Prevenzione e controllo delle infezioni correlate all'assistenza

Documento universitario sulla prevenzione e controllo delle infezioni. Il Pdf, un set di appunti schematici, tratta le infezioni correlate all'assistenza (ICA), i microrganismi coinvolti e l'impatto economico-sanitario, oltre a descrivere l'uso dei DPI e le procedure di vestizione/svestizione.

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Prevenzione e controllo delle infezioni
La prevenzione e il controllo delle infezioni è un approccio pratico, il cui scopo è quello di
prevenire che i pazienti e gli operatori sanitari vengano colpiti da infezioni evitabili.
L'organizzazione mondiale della sanità si impegna nella promozione di comportamenti che
vanno a limitare le infezioni che si possono evitare, andando ad identificare precocemente
gli individui che presentano fattori di rischio per un'infezione. L'attuazione dei programmi di
PCI (infection prevention and control) è importante perché rappresenta 1 delle 10 principali
cause di morte e disabilità nel mondo. A livello globale 4 pazienti su 10 vengono danneggiati
dall'assistenza sanitaria primaria o ambulatoriale.
Infezioni correlate all’assistenza (ICA)
Inizialmente le infezioni associate al ricovero ospedaliero venivano definite infezioni
nosocomiali, ma dagli anni 90 con c'è stata la necessità di ampliare il concetto di
assistenza sanitaria e sociosanitaria.
Le infezioni correlate all'assistenza, sono delle infezioni che derivano da batteri, funghi, virus
oppure altri patogeni molto meno comuni, che vengono contratte durante l'assistenza
sanitaria e possono verificarsi in qualsiasi contesto assistenziale e che al momento
dell'ingresso nella struttura oppure prima dell'erogazione dell'assistenza non si erano
manifestati lineamente.
Incidenza generale
- 5-10% dei pazienti ricoverati contrae ICA
- italia si aggira intorno al 6-8% dei ricoverati
- europa ogni anno abbiamo 4,5 milioni di casi ICA
Reparti più colpiti
- terapia intensiva → tasso ICA 20-30% dei pazienti
- chirurgia → infezioni del sito chirurgico, 20% di ICA
Tipologie di ICA più frequenti
- infezioni del tratto urinario → catetere vescicale 30-40%
- polmoniti → causate soprattutto da ventilazioni meccaniche 15-20%
- infezioni del sito chirurgico → 15-20%
- batteriemie/sepsi → correlate a catetere 10-15%
Microrganismi coinvolti
- staphylococcus aureus, escherichia coli, pseudomonas aeruginosa, klebsiella
pneumoniae
Il 30-50% dei patogeni dell’ICA sono resistenti ad almeno un antibiotico normale.
Impatto economico e sanitario
- ICA prolungano la degenza di 7-10 gg
- aumenta la mortalità, nei casi lievi 2-5% e in quelli gravi oltre al 30%
Prevenzione e controllo
- lavaggio mani → riduce il rischio di ICA del 40-60%
- protocollo antibiotico stewardship → riduce le infezioni multiresistenti del 20-30%
- formazione e sorveglianze del personale sanitario

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Anteprima

Prevenzione e Controllo delle Infezioni

La prevenzione e il controllo delle infezioni è un approccio pratico, il cui scopo è quello di prevenire che i pazienti e gli operatori sanitari vengano colpiti da infezioni evitabili. L'organizzazione mondiale della sanità si impegna nella promozione di comportamenti che vanno a limitare le infezioni che si possono evitare, andando ad identificare precocemente gli individui che presentano fattori di rischio per un'infezione. L'attuazione dei programmi di PCI (infection prevention and control) è importante perché rappresenta 1 delle 10 principali cause di morte e disabilità nel mondo. A livello globale 4 pazienti su 10 vengono danneggiati dall'assistenza sanitaria primaria o ambulatoriale.

Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA)

Inizialmente le infezioni associate al ricovero ospedaliero venivano definite infezioni nosocomiali, ma dagli anni 90 con c'è stata la necessità di ampliare il concetto di assistenza sanitaria e sociosanitaria. Le infezioni correlate all'assistenza, sono delle infezioni che derivano da batteri, funghi, virus oppure altri patogeni molto meno comuni, che vengono contratte durante l'assistenza sanitaria e possono verificarsi in qualsiasi contesto assistenziale e che al momento dell'ingresso nella struttura oppure prima dell'erogazione dell'assistenza non si erano manifestati lineamente.

Incidenza Generale delle ICA

  • 5-10% dei pazienti ricoverati contrae ICA
  • italia si aggira intorno al 6-8% dei ricoverati
  • europa ogni anno abbiamo 4,5 milioni di casi ICA

Reparti più Colpiti dalle ICA

  • terapia intensiva -> tasso ICA 20-30% dei pazienti
  • chirurgia -> infezioni del sito chirurgico, 20% di ICA

Tipologie di ICA più Frequenti

  • infezioni del tratto urinario -> catetere vescicale 30-40%
  • polmoniti -> causate soprattutto da ventilazioni meccaniche 15-20%
  • infezioni del sito chirurgico -> 15-20%
  • batteriemie/sepsi -> correlate a catetere 10-15%

Microrganismi Coinvolti nelle ICA

  • staphylococcus aureus, escherichia coli, pseudomonas aeruginosa, klebsiella pneumoniae

Il 30-50% dei patogeni dell'ICA sono resistenti ad almeno un antibiotico normale.

Impatto Economico e Sanitario delle ICA

  • ICA prolungano la degenza di 7-10 gg
  • aumenta la mortalità, nei casi lievi 2-5% e in quelli gravi oltre al 30%

Prevenzione e Controllo delle ICA

  • lavaggio mani -> riduce il rischio di ICA del 40-60%
  • protocollo antibiotico stewardship -> riduce le infezioni multiresistenti del 20-30%
  • formazione e sorveglianza del personale sanitario

Come si Diffondono le Infezioni

La trasmissione dell'infezione durante l'assenza sanitaria richiede tre elementi:

  • la fonte di microrganismo infettanti
  • un ospite suscettibile
  • un mezzo/una via di trasmissione dalla microrganismo all'ospite

Tipologie di Infezione

L'infezione può essere:

  • endogena -> l'infezione è data da patogeni presente all'interno del corpo
  • esogena-> l'infezione è trasmessa dall'esterno attraverso apparecchiature oppure dispositivi medici, l'ambiente, il personale sanitario o farmaci contaminati.

Modalità di Trasmissione dell'Infezione

La trasmissione dell'infezione può avvenire in vari modi:

  • contatto diretto tra una persona sana e una infetta soprattutto tramite mani
  • via droplet, contatto con delle goccioline emesse con starnuti o tosse di una persona infetta
  • via aerea, attraverso piccoli microrganismi che rimangono nell'aria per periodi lunghi
  • contatto indiretto di un veicolo contaminato come gli strumenti chirurgici
  • trasmissione dell'infezione attraverso un veicolo comune (cibo) a più persone

Precauzioni Standard

Le precauzioni standard nascono per la protezione dell'operatore del rischio di contrarre un'infezione da un paziente asintomatico, inizialmente vengono identificate come delle precauzioni universali in risposta all'HIV per poi diventare delle precauzioni standard con la revisione delle linee guida del CDC sulle misure di isolamento.

CDC (Centers for Disease Control and Prevention)

CDC (CENTERS FOR DISEASE CONTROL AND PREVENTION) è un importante organismo di controllo della sanità pubblica essa è un'agenzia federale degli Stati Uniti, il suo obiettivo principale è quello di proteggere la salute e la sicurezza pubblica attraverso il controllo e la prevenzione delle malattie infortuni e disabilità sia negli Stati Uniti che nel mondo. Il CDC si concentra principalmente sulle malattie infettive, del benessere dell'ambiente, la salute, la sicurezza sul lavoro la promozione della salute, la prevenzione degli infortuni è su delle attività educative con lo scopo di migliorare il benessere di cittadini statunitensi.

Le precauzioni standard sono delle pratiche essenziali di prevenzione delle infezioni e sono da utilizzare in tutti quanti i contesti assistenziali indipendentemente dalla conferma o dal sospetto di infezione, perché si assume che qualsiasi persona possa essere infetta. Una delle precauzioni standard è l'igiene delle mani.

Igiene delle Mani

L'igiene delle mani è la principale misura per la prevenzione delle infezioni ma al contempo è una delle pratiche più disattese benché le indicazioni delle linee guida internazionali dell'organizzazione mondiale della sanità (OMS) siano semplici e di facile esecuzione.

I 5 Momenti dell'Igiene delle Mani (OMS)

Per rendere applicabile le indicazioni dell'OMS è stato sviluppato il concetto di 5 momenti dell'igiene delle mani:

  1. prima del contatto con il paziente
  2. prima di una manovra asettica -> prima di usare un dispositivo invasivo
  3. dopo rischio di esposizione ad un fluido corporeo -> post contatto di fluidi corporei, secrezioni, cute non integra o al passaggio da un sito contaminato ad uno pulito
  4. dopo contatto con il paziente
  5. dopo il contatto con l'ambiente circostante al paziente

Tipi di Lavaggio delle Mani

Le mani sono piene di microrganismi che si distinguono in:

  • flora batterica residente -> costituita da microrganismi che risiedono negli strati più profondi della cute, non può essere rimossa con il semplice lavaggio delle mani e raramente può causare infezioni, la specie dominante lo stafilococcus epidermidis
  • flora batterica transitoria -> presente sugli strati più superficiali della cute, si deposita sulle mani in seguito a un contatto diretto con il paziente infetto o indirettamente tramite dispositivi o con l'ambiente e può essere rimossa con un igiene delle mani di routine.

Esistono 3 tipi di lavaggio delle mani:

  • lavaggio sociale -> 40-60 sec
  • lavaggio antisettico -> 90 sec
  • lavaggio chirurgico -> 5 min

Lavaggio Sociale

Lavaggio sociale -> 40-60 secondi È utilizzato per la rimozione dello sporco e della flora microbica transitoria è caratterizzato da questi microrganismi presenti sulla superficie delle mani in seguito a un contatto con oggetti o superfici oppure con un contatto con la persona che andiamo ad assistere. I germi transitori non si moltiplicano, non sopravvivono a lungo e sono facilmente eliminabili con il lavaggio e sono i microrganismi che spesso vanno a trasmettere le infezioni.

  • Lavaggio sociale -> eseguito con acqua e sapone detergente.

Se le mani non sono visibilmente sporche possiamo sostituirlo con il frizionamento con gel in soluzione idroalcolica, durata 20-30 sec.

Indicazioni per il Frizionamento con Gel

Il frizionamento con gel è indicato:

  • prima e dopo il contatto diretto con il paziente
  • dopo la rimozioni di guanti non sterili
  • quando si passa da una zona del corpo contaminato a una pulita
  • dopo contatto con oggetti vicini al malato

Controindicazioni per il Frizionamento con Gel

Il frizionamento con gel non deve essere eseguita:

  • dopo aver lavato le mani con acqua e sapone
  • mani visibilmente sporche
  • dopo l'utilizzo dei servizi igienici
  • contaminazione da fluidi biologici
  • esposizioni a microrganismi sporigeni -> clostridium difficile

Lavaggio Antisettico

Lavaggio antisettico -> 90 secondi Lavaggio antisettico è indicato nelle aree ad alto rischio, prima di qualsiasi procedura invasiva, dopo il contatto con ferite oppure materiale biologico infetto, prima di assistere un paziente suscettibile alle infezioni e dopo assistito un paziente infetto. Si esegue utilizzando un sapone antisettico come la clorexidina.

Lavaggio Chirurgico

Lavaggio chirurgico -> 5 minuti Lavaggio chirurgico si esegue con sapone antisettico ed è necessario prima di un intervento chirurgico invasivo, serve per eliminare la flora transitoria riducendo quella resistente ed inibire la crescita dei batteri sotto i guanti. L'uso dei guanti sterile non sostituisce il lavaggio chirurgico che serve a ridurre il rischio di trasmissione di microrganismi cutanei in caso di perforazione o danneggiamento dei guanti.

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Il D.lgs 81/2008 è la norma per quanto riguarda la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. In particolare l'articolo 74 definisce i DPI come qualsiasi attrezzatura destina ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Requisiti dei DPI

Secondo articolo 75, DPI essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o ridotti da misure tecniche di prevenzione. Nell'articolo 76 si fa riferimento ai requisiti che devono essere rispettati dai DPI, in particolare devono:

  • essere adeguati ai rischi da prevenzione
  • essere adeguati alle condizioni sul luogo di lavoro
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o salute del lavoratore
  • in caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI e devono essere compatibili tra loro tali da mantenere la propria efficacia

Classificazione dei DPI (D.lgs 17/2019)

Il D.lgs 17 del 2019 suddivide i DPI in tre categorie:

  1. DPI a progettazione semplice -> destinati a tutelare il soggetto dal rischio di danni di lieve entità, esempi:
  • oggetti con temperature superiore ai 50°
  • fenomeni atmosferici
  1. DPI che non rientrano nelle altre due categorie
  2. DPI a progettazione complessa -> destinati a tutelare il soggetto da rischi di morte o lesioni gravi permanenti, esempi:
  • DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti.
  • DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall'alto
  • DPI per attività ambiente con temperatura d'aria non meno di 100°℃ con o senza infrarossi, fiamme o materiali in fusione.

Il DPI usati in ambito sanitario appartengono alla terza categoria, poiché i rischi derivanti da esposizioni non protetta possono provocare gravi lesioni o la morte. I DPI più frequentemente usati in ambito sanitario assistenziale sono quelli per la protezione respiratoria, protezione congiuntivale, protezione delle mani, del corpo, dei piedi e la protezione del capo.

Raccomandazioni CDC per l'Uso dei DPI

Il CDC di Atlanta raccomanda 4 punti per l'utilizzo dei DPI:

  1. prima di ogni contatto con il paziente
  2. una volta indossati bisogna adottare giusti comportamenti per prevenire la contaminazione
  3. dopo aver completato l'assistenza rimuovere attentamente il dispositivo e smaltirlo correttamente
  4. lavare le mani prima di andare da un'altro paziente

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