Documento sul cognitivismo e la teoria del campo di Lewin. Il Pdf esplora il cognitivismo come paradigma centrale in psicologia, la teoria dei costrutti personali di Kelly e il postulato fondamentale, con i suoi undici corollari, per la materia di Psicologia a livello universitario.
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Recentemente, quella del 'cognitivismo' è diventata una nozione ombrello al di sotto della quale si riconoscono impostazioni teoriche anche molto diverse tra loro. È possibile dire che il cognitivismo rappresenti oggi qualcosa di molto vicino alla nozione di «paradigma», così come utilizzata da Kuhn: si tratta, secondo Sperry (1937), della svolta più radicale, più revisionista e più trasformativa del ventesimo secolo.
Se per cognitivismo si intende riportare al centro dell'indagine scientifica la mente e i processi che ne scandiscono le attività, la gran parte della ricerca psicologica è oggi cognitivista. Anche i comportamentisti più ortodossi non possono oggi fare a meno di interrogarsi sul funzionamento della mente, e più in generale sui processi e sugli aspetti cognitivi che sostengono e caratterizzano la costruzione della personalità individuale.
Due metafore hanno contraddistinto il paradigma cognitivista fin dal suo inizio: l'uomo come elaboratore di informazioni (da cui deriva la celebre analogia con il computer) e l'uomo come generatore di significati. Ciò implica procedere per inferenza per comprendere e spiegare i meccanismi che regolano la condotta dall'interno e considerare i comportamenti manifesti come il risultato di specifici stili e sistemi individuali di elaborazione dell'informazione e di attribuzione di significati.
In questo senso, la nozione di «costrutto» si rivela essenziale: tutto il cognitivismo può essere infatti considerato come una forma di costruttivismo. Da un lato, la spiegazione dei processi che governano il funzionamento mentale procede essenzialmente per via di costrutti ipotetici, come l'attenzione, la memoria, la percezione, etc .; d'altra parte, ciò che caratterizza l'adattamento dell'individuo all'ambiente e che determina il suo modo di elaborare le informazioni e di attribuire significati sono sostanzialmente dei «costrutti personali» che fungono da schemi di riferimento e da griglie di lettura dell'esperienza quotidiana.Il programma di conoscenza che guida la ricerca e che orienta la pratica clinica ed educativa non si rivolge ad ipotetiche «forze interne» (pulsioni) come negli orientamenti psicodinamici, né all'analisi degli antecedenti e delle conseguenze delle condotte come nel comportamentismo, ma piuttosto all'esame di ipotetiche strutture mentali che modulano e regolano il rapporto dell'individuo con l'ambiente in termini di flussi e di scambi di informazione. L'obiettivo della clinica cognitiva non è la modifica degli investimenti affettivi (come nella clinica psicoanalitica) o la modifica delle abitudini (come nella clinica comportamentista), ma piuttosto la modifica della condotta attraverso il cambiamento dei meccanismi interni di regolazione che presiedono all'elaborazione e alla generazione di informazioni. Analogamente, l'obiettivo dell'intervento educativo è il potenziamento dei sistemi intraindividuali di autoregolazione come le credenze, le mete e i valori, facendo leva sulle capacità della mente di autoriflessione e di partecipazione attiva alla costruzione della realtà.
L'oggetto di indagine del cognitivista è dunque il 'mentale' e prevalentemente il 'simbolico', dal momento che la mente è soprattutto un sistema che genera ed elabora informazioni. È invece oggetto di controversia:
La "psicologia topologica" di Kurt Lewin ambisce alla costruzione di una teoria capace di rendere ragione della realtà psichica come sistema dinamico, comprensivo della persona e dell'ambiente, risultante dal concorso di varie forze, suscettibile di continue trasformazioni e costantemente tendente verso un equilibrio.
Il pensiero di Lewin si sviluppa in accordo con le maggiori istanze teoriche della psicologia della Gestalt, sostenendo il primato dell'atteggiamento fenomenologico come metodo di base nell'analisi dei fenomeni mentali. La percezione e il senso che il soggetto ha della realtà e del mondo costituiscono anche per Lewin il punto di vista privilegiato da cui deve partire l'indagine psicologica. D'altra parte, nell'enfatizzare i caratteri dinamici del funzionamento psichico e nell'attribuire grande importanza alle emozioni e all'analisi della struttura e dello sviluppo della personalità, questo studioso allarga l'orizzonte conoscitivo della psicologia della Gestalt, muovendosi in una direzione di ricerca nella quale non sono infrequenti i punti di contatto con la psicoanalisi. Diversamente dalla teoria psicoanalitica, che si fonda sull'esame del caso individuale e sull'adozione di una specifica tecnica terapeutica, la psicologia topologica mira però a soddisfare l'esigenza di un apparato teorico ancorato a criteri sperimentali rigorosi.
L'obiettivo della psicologia topologica è la comprensione della dinamica dei fenomeni mentali, i quali dipendono sempre dalle "reciproche relazioni tra i fattori che operano nell'ambito di una situazione concreta presa nel suo insieme, cioè, essenzialmente dalle condizioni nelle quali l'individuo si trova ad un momento dato" [Lewin, 1931, trad. it. 1965, p.36]. Ciò significa che la dinamica dei processi psichici deve essere sempre derivata dalla relazione tra l'individuo concreto e la situazione concreta o, nella misura in cui tali processi riguardano forze di origine interiore, dalle mutue relazioni tra i vari sistemi funzionali che compongono l'individuo.In questo senso la topologia, una branca della matematica che si occupa delle relazioni spaziali, rappresenta per Lewin una tecnica appropriata alla rappresentazione della situazione psicologica nelle sue componenti e nella sua totalità.
La teoria del campo costituisce il sistema generale con cui vengono caratterizzate le diverse manifestazioni della realtà psicologica, da quelle individuali a quelle di gruppo, e quindi l'insieme di costrutti in grado di rappresentare il funzionamento della personalità nei suoi aspetti strutturali e dinamici.
Il concetto fondamentale del sistema lewiniano è quello di «campo», con il quale si intende tutto ciò che è presente al soggetto in un dato momento, e che ne determina l'azione, il senitre, il conoscere. A questo proposito, con il «principio di contemporaneità», Lewin intende affermare che "qualsiasi comportamento o qualsiasi altro mutamento entro un campo psicologico dipende soltanto dalla particolare configurazione del campo psicologico a quel dato momento" [Lewin, 1951, trad. it. 1972, p.70]. Con tale principio non si intendono privare di valore le esperienze precedenti del soggetto, né si intende trascurare la prospettiva del futuro, piuttosto si intende cogliere presente e futuro per come essi sono percepiti dal soggetto in un determinato momento.
Secondo Lewin è importante distinguere, relativamente ai fattori esistenti ad un momento dato, tre aree fondamentali del campo (si veda la Figura 1):
In particolare, gli eventi dello "spazio di vita" rinviano alla totalità di eventi che determinano il comportamento di una persona in un dato momento. In altre parole, i fattori che rientrano nello spazio di vita sono quelli che assumono rilevanza psicologica per il soggetto in un dato momento e riguardano da un lato l'ambiente e dall'altro la persona.La condotta può essere quindi considerata come funzione della persona e dell'ambiente psicologico secondo l'equazione: C = f (P, A).
L'ambiente al quale ci si riferisce nello spazio di vita è soprattutto «l'ambiente psicologico», cioè l'insieme delle condizioni esterne che influenzano la condotta dell'individuo nella misura in cui sono da lui percepite e dotate di significato. L'ambiente psicologico va quindi distinto da quello fisico in quanto corrisponde alla rappresentazione soggettiva che l'individuo ha degli eventi esterni.
Nella teoria del campo di Lewin, assume particolare rilievo la nozione di «regione», uilizzata per; a) rappresentare tutto ciò in cui un oggetto dello spazio di vita ha un suo posto; e b) ogni aspetto dello spazio di vita nel quale sia possibile distinguere contemporaneamente più posizioni o parti.
Come l'ambiente, anche la persona è descritta privilegiando la dimensione soggettiva dei fatti interni e facendo riferimento a concetti spaziali e topografici. Anche i bisogni, le mete, e gli attributi del Sé hanno rilievo soprattutto per come sono percepiti dal soggetto. Dal punto di vista dinamico, la persona appare come un sistema stratificato in cui si possono distinguere regioni periferiche (cui appartengono i processi percettivi e motori) e regioni centrali (sedi dei processi su cui si fondano gli elementi che caratterizzano il Sé e l'identità individuale). La struttura della personalità può quindi essere intesa come un insieme di regioni interdipendenti tra loro. Sia le regioni della persona che quelle dell'ambiente sono divise da "frontiere" che hanno un diverso grado di solidità (si veda la Figura 2).Poiché una regione può avere varie «posizioni» nello spazio di vita, la conoscenza della posizione che un individuo occupa in un dato momento diventa essenziale per valutarne e comprenderne il comportamento. Ciò consente infatti di valutare quali regioni confinano con la sua regione presente - ovvero di valutare quali sono le possibilità che l'individuo ha di compiere il suo prossimo spostamento. Nella teoria di Lewin, il comportamento viene sostanzialmente inteso come un «cambiamento di posizione», ovvero come una locomozione all'interno del proprio ambiente psicologico. Con tale nozione Lewin intende il movimento che una persona compie fra diverse regioni dell'ambiente psicologico, cui corrisponde un mutamento nella struttura dello spazio di vita.
Altri concetti che caratterizzano la teoria del campo come teoria dinamica sono quelli di «tensione», di «valenza», di «forza», di «bisogno». Con il concetto di «tensione», Lewin si riferisce ad uno stato che l'individuo sperimenta all'insorgere di un bisogno o di un quasi-bisogno e che l'individuo tende a superare per ripristinare l'equilibrio. Il campo può esso stesso essere rappresentato come un «sistema di tensioni» che tende costantemente verso uno stato di equilibrio.
Con il concetto di «valenza» Lewin si riferisce al valore positivo o negativo che una regione dell'ambiente psicologico riveste per la persona:
Con il concetto di «forza», ci si riferisce alla direzione e all'intensità di una tendenza ad agire per realizzare un determinato mutamento. Nella teoria del campo, la direzione, l'intensità e il punto di applicazione della forza sono rappresentati da un vettore. Direzione e intensità della forza dipendono dalla regione cui essa tende e dalla valenza che tale regione ha per la persona, dalla quale la forza ha in genere il proprio punto di origine.
Infine, il concetto di bisogno è l'elemento di unificazione dei diversi costrutti dinamici. Lo stato di tensione e la tendenza a ripristinarre l'equilibrio come pure la direzione e l'intensità delle forze, tutti rinviano all'insorgere e all'azione di un bisogno.