La crisi della Repubblica Romana: cause e figure chiave come Gaio Mario

Slide da Hub Scuola su La crisi della Repubblica. Il Pdf esplora le cause interne e le figure chiave come Gaio Mario, analizzando le riforme militari e le campagne di questo periodo di transizione per la Storia della scuola superiore.

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18 pagine

La crisi della
Repubblica
II-I secolo a.C.
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Organizzazione
dei territori e
tensioni sociali

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Anteprima

Organizzazione dei territori e tensioni sociali

Conquistata l'egemonia nel Mediterraneo, nella seconda metà del II secolo a.C. Roma controlla un territorio molto più esteso di un secolo prima, che deve essere difeso e gestito in modo efficace.

Celti Territori romani Regni clienti e Stati sotto il controllo romano Iberi Liguri Celtiberi Illiri MAR NERO Marsiglia Lusitani Spagna Citeriore Ponto e Bitinia REGNO DEI PARTI Spagna Ulteriore · Sagunto Roma Macedonia Pidna Tessaglia "Cinocefale Pergamo Cappadocia · Nuova Cartagine Epiro Magnesia Mauritania Numidia Cartagine Etolia Corinto· · Atene Leucopetra Tiro MAR MEDITERRANEO REGNO DEI SELEUCIDI

L'amministrazione delle province

Gallia Cisalpina Aquileia Veneti NarbonaI territori conquistati durante le guerre puniche vengono trasformati in province:

  • Sicilia;
  • Sardegna e Corsica;
  • Spagna Citeriore e Ulteriore;
  • Macedonia;
  • Acaia (comprende la Grecia);
  • Asia;
  • Africa;
  • Gallia Cisalpina;
  • Gallia Narbonese.

pressione fiscale nessuna autonomia politica governate da proconsoli e propretori con poteri 1 civili militari giudiziari

I cambiamenti nella società romana

L'espansione dei domini romani porta dei vantaggi soprattutto per l'aristocrazia, che mantiene il monopolio delle cariche pubbliche e accumula grandi latifondi, e per i cavalieri (ceto equestre), incaricati di incassare i tributi e di gestire gli appalti pubblici, che diventano sempre più ricchi.

La necessità economica costringe spesso i piccoli proprietari terrieri a vendere i propri terreni ai latifondisti, e a trasferirsi in città impoveriti e dipendenti dal sistema delle clientele.

estensione del latifondo orato dagli schiavi rivolte servili crisi dei piccoli proprietari crescita del proletariato urbano

Il contatto con l'Oriente fa arrivare a Roma molti artisti e intellettuali greci che portano la cultura ellenistica nella repubblica, con reazioni contrastanti: c'è chi saluta con favore l'assimilazione culturale e chi difende con forza il mos maiorum della tradizione romana.

Catone "il Censore"

Tentativi di riforma e nuovi protagonisti

I Gracchi e le riforme sociali

L'aumento della disoccupazione e le tensioni tra i diversi ceti aprono la questione della necessità di riforme sociali: se ne fanno portatori Tiberio e Caio Gracco, di famiglia nobile ma sensibili ai problemi delle classi più basse.

I due fratelli sono inoltre convinti che l'impoverimento dei contadini indebolisca l'esercito, che arruola i soldati in base al censo, e minacci la stabilità dello Stato nel suo complesso.

ET. C . SEMPR ONG BACSE

Nel 133 a.C. Tiberio, eletto tribuno delle plebe, presenta una proposta di legge per la redistribuzione delle terre pubbliche ai contadini più poveri, col fine di riconvertire i proletari in piccoli proprietari terrieri e ridurre il latifondo.

La legge viene approvata, nonostante l'opposizione degli aristocratici, ma la sua attuazione viene fortemente ostacolata e Tiberio viene ucciso durante una sommossa.

NVS TIB.GRACCVS 133 a.C. legge agraria di Tiberio Gracco

Dieci anni dopo Gaio Gracco, cercando l'alleanza del ceto equestre, ripropone le riforme del fratello e ne aggiunge di nuove, come la possibilità anche per i proletari di arruolarsi nell'esercito e l'estensione della cittadinanza agli alleati italici.

Il Senato però si oppone con forza e lo addita demagogicamente come un nemico pubblico, portandolo al suicidio.

123-121 a.C. tribunato di Gaio Gracco

Mario, l'homo novus

Benché fermati dal Senato, i tentativi di riforma dei Gracchi mettono in evidenza la presenza di due schieramenti opposti:

  • gli ottimati difendono i privilegi dell'aristocrazia;
  • i popolari esprimono gli interessi del ceto equestre (con l'appoggio del proletariato urbano).

Acuiscono i contrasti le guerre contro i Cimbri e i Teutoni e la crisi in Numidia, dove si impone come unico re Giugurta, provocando l'intervento di Roma nel 112 a.C.

SPAGNA ITALIA GRECIA Numidia TUNISIA MAROCCO ALGERIA LIBIA

Nella guerra contro Giugurta (vinto nel 105 a.C.) si distingue Gaio Mario, homo novus della fazione dei popolari eletto console nel 107 a.C., che riforma l'esercito rendendolo volontario.

Tra il 102 e il 101 a.C. Mario sconfigge anche i Teutoni ad Aquae Sextiae (l'attuale Aix-en-Provence) e i Cimbri ai Campi Raudii (vicino Vercelli), ristabilendo il controllo romano in Gallia.

arruolamento volontario ampliamento ai proletari e agli Italici introduzione di una paga fissa riforma dell'esercito (107 a.C.) specializzazione dei reparti fidelizzazione delle truppe

La Guerra sociale e l'affermazione di Silla

Gli Italici premono per ottenere la cittadinanza romana, e dopo il tentativo di Gaio Gracco anche quello di Marco Livio Druso del 91 a.C. viene fermato dal Senato.

Esasperati, i socii (cioè gli alleati italici) si ribellano riunendosi in uno stato federale che muove guerra a Roma in tutta l'Italia centro- meridionale: dopo tre anni di scontri, nell'89 a.C. viene concessa la cittadinanza in cambio della resa.

91-89 a.C. Guerra sociale

Sia la sottomissione di Giugurta sia la fine della guerra sociale si devono anche all'ufficiale Lucio Cornelio Silla, che nell'88 a.C. si appresta a partire per contrastare Mitridate VI.

Il re del Ponto, infatti, tenta di espandersi nei territori posti sotto l'influenza romana.

Province romane Territori sotto l'inflounza romana Regno di Mitridate VI Tracia Ponto Armenia Bisanzio . Bitinia Macedonia ·Dardano Galazia Epiro Pergamo MAR EGEO Asia · Atene Acaia · Antiochia Rodt MAR IONIO Cipro REGNO DEI PARTI Creto

MAR NEROLe pressioni dei popolari per affidare il comando della spedizione contro Mitridate a Mario, invece che a Silla, danno origine a una vera e propria guerra civile tra i due.

Silla marcia con l'esercito verso Roma, costringendo Mario alla fuga, poi si dedica a sconfiggere Mitridate (85 a.c.). Nel frattempo i sostenitori di Mario perseguitano gli avversari: quando Silla torna in Italia ci sono violentissimi scontri tra il suo esercito, che alla prevale, e i popolari.

83-82 a.C. Guerra civile tra Mario e Silla popolari ottimati 82 a.C. battaglia di Porta Collina Silla vs popolari

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