Documento sui regimi totalitari del XX secolo, analizzando fascismo, nazismo e comunismo. Il Pdf, adatto per la scuola superiore, esplora eventi storici chiave, ideologie e repressioni, offrendo una panoramica chiara e schematica della storia contemporanea.
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CAPITOLO 9 9.1 I regimi totalitari Comunismo staliniano, fascismo e nazismo sono considerati regimi totalitari perché miravano al controllo assoluto dello Stato e dei cittadini.
Il termine "totalitarismo" nasce in Italia nei primi anni '20 per descrivere il controllo del regime fascista su ogni aspetto della vita. Mussolini lo reinterpretò positivamente, esprimendo l'idea che lo Stato dovesse assorbire ogni attività sociale, politica e culturale. Nel 1929 il termine fu usato per indicare anche il nazismo e il comunismo sovietico, accomunati dall'obiettivo di controllo totale.
Secondo studiosi come Hannah Arendt, Carl Joachim Friedrich e Karl Dietrich Bracher, il totalitarismo si caratterizza per:
L'obiettivo era creare un "uomo nuovo" completamente subordinato al regime.
I regimi autoritari (Portogallo di Salazar, Austria di Dolfuss, Polonia di Pilsudski, Spagna di de Rivera) erano repressivi, ma non controllavano ogni aspetto della vita come i totalitarismi.
Gli storici dibattono sull'uso del termine "totalitarismo" per fascismo, nazismo e comunismo, poiché esistono differenze significative:
Nonostante queste differenze, il concetto di totalitarismo è oggi ampiamente accettato per analizzare i tre grandi regimi di massa del XX secolo.
9.2 L'Unione Sovietica Dopo la morte di Lenin nel 1924, la leadership dell'URSS divenne oggetto di una lotta tra le diverse correnti del partito.
Dopo Lenin, il partito bolscevico si divise tra due linee politiche:
Stalin, segretario del PCUS dal 1922, controllava la burocrazia del partito e puntava a consolidare il suo potere in Russia, mentre Trockij, più carismatico e cosmopolita, vedeva questa strategia come un tradimento della rivoluzione.
Nonostante Lenin avesse espresso dubbi su Stalin, quest'ultimo riuscì a imporsi sfruttando la sua posizione nel partito. Dal 1927 iniziò a eliminare gli oppositori:
Nel 1928 Stalin abbandonò la NEP e adottò un'economia pianificata per modernizzare il Paese. La Gosplan, commissione per la pianificazione, elaborò i piani quinquennali per trasformare l'URSS in una potenza industriale.
Dal 1928 al 1940 l'URSS fu sottoposta a una programmazione economica rigida:
Grazie ai piani quinquennali:
Per incentivare i lavoratori, il regime lanciò il mito di Aleksej Stachanov, minatore che superava i record di produttività. Lo stachanovismo esaltava il sacrificio per il bene dello Stato.
L'industrializzazione causò gravi disagi:
La pianificazione economica aveva limiti evidenti:
Nel 1929 Stalin avviò la collettivizzazione dell'agricoltura, creando aziende agricole statali (sovchoz) e cooperative (kolchoz). Obiettivi:
I contadini più ricchi (kulaki) si opposero alla collettivizzazione: molti rifiutarono di seminare e uccisero il bestiame. Stalin rispose con la repressione:
La resistenza dei contadini portò a una crisi agricola. Lo Stato requisì comunque i raccolti, causando la carestia del 1932-33, che provocò oltre 6 milioni di morti, soprattutto in Ucraina.
La propaganda presentava l'industrializzazione come un successo, mentre chi criticava il regime veniva etichettato come "nemico del popolo". Il realismo socialista divenne la linea ufficiale per l'arte e la cultura.
Stalin fu celebrato come l'unico artefice del progresso sovietico. Il culto della personalità lo dipingeva come un padre benevolo, unico garante del benessere del popolo.
Dal 1934 Stalin avviò il Grande Terrore, una feroce epurazione che colpì:
I processi-farsa portarono alla deportazione o all'esecuzione di milioni di persone.
L'epurazione colpì anche l'esercito, eliminando decine di migliaia di ufficiali. Questo indeboli gravemente l'URSS, causando gravi difficoltà durante la Seconda guerra mondiale.
La polizia segreta NKVD, con 300.000 agenti, praticava arresti arbitrari, fucilazioni e deportazioni. I Gulag, campi di lavoro forzato, ospitavano milioni di prigionieri:
I Gulag diventarono un sistema di repressione sistematica, reso noto al mondo da Aleksandr Solženicyn con Arcipelago Gulag (1973). Le epurazioni rafforzarono il potere di Stalin, trasformando l'URSS in uno Stato totalitario basato sul terrore.
Stalin intensificò la repressione religiosa:
Solo durante la Seconda guerra mondiale Stalin allentò la repressione per ottenere il sostegno della popolazione.
Il Komintern, o Internazionale Comunista, diffondeva l'ideologia comunista in Europa. Negli anni '20 e '30, il comunismo rifiutava alleanze con i socialdemocratici. Tuttavia, con la crescita del nazismo e del fascismo, Stalin cambiò strategia:
I Fronti Popolari ebbero un ruolo chiave in Francia e nella Guerra civile spagnola.
9.3 L'Italia A partire dalla metà degli anni Venti, il regime fascista svuotò progressivamente le istituzioni rappresentative, rafforzando il partito unico e il Gran Consiglio del Fascismo. La monarchia di Vittorio Emanuele III rimase formalmente in vigore, ma senza reali poteri.
Le elezioni del 1929, con lista unica, confermarono il consenso al regime, segnando il passaggio da un fascismo autoritario a uno totalitario. Il nuovo obiettivo era creare uno "Stato nuovo", permeando ogni ambito della società con l'ideologia fascista.
Il fascismo presentò il corporativismo come alternativa a capitalismo e socialismo, basata sulla collaborazione tra classi sociali.
Tuttavia, le corporazioni non ebbero reale potere economico e finirono per favorire le élite industriali.
Con la crisi del 1929, il regime intervenne nell'economia con misure simili al keynesismo, ma in un contesto non democratico:
L'Italia divenne uno Stato imprenditore, con un forte controllo pubblico sull'economia.
Dal 1925 Mussolini puntò all'autosufficienza alimentare, ma il settore agricolo rimase arretrato:
Per migliorare l'agricoltura, il regime avviò un grande progetto di bonifica delle paludi:
La bonifica fu un successo propagandistico e ridusse la disoccupazione.
Il fascismo sviluppò un sistema assistenziale per controllare la società:
Lo Stato sociale fascista creò un groviglio burocratico inefficiente, favorendo il clientelismo.
Il regime puntava ad aumentare la popolazione da 40 a 60 milioni, per rafforzare il Paese economicamente e militarmente.
Il fascismo controllo l'istruzione per formare cittadini fedeli al regime: