Torquato Tasso: vita, opere teatrali e prosa

Slide su Torquato Tasso, che esplora la sua giovinezza, le opere teatrali come Aminta e Re Torrismondo, e le opere in prosa Discorsi dell'arte poetica e Discorsi del poema eroico. Il Pdf, utile per la scuola superiore, offre una panoramica chiara e concisa sulla vita e le opere di Tasso, un autore fondamentale della letteratura.

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14 pagine

TORQUATO TASSO
LA VITA: LA GIOVINEZZA
Nasce a Sorrento nel 1544 da madre napoletana (Porzia de’Rossi
muore presto 1556) e padre bergamasco.
Il padre Bernardo, di nobile famiglia, uomo di raffinata cultura e noto
poeta petrarchista, è presso il principe di Salerno; successivamente,
per ragioni politiche è costretto a lasciare la città.
Studia legge a Padova, compone il poema cavalleresco Gierusalemme
(pubblicata nel 1562) e intensifica la sua produzione lirica.
Nel 1562 frequenta l’università di Bologna ma, accusato di essere
l’autore di una satira contro studenti e professori, è costretto a
fuggire dalla città.

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Anteprima

TORQUATO TASSO: LA GIOVINEZZA

  • Nasce a Sorrento nel 1544 da madre napoletana (Porzia de'Rossi muore presto - 1556) e padre bergamasco.
  • Il padre Bernardo, di nobile famiglia, uomo di raffinata cultura e noto poeta petrarchista, è presso il principe di Salerno; successivamente, per ragioni politiche è costretto a lasciare la città.
  • Studia legge a Padova, compone il poema cavalleresco Gierusalemme (pubblicata nel 1562) e intensifica la sua produzione lirica.
  • Nel 1562 frequenta l'università di Bologna ma, accusato di essere l'autore di una satira contro studenti e professori, è costretto a fuggire dalla città.

IL PERIODO FERRARESE

  • Nel 1565 si stabilisce a Ferrara al seguito del cardinal Luigi d'Este ed entra nelle grazie della corte del duca Alfonso II: nel 1572 diventa un suo stipendiato con ottime condizioni di servizio.
  • Questo periodo è pieno di soddisfazioni, ma è segnato anche dalle invidie e dei sospetti dei poeti e dei cortigiani della cerchi del duca.
  • All'inizio del 1575 conclude un poema eroico sulla prima crociata, la futura Gerusalemme liberata, che al momento ha il titolo provvisorio di Goffredo. Il lavoro necessario alla composizione e il clima estense minano l'equilibrio psichico del poeta.

ROMA E IL RITORNO A FERRARA

  • Nel 1575 è a Roma, ma il poeta è turbato dalla possibile censura della sua opera. Chiede il parere a molti, ma nemmeno l'assoluzione dell'inquisitore ferrarese riesce a rassicurarlo.
  • Inizia a farneticare di folletti e maghi e a scorgere insidie e tradimenti ovunque (1577 accoltella un servo perché si crede spiato).
  • Dopo un breve rientro a Sorrento dalla sorella Cornelia, e numerosi spostamenti, ritorna a Ferrara nel 1579.
  • Sono in corso i preparativi per il matrimonio del duca con Margherita Gonzaga; il poeta è ospitato nel palazzo del cardinale Luigi d'Este e non nel castello: Tasso lo considera un affronto e da in escandescenza con il duca che lo fa internare nell'Ospedale di Sant'Anna.

LA MALATTIA MENTALE E L'INTERNAMENTO

  • Tasso trascorre recluso sette anni, tra periodi di lucidità (compone Rime, Dialoghi, Gerusalemme Liberata) e cicli di allucinazioni.
  • Compone anche lettere: in alcune racconta la sua malattia, in altre chiede ad amici e potenti signori di intercedere per la sua libertà presso il duca Alfonso.
  • Nel 1586 Tasso viene liberato e preso in custodia dal principe di Mantova, Vincenzo Gonzaga.
  • Dal 1587 al 1591 trascorre brevi periodi a Bologna, Roma, Napoli, Firenze per poi tornare a Roma. Qui lavora al rifacimento della Liberata (Gerusalemme conquistata, 1593).

LA MORTE

  • Papa Clemente VIII promette a Tasso l'incoronazione poetica in Campidoglio (come Petrarca), ma il poeta sente la fine vicina: si fa condurre al convento di Sant'Onofrio sul Gianicolo, dove muore il 25 aprile 1595.

LE OPERE

POESIA LIRICA: RIME

  • La produzione lirica risale soprattutto alla giovinezza; costante è il lavoro di limatura e revisione dei versi che vergono pubblicati in tre raccolte successive (nel 1567, nel 1591 e nel 1593).
  • Anche se aderisce al modello petrarchesco, le liriche sono originali: ricorrono il tema autobiografico e morale, motivi encomiastici e occasionali e si affina la sua tendenza all'abbandono sensuale.
  • Stile: toni patetici accentuati; metafore sorprendenti; desiderio bellezza femminile; raffinata melodia

LE OPERE TEATRALI: AMINTA, 1573

  • Favola pastorale divisa in 5 atti, ciascuno seguito da un coro ed è composta in endecasillabi e settenari.
  • Caratteristiche principali sono la raffinatezza e il gusto dell'evasione in un passato favoloso e lontano. Tema centrale è il tema amoroso: l'amore si riconduce però sempre a una sensazione di irrequieta caducità e di morte incombente -> serenità irraggiungibile.

LA TRAMA DI AMINTA

La vicenda narra le vicende del timido pastore Aminta. Aminta si innamora della ninfa Silvia, bellissima e schiva, determinata a non cedere alle lusinghe d'amore. Recatosi a una fonte per ammirare la ninfa di nascosto, Aminta la trova minacciata dalle insidie di un satiro. Interviene per salvarla, ma ottiene solo lo sdegno della fanciulla. Si diffonde la falsa notizia della morte di Silvia. Aminta, per il dolore, si getta da un dirupo, ma la sua caduta viene attutita da un cespuglio. Silvia lo trova, privo di sensi, lo bacia e gli restituisce la vita, oltre all'amore.

LE OPERE TEATRALI: RE TORRISMONDO, 1587

LA TRAMA DI TORRISMONDO

La tragedia narra la vicenda di Torrismondo, sovrano di un'ignota regione nordica. Torrismondo ama Alvida, principessa di Norvegia, ma l'ha promessa all'amico Germondo, da cui era stato salvato tempo prima. Germondo, però, non può chiederla in sposa, essendo accusato di aver ucciso il fratello di Alvida. Si decide, allora, che sia Torrismondo a sposarla e che, dopo le nozze, Alvida venga consegnata a Germondo. Una volta sposi, però, Torrismondo e Alvida vengono travolti dall'amore. Scoprono di essere fratelli, poiché Alvida era stata affidata in fasce al re di Norvegia. La scoperta li sconvolge: i due si danno alla morte.

  • Tragedia in 5 atti che mette in scena il conflitto tra gli istinti e la norma sociale.
  • soggetto è esotico e ambientato in un tempestoso paesaggio nordico, ma rifà anche alla vicenda di Edipo re (Sofocle).
  • Caratteristica principale di Tasso: dramma dell'uomo dinanzi alle passioni irrazionali.

PROSA: DISCORSI DELL'ARTE POETICA (1567) e DISCORSI DEL POEMA EROICO (1570)

  • Tasso approfondisce in entrambe le opere la riflessione sulla poesia epica -> permette un livello stilistico alto; tende a una finalità morale, a un «giovamento» morale e spirituale.
  • Si affida all'autorità della Storia (ma ne troppo vicina ne troppo lontana), privilegiando la materia cristiana -> meraviglioso, inteso come miracoli, prodigi, interventi divini.
  • L'argomento deve essere illustre e le azioni molteplici ma devono essere inserite in una costruzione narrativa rigida (# Orlando furioso).

PROSA: DIALOGHI ED EPISTOLARIO

  • Dialoghi: 27 prose composte in gran parte durante il periodo di detenzione nell'Ospedale si Sant'Anna. Affiorano questioni estetiche e di filosofia morale (amore, amicizia).
  • Epistolario: più di 1500 lettere pubblicate quando l'autore è ancora in vita. Offrono un ritratto da un lato istintivo e autentico, ma dall'altro vogliono trasmettere l'immagine di un letterato di successo.

I TEMI

RAPPORTO CON LA CORTE

  • Trova un ambiente di invidie e maldicenze che non corrisponde alla sua idea -> conflitto tra ideale (cavalieri, principi e principesse) e realtà.
  • Tasso reagisce con un senso di disagio che lo porta a sentirsi sradicato. Affida alla letteratura un ruolo conoscitivo entrando in conflitto con l'autorità.

AMORE E LETTERATURA

  • Non è mai una passione appagante perché soggetto alla caducità.
  • Tasso propone sempre una riflessione sconsolata sul mondo in cui l'autore vive.
  • La letteratura è un modo per sostituire la realtà, un'alternativa al mondo reale. Rappresenta le contraddizioni di una realtà frammentata e dilaniata, non un paradiso astratto e sublime.

I TEMI

SENSUALITÀ E SPIRITUALITÀ

  • Opera nel periodo di transizione tra il Rinascimento e il periodo della Controriforma (Manierismo) -> immaginazione poetica ambivalente: passione minacciata dalla morte.
  • Questa precarietà porta ad un tono voluttuoso e sensuale che però non alimenta mai fiducia verso il futuro.
  • «bifrontismo»: è sempre in bilico tra l'aspirazione alla serenità del classicismo umanistico-rinascimentale e l'inclinazione alla trasgressione che anticipa il Barocco -> ortodossia autoimposta della Gerusalemme liberata.
  • Stile -> pluristilismo che risente del conflitto interiore; virtuosismo formale.

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