Documento sulle attività fisiologiche delle specie frutticole regolate e/o influenzate dall'attività dei fitormoni. Il Pdf esplora la dominanza apicale, l'alternanza di produzione, il ciclo delle gemme e la maturazione dei frutti, argomenti chiave per le Scienze all'Università.
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La dominanza apicale La dominanza apicale è la capacità della gemma apicale di impedire lo sviluppo delle gemme laterali e sottostanti. Non tutte le specie hanno le stesse caratteristiche, quindi possono manifestare una dominanza apicale più accentuata o ridotta. La dominanza apicale è causata dall'inibizione provocata dall'azione delle auxine prodotte dalla gemma apicale nei confronti delle altre gemme che pertanto rimangono quiescenti. Per rimuovere la dominanza apicale in una pianta è necessario operare, rimuovendo meccanicamente la gemma apicale oppure mediante l'applicazione di fitoregolatori antagonisti all'azione auxinica. Alcune patologie localizzate principalmente nei tessuti floematici della pianta, impedendo un regolare trasporto delle auxine verso il basso possono far perdere la dominanza apicale ad un germoglio o all'intera pianta, tale situazione darà origine a formazioni vegetali in cui le gemme ascellari si possono sviluppare dando forma a ramificazioni affastellate chiamate scopazzi.
L'alternanza di produzione è un fenomeno fisiologico che induce nelle piante produzioni fortemente variabili ad anni alterni. Infatti si avrà un'alternanza di anni con produzioni elevate (anno di carica) e produzioni limitate (anno di scarica). Evidentemente negli anni di scarica la produzione sarà compromessa dal punto di vista quantitativo, ma anche negli anni di carica la produzione risulterà compromessa a causa del fatto che sarà composta da numerosi frutti di piccole dimensioni e scarsa qualità. L'alternanza di produzione è regolata da fattori ormonali, i quali provocano questo comportamento anomalo in risposta a dei fattori inducenti. Infatti le principali cause scatenanti l'alternanza di produzione possono essere varie ed essere di natura:
Per rimediare ad una eventuale alternanza di produzione l'agricoltore ha a disposizione diversi strumenti agronomici, quindi potrà agire principalmente su:
Nella maggior parte delle piante arboree, in particolare quelle coltivate prevalentemente nei climi temperati, la fruttificazione avviene grazie ad un ciclo biennale delle gemme fertili. Infatti, nel primo anno si sviluppano e si differenziano le gemme che nell'anno successivo, daranno origine agli organi riproduttivi e di conseguenza al frutto. Nei germogli lo sviluppo delle gemme nei germogli inizia a partire dalla gemma posta all'apice dello stesso (gemma apicale), scendendo successivamente verso il basso fino a sviluppare le gemme basali. Lo stimolo alla formazione delle gemme viene dato dalla presenza di citochinine, prodotte principalmente dagli apici radicali, che inducono e favoriscono la divisione cellulare nei meristemi. Una volta formatasi la gemma apicale, essa produrrà delle auxine che richiamando sostanze nutritive favoriscono la distensione cellulare, stimolando lo sviluppo e l'allungamento del germoglio. Successivamente con l'allungarsi dei germogli cominceranno a comparire nelle zone sottostanti l'apice le foglioline, con l'emissione delle foglioline vi sarà produzione di gibberelline che stimoleranno un ulteriore sviluppo del germoglio, inoltre all'ascella delle singole foglie si formeranno le gemme ascellari.Queste gemme ascellari neoformate non germoglieranno a causa dell'inibizione data dalla dominanza apicale, cioè l'influenza negativa che la gemma apicale esercita su di esse mediante la produzione di IAA. Le gemme una volta formatisi sono indifferenziate, in quanto solo in seguito potranno evolversi e dare origine a gemme a legno o gemme fertili a fiore o miste. Nelle gemme a legno una volta avvenuta la formazione dei tessuti lo sviluppo si interrompe e non si avrà una successiva differenziazione degli stessi. Nelle gemme a frutto invece avverrà la fase di differenziazione completa che trasformerà la preesistente gemma a legno in una gemma che durante la stagione formerà i tessuti riproduttivi, prima sotto forma di abbozzi, soprattutto per quanto riguarda le strutture esterne del fiore (sepali, petali, stami, ovario) e poi successivamente, generalmente nella primavera successiva formare i veri e propri organi riproduttivi (polline ed ovulo). Una volta differenziate le gemme fertili saranno facilmente distinguibili da quelle a legno in quanto esternamente mostreranno un aspetto più ingrossato e tendenzialmente sferico. La differenziazione avviene secondo diverse fasi:
ORCEOLO A B C Fig. 4.48 - Gemma indifferenziata (A), Gemma pre- differenziata, con apice appiattito e inizio di attività meristematica nella zona periferica dell'apice indicata dalle frecce (B). Differenziazione dei primordi del sepali e del petali (C). L'epoca di induzione alla differenziazione varia seconda della specie, dell'ambiente, della annata e di altri fattori minori.Generalmente nelle piante dei climi temperati avviene durante la tarda primavera inizio estate, mentre in specie tropicali o comunque di climi caldi può avvenire durante tutto l'anno. L'induzione antogena è una funzione fisiologica influenzata da molti fattori:
Una volta avvenuta la differenziazione delle gemme, normalmente queste non danno immediatamente vita a nuovi germogli ma prima di poterlo fare devono attraversare una fase di dormienza. Questa fase tipica delle piante caducifoglie impedisce il germogliamento durante lo stesso anno di formazione, allo scopo di evitare sviluppo e crescita di vegetazione da parte della pianta durante il periodo invernale. La dormienza delle gemme è regolata da una serie di fattori:
Il superamento della dormienza da parte delle gemme avviene dopo il soddisfacimento del fabbisogno in freddo. Cioè la gemma deve trascorrere una quantità di ore a basse temperature, in modo da poter superare questa fase di quiescenza e indurre la schiusura delle gemme nella primavera successiva, non appena le temperature saranno risalite al di sopra di un limite o di una somma termica specifica per ogni specie. Questo fabbisogno in freddo è calcolato come la somma del numero di ore con temperatura uguale o inferiore a 7℃ nel periodo che va da ottobre a marzo. Le diverse specie coltivate hanno normalmente diverse esigenze in fabbisogno di freddo e anche all'interno della stessa specie possono esserci delle differenze varietali riguardo questo parametro.