Filosofia moderna: amicizia antica Grecia, Aristotele e Machiavelli

Documento di Mazzaferro Patrizia su Filosofia moderna. Il Pdf esplora la filosofia moderna, partendo dall'amicizia nell'Antica Grecia e la visione aristotelica del genere, proseguendo con il Rinascimento politico e il pensiero di Niccolò Machiavelli, inclusi i concetti chiave de 'Il Principe', per gli studenti universitari di Filosofia.

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40 pagine

Mazzaferro Patrizia | Storia della Filosofia Moderna | a.a. 2024/25
Filosofia moderna
Epoca umanistica-rinascimentale | Arco temporale dal 1400 al 1600
Testi di riferimento:
Storia della filosofia moderna di Giulia Belgioioso, LE MONNIER
Michel de Montaigne: Saggio sull’Amicizia
Lezione del 01/10/24
L'amicizia nell'Antica Grecia costituiva il fondamento su cui si erigeva la Polis. Aristotele sosteneva
che la coesione tra i governanti di una città fosse essenziale; essi dovevano essere legati da un forte
vincolo di amicizia, poiché condividevano un interesse comune: il bene della comunità.
Con l'avvento dell'età moderna, numerosi aspetti della filosofia antica subiscono una trasformazione.
Sebbene Aristotele, Platone e Socrate rimangano figure di grande rilevanza, è interessante esplorare
come i filosofi moderni interpretassero e si relazionassero con il pensiero antico. La filosofia classica,
pur mantenendo la sua importanza, veniva letta attraverso nuove lenti e ponendo nuovi interrogativi.
Nell’Etica Nicomachea, Aristotele sostiene che il legame di amicizia possa esistere solo tra uomini,
poiché essi sono coinvolti nella gestione della polis e ricoprono ruoli pubblici. Questa visione è
influenzata dalla concezione aristotelica del genere, che attribuiva agli uomini caratteristiche di forza,
perfezione fisica e compiutezza, mentre considerava le donne inferiori e subordinate, sia dal punto di
vista fisico che morale. Aristotele estende questa classificazione alle sue osservazioni sugli esseri
viventi, umani e non umani, descrivendo i maschi come più robusti e completi, mentre le femmine
vengono ritenute più deboli e vulnerabili. Questa prospettiva riflette un pensiero fondamentalmente
misogino, che colloca le donne in una posizione di subordinazione rispetto agli uomini.
Aristotele è considerato una figura fondamentale nella filosofia occidentale e le sue idee hanno
plasmato il pensiero filosofico rendendolo un punto di riferimento imprescindibile.
Perché Aristotele sostiene che le donne siano inferiori? E perché questa visione ha continuato a
influenzare il pensiero per secoli, fino all'epoca moderna? Nell'antichità, Aristotele considerava le
donne inferiori per natura, attribuendo loro un ruolo subordinato nella società. Questa concezione
si è perpetuata nel tempo, influenzando profondamente la cultura e il pensiero occidentale. Tuttavia,
con l'avvento dell'età moderna, le donne iniziano a scrivere, a prendere la parola e a diventare filosofe
e intellettuali, esprimendo opinioni diverse e rifiutando l'idea di inferiorità.
La tesi dell'inferiorità delle donne, secondo Aristotele, si basa su una duplice considerazione: da un
lato fisiologica e anatomica, dall'altro legata alla concezione degli elementi naturali. Alla base della
sua visione del mondo, infatti, vi è la teoria dei quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco che
costituiscono non solo la natura e il mondo, ma anche gli esseri viventi. Ogni elemento è associato a
una coppia di qualità: il fuoco è caldo e secco, l'acqua è fredda e umida, e così via. Questa concezione
rientra in quella che Aristotele definiva una "fisica qualitativa", ossia un approccio che attribuisce
alla materia proprietà specifiche.
Secondo Aristotele, la costituzione fisica degli esseri umani riflette questa teoria: i corpi maschili
sarebbero caratterizzati da qualità "calde e secche", considerate superiori, mentre quelli femminili da
qualità "fredde e umide", caratteristiche che le rendevano meno perfette rispetto agli uomini.
Mazzaferro Patrizia | Storia della Filosofia Moderna | a.a. 2024/25
Per Aristotele, il calore rappresenta il principio vitale che permette alla natura di trasformarsi,
evolversi e svilupparsi. Egli attribuisce al calore un ruolo fondamentale nei processi di generazione e
crescita: è grazie al calore che il sole illumina, fa sbocciare la vita e porta a compimento la
riproduzione. Senza calore, secondo Aristotele, non ci sarebbe produzione né sviluppo. Questa
concezione si collega alla sua visione fisiologica, in cui il calore è associato principalmente al corpo
maschile. I maschi sono più muscolosi, sono più coraggiosi perché questo calore porta ad avere una
costituzione e un atteggiamento diverso.
Anche nella generazione il maschio riveste un ruolo determinante. La procreazione viene attribuita
esclusivamente all'attività del seme maschile, mentre la donna è vista come una figura passiva, il cui
utero funge semplicemente da contenitore per accogliere il seme attivo. Questa visione riduce il
contributo femminile alla generazione a un ruolo marginale e subordinato. Una volta stabilita questa
teoria, tutto viene interpretato alla luce di tali affermazioni. Il maschio è considerato "perfetto" perché
il calore che lo caratterizza lo rende creativo, attivo, coraggioso e più intelligente. La donna è definita
per sottrazione mas occasionatus” che vuol dire un maschio mancato: questa è una limitazione
fortissima, significa che non ha una sua positività, una sua individualità, una sua identità.
Che relazione c'è tra intelligenza e calore? Aristotele sostiene che anche le facoltà intellettuali siano
influenzate dalla perfezione della generazione. In questo contesto, si può interpretare la donna come
se avesse un difetto innato, una sorta di imperfezione essenziale derivante dalla sua natura. È
interessante notare che questo presupposto aristotelico è stato trasmesso anche nel periodo medievale
da importanti filosofi, come San Tommaso d'Aquino, esponente di spicco della scolastica, che ha
avuto una notevole influenza sul pensiero occidentale.
Che cosa è la scolastica?
Scolastica è il termine con il quale comunemente si definisce la filosofia cristiana medioevale, in cui si
sviluppò quella scuola di pensiero detta anche scolasticismo.
Dal greco scholastikos (che significa letteralmente "educato in una scuola", "istruito"), la filosofia
scolastica cercava di conciliare la fede cristiana con un sistema di pensiero razionale, specialmente
quello della filosofia greca. Il "periodo scolastico" si riferisce soprattutto al medio e basso Medioevo in
Occidente, quando il Cristianesimo conosce una rinascita intellettuale ed è sfidato dal pensiero
razionale dell'Islam.
La scolastica ebbe origine dall'istituzione delle scholae, ossia di un sistema scolastico-educativo diffuso
in tutta Europa, e che garantiva una sostanziale uniformità di insegnamento. Esso fu il primo, e forse
unico, sistema scolastico organizzato su vasta scala della storia dell’Occidente. Era stato Carlo Magno
a volerlo, il quale, dando avvio alla "rinascita carolingia", aveva fondato ad Aquisgrana la Schola
palatina, per favorire l'istruzione delle genti e la diffusione del sapere allo scopo di dare unità e
compattezza al Sacro Romano Impero. A tal fine si era servito dei monaci benedettini, i quali avevano
salvaguardato la cultura dei classici tramite la ricopiatura dei testi antichi, non solo di quelli religiosi
ma anche scientifici e letterari: le loro abbazie divennero così i centri del nuovo sapere medievale.
Le grandi scholae medievali (università) si trovavano a Bologna, Padova e Parigi, dove il pensiero di
Aristotele veniva insegnato con un'autorità quasi assoluta, al punto da essere considerato una verità
indiscutibile, simile a un dogma religioso. Anche Dante Alighieri attribuì ad Aristotele un'importanza
centrale nel suo pensiero, riflettendo la venerazione per il filosofo che dominava la cultura dell'epoca. I

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Anteprima

Filosofia moderna: Introduzione

Filosofia moderna Epoca umanistica-rinascimentale | Arco temporale dal 1400 al 1600 Testi di riferimento: Storia della filosofia moderna di Giulia Belgioioso, LE MONNIER Michel de Montaigne: Saggio sull'Amicizia Lezione del 01/10/24

L'amicizia nell'Antica Grecia e la Polis

L'amicizia nell'Antica Grecia costituiva il fondamento su cui si erigeva la Polis. Aristotele sosteneva che la coesione tra i governanti di una città fosse essenziale; essi dovevano essere legati da un forte vincolo di amicizia, poiché condividevano un interesse comune: il bene della comunità.

Trasformazione del pensiero antico nell'età moderna

Con l'avvento dell'età moderna, numerosi aspetti della filosofia antica subiscono una trasformazione. Sebbene Aristotele, Platone e Socrate rimangano figure di grande rilevanza, è interessante esplorare come i filosofi moderni interpretassero e si relazionassero con il pensiero antico. La filosofia classica, pur mantenendo la sua importanza, veniva letta attraverso nuove lenti e ponendo nuovi interrogativi.

L'amicizia in Aristotele e la concezione del genere

Nell'Etica Nicomachea, Aristotele sostiene che il legame di amicizia possa esistere solo tra uomini, poiché essi sono coinvolti nella gestione della polis e ricoprono ruoli pubblici. Questa visione è influenzata dalla concezione aristotelica del genere, che attribuiva agli uomini caratteristiche di forza, perfezione fisica e compiutezza, mentre considerava le donne inferiori e subordinate, sia dal punto di vista fisico che morale. Aristotele estende questa classificazione alle sue osservazioni sugli esseri viventi, umani e non umani, descrivendo i maschi come più robusti e completi, mentre le femmine vengono ritenute più deboli e vulnerabili. Questa prospettiva riflette un pensiero fondamentalmente misogino, che colloca le donne in una posizione di subordinazione rispetto agli uomini.

L'influenza di Aristotele e la questione dell'inferiorità femminile

Aristotele è considerato una figura fondamentale nella filosofia occidentale e le sue idee hanno plasmato il pensiero filosofico rendendolo un punto di riferimento imprescindibile. Perché Aristotele sostiene che le donne siano inferiori? E perché questa visione ha continuato a influenzare il pensiero per secoli, fino all'epoca moderna? Nell'antichità, Aristotele considerava le donne inferiori per natura, attribuendo loro un ruolo subordinato nella società. Questa concezione si è perpetuata nel tempo, influenzando profondamente la cultura e il pensiero occidentale. Tuttavia, con l'avvento dell'età moderna, le donne iniziano a scrivere, a prendere la parola e a diventare filosofe e intellettuali, esprimendo opinioni diverse e rifiutando l'idea di inferiorità.

La tesi aristotelica dell'inferiorità delle donne: fisiologia e elementi naturali

La tesi dell'inferiorità delle donne, secondo Aristotele, si basa su una duplice considerazione: da un lato fisiologica e anatomica, dall'altro legata alla concezione degli elementi naturali. Alla base della sua visione del mondo, infatti, vi è la teoria dei quattro elementi - aria, acqua, terra e fuoco - che costituiscono non solo la natura e il mondo, ma anche gli esseri viventi. Ogni elemento è associato a una coppia di qualità: il fuoco è caldo e secco, l'acqua è fredda e umida, e così via. Questa concezione rientra in quella che Aristotele definiva una "fisica qualitativa", ossia un approccio che attribuisce alla materia proprietà specifiche.

Costituzione fisica e qualità: maschi e femmine

Secondo Aristotele, la costituzione fisica degli esseri umani riflette questa teoria: i corpi maschili sarebbero caratterizzati da qualità "calde e secche", considerate superiori, mentre quelli femminili da qualità "fredde e umide", caratteristiche che le rendevano meno perfette rispetto agli uomini. Mazzaferro Patrizia | Storia della Filosofia Moderna | a.a. 2024/25

Il calore come principio vitale e la sua associazione al maschile

Per Aristotele, il calore rappresenta il principio vitale che permette alla natura di trasformarsi, evolversi e svilupparsi. Egli attribuisce al calore un ruolo fondamentale nei processi di generazione e crescita: è grazie al calore che il sole illumina, fa sbocciare la vita e porta a compimento la riproduzione. Senza calore, secondo Aristotele, non ci sarebbe produzione né sviluppo. Questa concezione si collega alla sua visione fisiologica, in cui il calore è associato principalmente al corpo maschile. I maschi sono più muscolosi, sono più coraggiosi perché questo calore porta ad avere una costituzione e un atteggiamento diverso.

Il ruolo del maschio nella generazione e la "mas occasionatus"

Anche nella generazione il maschio riveste un ruolo determinante. La procreazione viene attribuita esclusivamente all'attività del seme maschile, mentre la donna è vista come una figura passiva, il cui utero funge semplicemente da contenitore per accogliere il seme attivo. Questa visione riduce il contributo femminile alla generazione a un ruolo marginale e subordinato. Una volta stabilita questa teoria, tutto viene interpretato alla luce di tali affermazioni. Il maschio è considerato "perfetto" perché il calore che lo caratterizza lo rende creativo, attivo, coraggioso e più intelligente. La donna è definita per sottrazione "mas occasionatus" che vuol dire un maschio mancato: questa è una limitazione fortissima, significa che non ha una sua positività, una sua individualità, una sua identità.

Intelligenza, calore e l'influenza di Aristotele nel Medioevo

Che relazione c'è tra intelligenza e calore? Aristotele sostiene che anche le facoltà intellettuali siano influenzate dalla perfezione della generazione. In questo contesto, si può interpretare la donna come se avesse un difetto innato, una sorta di imperfezione essenziale derivante dalla sua natura. È interessante notare che questo presupposto aristotelico è stato trasmesso anche nel periodo medievale da importanti filosofi, come San Tommaso d'Aquino, esponente di spicco della scolastica, che ha avuto una notevole influenza sul pensiero occidentale.

La Scolastica: definizione e contesto

Che cosa è la scolastica? Scolastica è il termine con il quale comunemente si definisce la filosofia cristiana medioevale, in cui si sviluppò quella scuola di pensiero detta anche scolasticismo. Dal greco scholastikos (che significa letteralmente "educato in una scuola", "istruito"), la filosofia scolastica cercava di conciliare la fede cristiana con un sistema di pensiero razionale, specialmente quello della filosofia greca. Il "periodo scolastico" si riferisce soprattutto al medio e basso Medioevo in Occidente, quando il Cristianesimo conosce una rinascita intellettuale ed è sfidato dal pensiero razionale dell'Islam.

Origini e diffusione del sistema scolastico

La scolastica ebbe origine dall'istituzione delle scholae, ossia di un sistema scolastico-educativo diffuso in tutta Europa, e che garantiva una sostanziale uniformità di insegnamento. Esso fu il primo, e forse unico, sistema scolastico organizzato su vasta scala della storia dell'Occidente. Era stato Carlo Magno a volerlo, il quale, dando avvio alla "rinascita carolingia", aveva fondato ad Aquisgrana la Schola palatina, per favorire l'istruzione delle genti e la diffusione del sapere allo scopo di dare unità e compattezza al Sacro Romano Impero. A tal fine si era servito dei monaci benedettini, i quali avevano salvaguardato la cultura dei classici tramite la ricopiatura dei testi antichi, non solo di quelli religiosi ma anche scientifici e letterari: le loro abbazie divennero così i centri del nuovo sapere medievale.

L'autorità di Aristotele nella scolastica

Le grandi scholae medievali (università) si trovavano a Bologna, Padova e Parigi, dove il pensiero di Aristotele veniva insegnato con un'autorità quasi assoluta, al punto da essere considerato una verità indiscutibile, simile a un dogma religioso. Anche Dante Alighieri attribuì ad Aristotele un'importanza centrale nel suo pensiero, riflettendo la venerazione per il filosofo che dominava la cultura dell'epoca. I Mazzaferro Patrizia | Storia della Filosofia Moderna | a.a. 2024/25latini esprimevano questa autorevolezza con l'espressione ipse dixit ("l'ha detto lui"), a indicare che ciò che Aristotele affermava era ritenuto vero senza bisogno di ulteriori dimostrazioni.

L'amicizia in Aristotele e l'esclusione delle donne

Aristotele affronta anche il tema dell'amicizia, sostenendo che essa debba essere basata su nobili ideali, i quali, secondo lui, non possono appartenere alle donne. Per Aristotele, le donne sono escluse da questo sentimento perché, in base alla loro costituzione fisica, sono considerate incapaci di possedere virtù morali come il coraggio, l'onestà e la capacità di mantenere la parola. Di conseguenza, non possono essere considerati soggetti morali autonomi come gli uomini. Questa visione pregiudiziale ha profonde radici storiche e ha influenzato per secoli le riflessioni sul ruolo delle donne.

La messa in discussione del pensiero aristotelico nel Rinascimento

Il pensiero di Aristotele viene rimesso in discussione dai filosofi del 1400/1600. Rispetto al tema dell'amicizia molte donne nel 1500 cominciano a scrivere e questo è il grosso cambiamento. Nel 1500 ci sono molte letterate, filosofe, artiste, pittrici.

L'importanza delle filosofe nel corso di Filosofia moderna

Riteniamo fondamentale, in un corso di Filosofia moderna, includere non solo filosofi maschi, ma anche filosofe. È essenziale riportare alla luce e discutere in aula le posizioni di donne filosofe e letterate che anche recentemente hanno risvegliato molto interesse.

Moderata Fonte e "Il merito delle donne"

Moderata Fonte è una delle autrici più interessanti proprio sul tema dell'amicizia. "Il merito delle donne" è il titolo di una sua opera pubblicata nel 1600 che si presenta sotto forma di dialogo tra diverse donne, le quali discutono il valore e le virtù femminili in un contesto dominato da pregiudizi maschili. Uno dei temi dell'opera è proprio l'amicizia e la solidarietà tra donne.

Michel de Montaigne e i "Saggi"

L'autore a cui ci riferiremo leggendo parti di una sua ERA MODERATE. FONTES EFFICH ETATIS SVE. ANNO XXXX opera è Michel de Montaigne. È un grande filosofo francese del 1500, un uomo politico che scrive un'opera che ha lasciato una traccia profonda il cui titolo è: I Saggi (Essay). I Saggi sono un insieme di sue riflessioni, di vari temi anche da prospettive particolari. Montaigne è un filosofo morale, noi leggeremo il saggio sull'Amicizia.

L'amicizia in Montaigne e l'esperienza personale

Montaigne fa un bellissimo discorso sull'amicizia partendo dalla sua personale esperienza con Étienne de La Boétie.

Le riflessioni di Montaigne sulle donne e l'educazione femminile

Montaigne offre una serie di riflessioni sulle donne, sull'educazione femminile e sul rapporto con esse. La sua posizione non è chiara e definita: a volte si distacca dalla mentalità comune, mentre altre volte ricade in stereotipi tradizionali.

Confronto tra Montaigne e Moderata Fonte

È interessante in una prospettiva di filosofia moderna mettere a confronto un filosofo e una filosofa. Metteremo a confronto Montaigne e Moderata Fonte.

Relazioni sociali e familiari nel Rinascimento

Durante il Rinascimento, il risveglio delle istituzioni civiche ha portato a un approfondito studio delle relazioni sociali, in particolare su come convivere. Sebbene l'attenzione principale sia rivolta alle dinamiche politiche e al governo, ci si interroga anche su come si sviluppano le relazioni tra uomini e donne all'interno della famiglia. Questo include i rapporti tra padri e figli, tra fratelli e sorelle, e le dinamiche del matrimonio. Le donne affrontano così una serie di questioni legate alla convivenza e Mazzaferro Patrizia | Storia della Filosofia Moderna | a.a. 2024/25

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