L'impatto del PNRR sul tessuto imprenditoriale e soluzioni per l'efficacia

Pdf dalla Camera dei Deputati sull'impatto del PNRR sul tessuto imprenditoriale e soluzioni per incrementarne l'efficacia. Il materiale, un documento universitario di Economia, analizza la dotazione finanziaria italiana nel contesto europeo e la penetrazione dei fondi tra le imprese, proponendo soluzioni per migliorare l'accesso e l'efficacia del piano.

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32 pagine

L'IMPATTO DEL PNRR
SUL TESSUTO IMPRENDITORIALE
E SOLUZIONI PER
INCREMENTARNE L’EFFICACIA
ROMA | 16 APRILE 2024
Re
lazione redatta in occasione dell’iniziativa voluta
dall’Onorevole Andrea Barabotti presso la Sala Stampa della
Camera dei Deputati a Roma il 16 aprile 2024 per la
presentazione del Libro "L’Era PNRR - far prosperare le imprese
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Iniziativa voluta da:
On. Andrea Barabotti
Iniziativa presenziata da:
On. Laura Cavandoli
Relazione curata e redatta da:
Giordano Guerrieri, Co-fondatore e CEO di Finera e Autore del Libro L’Era PNRR
Carlo Verdone, Fondatore e Presidente di Federitaly
Gualtiero Maalo, Presidente di Capitalimprese
Moderatrice dell'iniziativa:
Danila Bonito

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Anteprima

ROMA | 16 APRILE 2024

L'IMPATTO DEL PNRR SUL TESSUTO IMPRENDITORIALE E SOLUZIONI PER INCREMENTARNE L'EFFICACIA

Relazione redatta in occasione dell'iniziativa voluta dall'Onorevole Andrea Barabotti presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma il 16 aprile 2024 per la presentazione del Libro "L'Era PNRR - far prosperare le imprese nell'epoca delle opportunità finanziarie".

Iniziativa voluta da

On. Andrea Barabotti

Iniziativa presenziata da

On. Laura Cavandoli

Relazione curata e redatta da

Giordano Guerrieri, Co-fondatore e CEO di Finera e Autore del Libro L'Era PNRR Carlo Verdone, Fondatore e Presidente di Federitaly Gualtiero Maalo, Presidente di Capitalimprese

Moderatrice dell'iniziativa

Danila Bonito

INDICE

PREMESSA

01

INTRODUZIONE

02

LA DOTAZIONE DEL PNRR ITALIANO E IL CONTESTO EUROPEO

03

FONDI A CONFRONTO: ITALIA VS FRANCIA E SPAGNA

04

GLI IMPATTI DEL PNRR SUL PIL SECONDO LE VALUTAZIONI DELLA CORTE DEI CONTI

06

OPPORTUNITÀ E RISCHI DI TALE DOTAZIONE FINANZIARIA

08

LA LIMITATA PENETRAZIONE DEI FONDI TRA LE IMPRESE: LE STIME

10

CRITICITÀ ENDOGENE AL SISTEMA PAESE

12

CRITICITÀ ESOGENE AL PNRR

13

OPPORTUNITÀ E RISCHI DI TALE DOTAZIONE FINANZIARIA

15

SOLUZIONI PROPOSTE PER UN AUMENTARE L'ACCESSO AI FONDI DA PARTE DELLE IMPRESE E INCREMENTARE LE POSSIBILITÀ DI EFFICACIA DEL PIANO

15

CONCLUSIONI

25

PREMESSA

La presente relazione si propone di porre enfasi sulle opportunità che il PNRR mette a disposizione per il tessuto economico e imprenditoriale italiano. Al contempo, la relazione mira a identificare e discutere le principali sfide sistemiche che potrebbero ostacolare l'efficacia del PNRR, con un focus specifico sull'impatto che tali sfide potrebbero avere sulle imprese italiane, in particolare sulle micro, piccole e medie imprese che formano la spina dorsale dell'economia nazionale. L'intento è quello di fornire un quadro chiaro e comprensivo, che non solo delinei le potenzialità del PNRR ma che evidenzi anche gli ostacoli alla sua piena realizzazione, proponendo, ove possibile, soluzioni praticabili per superare tali barriere. In questo modo, aspiriamo a contribuire al dibattito pubblico e alla riflessione strategica su come massimizzare l'efficacia del PNRR, assicurando che i suoi benefici possano essere estesi a tutto il tessuto economico e sociale del nostro Paese. Questa premessa vuole inoltre porre le basi per l'avvio di una discussione informata e costruttiva, con l'obiettivo ultimo di supportare il Governo, le imprese e gli stakeholder coinvolti nella navigazione delle complessità del PNRR e nell'ottimizzazione del suo impatto sullo sviluppo sostenibile e inclusivo dell'Italia nel contesto post-pandemico.

01

INTRODUZIONE

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un evento unico nella cronologia economica recente dell'Italia, mettendo a disposizione una quantità di risorse finanziarie senza precedenti, con l'obiettivo di catalizzare non solo una ripresa robusta in seguito alla crisi pandemica, ma anche di orientare in modo decisivo il nostro Paese verso percorsi più sostenibili e innovativi dal punto di vista tecnologico. Alla base del Piano si trova infatti il dichiarato intento di trasformare le sfide poste dalla pandemia in opportunità di crescita e rinnovamento, ponendo le basi per un futuro in cui l'economia italiana possa essere più resiliente, proattiva, inclusiva e competitiva su scala globale. Tuttavia, nonostante la portata e la generosità del finanziamento, fin dagli inizi il PNRR si è confrontato - e continua a confrontarsi - con una serie di ostacoli esogeni ed endogeni al Piano stesso, che potrebbero minare la sua piena realizzazione e il conseguimento dei suoi obiettivi a lungo termine. Prima di procedere all'analisi dettagliata di questi ostacoli con conseguente proposta di soluzioni, è opportuno analizzare rapidamente la dotazione del Piano, confrontarla con vicini Paesi membri che si ritrovano in situazioni economiche simili all'Italia e analizzare opportunità e rischi di tale dotazione finanziaria senza precedenti.

02

LA DOTAZIONE DEL PNRR ITALIANO E IL CONTESTO EUROPEO

L'Italia è uno dei principali beneficiari del Recovery and Resilience Facility (RRF1), strumento temporaneo al centro di NextGenerationEU. Con una dotazione complessiva che supera i 191,5 miliardi di euro, l'Italia ha l'opportunità di catalizzare investimenti significativi in settori chiave come la digitalizzazione, la transizione ecologica, l'istruzione, la ricerca e lo sviluppo, nonché la coesione sociale e territoriale. La dotazione finanziaria destinata all'Italia si articola in una combinazione di sovvenzioni e prestiti. Le sovvenzioni, che ammontano a circa 68,9 miliardi di euro, sono a fondo perduto, rappresentando quindi una risorsa finanziaria che, priva di obbligo di rimborso, risulta meno onerosa per il bilancio pubblico del nostro Paese. Tuttavia, la percentuale maggiore della dotazione, che ammonta a circa 122,6 miliardi di euro, è stanziata sotto forma di prestiti. Questa composizione finanziaria offre all'Italia una leva economica significativa, ma introduce anche una grossa complessità nella gestione del debito pubblico.

64% dei fondi Pnrr destinati all'Italia sono un prestito che andrà restituito. Si tratta di circa 123 miliardi di euro, sull'ammontare complessivo di 191 miliardi.

1Readying Europe for the future - the Recovery and Resilience Facility. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) è uno strumento temporaneo al centro di NextGenerationEU, il programma dell'UE per uscire dalla crisi attuale più forte e più resiliente.

03

FONDI A CONFRONTO: ITALIA VS FRANCIA E SPAGNA

L'Italia è tra i sette Paesi ad aver richiesto i fondi anche sotto forma di prestito ed è, tra tutti, il Paese che ha ottenuto una dotazione finanziaria che supera significativamente quella assegnata ad altri Paesi membri. La Spagna, ad esempio, con il suo ESPAÑA PUEDE: Proyecto Plan De Recuperación Transformación Y Resiliencia, è il secondo Paese ad avere ottenuto più fondi dal NextGeneration EU con una quota di 69.513 miliardi di euro che, se necessario, potranno essere ampliati con crediti fino a un totale di oltre 140 miliardi di euro fino al 2026. Al terzo posto per fondi ricevuti c'è la Francia che, con il suo France's National Recovery and Resilience Plan (NRRP), aveva inizialmente ottenuto sovvenzioni per un totale di 40,9 miliardi di euro, diventati 41,9 nel 20232. L'Italia, quindi, è riuscita a posizionarsi favorevolmente all'interno dei negoziati europei per il Piano di ripresa. Questo sottolinea l'importanza strategica che il governo italiano ha attribuito alla negoziazione dei fondi, riconoscendo nel PNRR un'opportunità critica per il rilancio e la modernizzazione dell'economia nazionale. Rilancio che, come si leggerà nella sezione successiva di questo documento, è sicuramente registrabile nell'impatto che il PNRR sta avendo sul PIL italiano, ma che necessita di soluzioni affinché un maggior numero di imprese possa accedere ai fondi e prendere parte al rilancio del Paese.

2Fonte 1: https://www.europarl.europa.eu/thinktank/fr/document/EPRS_BRI(2022)698929 Fonte 2: https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2022/698929/EPRS_BRI(2022)698929_EN.pdf

04

In Europa, il PNRR prevede un'erogazione complessiva di 723,8 miliardi di euro suddivisi tra prestiti (385,8 miliardi) e sovvenzioni (338 miliardi). Solo 7 paesi hanno richiesto anche i prestiti tra cui l'Italia, con la quota più consistente.

PRESTITI (MLD)

SOVVENZIONI (MLD)

ITALIA 122,60 MILIARDI € 68,88 MILIARDI € SPAGNA FRANCIA POLONIA GRECIA ROMANIA GERMANIA 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200

05

GLI IMPATTI DEL PNRR SUL PIL SECONDO LE VALUTAZIONI DELLA CORTE DEI CONTI

Tra il 2023 e il 2026, due terzi dell'incremento medio annuo del PIL previsto dal DEF sono attribuibili al PNRR: 1,2% rispetto allo 0,4% senza il PNRR. Questo è quanto è emerso dal Rapporto 2023 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti3. Il rapporto rileva che, nonostante le sfide poste dal complesso contesto internazionale, l'attività economica in Italia ha superato i livelli pre-pandemia nel corso del 2022. Rispetto al 2019, il PIL ha registrato un incremento dell'1% in termini reali, un dato paragonabile a quello della Francia e superiore a quello di Germania e Spagna. La crescita del PIL (+3,7%) è stata principalmente sostenuta dalla domanda interna (+4,6%). Gli indicatori economici dei primi mesi del 2023 mostravano un rallentamento della produzione, ma evidenziavano una maggiore vitalità dell'economia italiana rispetto alla media dell'area Euro. Il PIL nel primo trimestre 2023 è cresciuto dello 0,5% rispetto all'ultimo trimestre del 2022, un dato comparabile a quello della Spagna e superiore a quello di Francia (0,2%), dell'area Euro (0,1%) e della Germania (senza variazioni), con una ripresa italiana ben distribuita tra i vari settori, includendo sia l'industria che i servizi. La ripresa nel primo trimestre supporta le proiezioni macroeconomiche del DEF, che ha rivisto al rialzo la crescita del PIL di tre decimi di punto, stimandola all'7% per il 2023. Questa crescita dovrebbe intensificarsi nel 2024 (1,5%), per poi moderarsi nei due anni successivi (1,3% e 1,1%), avvicinandosi al potenziale di crescita. Un punto di riflessione riguarda la proiezione implicita del divario di crescita

06

dell'Italia rispetto alla media dell'area Euro, che dopo il biennio 2021-22 si prevede torni significativamente negativo, in linea con le tendenze storiche. Nonostante i cambiamenti del contesto macroeconomico dal 2021, influenzati dall'aumento dei prezzi e dalla riduzione del valore reale della spesa, che hanno influenzato le stime ufficiali di crescita, un punto sottolineato dalla Corte è che gli effetti attribuiti al PNRR in termini di crescita del PIL rimangono significativi: nel periodo 2023-2026, due terzi della crescita media annua prevista nel DEF sono attribuibili al Piano (1,2% rispetto allo 0,4% senza PNRR). Nel 2022, il debito pubblico ha continuato a diminuire in percentuale del PIL (da 149,9% a 144,4%) e, dopo un'inversione di tendenza nel 2021, che ha visto una riduzione di 5 punti percentuali rispetto al picco pandemico (154,9%), la tendenza al ribasso prosegue a ritmi più elevati di quanto previsto sia nel DEF 2022 che nell'aggiornamento successivo. Secondo i dati di Eurostat relativi all'area Euro, il rapporto debito/PIL è diminuito di 3,9 punti (91,6%), con cali in Francia (111,6%), Germania (66,3%) e Spagna (113,2%).

3Fonte: Rapporto 2023 sul coordinamento della finanza pubblica. Url: https://www.corteconti.it/Download?id=36c5564e-cb8d-40b4-9820-4a84a346fc39

07

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