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Scienze dell'Educazione e della Formazione L-19
Storia della Pedagogia [L-Z]
46
Don Bosco
1
Facoltà di Psicologia
Don Giovanni Bosco
C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co)- C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ
Profilo biografico
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Don Bosco
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Facoltà di Psicologia
Ordinato
sacerdote nel
1841
Si dedica ai
giovani detenuti
e al catechismo
Nel 1848 diventa
cappellano
dell'Ospedale di
S. Filomena
Fonda oratori sia
maschili che
femminili
1859 fonda la
congregazione di
S. Francesco di
Sales
La vita in oratorio
- non era circoscritto a comunità scolastiche
o parrocchiali, ma si rivolgeva a tutti
- istruzione
- educazione religiosa
- momenti di svago e di convivenza
(ginnastica, canto, lettura, volontariato)
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Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877)
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Paragrafo: "In che cosa consista il sistema preventivo e perché debbasi preferire"
"Due sono i sistemi in ogni tempo usati nella educazione della gioventù: Preventivo e
Repressivo. Il sistema Repressivo consiste nel far conoscere la legge ai sudditi, poscia sorvegliare
per conoscerne i trasgressori ed infliggere, ove è d'uopo, il meritato castigo. In questo sistema le
parole e l'aspetto del superiore debbono essere severe, e piuttosto minaccevoli, ed egli stesso deve
evitare ogni famigliarità coi dipendenti. Il direttore per accrescere valore alla sua autorità dovrà trovarsi
di rado tra i suoi soggetti e per lo più quando si tratta di punire o di minacciare. Questo sistema è
facile, meno faticoso e giova specialmente nella milizia e in generale tra le persone adulte ed
assennate, che devono da se stesse essere in grado di sapere e ricordare ciò che è conforme alle
leggi e alle prescrizioni. Diverso, e direi, opposto è il sistema Preventivo. Esso consiste nel far
conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un istituto e poi sorvegliare in guisa che gli allievi abbiano
sempre sopra di loro l'occhio vigile del direttore o degli assistenti, che come padri amorosi parlino,
servano di guida ad ogni evenienza, diano consigli ed amorevolmente correggano, che è quanto
dire: mettere gli allievi nella impossibilità di commettere mancanze. Questo sistema si appoggia
tutto sopra la ragione, la religione, e sopra l'amorevolezza; perciò esclude ogni castigo violento e
cerca di tenere lontano gli stessi leggeri castighi".
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Il sistema preventivo
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Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877) - Ragioni di preferenza
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Paragrafo: "In che cosa consista il sistema preventivo e perché debbasi preferire"
Sembra che questo sia preferibile per le seguenti ragioni:
- L'allievo preventivamente avvisato non resta avvilito per le mancanze commesse, come
avviene quando esse vengono deferite al superiore. Ne mai si adira per la correzione fatta o pel
castigo minacciato oppure inflitto, perché in esso vi è sempre un avviso amichevole e preventivo che
lo ragiona, e per lo più riesce a guadagnare il cuore, cosicché l'allievo conosce la necessità del
castigo e quasi lo desidera.
- La ragione più essenziale è la mobilità giovanile, che in un momento dimentica le regole
disciplinari, i castighi che quelle minacciano: perciò spesso un fanciullo si rende colpevole e
meritevole di una pena, cui egli non ha mai badato, che niente affatto ricordava nell'atto del fallo
commesso e che avrebbe per certo evitato se una voce amica l'avesse ammonito.
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Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877) - Vantaggi
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Paragrafo: "In che cosa consista il sistema preventivo e perché debbasi preferire"
- Il sistema Repressivo può impedire un disordine, ma difficilmente farà migliori i delinquenti; e si è
osservato che i giovanetti non dimenticano i castighi subiti, e per lo più conservano amarezza con
desiderio di scuotere il giogo ed anche di farne vendetta. Sembra talora che non ci badino, ma chi
tiene dietro ai loro andamenti conosce che sono terribili le reminiscenze della gioventù; e che
dimenticano facilmente le punizioni dei genitori, ma assai difficilmente quelle degli educatori. Vi sono
fatti di alcuni che in vecchiaia vendicarono bruttamente certi castighi toccati giustamente in tempo di
loro educazione. Al contrario il sistema Preventivo rende amico l'allievo, che nell'assistente ravvisa un
benefattore che lo avvisa, vuol farlo buono, liberarlo dai dispiaceri, dai castighi, dal disonore.
- Il sistema Preventivo rende affezionato l'allievo in modo che l'educatore potrà tuttora parlare col
linguaggio del cuore sia in tempo dell'educazione, sia dopo di essa. L'educatore, guadagnato il cuore
del suo protetto, potrà esercitare sopra di lui un grande impero, avvisarlo, consigliarlo ed anche
correggerlo allora che si troverà negli impieghi, negli uffizi civili e nel commercio. Per queste e molte
altre ragioni pare che il sistema Preventivo debba preferirsi al Repressivo".
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Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877) - Comportamento dell'educatore
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Come dovrebbe comportarsi l'educatore che intenda applicare il metodo preventivo?
- Il direttore deve essere tutto consacrato ai suoi educandi, ne mai assumersi impegni che lo
allontanino dal suo uffizio, anzi trovarsi sempre coi suoi dipendenti tutte le volte che non sono
obbligatoriamente legati da qualche occupazione, eccetto che siano da altri debitamente assistiti.
- I maestri, i capi d'arte, gli assistenti devono essere di moralità conosciuta. Il traviamento di un
solo può compromettere un istituto educativo. Si faccia in modo che gli allievi non siano mai soli. Per
quanto è possibile gli assistenti li precedano nel sito dove devonsi raccogliere; si trattengano con loro
fino a che siano da altri assistiti; non li lascino mai disoccupati.
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Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877) - Attività e Sacramenti
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Come dovrebbe comportarsi l'educatore che intenda applicare il metodo preventivo?
- Si dia ampia facoltà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento. La ginnastica, la musica,
la declamazione, il teatrino, le passeggiate sono mezzi efficacissimi per ottenere la disciplina, giovare
alla moralità ed alla sanità. Si badi soltanto che la materia del trattenimento, le persone che
intervengono, i discorsi che hanno luogo non siano biasimevoli. Fate tutto quello che volete, diceva
il grande amico della gioventù san Filippo Neri, a me basta che non facciate peccati.
- La frequente confessione, la frequente comunione, la messa quotidiana sono le colonne che
devono reggere un edifizio educativo, da cui si vuole tener lontano la minaccia e la sferza. Non mai
annoiare né obbligare i giovanetti alla frequenza dei santi sacramenti, ma porgere loro la comodità di
approfittarne. Nei casi poi di esercizi spirituali, tridui, novene, predicazioni, catechismi si faccia rilevare
la bellezza, la grandezza, la santità di quella Religione che propone dei mezzi così facili, così utili alla
civile società, alla tranquillità del cuore, alla salvezza dell'anima come appunto sono i santi
sacramenti. In questa guisa i fanciulli restano spontaneamente invogliati a queste pratiche di pietà, vi
si accosteranno volentieri con piacere e con frutto.
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Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877) - Sorveglianza e Consigli
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Come dovrebbe comportarsi l'educatore che intenda applicare il metodo preventivo?
- Si usi la massima sorveglianza per impedire che nell'istituto siano introdotti compagni, libri o
persone che facciano cattivi discorsi. La scelta d'un buon portinaio è un tesoro per una casa di
educazione.
- Ogni sera dopo le ordinarie preghiere, e prima che gli allievi vadano a riposo, il direttore, o chi per
esso, indirizzi alcune affettuose parole in pubblico dando qualche avviso, o consiglio intorno a
cose da farsi o da evitarsi; e studi di ricavare le massime da fatti avvenuti in giornata nell'istituto o
fuori; ma il suo parlare non oltrepassi mai i due o tre minuti. Questa è la chiave della moralità, del
buon andamento e del buon successo dell'educazione".
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