Documento sulla Corte Costituzionale italiana, che ne esplora la funzione, composizione e i modelli di giustizia costituzionale. Il Pdf, adatto a studenti universitari di Diritto, dettaglia le decisioni della Corte, inclusi i tipi di inammissibilità, rigetto e accoglimento, con un focus sulle sentenze manipolative.
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Lezione 15 maggio '24 Inquadramento del tema di giustizia costituzionale Cosa si intende Modelli di riferimento La giurisdizione costituzionale è la previsione di un giudice che sia competente a giudicare della conformità relative alle leggi e atti aventi forza di legge rispetto alla costituzione, la fonte suprema.
Questa esigenza è data dal fatto che le due fonti (costituzione e fonti primarie) sono gerarchicamente diverse, la costituzione è superiore e per garantire questa superiorità occorre che ci sia un giudice chiamato a verificare che non ci siano contrasti. Il postulato da cui parte questa necessità è anche la rigidità della costituzione, esigenza di avere un soggetto che nel caso in cui sia violato questo rapporto gerarchico possa intervenire. Garantire la superiorità della costituzione e tutelare la rigidità di essa.
Si parla della Corte al titolo VI chiamato "garanzie costituzionali" Art. 134, 135, 136, 137 -> corte costituzionale Art. 138, 139 -> revisione costituzionale e limite di essa (forma repubblicana) La procedura aggravata serve a sottolineare la rigidità della costituzione.
Le corti costituzionali sono tipiche delle costituzioni rigide sorte dopo la seconda guerra mondiale, con eccezione della corte austriaca del 1920 insieme a Kellsen. Dibattito tra kelsen e Schmitt La costituzione austriaca su impulso di Kelsen prevede una corte costituzionale con lo scopo di custodire la costituzione.
Il presidente della repubblica è garante della costituzione, ma non di matrice giurisdizionale perchè questa connotazione la rintracciamo nella corte costituzionale. Corte costituzionale è una giurisdizione particolare, sono giudici.
Quando parliamo di anima politica della corte intendiamo dire che le decisioni della corte ricadono su atti che sono le leggi e gli atti aventi forza di legge che sono atti politici, gli effetti della decisione della corte impattano sulle decisioni politiche per eccellenza. Anima politica della Corte -> le decisioni assunte non sono guidate da criteri politici ma queste hanno effetti su atti che provengono dalla politica.
Quali sono i possibili modelli di giurisdizione di giustizia costituzionale? Le due grandi famiglie sono individuabili nel sindacato diffuso e nel sindacato accentrato.
a. Modello Diffuso -> è quello che si è sviluppato negli USA e si è affermato in via giurisdizionale, il modello diffuso presuppone che tutti i giudici possano valutare se una norma (legge o atto) è o non è conforme alla costituzione. Lo possono fare con l'effetto di disapplicare la legge che loro ritengono in contrasto con la costituzione. Chiaramente questo modello parte dai casi concreti, ci sono delle controversie che arrivano davanti ai giudici e essi devono applicare una legge, se ritengono che essa sia in contrasto con la costituzione disapplicano la legge. Sentenza del 1803 -> ha stabilito la prevalenza delle decisioni della corte suprema statunitense che si pone come corte suprema di un modello che però è diffuso, in cui tutti i giudici possono disapplicare una norma. È definibile come un giudizio su situazioni giuridiche soggettive e ha come oggetto il caso specifico (concreto) che il giudice ha difronte. Non si tratta quindi di dichiarazione di incostituzionalità, semplicemente la disapplica L'elemento di discrezionalità dato dal singolo giudice al caso concreto è significativo, ha un importanza notevole, il fatto che il giudice disapplichi la norma ha come effetto quello inter partes e non erga omnes, vale solo per le parti coinvolte. Qual è il vantaggio? Abbiamo subito la verifica, il problema è che potrebbe comportare un'incertezza del diritto. Per questo i sistemi di giustizia costituzionale (di common law) si basano sul principio del precedente vincolante, il giudice di grado inferiore deve rispettare i vincoli imposti che garantiscono la certezza del diritto. La corte suprema con l'over-ruling impone una certa interpretazione e i giudici inferiori devono rispettarlo.
B. Modello accentrato -> l'idea è quella di istituire un organi ad hoc al centro del sistema, una corte chiamata a verificare la legittimità costituzionale, la congruenza delle leggi e gli atti rispetto alla costituzione. Accentrato puro -> il giudizio di costituzionalità è un giudizio astratto, prescinde dal caso concreto, puramente la corte prende in esame una legge e verifica in astratto se quella legge ha un contenuto in contrasto con i principi costituzionali. È la legge che viene valutata nel suo valore astratto, non l'applicazione al caso concreto. Qual è la conseguenza? Se ho un giudizio che prescinde dall'applicazione della legge l'effetto è quello di pronuncia di incostituzionalità di una legge e la conseguenza è l'annullamento (ex tunc) con efficacia erga omnes non inter partes, vale per tutti. Il nostro sistema è accentrato, però ha degli elementi che richiamano il sistema diffuso. Il modello accentrato può essere :
Rispetto all'entrata in vigore della legge, o atto che si sta giudicando. Il controllo preventivo è il massimo dell'astrattezza, perchè la legge non è neanche entrata in vigore quindi non possono esserci casi concreti, però è anche il massimo della politicità (incidenza massima sul decisore politico)Il giudizio a posteriori ha questo elemento meno attenuato, la norma è entrata in vigore ed essendo un giudizio accentrato (organo ad hoc) può capitare che la norma arrivi al giudizio della corte costituzionale dopo x tempo dall'entrata in vigore, e magari nel frattempo sino cambiate le maggioranze, l'impatto della politicità è attenuato rispetto al caso preventivo. Un sistema di giustizia accentrata che richiede un controllo preventivo è quello francese. Nel nostro sistema la corte si pronuncia solo ed esclusivamente su leggi o atti aventi forza di legge che sono già in vigore. -> sistema accentrato ma con caratteristiche del sistema diffuso.
In assemblea costituente la scelta di darsi una corte costituzionale (ovviamente con lo statuto Albertino non la avevamo, era una costituzione flessibile quindi non c'era necessità). La decisione di darsi una corte costituzionale non fu così semplice, perchè non avevamo precedenti. Quale modello scegliere ? Che forma gli diamo? C'era dello scetticismo tra le forze politiche dato dalla atipicità, dell'incidenza politica di questo organo ruolo determinante nell'ordinamento. Le forze di sinistra non erano molto d'accordo con l'idea della Corte. Togliatti la definì una "bizzarria" C'era il problema di individuare il custode della costituzione, prevalse l'idea che come custode doveva esserci un giudice e che il modello dovesse essere scelto tra quello statunitense e quello austriaco. Il modello statunitense fu scartato subito, il modello austriaco puro però non sembrava convincente quindi si giunse a questa forma mista. La decisione fu quella di rinviare la disciplina della Corte ad una legge costituzionale e poi una legge ordinaria specificamente legata alla corte costituzionale, la Costituzione è molto essenziale nel descrivere questo organo e lo fa partendo dal articolo 134.
Cosa fa Art 134 " La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione."
Art 135 "La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. I giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio. I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati. Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall'esercizio delle funzioni. La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall'ufficio di giudice. L'ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge. Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari"
Durano in carica per 9 anni, e non vengono nominati tutti insieme, a scaglioni, c'è una rotazione. I 15 giudici eleggono un presidente, che rimane in carica per 3 anni ed è rieleggibile. Incompatibilità.