La Scolastica: metodologie didattiche e questioni filosofiche

Slide sulla Scolastica che esplora le sue metodologie didattiche e le principali questioni filosofiche. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, illustra le figure chiave come Anselmo d'Aosta e le sue argomentazioni sull'esistenza di Dio, evidenziando le differenze tra dialettici e antidialettici nel contesto medievale.

Mostra di più

14 pagine

LA SCOLASTICA
Filosofia cristiana medievale insegnata nelle scuole
SCOLASTICUS insegnante delle arti liberali cioè del TRIVIO e del QUADRIVIO
→MAGISTER titolo ufficiale del docente di filosofia o teologia (anche scolasticus),
inizialmente nei monasteri in seguito nelle università.
FORME D’ INSEGNAMENTO
Lectio (lezione): consisteva nel
commentare un testo, di solito
Bibbia, opere di Boezio e la logica
di Aristotele
Disputatio (disputa) : esame di
un problema attraverso l’analisi
dei pro e dei contro.
Interrogativi filosofici e loro
soluzioni.
QUESTIONES DISPUTATAE
QUESTIONES QUOLIBETALES
Dispute ordinarie che si
tenevano durante i
corsi tenuti dagli
insegnanti che
servivano per chiarire i
punti più complicati di
un autore
Si tenevano prima di
Natale e prima di Pasqua,
consistevano in un
pubblico dibattito durante
il quale gli studenti
potevano porre qualsiasi
domanda ai maestri
La scolastica quindi è strettamente legata alla funzione dell’insegnamento,
legame che deriva dalla sua stessa natura.
Ogni movimento filosofico era determinato dal problema centrale che voleva
affrontare e il problema della scolastica era di COMPRENDERE LA VERITA
RIVELATA, quindi un problema di EDUCAZIONE.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

LA SCOLASTICA

Filosofia cristiana medievale insegnata nelle scuole

  • SCOLASTICUS insegnante delle arti liberali cioè del TRIVIO e del QUADRIVIO
  • MAGISTER titolo ufficiale del docente di filosofia o teologia (anche scolasticus), inizialmente nei monasteri in seguito nelle università.

FORME D' INSEGNAMENTO

Lectio (lezione): consisteva nel commentare un testo, di solito Bibbia, opere di Boezio e la logica di Aristotele Disputatio (disputa) : esame di un problema attraverso l'analisi dei pro e dei contro. Interrogativi filosofici e loro soluzioni.QUESTIONES DISPUTATAE

↓ Dispute ordinarie che si tenevano durante i corsi tenuti dagli insegnanti che servivano per chiarire i punti più complicati di un autore QUESTIONES QUOLIBETALES

↓ Si tenevano prima di Natale e prima di Pasqua, consistevano in un pubblico dibattito durante il quale gli studenti potevano porre qualsiasi domanda ai maestri La scolastica quindi è strettamente legata alla funzione dell'insegnamento, legame che deriva dalla sua stessa natura. Ogni movimento filosofico era determinato dal problema centrale che voleva affrontare e il problema della scolastica era di COMPRENDERE LA VERITA' RIVELATA, quindi un problema di EDUCAZIONE.Caratteri principali della scolastica

  1. Non ricerca AUTONOMIA rispetto alla tradizione, anzi la tradizione religiosa è il fondamento e la regola per il pensiero scolastico. Le verità del cristianesimo sono rivelate attraverso le sacre scritture, si tratta di comprenderle mediante le proprie capacità, con l'aiuto della grazia divina e con gli organi della Chiesa la filosofia diventa OPERA COMUNE e la manifestazione di ciò è il persistente riferimento all'AUTORITA' (AUCTORITAS)
  2. Obiettivo della scolastica non è trovare verità «nuove» ma comprendere le verità già rivelate filosofia come mezzo della teologia
  3. La scolastica non ha il senso della storicità: i concetti vengono considerati indipendentemente dal contesto teorico e storico di cui fanno parte. Tutto è sullo stesso piano, passato e presente hanno poca importanza rispetto alle esigenze teoriche da soddisfare.

RAPPORTO TRA FEDE E RAGIONE

  • Problema speculativo che si affronta confrontando i testi filosofici e i testi religiosi e le loro interpretazioni
  • Ruolo che ha la libertà del singolo nella ricerca razionale della verità e le limitazioni che questa può avere rispetto alle gerarchie del governo
  • Nuovi campi d'indagine che si prospettano PROBLEMA SCOLASTICO (RAGIONE /FEDE) = FILOSOFIA MEDIEVALE Caratterizzata dal tema dominante non dalle soluzioni date

PERIODIZZAZIONE

  • basata solo sulla prevalenza di una delle soluzione tra quelle elaborate in risposta al tema fondamentale. PRE-SCOLASTICA : periodo della rinascita Carolingia (fine VIII secolo) nel quale prevale la convinzione dell'identità tra ragione e fede ALTA SCOLASTICA: periodo che va dalla metà del XI secolo alla fine del XII secolo e nel quale prevale la tendenza a porre in antitesi ragione e fede FIORITURA SCOLASTICA: tra il 1200 e il 1300 nel quale prevale l'idea che ragione e fede conducano armoniosamente agli stessi risultati DISSOLVIMENTO DELLA SCOLASTICA: XIV secolo, si riconosce l'insolubilità del problema tra ragione e fede e si consolida l'idea che abbiano domini eterogenei.

ORIGINI DELLA SCOLASTICA

Gli unici centri culturali rimasti attivi tra il secolo VIII e il IX sono l'Impero Carolingio e Impero Arabo. IMPERO CAROLINGIO > Carlo Magno (742-814) ha l'esigenza di garantire l'unità e l'amministrazione dell'impero per questo promuove gli studi. Le grandi ABBAZIE diventano le sedi delle scuole.

ALCUINO E GIOVANNI SCOTO ERIUGENA

ALCUINO (730-804): chiamato da Carlo Magno per riorganizzare il percorso di studi ed è colui che ordina gli stessi in trivio e quadrivio. Dirige la scuola Palatina GIOVANNI SCOTO ERIUGENA (810- 870): chiamato da Carlo il Calvo ( 823- 877) alla guida della scuola Palatina. La divisione della natura-> 4 nature fondamentali

  • Dio Padre > crea e non è creata
  • Logos /Figlio -> creata e crea
  • Mondo -> creata e non crea
  • Dio come fine ultimo della creazione -> non crea e non è creata TEOFANIA

Nel X secolo con la fine dell'impero Carolingio si arresta anche la cultura fino a quando Ottone il Grande ristabilisce l'unità e con essa il movimento culturale riprende. Le abbazie non detengono più il primato sugli studi e cominciano ad organizzarsi quei centri che nel XIII assumeranno un ruolo fondamentale per l'insegnamento > LE UNIVERSITA' Prima vera SCOLASTICA con la polemica tra

DIALETTICI E ANTIDIALETTICI

DIALETTICI -> si affidavano alla ragione per capire le verità della fede ANTIDIALETTICI > si affidavano all'autorità dei santi, confinando la filosofia a mera funzione di difesa dei dogmi

ANSELMO D'AOSTA (1033-1109)

Maggior rappresentante di chi voleva trovare una conciliazione per far convivere in armonia fede e ragione. Nato ad Aosta abate a Bec (Normandia) fu arcivescovo di Canterbury dal 1093 al 1109. CREDO UT INTELLIGAM > credo per capire . Fede e ragione entrambe derivanti dall'illuminazione divina. Non si può capire senza fede ma si deve dimostrare la fede razionalmente. VERITA' FONDAMENTALE DELLA RELIGIONE > Dio esiste e la ragione può dimostrarlo MONOLOGION (soliloquio) > presenta una dimostrazione dell'esistenza di Dio con un argomento A POSTERIORI Argomento per gradi: esistono molte cose buone che però non sono buone in assoluto ma più o meno buone rispetto ad altro, quindi si presuppone che esista qualcosa di assolutamente buono dal quale si originano le altre bontà -> DIOPROSLOGION (discorso rivolto ad altri) > presenta una dimostrazione dell'esistenza di Dio con argomento A PRIORI = parte dal concetto di Dio per arrivare a dimostrare la sua esistenza Prova ONTOLOGICA : anche chi nega l'esistenza di Dio deve possederne il concetto perché non si può negare qualcosa che non si può pensare CONCETTO DI DIO Qualcosa di cui non si può pensare nulla di maggiore. Quindi non può esistere solo nell'intelletto perché si potrebbe pensare qualcosa che esista anche nell'esperienza e che di conseguenza sia maggiore del concetto di Dio ARGOMENTO ONTOLOGICO:

  1. Ciò che esiste nella realtà è maggiore di quello che esiste solo nell'intelletto
  2. Negare l'esistenza di Dio è contraddittorio perché vorrebbe dire ammettere la possibilità di pensarlo come maggiore > esisterebbe nella realtà

Rifiuto della prova ontologica

Rifiuto della prova ontologica > GAUNILONE, monaco benedettino, afferma che se anche possedessimo il concetto di Dio come essere perfettissimo non si potrebbe dedurne l'esistenza (es. isola perfettissima) Anselmo -> idea di isola «fortunata» non coincide con la perfezione assoluta che risiede in Dio. Ovvio che Anselmo non coglie la profondità dell'affermazione di Gaunilone il quale sostiene la differenza tra il piano del pensiero e quello della effettiva realtà. LE PROPRIETA' ATTRIBUITE A DIO SONO «QUIDDITATIVE» Non sono semplici qualità ma proprietà intrinseche che costituiscono la stessa sostanza di Dio (es. giusto/giustizia)

LIBERTA'

Capacità dell'uomo di conservare la giustizia originaria ricevuta da Dio nonostante il peccato originale. L'uomo riacquista questa capacità attraverso la GRAZIA DIVINA La libertà non viene negata neanche con la prescienza divina perché Dio prevede che l'uomo peccherà o non peccherà ma senza NECESSITA', questo implica che la scelta tra peccato e giustizia sarà una scelta libera. E' Dio stesso a prevedere la libertà

PROBLEMA DEGLI UNIVERSALI ( CONCETTI GENERALI)

Il problema degli universali è relativo al loro ipotetico corrispettivo nella realtà, cioè se è legittimo passare dal piano logico al piano reale. Gli oggetti sono individuali e i concetti sono generali > esistono questi concetti nella realtà? I filosofi medievali si chiedevano:

  1. Gli universali esistono come concetto mentale, quindi esistono anche nella realtà?
  2. E se esistessero nella realtà come sarebbero rispetto alle cose? Separati oppure all'interno di esse? PROBLEMA FONDAMENTALE PER LA FILOSOFIA MEDIEVALE

Porsi il problema degli universali vuol dire interrogarsi sui poteri stessi della ragione e sulla validità degli strumenti intellettuali di cui fa uso Implica un passaggio da Dio all'uomo perché gli universali non riguardano più solo l'azione di Dio ma i modi attraverso i quali l'uomo può conoscere

SOLUZIONI

REALISMO: gli universali esistono anche fuori dall'anima NOMINALISMO: gli universali sono solo concetti mentali

REALISMO

  • ESTREMO : gli universali hanno una loro consistenza ontologica, esistono prima delle cose cioè a priori ( slegati dall'esperienza)
  • MODERATO: gli universali hanno consistenza solo nella misura in cui sono principi organizzatori immanenti cioè esistono nelle cose come essenza intrinseca non separata (Tommaso)

NOMINALISMO

  • ESTREMO: essere esisto solo a livello individuale e gli universali sono solo nomi. Mettono in dubbio anche la consistenza logico-mentale (ha un'implicazione teologica in quanto se non esistesse universale che raccoglie gli individui, la Trinità perderebbe la sua unità e avremmo tre divinità separate)
  • MODERATO: gli universali esistono solo nell'intelletto ma non nelle cose, non hanno consistenza ontologica ma hanno validità logico- gnoseologica.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.