrono a determinare la prestazione (Campbell et al. 1970):
Decisione < i dati selezionati tramite la percezione sono quelli sulla base dei quali prendiamo le decisioni
PRESTAZIONE = COMPETENZE x MOTIVAZIONE x PERCEZIONE DEL RUOLO
È una moltiplicazione perché se va a 0 anche uno solo degli elementi va a 0 anche la prestazione. Scomporre in questo modo la prestazione ci permette di diagnosticare ciò che va a ridurla.
MOTIVAZIONE -- > spiega l'attivazione, l'orientamento e la modulazione del comportamento (perché, dove e quanto, con quale intensità)
COMPETENZE -- > hanno due componenti, una naturale, le attitudini (talento naturale) risultato di come siamo fatti, un certo qi, una certa capacità fisica che per quanto puoi addestrare comunque sono diverse da individuo a individuo. Possiamo invece apprendere abilità in termini di ragionamento, conoscere le nostre emozioni e saperle gestire, come usiamo in modo attivo il nostro corpo e le nostre caratteristiche fisiche < le abilità cognitive, emotive, fisiche apprese. A livello individuale, si parla di modello di competenza, mentre a livello aziendale di portafoglio di competenze.
PERCEZIONE DEL RUOLO -- > capire bene quali sono le aspettative che il gruppo, l'azienda nutre nei miei confronti
RUOLO: modello di comportamento dell'individuo definito dalle aspettative del gruppo. Si tratta di un concetto sociologico, relativo alla dinamica tra individuo e gruppo, distinto dal concetto di posizione.
Inclusione parziale: ognuno è al centro di diversi gruppi, si è attenti a tenerli distinti
Processo dinamico di assunzione del ruolo -- > come arriviamo ad assumere un ruolo? Vengono analizzati 3 passaggi, ciascuno con le eventuali tensioni di ruolo.
Dalla tendenza naturale dell'uomo ad integrarsi in una molteplicità di gruppi sociali scaturisce il fenomeno della inclusione parziale, per effetto del quale ciascuno di noi appartiene a più gruppi e recita di fronte a pubblici diversi. Se questi gruppi hanno attese di ruolo diverse, nel momento in cui entrano in contatto tra loro possono mettere l'individuo in una conduzione di tensione per il fatto di non sapere quale tra i ruoli attesi tenere > la performance ne viene inficiata 8negativamente. Se infatti un individuo esce dal ruolo assegnatogli, le persone reagiscono > da qui la tendenza a tenere separati i gruppi.
I ruoli nei contesti organizzativi più soggetti a tensione sono:
FATTORI SITUAZIONALI:
Fattori esterni di contesto:
> Fattori organizzativi di contesto:
PRESTAZIONE = TASK PERFORMANCE + COMPORTAMENTI EXTRA-RUOLO (DI CITTADINANZA ORGANIZZATIVA) - COMPORTAMENTI DISFUNZIONALI che possono danneggiare l'organizzazione
COMPORTAMENTI DI CITTADINANZA ORGANIZZATIVA (C.C.O.)
ORGANIZATIONAL CITIZENSHIP BEHAVIOUR (OCB): è la cosiddetta sindrome del buon soldato, i soggetti si impegnano ad avere comportamenti favorevoli all'organizzazione, ma non prescritti dal ruolo né esplicitamente ricompensati -- > questa è la massimizzazione del benessere per l'azienda, che riceve qualcosa di ottimale senza che sia stato richiesto. I Comportamenti di Cittadinanza Organizzativa sono quei comportamenti messi in atto liberamente e volontariamente dai membri di una organizzazione, senza che siano prescritti dal ruolo o remunerati dall'azienda, che apportano un beneficio significativo agli altri membri della stessa organizzazione e all'azienda nel suo complesso.
Questi comportamenti sono
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Da dove viene la personalità? GENETICA 50% + AMBIENTE 50%
Avere un dato tratto caratteriale aumenta la probabilità che io abbia un determinato comportamento, ma ci si può lavorare sull'intorno: posso spingermi in una situazione di maggiore equilibrio. Possiamo cambiare le scelte che facciamo e possiamo in qualche misura scegliere l'ambiente in cui crescere e ricevere dall'ambiente dagli stimoli che permettano di modificare e "migliorare" i nostri comportamenti.
TRATTI < disposizioni relativamente stabili che per natura ed esperienza rendono alcune reazioni più accessibili e perciò più probabili di altre.
STATI < reazione ad uno stimolo e dura per quanto dura lo stimolo
L'approccio lessicografico ha portato all'individuazione nel linguaggio di ben 17.000 modi diversi di indicare un tratto di personalità dell'individuo.
La tecnica statistica FACTOR ANALYSIS si basa sulla logica di, guardando le descrizioni date da un gruppo di soggetti interrogati, cercare aggettivi che sono citati insieme e spesso associati tra loro. Da qui si possono identificare cluster di parole diverse che però vanno nella stessa direzione e tutta la varietà si può ridurre in 5 cluster, 5 dimensioni latenti nascoste sotto che erano l'elemento comune in più parole.
Possiamo categorizzare la personalità di ciascuno utilizzando 5 dimensioni, le cosiddette BIG FIVE, le neuroscienze hanno spiegato dietro ad ogni comportamento il movimento delle aree del cervello.
> BIG FIVE (acronimo OCEAN)
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