Documento dall'Università su I figli dell'algoritmo. Il Pdf, di Informatica e per l'Università, analizza l'impatto dell'intelligenza artificiale e del capitalismo della sorveglianza, esplorando temi come il Web 2.0, i bias algoritmici e il problema democratico dell'IA.
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Il testo parla dell'esperienza di dover svuotare la vecchia casa di famiglia e del peso emotivo che ne è derivato. La scrittrice ha trovato molte tracce personali che aveva lasciato nel corso della sua vita, tra cui vecchie pagelle, impegnative mediche e foto che riflettevano una me stessa che oggi stento a riconoscere. Successivamente, la scrittrice riflette sul fatto che oggi stiamo vivendo in un'era in cui ogni traccia che lasciamo viene trasformata in dati e che questo può avere conseguenze significative sulla vita dei nostri figli e della futura generazione. La scrittrice discute dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per processi decisionali che utilizzano i dati dei nostri figli e come questo possa avere un impatto significativo sulla loro vita. L'autrice esprime la sua preoccupazione riguardo al fatto che se non saremo in grado di gestire i potenziali rischi dell'IA, potrebbe essere il peggior evento nella storia della civiltà.
Il testo parla della nascita della globalizzazione negli anni '70 e '80 del Novecento, quando l'economia cominciò a basarsi sempre meno sull'industria manifatturiera e sempre di più sui servizi e sul sistema finanziario. Questo cambiamento fu favorito dalle politiche neo-liberali di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, che enfatizzavano l'importanza del libero scambio, della privatizzazione e dell'estensione del potere delle imprese oltre i confini nazionali. Questa trasformazione non fu solo economica, ma anche politica e sociale, con l'avvento di istituzioni globali come la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e l'Organizzazione mondiale del commercio. Il testo evidenzia come la globalizzazione abbia comportato profonde diseguaglianze economiche, che molti considerano alla base del nuovo nazionalismo di Trump o della Brexit. Inoltre, il testo parla della nascita del capitalismo della sorveglianza, fenomeno legato all'avvento della globalizzazione. Infine, attraverso due esempi (la sostituzione di Burghy con McDonald's e la nascita del World Wide Web), il testo illustra come la globalizzazione abbia portato alla standardizzazione di atmosfere e luoghi in tutto il mondo.
Il testo parla della storia del World Wide Web, partendo dalla visione di Tim Berners-Lee di creare un mezzo universale per la condivisione di informazioni in modo democratico ed accessibile a tutti. Tuttavia, questa visione è stata sovvertita dalla commercializzazione del web, che ha portato alla sua privatizzazione in un periodo di tempo molto breve, grazie alla creazione di browser e di business dot-com. Quest'ultimo ha dato origine ad una bolla speculativa che ha portato alla crisi del 2000, provocando la necessità di sviluppare una nuova forma di web, ovvero il web 2.0. Questo nuovo tipo di web sfrutta l'intelligenza collettiva delle folle per creare valore ed è caratterizzato da una ricca esperienza dell'utente, la partecipazione attiva dell'utente, contenuti dinamici, metadati, markup valido e l'introduzione di un sistema di valutazione. I social media sono stati le prime piattaforme a implementare il web 2.0, tra cui Facebook, YouTube, Twitter, Instagram e Snapchat. Infine, l'autrice sottolinea il fatto che i social media raccolgono e utilizzano i dati personali degli utenti, che vengono acquistati da terzi, come un modello parametrico.
Il testo descrive il concetto di "capitalismo della sorveglianza", ovvero il sistema economico- politico definito dalle relazioni di potere tra governi, poteri militari, agenzie segrete, settore finanziario, pubblicitari, monopoli di Internet e molti altri attori che hanno sorvegliato, controllato e capitalizzato i dati individuali. Questo sistema è stato reso possibile grazie alle trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni, come l'arrivo del web 2.0, dei supercomputer e dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, che hanno permesso la raccolta e l'analisi di enormi quantità di dati personali. Le multinazionali della tecnologia (GAFAM) sono state al centro della creazione di questo nuovo modello economico, capitalizzando il surplus comportamentale, ovvero il valore aggiunto dei nostri dati personali. Questi dati vengono utilizzati per l'analisi predittiva, per evidenziare modelli comportamentali che consentono alle aziende di interpretare i bisogni degli utenti, creare pubblicità mirate, prevedere il futuro e influenzare i nostri comportamenti. Questo sistema ha implicazioni spaventose, poiché i dati raccolti vengono utilizzati per decidere aspetti fondamentali della nostra vita attraverso l'analisi predittiva, in contesti come le scuole, le banche, le assicurazioni, le agenzie interinali e le forze dell'ordine.
Il libro descrive l'esperienza personale dell'autrice nell'essere una madre impegnata nella ricerca sull'impatto dei social media sulla democrazia. Dopo aver avuto la sua prima figlia, l'autrice si è resa conto della quantità di dati personali prodotti dai bambini attraverso l'uso di tecnologie come app per la salute e la crescita dei bambini, e ha deciso di lanciare un progetto di ricerca chiamato "Child, Data, Citizen". L'autrice utilizza il metodo etnografico per esaminare come i genitori condividono i dati dei loro figli e come questo potrebbe influenzare il futuro dei bambini. Il libro riflette sulla sorveglianza digitale, l'erosione della privacy e la profilazione, in particolare nei confronti dei bambini.
Il testo descrive l'impatto della pandemia sulla nostra vita quotidiana, in particolare sulla nostra dipendenza dalle tecnologie online. Inizialmente, le tecnologie sembravano alleviare il peso della distanza e portarci più vicini, ma col tempo l'eccesso di connessione online ha creato una sorta di stanchezza e di preoccupazione per il prezzo che avremmo pagato per la nostra dipendenza tecnologica e per la sorveglianza e la datificazione della nostra vita quotidiana. Il testo evidenzia come molti governi e le multinazionali della tecnologia hanno sfruttato la pandemia per accelerare e amplificare il processo di datificazione della vita delle famiglie e dei bambini, sottolineando l'importanza di un approccio critico e consapevole alla tecnologia.
Il testo racconta l'esperienza di una madre che, durante la sua seconda gravidanza, ha cercato informazioni su Google riguardo ai rischi del viaggio in aereo e dell'uso della vasca idromassaggio nelle prime fasi della gravidanza. La madre è consapevole che la sua ricerca è stata tracciata dai data tracker di internet, compresi quelli di Google, Amazon e BabyCenter. Il testo sottolinea come l'uso delle app per la gravidanza, la navigazione online e i post sui social media espongano i bambini a un tracciamento e a una raccolta dati senza precedenti, anche prima della loro nascita. Inoltre, il testo descrive un esperimento di una docente di sociologia di Princeton che ha cercato di mantenere segreta la sua gravidanza ai tracker di dati, dimostrando che proteggere la privacy dei bambini è molto difficile e spesso impossibile. Il testo si conclude con una serie di domande sul controllo dei dati dei bambini e sul funzionamento del sistema di tracciamento e profilazione.
Il testo parla dell'utilizzo di app mediche, in particolare quelle di gravidanza come Ovia, da parte di donne incinte e dalle loro aziende che incentivano l'uso di queste app per monitorare la salute delle loro dipendenti. L'autore sottolinea i rischi per la privacy individuale, poiché le informazioni raccolte possono essere ri-identificate e utilizzate a scopi non voluti. Inoltre, l'autore mette in luce l'enorme mercato delle app mediche, che stanno diventando sempre più popolari, in particolare nel settore della salute femminile, con una crescita rapida. L'autore fa notare che il tracciamento medico dei nascituri e delle donne incinte non è una novità, ma con l'utilizzo delle app, le informazioni raccolte sono più facilmente aggregabili e accessibili
Il testo analizza l'uso delle app per la gravidanza e la cura dei neonati. L'autrice, attraverso la raccolta di commenti online degli utenti, dimostra che la raccolta di dati e statistiche da parte delle mamme è spesso correlata ad un bisogno di controllo e sicurezza. Le app in questione offrono informazioni scientifiche e consulenza da parte di esperti per rassicurare i futuri genitori, oltre a permettere la condivisione delle informazioni con i familiari. L'autrice evidenzia che queste app offrono anche un'esperienza partecipativa e interattiva, ma sottolinea anche il rischio di sorveglianza che può portare conflitti all'interno della famiglia, come dimostrato dal commento di un neo-papà che ha creato fastidio alla moglie.
Il testo parla dell'utilizzo di tecnologie di sorveglianza da parte di alcune famiglie, che utilizzano applicazioni GPS e telecamere per tracciare i movimenti dei propri familiari, inclusi i figli. L'autrice del testo cita alcuni esempi, tra cui quello di Nicole e Scott, una coppia di West Los Angeles che si sorveglia a vicenda attraverso una app di localizzazione GPS, e quello di Lara, una donna afroamericana che vive in un quartiere povero e utilizza una telecamera per monitorare i suoi figli adolescenti quando non è in casa. L'autrice spiega che molte famiglie utilizzano queste tecnologie per sentirsi al sicuro e controllare i propri cari, anche se questo può essere considerato invasivo. L'autrice delinea anche il mercato delle app di tracciamento per la famiglia e i bambini, citando come esempio Life360, che conta 18 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, molti dei quali sono famiglie italiane.
Il testo parla dell'uso delle app in famiglia come esempio di come il capitalismo della sorveglianza ha trasformato la nostra vita quotidiana. Le app, nate con l'avvento dei Big Data, hanno limitato la capacità innovativa e creativa della rete, trasformando la nostra esperienza online in una pratica quotidiana interamente controllata dalle aziende. Inoltre, queste tecnologie hanno esposto gli utenti a forme di sorveglianza senza precedenti e a una mancanza di controllo per quanto riguarda i dati che vengono raccolti e condivisi. Il capitalismo della sorveglianza ha dato vita a un'architettura globale di computer, network,