L'Inghilterra dai Tudor agli Stuart: transizione alla monarchia costituzionale

Documento sull'Inghilterra dai Tudor agli Stuart, che analizza la transizione verso la monarchia costituzionale. Il Pdf, di livello universitario e incentrato sulla materia Storia, riassume la storia inglese, le carenze della monarchia dopo Elisabetta, l'impatto della Riforma e la guerra civile.

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L'Inghilterra dai Tudor agli Stuart
Inghilterra diviene una grande potenza grazie alla vivacità
culturale, economica e politica della società e alla forza
dell’assetto costituzionale.
Attraversa un processo rivoluzionario: iniziato nel '40 contro
l’apparato di governo degli Stuart, si conclude nel 1688 con la
nascita della monarchia costituzionale.
Alla morte di Elisabetta, la monarchia inglese ha delle carenze:
scarsa autonomia finanziaria (scarsa capacità di prelievo,
assenza di monopoli);
assenza di una burocrazia locale;
forza dei tribunali di diritto consuetudinario;
dipendenza dell’esercito dalle milizie locali.
Con la diffuzione della Riforma, nasce un compromesso tra
Corona e Parlamento: la gentry in ascesa, che siede nella
Camera dei Comuni, sostiene la politica del re in cambio del
governo di campagne e città.
Chiesa ufficiale priva di solide basi dottrinarie: si diffondono
sette estremistiche.
La forza dello Stato inglese risiede nell’equilibrio tra re e
Parlamento e nella capacità di favorire trasformazioni sociali:
quando il re forza l’equilibrio e ostacola il cambiamento, scoppia
la rivoluzione.
La società inglese
Sotto Elisabetta l’aristocrazia si trasforma:
sopravvivono poche famiglie di antica feudalità;
la Camera dei Comuni acquisisce peso rispetto a quella dei
Lords;
la vendita della terre rafforza la gentry;
l’aumento della produzione agricola e della lana vi produce
una stratificazione.
La società inglese sotto Elisabetta e i primi Stuart è divisa in:
popolo:
braccianti e operai,
coltivatori,
borghesia;

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Anteprima

L'Inghilterra dai Tudor agli Stuart

Inghilterra diviene una grande potenza grazie alla vivacità culturale, economica e politica della società e alla forza dell'assetto costituzionale. Attraversa un processo rivoluzionario: iniziato nel '40 contro l'apparato di governo degli Stuart, si conclude nel 1688 con la nascita della monarchia costituzionale.

Carenze della monarchia inglese alla morte di Elisabetta

Alla morte di Elisabetta, la monarchia inglese ha delle carenze:

  • scarsa autonomia finanziaria (scarsa capacità di prelievo, assenza di monopoli);
  • assenza di una burocrazia locale;
  • forza dei tribunali di diritto consuetudinario;
  • dipendenza dell'esercito dalle milizie locali.

Con la diffuzione della Riforma, nasce un compromesso tra Corona e Parlamento: la gentry in ascesa, che siede nella Camera dei Comuni, sostiene la politica del re in cambio del governo di campagne e città. Chiesa ufficiale priva di solide basi dottrinarie: si diffondono sette estremistiche.La forza dello Stato inglese risiede nell'equilibrio tra re e Parlamento e nella capacità di favorire trasformazioni sociali: quando il re forza l'equilibrio e ostacola il cambiamento, scoppia la rivoluzione.

La società inglese

Trasformazioni sotto Elisabetta

Sotto Elisabetta l'aristocrazia si trasforma:

  • sopravvivono poche famiglie di antica feudalità;
  • la Camera dei Comuni acquisisce peso rispetto a quella dei Lords;
  • la vendita della terre rafforza la gentry;
  • l'aumento della produzione agricola e della lana vi produce una stratificazione.

Divisione della società inglese sotto Elisabetta e i primi Stuart

La società inglese sotto Elisabetta e i primi Stuart è divisa in: popolo:

  • braccianti e operai,
  • coltivatori,
  • borghesia;ceti privilegiati:
  • funzionari pubblici (avvocati, ecclesiastici),
  • gentry,
  • Pari.

Giacomo I Stuart (1603-25)

Elisabetta è nubile; le succede Giacomo I Stuart, figlio di Maria e re di Scozia, che unifica i due regni. Il suo regno apre un'età di forti contrasti: nella religione, nell'economia, nella politica estera, nel rapporto tra re e Parlamento. Si profila il distacco tra la dinastia Stuart e la società inglese.

Religione sotto Giacomo I

Religione. Giacomo sostiene il modello episcopale anglicano; nella società si è diffuso il puritanesimo (calvinismo ortodosso, religiosità individuale, abolizione delle gerarchie ecclesiastiche). Il puritanesimo ha significato religioso e politico e si scontra con le esigenze della monarchia (Chiesa di Stato).

Economia sotto Giacomo I

Economia. È in espansione, ma la gestione statale è carente: i monopoli su generi di largo consumo scontentano i mercanti; il Parlamento si oppone all'imposta fondiaria; il bilancio è in rosso.

Politica estera sotto Giacomo I

Politica estera. 1603: pace con la Spagna; molti mercanti vogliono intaccare l'impero latino-americano; decapitazione di Raleigh.

Rapporti con il Parlamento sotto Giacomo I

Rapporti con il Parlamento. La Camera dei Comuni attacca la corruzione del sistema di corte.

Carlo I Stuart (1625-49)

Gli ultimi anni di Giacomo coincidono con la fase boemo- palatina della guerra dei Trent'anni: l'Inghilterra rompe la pace con la Spagna ed entra nell'alleanza anti-asburgica (Elisabetta, figlia di Giacomo, è moglie del conte del Palatinato). Carlo I continua la guerra. Quando manda rinforzi agli ugonotti, esplode lo scontro con il Parlamento per motivi fiscali. Il Parlamento concede il denaro per la guerra, ma impone la limitazione del potere assoluto con la Petition of Rights (1628):

  • le imposizioni fiscali straordinarie devono essere approvate dal Parlamento;
  • l'emissione dei mandati di cattura è riservata ai tribunali ordinari;
  • divieto di ricorrere alla corte marziale.

Reazione di Carlo I

Reazione di Carlo I:

  • politica. Scioglie il Parlamento (1629), governa con il Consiglio Privato e con la Camera Stellata;
  • religiosa. Connubio più stretto tra Stato-Chiesa; restaurati proprietà ecclesiastica, prestigio dei vescovi, mediazione sacerdotale; persecuzione dei puritani;
  • economica e sociale. Nuovi monopoli, vendita di titoli nobiliari, rapporto stretto tra il re e i Lords.

Il progetto assolutistico di Carlo I

Il progetto assolutistico La politica di Carlo genera conflitti interni agli ordini: nel clero, tra i mercanti, nell'amministrazione, tra Pari e gentry. L'assolutismo monarchico, fondato sull'unione Stato-Chiesa, è la norma nell'Europa dell'epoca: Stafford vuole rafforzare il potere del re, come Richelieu in Francia e Olivares in Spagna. All'Inghilterra mancano alcuni requisiti per realizzare l'assolutismo:

  • esercito permanente e burocrazia affidabile;
  • unità religiosa;
  • credito finanziario e fonti indipendenti di denaro. Non si riesce a imporre una tassa per la costruzione della flotta militare.

Il malcontento diffuso nella società investe il re alla fine degli anni '30.

Verso la rivoluzione

I detonatori della rivoluzione sono la guerra e la crisi finanziaria. Carlo impone alla Scozia l'episcopalismo anglicano. Gli Scozzesi rifiutano l'imposizione e dichiarano guerra a Carlo (1639). Il re ha perso il controllo delle forze armate e l'appoggio della City; ricorre al Parlamento (1640): in cambio dei finanziamenti bellici, esso chiede l'abolizione della ship money e la conferma della Petition of Right > è sciolto (Corto Parlamento). Strafford è sconfitto in Scozia e giustiziato (1641). 1641: massacro di protestanti in Ulster; i puritani temono la restaurazione cattolica. Il Lungo Parlamento (1640-53) vota la Grande Rimostranza: vescovi, preti, cortigiani e sette cattoliche sono i nemici dell'ordine sociale inglese. I cattolici irlandesi sono in rivolta contro i coloni protestanti e l'autoritarismo inglese; il Parlamento rivendica il comando della repressione; Carlo cerca di arrestare i suoi capi del Parlamento; non riuscitovi, lascia il Paese: inizia la guerra civile (1642).

La guerra civile

Può essere divisa in quattro fasi:

  • 1642-49: guerra civile;
  • 1649-53: dalla proclamazione del Commonwealth al protettorato di Cromwell;
  • 1653-58: dittatura militare;
  • 1658-60: dalla morte di Cromwell alla restaurazione Stuart.

La guerra civile (1642-49)

La guerra civile (1642-49). L'articolazione dei due schieramenti rispecchia le divisioni interne agli ordini sociali:

  • realisti: aristocrazia di corte, gerarchia ecclesiastica, nobili proprietari terrieri, allevatori;
  • parlamentari: gentry, professionisti, mercanti, artigiani, ceti urbani londinesi.

1642, inizia lo scontro tra la cavalleria reale e l'esercito parlamentare: prime vittorie dei realisti; nel '44 cominciano i successi dei parlamentari. Oliver Cromwell crea il New Model Army (disciplina, soldati religiosi e politicizzati) 1645: vittoria di Naseby; 1646: gli Scozzesi consegnano il re al Parlamento (1646).

Il fronte parlamentare

Il fronte parlamentare Nella Camera dei Comuni emergono divisioni politico-religiose:

  • presbiteriani (conservatori). Sostengono una Chiesa calvinista di Stato;
  • indipendenti (liberali). Dominano il New Model Army; sostengono libero mercato, proprietà privata, tolleranza religiosa;
  • livellatori (democratici), appartenenti alle sette religiose. Sostengono l'assoluta libertà religiosa e la democratizzazione della società;
  • diggers (zappatori), favorevoli al comunismo dei beni.

I leader degli indipendenti (Cromwell, Ireton), combattono la diffusione delle idee dei livellatori nel New Model Army e lo difendono dai presbiteriani, favorevoli a un accordo con il re. La battaglia politica tra indipendenti e livellatori concerne l'idea di rappresentanza:

  • per gli indipendenti deve essere legata alla proprietà;
  • i livellatori sostengono il suffragio universale, la separazione Stato-Chiesa, l'uguaglianza giuridica dei cittadini.

Il crollo dell'assolutismo (1647-49)

1647-49: il crollo dell'assolutismo Gli indipendenti temono l'anarchia:

  • il re si è rifugiato in Scozia;
  • i presbiteriani controllano il Parlamento;
  • idee radicali si diffondono nell'esercito e nella società.

Cromwell vuole salvare le conquiste rivoluzionarie: distruzione dei cardini dell'assolutismo (arcivescovo di Canterbury, Consiglio del re, tribunali reali). 1649: epurazione dei presbiteriani, sconfitta militare ed esecuzione del re. Dal monarca di diritto divino alla sovranità popolare.

Il Commonwealth (1649-53)

Dopo l'esecuzione di Carlo decade la monarchia, è abolita la House of Lords e istituito il Consiglio di Stato. Nasce il Commonwealth di Inghilterra, Scozia e Irlanda.

Politica interna del Commonwealth

Politica interna: tutela della proprietà privata; libertà religiosa; indipendenza della Chiesa dallo Stato; stabilità sociale (arresto dei livellatori).

Politica estera del Commonwealth

Politica estera: unificazione forzata di Irlanda e Scozia; politica di potenza. Atto di navigazione (1651): monopolio sul commercio nord- atlantico. 1652-74: tre guerre con l'Olanda. 1653: sciolto il Long Parliament; elezione di un nuovo Parlamento; Cromwell Lord protettore del Commonwealth.

La dittatura militare (1653-1658)

Cromwell instaura una dittatura militare:

  • ufficiali nel Consiglio di Stato,
  • governatori militari nelle 11 province,
  • esercito: militari di carriera.

Si forma un blocco d'ordine: gentry, yeomen, aristocratici, ecclesiastici. Attriti per la politica economica: tassa fondiaria, politica anti- spagnola. Cromwell muore nel 1658: viene a mancare il leader militare della rivoluzione.

La fine del Commonwealth (1658-1660)

Richard Cromwell subentra al padre nel ruolo di Lord Protettore. Nell'esercito si diffondono idee radicali; Richard non garantisce la sicurezza dei ceti abbienti. Nel 1660 un esercito marcia su Londra. Restaurazione di:

  • poteri parlamentari;
  • monarchia (Carlo II);
  • House of Lords;
  • Chiesa Anglicana.

Conquiste della rivoluzione:

  • proprietà privata;
  • valore assoluto della libertà.

La restaurazione Stuart: Carlo II (1660-85)

Monarchia e Chiesa di Stato coesistono con una Camera dei Comuni rafforzata e divisa in partiti.

Partiti politici sotto Carlo II

Whig (eredi ideali degli indipendenti):

  • libertà religiosa,
  • Parlamento,
  • rappresentanza politica (liberale).

Tory:

  • Chiesa di Stato,
  • principio dinastico,
  • diritto divino.

Carlo tenta la restaurazione dell'assolutismo e del cattolicesimo. Nel 1678 il Parlamento approva il Test Act: la professione di fede anglicana è obbligatoria per i funzionari civili e militari. Nel 1679 con l'Habeas Corpus Act è sancita l'inviolabilità della libertà personale. Politica estera: III guerra con l'Olanda (1672-74); dal '74 si profila un'alleanza con l'Olanda, contro la Francia.

Giacomo II (1685-88)

Cattolico, ma senza eredi. Accentua la frattura con il Parlamento:

  • abolizione del Test Act;
  • ufficiali cattolici nell'esercito;
  • diritto divino del re (Luigi XIV);
  • relazioni diplomatiche con Roma.

Quando gli nasce un figlio, whigs e tories si coalizzano contro il sovrano e offrono la corona allo statolder olandese Guglielmo III d'Orange, nipote di Carlo I e marito di Maria II Stuart (figlia di Giacomo II, cugina del marito).

La Glorious Revolution

Guglielmo sbarca in Inghilterra alla testa di un piccolo esercito ed entra a Londra.

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