Documento universitario sul laboratorio nella malattia diabetica. Il Pdf esplora il diabete mellito, coprendo epidemiologia, classificazione e test di laboratorio per diagnosi e monitoraggio, con focus su glicemia ed emoglobina glicata, utile per lo studio della Biologia.
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La malattia diabetica può essere considerata una vera è propria epidemia: infatti, ci sono 420 milioni di diabetici ad oggi nel mondo e nel 2040 si stima che saranno 642 milioni, con un incremento del 55%. Ogni sette secondi una morte è legata al diabete e nel 2014 si sono verificati 5 milioni di decessi correlati a tale patologia.
In Europa, ci sono 34/35 milioni di diabetici e si stima che nel 2035 questo numero aumenterà fino a raggiungere 38 milioni di malati. Per quanto riguarda l'Italia, i diabetici, diagnosticati e non, sono circa 4 milioni e il 7-10 % della spesa sanitaria nazionale è devoluto alla cura della popolazione diabetica. In particolare, il diabete di tipo 2 è una malattia subdola in quanto particolarmente difficile da diagnosticare.
La prevalenza della malattia aumenta con l'età e raggiunge il picco con le persone di 75 anni o più. In generale, la prevalenza è leggermente superiore nelle donne rispetto agli uomini e questo è connesso ad un'aspettativa di vita più alta nelle donne rispetto agli uomini.
P.A. Bolzano P.A. Trento Valle d'Aosta Piemonte Veneto Pralaimza (%) Liguria Sardegna Friuli-V. Giulia Lazio Lombardia Toscana Nord Centro Sud-Isole ITALIA Emilia-Romagna Marche Sicilia Campania 5.6 Puglia Abruzzo 59 Umbria 6.3 Calabria .5 Basilicata Molise 0 1 2 3 4 6 7 2 Gambino Prevalenza (%)
Per quanto riguarda la distribuzione geografica della malattia, si registra un leggero incremento nel Sud Italia e soprattutto sulle isole, in quest'ultimo caso favorito da un minor riarrangiamento genico dovuto all'isolamento geografico.
La prevalenza di diabete è più alta nel Sud e nelle Isole, con un valore del 5,6%, seguita dal Centro con il 4,8% e dal Nord con il 4,4%.5.biochimicaclinica - Prof.Gambino 30.10.2024
Con il termine diabete mellito si intende un disordine metabolico caratterizzato da un deficit effettivo d'insulina a livello tissutale. L'origine del nome risale ad un termine greco traducibile con "passare attraverso" in quanto il primo sintomo del diabete è un'eccessiva produzione di urine (poliuria); il termine mellito, invece, è dovuto al fatto che le urine si presentano dolci una volta superata una glicemia di 160-180mg/dL nel sangue (glicosuria). In passato, infatti, la patologia era diagnosticata dai medici saggiando le urine dei pazienti, proprio per riscontrare il sapore dolce tipico delle urine diabetiche.
Il professore sottolinea come, anche se comunemente si pensa al diabete come ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, questo è da considerarsi più come una conseguenza (un epifenomeno), mentre la vera causa è un deficit tissutale d'insulina, che può essere assoluto o relativo.
Il diabete è caratterizzato da due fenomeni fondamentali:
Oltre a questo, sono presenti alterazioni del metabolismo glucidico, lipidico e protidico. Questi sono connessi l'uno rispetto all'altro in quanto alterazioni del metabolismo glicidico possono influenzare quello lipidico, ma si può anche verificare l'effetto opposto.
Il diabete mellito, come anche, per esempio, l'aterosclerosi o le malattie psichiatriche, è una Sbobinatore: Farina Revisore: Giacotto
malattia multifattoriale, in quanto deriva dall'azione combinata di più geni, ma anche di fattori ambientali, oltre ad altri fattori di rischio legati allo stile di vita dei singoli individui.
Le cause che concorrono alla comparsa del diabete sono:
Siccome il diabete ha una forte componente genetica, se un genitore è diabetico, il figlio ha il 60% di possibilità di diventare anche lui diabetico; se entrambi i genitori sono diabetici, la possibilità per i figli di ammalarsi si alza all'80%. Dopo la pandemia da Covid, c'è stato un incremento nel tasso di insorgenza del diabete nei bambini.
Il diabete si suddivide in varie categorie:
apparire nella sindrome metabolica o in alcuni casi d'insulino-resistenza. Tali pazienti presentano una condizione borderline con livelli ematici di glucosio di 108-110mg/dL. Il 20% di soggetti con IGT può trasformarsi successivamente in un paziente diabetico;
DM tipo 2 DM tipo 1 Sindromi LADA genetiche MODY
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Questo tipo di diabete presenta un'insorgenza acuta (si può identificare una data in cui il paziente diventa diabetico), tende alla chetosi e necessita della terapia insulinica. Esso è caratterizzato dalla presenza di autoanticorpi contro antigeni pancreatici.
Come già sottolineato in precedenza, è un diabete non insulino-dipendente che però può evolvere nel corso della malattia. Ha un'insorgenza lenta e latente che fa sì che ci si accorga della malattia a distanza di anni (dai 4 ai 6 anni) dalla sua insorgenza, motivo per cui è importante andare a verificare immediatamente la funzionalità renale. Non tende alla chetosi e in generale è sensibile alla dieta, specialmente se il paziente è in sovrappeso.
I livelli ematici di glucosio dipendono, durante il digiuno, dalla glicogenolisi e dalla gluconeogenesi, mentre, dopo il pasto, dalla glicolisi e dalla glicogeno-sintesi. Da questo equilibrio il paziente risulterà euglicemico o meno.
Per controllare tali processi è importante l'unità funzionale del pancreas endocrino, ossia l'insula, composta da diversi tipi cellulari:
Un soggetto è definito euglicemico se la glicemia non supera i 100mg/dL.
Quando arriva il glucosio vengono attivate le cellule beta e inibite le cellule alfa, pertanto la Sbobinatore: Farina Revisore: Giacotto
gluconeogenesi e la glicogenolisi verranno inibite, mentre prevarrà l'azione dell'insulina, che facilita l'uptake del glucosio da parte del muscolo scheletrico e del tessuto adiposo. Nel paziente diabetico, la cellula beta, insensibile al glucosio, produce una minor quantità d'insulina che a sua volta si traduce in un aumento dei livelli circolanti di glucosio. Inoltre, non venendo spento il segnale del glucagone, questo sarà iperprodotto e la glicemia arriverà fino a 500-600mg/dL.
Somatostatina Ò Isola pancreatica Glicemia a B 60 mg/dl 100 - + 1 Insulina Glucagone Glucosio + Gluconeogenesi Glicogenolisi Lipos İèsi Glicolisi FEGATO Uptake del glucosio TESSUTO ADIPOSO R Gambine MUSCOLO SCHELETRICO
8 Glicemia Somatostatina Isola pancreatica 8 400 mg/dl 600 - + Glucagone 1 InG&Dna Glucosio + + 2+ Gluconeogenesi Glicogenolisi rõseñesi Uptake del glucosio Glicolisi FEGATO Uptake del glucosio TESSUTO ADIPOSO 2. Combine MUSCOLO SCHELETRICO
Esistono due tipi di trasportatori:
L'insulina viene sintetizzata sotto forma di preproinsulina (110aa), successivamente, al distacco del peptide segnale, si forma la proinsulina (86aa). La proinsulina viene richiesta come esame di laboratorio per le ipoglicemia e ha valenza sul rischio cardiovascolare, in quanto aumentati livelli di proinsulina sono correlati ad un aumento del rischio.
Successivamente, delle carbossipeptidasi staccano il Peptide C (o peptide di connessione) che lega la catena alfa a quella beta. Il peptide C viene eliminato in maniera equimolare rispetto alla sintesi dell'insulina, ossia se viene sintetizzata una mole d'insulina vi sarà una mole di peptide C; in altre parole, viene dosato per capire i livelli di produzione dell'insulina. L'insulina Sbobinatore: Farina Revisore: Giacotto + Uptake del glucosio