Introduzione alla Rivoluzione Russa: origini, eventi chiave e nascita dell'URSS

Documento sulla Rivoluzione Russa, dalle sue origini e il ruolo di Nicola II, fino alla caduta dello zarismo e la nascita dell'URSS. Il Pdf, adatto per la scuola superiore e la materia Storia, descrive eventi cruciali come la Domenica di Sangue e la Rivoluzione d'Ottobre, fornendo un quadro completo degli sconvolgimenti politici e sociali dell'epoca.

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18 pagine

Introduzione alla Rivoluzione Russa
Fra tutti gli sconvolgimenti politici e sociali provocati dalla Grande
Guerra, la Rivoluzione Russa fu il più violento, il più
traumatico e anche il più imprevisto. Il 1917, con le due
rivoluzioni (di febbraio la prima, di ottobre la seconda), provocò la
caduta dello zarismo e la presa di potere da parte dei
bolscevichi. Da quel momento in poi, la Russia, il più arretrato tra
i grandi paesi d’Europa, divenne il primo Stato socialista della
storia, considerato dai suoi sostenitori come la patria dei lavoratori
di tutto il mondo e dai suoi nemici come la prima espressione di
società totalitaria.!!!!!
Prima della Rivoluzione Russa.
Nicola II, l’ultimo Zar
Un'immagine della famiglia Romanov con lo zar Nicola II nel 1917 — Fonte:
Getty-Images
L'assolutismo di Nicola II
Dal momento della sua incoronazione nel 1896, quello che sarebbe
stato l’ultimo Zar di Russia, Nicola II, nonché l’ultimo
esponente della dinastia dei Romanov, per lunghi anni costrinse la
sua popolazione a uno dei più drammatici assolutismi europei.
Per di più, con la guerra intrapresa contro il Giappone (guerra
russo-giapponese) e il suo imperatore Mutsuhito, da poco giunto
al potere, aveva lanciato una politica apertamente imperiale
inaugurata nel 1904 per il possesso della Manciuria, una regione
dell’Asia Nord-Orientale.!!!!
La domenica di sangue
La sconfitta che ne scaturì, provocò lindebolimento dello
zarismo e la crescita dei sempre più numerosi conflitti interni. Il
più importante fu quello del 1905, che passò alla storia come
la! domenica di sangue, ovverosia quando la polizia uccise un
migliaio di persone nel corso di una manifestazione per presentare
una petizione allo zar.!!
Una rivoluzione inaspettata
In realtà, proprio agli inizi del Novecento, già in molti pensavano
che il regime assolutistico degli Zar non potesse ancora resistere a
lungo, ma nessuno poteva immaginare che la successiva caduta
della monarchia avrebbe dato luogo al più grande evento
rivoluzionario mai verificatosi dopo la rivoluzione
francese. Un evento che aveva nelle sue radici l’incapacità
dell’autocrazia di affrontare le crescenti richieste di partecipazione
politica provenienti dalla borghesia e dall’aristocrazia liberale e di
risolvere la questione agraria e sociale.

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Anteprima

Introduzione alla Rivoluzione Russa

Fra tutti gli sconvolgimenti politici e sociali provocati dalla Grande Guerra, la Rivoluzione Russa fu il più violento, il più traumatico e anche il più imprevisto. Il 1917, con le due rivoluzioni (di febbraio la prima, di ottobre la seconda), provocò la caduta dello zarismo e la presa di potere da parte dei bolscevichi. Da quel momento in poi, la Russia, il più arretrato tra i grandi paesi d'Europa, divenne il primo Stato socialista della storia, considerato dai suoi sostenitori come la patria dei lavoratori di tutto il mondo e dai suoi nemici come la prima espressione di società totalitaria.

Prima della Rivoluzione Russa

Nicola II, l'ultimo Zar

Un'immagine della famiglia Romanov con lo zar Nicola II nel 1917 - Fonte: Getty-ImagesL'assolutismo di Nicola II Dal momento della sua incoronazione nel 1896, quello che sarebbe stato l'ultimo Zar di Russia, Nicola II, nonché l'ultimo esponente della dinastia dei Romanov, per lunghi anni costrinse la sua popolazione a uno dei più drammatici assolutismi europei. Per di più, con la guerra intrapresa contro il Giappone (guerra russo-giapponese) e il suo imperatore Mutsuhito, da poco giunto al potere, aveva lanciato una politica apertamente imperiale inaugurata nel 1904 per il possesso della Manciuria, una regione dell'Asia Nord-Orientale.

La domenica di sangue del 1905

La sconfitta che ne scaturì, provocò l'indebolimento dello zarismo e la crescita dei sempre più numerosi conflitti interni. Il più importante fu quello del 1905, che passò alla storia come la domenica di sangue, ovverosia quando la polizia uccise un migliaio di persone nel corso di una manifestazione per presentare una petizione allo zar.

Una rivoluzione inaspettata

In realtà, proprio agli inizi del Novecento, già in molti pensavano che il regime assolutistico degli Zar non potesse ancora resistere a lungo, ma nessuno poteva immaginare che la successiva caduta della monarchia avrebbe dato luogo al più grande evento rivoluzionario mai verificatosi dopo la rivoluzione francese. Un evento che aveva nelle sue radici l'incapacità dell'autocrazia di affrontare le crescenti richieste di partecipazione politica provenienti dalla borghesia e dall'aristocrazia liberale e di risolvere la questione agraria e sociale.La Russia verso la Prima Guerra mondiale

Soldati durante la Prima guerra mondiale, che provocò il logorio delle finanze russe - Fonte: Ansa

Un tentativo di cambiamento: il regime semi-rappresentativo

Tra il 1906 e il 1914, la Russia provò a dotarsi di una sorta di regime semi-rappresentativo, dove alcune libertà politiche e civili vennero parzialmente riconosciute. Ciò nonostante, il regime zarista si mostrò incapace di andare incontro alle sempre più crescenti richieste di contadini e operai.

Una guerra che sfianca il popolo e l'economia

La situazione già di per sé drammatica collassò nel 1914, con l'inizio della Prima Guerra mondiale. L'Impero russo entrò in guerra a fianco di Francia e Gran Bretagna, contando su una rapida vittoria contro l'Austria-Ungheria alleata della Germania. Tuttavia, dopo alcuni successi iniziali, l'esercito zarista dimostrò la stessa inadeguatezza che l'aveva portato alla sconfitta con ilGiappone dieci anni prima. Nel frattempo, però, il logorio del conflitto stava colpendo non solo i soldati nelle trincee, ma anche le masse di affamati nelle città.

Gli inizi delle ribellioni: le dimostrazioni di piazza e la costituzione dei soviet

Nel 1917 la condizione catastrofica in cui versava l'economia dell'intero Paese, la carestia che aveva ormai provocato più di due milioni di morti e il vertiginoso aumento dei prezzi dei generi alimentari, portò nuovamente il popolo in strada a manifestare la propria esasperazione attraverso una violenta rivolta. Da Pietrogrado, le dimostrazioni di piazza dell'8 e il 9 marzo 1917 (23 e 24 febbraio secondo il calendario ortodosso), dilagarono in tutto il Paese, travolgendo il regime zarista. Gli operai erano stati affiancati da reparti militari ribelli che avevano nel frattempo costituito un soviet.

La Duma, il Parlamento russo - Fonte: Getty-Images

L'abdicazione di Nicola II e la creazione di un governo provvisorio

Nicola II abdicò decretando, di fatto, la fine della lunga storia imperiale della dinastia dei Romanov. Dopo la caduta dello zar, la successione fu assunta da un governo provvisorio liberale costituito dai membri della Duma e presieduto dall'aristocratico Georgij L'vov e da Aleksandr Kerenskij (ministro della guerra) con l'obiettivo di continuare la guerra e la ripresa economica- politica del paese ispirandosi alle strutture occidentali.

Studenti

Biografie - Vladimir Lenin e la Rivoluzione russa

Lenin e la politica: tutto il potere ai Soviet

Il Cremlino nell'ottobre 1917 - Fonte: Getty-Images

Operai e contadini hanno finalmente voce: i soviet

Nel frattempo in Russia stavano nascendo delle nuove forze politiche, assai differenti tra loro. La rivoluzione russa aveva messo in moto un movimento di massa animato da entusiasmo enorme e da visioni utopistiche di emancipazione dell'umanità. Gli operai rivendicavano autorità e i contadini si impadronivano delle loro terre. Famosi sono i soviet di Pietrogrado che votavano per alzata di mano. Fu un'organizzazione imponente e godette di una posizione di preminenza incontrastata nel corso della rivoluzione. Per comprendere il significato storico di aule grandi e fredde dove si riunivano contadini, operai e soldati per votare, occorre ricordare che per la prima volta, in un paese privo d'esperienzedemocratiche, operai e contadini venivano chiamati ad esprimere la propria volontà.

Menscevichi e bolscevichi

Tra i protagonisti dell'appena nata palpitante vita politica russa c'erano i menscevichi e i bolscevichi che abbracciavano le tesi di Lenin esposte nel suo libro Che fare?, in cui proponeva la formazione di un partito rivoluzionario composto dall'avanguardia della classe operaia.

L'avvento di Lenin

Ma chi era Lenin? Nato da una famiglia benestante della classe media, a soli ventitré anni era diventato una figura di spicco nel Partito Operaio Socialdemocratico Russo. Esiliato in Svizzera per le sue idee sovversive, Lenin era da sempre stato il punto di riferimento per coloro che lottavano per maggiori riforme sociali.

Lenin, autore delle Tesi d'Aprile e fautore dell'uscita immediata della Russia dalla guerra - Fonte: Getty-Images

Le Tesi di aprile

E grazie al mutato corso degli eventi, nel 1917 tornò in patria e subito diffuse dieci linee guida (che passeranno alla storia come le "Tesi di Aprile") nelle quali sosteneva la necessità di uscire immediatamente dalla guerra, di togliere le terre ai proprietari per distribuirla ai cittadini e di affidare tutto il potere ai soviet.

Il rovesciamento della teoria marxista ortodossa

In tal modo rovesciava la teoria marxista ortodossa secondo cui la rivoluzione sarebbe scoppiata prima nei paesi più sviluppati. Era invece la Russia, anello più debole della catena imperialista, ad offrire le condizioni più favorevoli per la messa in crisi del sistema. Ma ancora una volta la parola d'ordine era: Pace. La Russia doveva uscire dalla guerra.

Kerenskij e il nuovo governo provvisorio

Kerenskij intanto aveva assunto la guida del governo provvisorio, ma gli eserciti russi continuavano a subire in guerra delle sconfitte sempre più pesanti. Anche per questo motivo, il fronte andava sfaldandosi e decine di migliaia di contadini russi disertavano le trincee e tornavano nelle campagne.

Il tentato colpo di stato

Dopo aver sventato un tentativo di colpo di stato reazionario (da parte del generale Lavr G. Kornilov) l'influenza dei bolscevichi sulle masse degli operai e dei soldati si andava allargando, ed essi conquistarono la maggioranza nei soviet. L'autorità del governo provvisorio era a pezzi e i bolscevichi in quel momento costituivano l'unico partito saldamente organizzato e in grado di prendere il potere.

Lev Trockij

Leon Trockij, pseudonimo di Lev Davidovich Bronstein - Fonte: Getty- Images

Così, a fine ottobre (6-7 novembre secondo il nostro calendario), in una drammatica riunione del Comitato centrale di partito, si decise di rovesciare il governo Kerenskij. Alcuni dirigenti erano contrari, mentre un leader influente accese gli animi alla rivolta: Lev Trockij. Proveniva dalla sinistra menscevica, venne eletto presidente dei soviet di Pietrogrado e fu l'organizzatore e la mente militare dell'insurrezione che da lì a poco avrebbe cambiato radicalmente la storia della Russia e di tutta l'umanità.

Rivoluzione d'ottobre: la fase finale della Rivoluzione russa

Un'immagine di Lenin che arringa la folla - Fonte: Getty-Images

Il piano per la Rivoluzione

Il piano insurrezionale preparato meticolosamente funzionò alla perfezione: in poco tempo la Guardia Rossa e le truppe regolari riuscirono a occupare i punti strategici principali della città conquistando il Palazzo d'Inverno, residenza invernale dello Zar e ora sede del governo provvisorio.

La Rivoluzione d'Ottobre

Questo gesto rivoluzionario doveva simboleggiare la presa della Bastiglia russa e nell'arco di una giornata i bolscevichi s'impadronirono infatti anche del potere, costringendo Kerenskij a una fuga precipitosa. Le resistenze furono assai deboli e l'intera operazione risultò quasi senza spargimenti di sangue, eccezion fatta per la famiglia Romanov che venne sterminata poco tempodopo. Il giorno successivo il tumulto divampò a Mosca e in tutte le altre grandi città russe. Era il trionfo della cosiddetta Rivoluzione russa o Rivoluzione d'Ottobre.

Il congresso dei Soviet e l'urgenza di uscire dalla guerra

Nei giorni successivi, a Pietrogrado si riunì il Congresso Panrusso dei Soviet e venne costituito un nuovo governo rivoluzionario composto da bolscevichi di cui Lenin era presidente. Come primo atto, vennero approvati due decreti: la pace giusta e democratica, senza annessioni e indennità, e l'abolizione della proprietà terriera, immediatamente e senza nessun indennizzo. Il nuovo potere tendeva a garantirsi l'appoggio delle masse contadine, accontentandole nelle loro aspirazioni più elementari. Ma la vera priorità era quella di uscire da una guerra che stava portando l'intero Paese all'annientamento economico.

Curiosità

L'eccidio efferato dei Romanov è stato da subito avvolto da un alone di mistero, dal momento che i cadaveri dello Zar, della Zarina e dei loro cinque figli furono fatti sparire. Per quasi un secolo si sono rincorse leggende sui presunti superstiti.

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