Diritto Privato: fonti, gerarchia normativa e capacità giuridiche

Documento da Università su Diritto Privato. Il Pdf, un appunto di Diritto per l'Università, esplora il diritto privato, le sue fonti e la gerarchia normativa in Italia, inclusi Costituzione e Codice Civile, delineando capacità giuridiche, interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno.

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13 pagine

DIRITTO PRIVATO
Che cos’è il diritto privato? il diritto privato è quella branca del diritto che regola i rapporti tra i privati
cittadini.
Che cos’è il diritto? Il diritto è l’insieme delle norme giuridiche , cioè regole di condotta fatte valere
dallo Stato. Si distingue da norme morali o religiose, che orientano il comportamento ma non hanno
forza vincolante . L’insieme delle norme giuridiche forma l’ ordinamento giuridico .
Che cos’è l’ordinamento giuridico? L ordinamento giuridico è il sistema di norme e istituzioni che
regola la vita collettiva, stabilendo comportamenti leciti e illeciti e le relative conseguenze.
Le fonti del diritto : ogni norma giuridica ha un’origine. Nell’ordinamento italiano, le norme sono prodotte
dal potere legislativo , esercitato dal Parlamento .
Il ruolo della Costituzione nella produzione delle leggi : Il Parlamento non può creare leggi
arbitrariamente: deve rispettare la Costituzione , che è la legge fondamentale dello Stato. Essa
stabilisce chi può fare le leggi e quali limiti deve rispettare. In Italia, oltre al Parlamento, anche
Governo e Regioni possono produrre norme, ma sempre nel rispetto della Costituzione.
Da dove nascono le norme del diritto privato? Le norme del diritto privato nascono principalmente
dal Codice Civile , che raccoglie le disposizioni fondamentali sui rapporti tra privati.
Codice Civile - emanato con il Regio Decreto del 1942.
Il C.C. è suddiviso in sei libri :
1. Libro primo - Le persone
2. Libro secondo - successioni (non lo trattiamo)
3. Libro terzo - proprietà e beni
4. Libro quarto - obbligazioni e contratti
5. Libro quinto - Le imprese e le società
6. Libro sesto - La tutela dei diritti
Il C.C. è organizzato in titoli , suddivisi in capi . Ogni capo contiene articoli e ciascuno ha una rubrica
(titolo che indica il contenuto della norma).
Preleggi del Codice Civile (16 articoli)
Preleggi (disposizioni sulla legge in generale) - una serie di disposizioni introduttive che forniscono
principi generali sul funzionamento delle leggi.
Preleggi - Capo 1 - Le fonti del diritto
Art. 1 - le fonti del diritto sono:
1. Le leggi
2. I regolamenti
3. Le norme corporative
4. Gli usi
Queste fonti sono gerarchicamente ordinate: la legge ha il grado più alto.
Art. 2 - Le leggi (fonte primaria):
Chi fa le leggi? La formazione e l’emanazione delle leggi e degli atti aventi forza di legge sono
disciplinate dalla Costituzione, che stabilisce chi può creare norme giuridiche con valore di legge.
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Art. 3 - I regolamenti :
I regolamenti sono atti normativi di rango secondario.
Il potere regolamentare è attribuito dalla Costituzione e da altre leggi specifiche.
Chi emana i regolamenti? Il Governo.
Oltre al governo, esistono altri enti e autorità che possono emanare regolamenti:
1. Comuni ed enti locali;
2. Regioni e province;
3. Autorità amministrative indipendenti (CONSOB, Banca d’Italia, IVASS, ARERA, Antitrust).
Art. 4 - I limiti della disciplina regolamentare :
1. I regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi ordinarie →
Principio gerarchico - una norma di grado inferiore non può modificare o derogare una norma di
grado superiore.
2. I regolamenti di altre autorità non possono nemmeno dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo.
- Es: I regolamenti locali devono rispettare i regolamenti statali.
- Es: I regolamenti delle autorità indipendenti non possono essere contrari a quelli emanati
dal Governo.
Art. 5 - Norme corporative :
Attualmente non hanno più valore giuridico . Le corporazioni erano un tipo di organizzazione presente
durante il regime fascista, simili a sindacati di categoria. Riunivano soggetti che svolgevano una stessa
attività economica e avevano anche un potere normativo e regolavano i rapporti di lavoro e produzione
tra le categorie professionali. (es. corporazione dei carpentieri o degli acciaieri).
Questo modello fu abolito e le norme corporative persero validità.
Art. 8 - Gli usi :
Si basano sulle consuetudini e le pratiche diffuse nella società.
L’uso nasce dalla ripetizione costante di un comportamento nel tempo, accompagnata dalla
convinzione che quel comportamento abbia valore giuridico.
due elementi fondamentali:
1. Consuetudo (Consuetudine)
- elemento oggettivo : un comportamento che viene ripetuto costantemente nel tempo.
2. Opinio juris (Convinzione giuridica)
- elemento soggettivo : la convinzione collettiva che quel comportamento sia giuridicamente
obbligatorio.
In quali condizioni l’uso può essere fonte di diritto?
L’ordinamento giuridico può tollerare e riconoscere norme basate sulla prassi sociale solo se rispettano
due condizioni :
1. L’uso non deve essere contrario a una norma giuridica ( non può mai essere contra legem ),
altrimenti si violerebbe il principio dell’ effettività della legge .
2. Gli usi sono efficaci solo se richiamati da una norma
- se una legge o regolamento li richiama espressamente ( uso secundum legem , ovvero
l’uso riconosciuto dalla legge).
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Anteprima

Diritto Privato: Concetti Fondamentali

DIRITTO PRIVATO Che cos'è il diritto privato? il diritto privato è quella branca del diritto che regola i rapporti tra i privati cittadini.

Che cos'è il diritto? Il diritto è l'insieme delle norme giuridiche, cioè regole di condotta fatte valere dallo Stato. Si distingue da norme morali o religiose, che orientano il comportamento ma non hanno forza vincolante. L'insieme delle norme giuridiche forma l'ordinamento giuridico.

Che cos'è l'ordinamento giuridico? L'ordinamento giuridico è il sistema di norme e istituzioni che regola la vita collettiva, stabilendo comportamenti leciti e illeciti e le relative conseguenze.

Le Fonti del Diritto Italiano

Le fonti del diritto: ogni norma giuridica ha un'origine. Nell'ordinamento italiano, le norme sono prodotte dal potere legislativo, esercitato dal Parlamento.

Il ruolo della Costituzione nella produzione delle leggi: Il Parlamento non può creare leggi arbitrariamente: deve rispettare la Costituzione, che è la legge fondamentale dello Stato. Essa stabilisce chi può fare le leggi e quali limiti deve rispettare. In Italia, oltre al Parlamento, anche Governo e Regioni possono produrre norme, ma sempre nel rispetto della Costituzione.

Da dove nascono le norme del diritto privato? Le norme del diritto privato nascono principalmente dal Codice Civile, che raccoglie le disposizioni fondamentali sui rapporti tra privati.

Struttura del Codice Civile

Codice Civile - emanato con il Regio Decreto del 1942.

Il C.C. è suddiviso in sei libri:

  1. Libro primo - Le persone
  2. Libro secondo - successioni (non lo trattiamo)
  3. Libro terzo - proprietà e beni
  4. Libro quarto - obbligazioni e contratti
  5. Libro quinto - Le imprese e le società
  6. Libro sesto - La tutela dei diritti

Il C.C. è organizzato in titoli, suddivisi in capi. Ogni capo contiene articoli e ciascuno ha una rubrica (titolo che indica il contenuto della norma).

Le Preleggi del Codice Civile

Preleggi del Codice Civile (16 articoli) Preleggi (disposizioni sulla legge in generale) - una serie di disposizioni introduttive che forniscono principi generali sul funzionamento delle leggi.

Capo 1: Le Fonti del Diritto

Preleggi - Capo 1 - Le fonti del diritto Art. 1 - le fonti del diritto sono:

  1. Le leggi
  2. I regolamenti
  3. Le norme corporative
  4. Gli usi

Queste fonti sono gerarchicamente ordinate: la legge ha il grado più alto.

Art. 2 - Le leggi (fonte primaria): Chi fa le leggi? La formazione e l'emanazione delle leggi e degli atti aventi forza di legge sono disciplinate dalla Costituzione, che stabilisce chi può creare norme giuridiche con valore di legge.

1Art. 3 - I regolamenti:

  • I regolamenti sono atti normativi di rango secondario.
  • Il potere regolamentare è attribuito dalla Costituzione e da altre leggi specifiche.

Chi emana i regolamenti? Il Governo.

Oltre al governo, esistono altri enti e autorità che possono emanare regolamenti:

  1. Comuni ed enti locali;
  2. Regioni e province;
  3. Autorità amministrative indipendenti (CONSOB, Banca d'Italia, IVASS, ARERA, Antitrust).

Art. 4 - I limiti della disciplina regolamentare:

  1. I regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi ordinarie -> Principio gerarchico - una norma di grado inferiore non può modificare o derogare una norma di grado superiore.
  2. I regolamenti di altre autorità non possono nemmeno dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
  • Es: I regolamenti locali devono rispettare i regolamenti statali.
  • Es: I regolamenti delle autorità indipendenti non possono essere contrari a quelli emanati dal Governo.

Art. 5 - Norme corporative: Attualmente non hanno più valore giuridico. Le corporazioni erano un tipo di organizzazione presente durante il regime fascista, simili a sindacati di categoria. Riunivano soggetti che svolgevano una stessa attività economica e avevano anche un potere normativo e regolavano i rapporti di lavoro e produzione tra le categorie professionali. (es. corporazione dei carpentieri o degli acciaieri). Questo modello fu abolito e le norme corporative persero validità.

Art. 8 - Gli usi:

  • Si basano sulle consuetudini e le pratiche diffuse nella società.
  • L'uso nasce dalla ripetizione costante di un comportamento nel tempo, accompagnata dalla convinzione che quel comportamento abbia valore giuridico.

due elementi fondamentali:

  1. Consuetudo (Consuetudine) - elemento oggettivo: un comportamento che viene ripetuto costantemente nel tempo.
  2. Opinio juris (Convinzione giuridica) elemento soggettivo: la convinzione collettiva che quel comportamento sia giuridicamente obbligatorio.

In quali condizioni l'uso può essere fonte di diritto? L'ordinamento giuridico può tollerare e riconoscere norme basate sulla prassi sociale solo se rispettano due condizioni:

  1. L'uso non deve essere contrario a una norma giuridica (non può mai essere contra legem), altrimenti si violerebbe il principio dell'effettività della legge.
  2. Gli usi sono efficaci solo se richiamati da una norma - se una legge o regolamento li richiama espressamente (uso secundum legem, ovvero l'uso riconosciuto dalla legge).

2Tipologie di usi nel diritto, tre categorie:

  1. Usi contra legem (vietati).
  2. Usi secundum legem (gli unici espressamente consentiti dalla legge) - molto diffusi nei contratti commerciali e tra imprese.
  3. Usi praeter legem (non contrari alla legge, ma non regolati) - regolano materie non espressamente disciplinate. - ne tollera l'esistenza per colmare lacune normative -> principio di completezza dell'ordinamento giuridico (non ci devono essere aree grigie prive di regolamentazione).

Come si accerta l'esistenza di un uso? Art. 9 - Raccolte di usi:

  • esistono raccolte di usi curate dalle Camere di Commercio.
  • queste raccolte catalogano e certificano gli usi esistenti, suddividendoli per settori merceologici. servono a rendere conoscibili gli usi accettati in un determinato ambito economico.

Altre Fonti del Diritto

La lista del 1942 naturalmente è incompleta, attualmente ci sono altri tipi di fonti.

  1. La Costituzione della Repubblica Italiana - La legge fondamentale dello Stato - la fonte più importante del diritto.
  2. Diritto dell'Unione Europea - si colloca in una posizione intermedia tra la Costituzione e le leggi nazionali. Gli Stati membri hanno trasferito alcuni poteri sovrani alle istituzioni europee. - Nelle materie di sua competenza, l'UE ha poteri legislativi che prevalgono sulle norme nazionali. Le norme europee devono essere applicate direttamente dagli Stati membri.

3 principali atti normativi dell'UE:

  1. Regolamenti - hanno efficacia diretta negli Stati membri (non necessitano di recepimento);
  2. Direttive - devono essere recepite nell'ordinamento giuridico degli Stati membri; ogni Stato ha margine di discrezionalità su come recepire la direttiva.
  3. Decisioni e Comunicazioni - atti vincolanti per i soggetti a cui sono indirizzati (es. Stati membri o aziende); usate per regolamentare situazioni specifiche.

Art. 10 Cost. e Art. 11 Cost. disciplinano i rapporti tra l'ordinamento giuridico italiano e il diritto internazionale.

Capo 2: Applicazioni della Legge

Preleggi - Capo 2 - Applicazioni della legge (come le leggi devono essere applicate) Art. 10 - Entrata in vigore della legge (inizio dell'obbligatorietà): Le leggi e i regolamenti diventano obbligatori 15 gg. dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (vacatio legis), salvo diverso termine stabilito. Principio della presunzione di conoscenza.

Art. 11 - Efficacia della legge nel tempo: Il principio di irretroattività della legge - le leggi si applicano solo per il futuro e non hanno effetto retroattivo, salvo che sia espressamente previsto. Esistono eccezioni - es. si considera retroattivo l'effetto favorevole al reo.

Art. 12 - Interpretazione della legge:

31º comma: I criteri di interpretazione:

  1. Interpretazione letterale · Si basa sul significato delle parole utilizzate dalla norma.
  2. Interpretazione secondo la ratio legis (intenzione del legislatore) · Si cerca di capire quale fosse l'obiettivo del legislatore quando ha scritto la norma: - contesto storico; - finalità perseguite dal legislatore; - evoluzione delle esigenze sociali ed economiche.

2º comma: l'uso dell'analogia: L'ordinamento giuridico deve essere completo, deve sempre fornire una risposta giuridica a qualsiasi situazione. Se una controversia riguarda un caso non disciplinato da nessuna norma? si applica la valvola di sicurezza del sistema: si usano le norme che regolano casi simili (analogia legis); se il caso rimane incerto, si applicano i principi generali del diritto. Es. leasing - si è applicata per analogia la disciplina della locazione. L'uso dell'analogia permette al sistema giuridico di adattarsi ai cambiamenti senza dover attendere una nuova legge.

Criteri di Applicazione della Legge

Criteri di applicazione della legge I principali criteri sono:

  1. Principio gerarchico (norma di grado superiore prevale su una norma di grado inferiore).
  2. Principio cronologico (tra due leggi dello stesso livello gerarchico, prevale la più recente - una legge successiva abroga o modifica una legge precedente se tratta la stessa materia). Eccezione: il principio cronologico non si applica sempre, perché può essere superato dal principio di specialità.
  3. Principio di specialità (lex specialis) - Una legge speciale prevale su una legge generale, anche se la legge generale è più recente. Es. se una legge generale disciplina un determinato ambito e successivamente viene emanata una legge specifica per un caso particolare, la legge speciale deroga quella generale solo per quel caso specifico.

Questi criteri servono a stabilire quale norma prevale in caso di contrasto tra più disposizioni.

Art. 15 - Abrogazione delle leggi: le leggi non si abrogano che per effetto di leggi posteriori (abrogazione espressa, implicita o per incompatibilità).

Libro Primo: Delle Persone e della Famiglia

LIBRO PRIMO - DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA (della famiglia non ci occupiamo) Origine della suddivisione del diritto: La struttura del diritto moderno deriva in gran parte dal diritto romano, che suddivideva il diritto in tre grandi aree (personae, res, actiones):

  1. Diritto delle persone (personae)
  2. Diritto delle cose (res)

43. Diritto delle attività (actiones) Questa distinzione è ancora oggi alla base del Codice Civile italiano, che dedica il 1º libro ai soggetti del diritto, le persone.

Il diritto come linguaggio tecnico: il diritto è un linguaggio tecnico che traduce la realtà in concetti astratti per regolarla. Ogni situazione reale assume così una qualificazione giuridica (es. "persona" = soggetto con diritti e doveri).

I soggetti del diritto: il diritto chiama "persone" i soggetti giuridici, che si dividono in:

  1. Persone fisiche (individui)
  2. Persone giuridiche (enti collettivi, aziende, associazioni)

Titolo I: Delle Persone Fisiche

TITOLO I - Delle persone fisiche Persone fisiche e capacità giuridica La persona fisica è l'individuo nato vivo. L'ordinamento giuridico considera persona chi nasce vivo, mentre non riconosce capacità giuridica all'embrione, sebbene alcune norme tutelino il concepito (es. diritto successorio; l'embrione, dopo il 3º mese, ha una tutela giuridica: no aborto).

Art. 1 C.C. - Capacità giuridica -> è l'idoneità a essere titolari di diritti e obblighi. Si acquista dal momento della nascita. Es. di diritti che si acquistano alla nascita: (diritto al nome, alla vita, all'integrità fisica, alla salute, alla privacy e all'immagine, all'accesso ai servizi essenziali, a essere mantenuto dai genitori*) -> diritti personalissimi (che spettano ad ogni persona per il solo fatto di esistere).

*Se i genitori non provvedono al mantenimento -> abbandono di minore (reato) -> se nessuno può prendersi cura del minore -> Stato interviene con misure di tutela.

Diritti personalissimi (della personalità) e diritti patrimoniali

  • Diritti personalissimi -> sono legati alla persona in sé; non possono essere trasferiti (intrasmissibili) né ereditati.
  • Diritti patrimoniali -> hanno per contenuto una utilità economica (es. diritto alla proprietà, al credito), valore economico; possono essere trasferiti, ceduti o ereditati.

Il patrimonio giuridico -> Il patrimonio è l'insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi di un soggetto.

  • Attivi: diritto di proprietà, crediti.
  • Passivi: obblighi, debiti.

Tutti i soggetti giuridici hanno un patrimonio.

Art. 2 C.C. - Maggiore età e capacità d'agire. La capacità d'agire è l'idoneità a compiere validamente atti giuridici - "è la capacità di disporre dei propri diritti e di assumere impegni mediante manifestazioni di volontà".

  • Si acquisisce con la maggiore età (18 anni) - il legislatore presume che a quell'età sia in grado di valutare le conseguenze delle proprie azioni.

Esempi di atti giuridici che si possono compiere con la capacità d'agire:

  • Firmare un contratto.

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