Capitolo 8: La concorrenza perfetta e il monopolio in economia

Documento da Asu Scienze Politiche su Capitolo 8: la concorrenza perfetta e il monopolio. Il Pdf esplora i concetti di concorrenza perfetta e monopolio, analizzando costi opportunità, profitti economici e comportamento delle imprese in diversi scenari di mercato per la materia Economia a livello universitario.

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DICHIARAZIONE DI PRINCIPIO:
«AVENDO PRIMARIAMENTE A CUORE UNA FORMAZIONE QUANTO MIGLIORE POSSIBILE
PER LA COMUNITÀ DEGLI STUDENTI DELL’ATENEO FEDERICIANO, L’ASSOCIAZIONE
STUDENTI UNIVERSITARI A.S.U. SCIENZE POLITICHE, PER L’ATTIVITÀ DI STUDIO,
CONSIGLIA SEMPRE L’UTILIZZO DEI MANUALI E DEI TESTI UFFICIALI, SICCOME ESSI
HANNO L’ESCLUSIVO VANTAGGIO DI ESSERE DI PRECISA QUALITÀ ACCADEMICA E DI
FORNIRE, PERTANTO, IL NECESSARIO APPORTO CONTENUTISTICO E LINGUISTICO
RISPETTO ALLA MATERIA TRATTATA; QUALITÀ, QUESTA, CHE NON PUÒ ESSERE
COMPLETAMENTE SODDISFATTA CON LE COSIDDETTE ‘DISPENSE’ O CON I ‘RIASSUNTI’.
TUTTAVIA, AVENDO COSCIENZA DELLE DIVERSE ESIGENZE DIDATTICHE,
EVENTUALMENTE SCATURENTI DA ALCUNI STUDENTI, SOVENTE PER MOTIVI “DI TEMPO”
O SEMPLICEMENTE “PER SCELTA”, LA STESSA ASSOCIAZIONE CI TIENE A METTERE A
DISPOSIZIONE DI COSTORO DEL ‘MATERIALE DIDATTICO INFORMALE’, MA COMUNQUE DI
UNA CERTA RELATIVA CURA.
ASU CI TIENE A RENDERE NOTO A COLORO I QUALI SI SERVONO DELLE SUE DISPENSE,
RIASSUNTI E MATERIALE DIDATTICO INFORMALE, MESSI A DISPOSIZIONE, CHE IL LORO
UTILIZZO NON È E NON PUÒ ESSERE ASSOLUTAMENTE SOSTITUTIVO DEI MANUALI E
TESTI UFFICIALI. L’ASSOCIAZIONE STUDENTESCA, PERTANTO, SI SPOGLIA DI OGNI
RESPONSABILITÀ DIDATTICA, SIA NEI CONFRONTI DEGLI STUDENTI CHE NEI CONFRONTI
DEI DOCENTI.
IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO CI STA A CUORE».
Capitolo 8: la concorrenza perfetta e il monopolio
Un settore è l’insieme delle imprese che producono uno stesso prodotto e che quindi operano come offerenti
in uno stesso mercato. La produzione di un settore è la somma delle produzioni delle imprese che lo
compongono. Differenti settori sono composti da imprese differenti per numero e/o dimensione.
- La struttura di un mercato è l’insieme dei caratteri della domanda e dell’offerta del mercato,
caratteri che influenzano il comportamento dei consumatori e le performance dei venditori.
L’analisi delle caratteristiche strutturali di un settore - dalle barriere all’entrata/uscita alla perfezione o
imperfezione dell’informazione - consente di classificare le strutture settoriali: la concorrenza perfetta e il
monopolio sono i due poli delle possibili strutture settoriali.
- Il mercato di concorrenza perfetta è caratterizzato da assoluta libertà di entrata e di uscita,
frammentazione della domanda e dell’offerta tra molti piccoli acquirenti e venditori, omogenei
(assenza di differenziazione) del bene o servizio scambiato e perfetta trasparenza.
- Il mercato di monopolio perfetto è invece caratterizzato da insormontabili barriere all’entrata di
nuovi concorrenti e assoluta libertà di uscita, concentrazione dell’offerta in un’unica impresa e
frammentazione della domanda, assenza di sostituti del bene o servizio offerto e perfetta
trasparenza.
La struttura è l’insieme dei caratteri della domanda e dell’offerta classificabili per barriere, concentrazione,
differenziazione del prodotto e trasparenza informativa.
Concorrenza perfetta e monopolio perfetto sono quindi strutture o forme di mercato del tutto teoriche,
analizzate dalla scienza economica in quanto poli di riferimento per valutare l’efficienza di strutture di
mercato imperfette e intermedie comprese tra questi due estremi e più vicine ai mercati reali.
In un mercato di perfetta concorrenza, le imprese non competono attraverso il prezzo, ma subiscono il
prezzo che si forma sul mercato attraverso l’interazione fra domanda e offerta e competono attraverso la
quantità.
Il conto profitti e lo stato patrimoniale di un’impresa, in qualsiasi mercato operante, rappresentano due utili
indicatori dell’attività e dei risultati economici di un’impresa. Gli economisti definiscono il costo d’uso di una
risorsa non come il pagamento effettivamente sostenuto per la sua acquisizione, ma attraverso il suo costo
opportunità:
- Il costo opportunità dell’uso di una risorsa è la stima o il valore (rendimento) del migliore impiego
alternativo.
Il concetto di costo opportunità dell’uso di una risorsa è relativo alle opportunità alternative di impiego alle
quali si rinuncia.
Per spiegare come il mercato incentivi gli individui a svolgere le attività più convenienti per loro e per la
collettività, occorre misurare i costi attraverso il criterio contabile dei pagamenti monetari effettivamente
sostenuti.
Il costo opportunità del capitale finanziario, ossia la remunerazione ottenibile dal miglior impiego alternativo,
è incluso tra i costi economici dell’impresa, ma non tra i costi contabili.
Il profitto economico eventualmente risultante dopo la deduzione dei ricavi di un’impresa di tutti i costi
opportunità delle risorse impiegate è detto extra-profitto:
- L’extra-profitto di un’impresa è il profitto economico che il proprietario e/o i proprietari ricavano in
eccedenza dal rendimento che avrebbero potuto ottenere con un impiego alternativo delle proprie
risorse.
Sono gli extra-profitti, e non i profitti contabili, a indicare la convenienza all’allocazione di risorse in
un’impresa e quindi a incentivare la riallocazione delle risorse tra imprese diverse.

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ASU Scienze Politiche

ASU Scienze Politiche #DALLAPARTEDEGLISTUDENTI DICHIARAZIONE DI PRINCIPIO: «AVENDO PRIMARIAMENTE A CUORE UNA FORMAZIONE QUANTO MIGLIORE POSSIBILE PER LA COMUNITÀ DEGLI STUDENTI DELL'ATENEO FEDERICIANO, L'ASSOCIAZIONE STUDENTI UNIVERSITARI A.S.U. SCIENZE POLITICHE, PER L'ATTIVITÀ DI STUDIO, CONSIGLIA SEMPRE L'UTILIZZO DEI MANUALI E DEI TESTI UFFICIALI, SICCOME ESSI HANNO L'ESCLUSIVO VANTAGGIO DI ESSERE DI PRECISA QUALITÀ ACCADEMICA E DI FORNIRE, PERTANTO, IL NECESSARIO APPORTO CONTENUTISTICO E LINGUISTICO RISPETTO ALLA MATERIA TRATTATA; QUALITÀ, QUESTA, CHE NON PUÒ ESSERE COMPLETAMENTE SODDISFATTA CON LE COSIDDETTE 'DISPENSE' O CON I 'RIASSUNTI'. TUTTAVIA, AVENDO COSCIENZA DELLE DIVERSE ESIGENZE DIDATTICHE, EVENTUALMENTE SCATURENTI DA ALCUNI STUDENTI, SOVENTE PER MOTIVI "DI TEMPO" O SEMPLICEMENTE "PER SCELTA", LA STESSA ASSOCIAZIONE CI TIENE A METTERE A DISPOSIZIONE DI COSTORO DEL 'MATERIALE DIDATTICO INFORMALE', MA COMUNQUE DI UNA CERTA RELATIVA CURA. ASU CI TIENE A RENDERE NOTO A COLORO I QUALI SI SERVONO DELLE SUE DISPENSE, RIASSUNTI E MATERIALE DIDATTICO INFORMALE, MESSI A DISPOSIZIONE, CHE IL LORO UTILIZZO NON È E NON PUÒ ESSERE ASSOLUTAMENTE SOSTITUTIVO DEI MANUALI E TESTI UFFICIALI. L'ASSOCIAZIONE STUDENTESCA, PERTANTO, SI SPOGLIA DI OGNI RESPONSABILITÀ DIDATTICA, SIA NEI CONFRONTI DEGLI STUDENTI CHE NEI CONFRONTI DEI DOCENTI. IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO CI STA A CUORE». DALLA PARTE degli STUDENTI

Concorrenza Perfetta e Monopolio

Un settore è l'insieme delle imprese che producono uno stesso prodotto e che quindi operano come offerenti in uno stesso mercato. La produzione di un settore è la somma delle produzioni delle imprese che lo compongono. Differenti settori sono composti da imprese differenti per numero e/o dimensione.

  • La struttura di un mercato è l'insieme dei caratteri della domanda e dell'offerta del mercato, caratteri che influenzano il comportamento dei consumatori e le performance dei venditori. L'analisi delle caratteristiche strutturali di un settore - dalle barriere all'entrata/uscita alla perfezione o imperfezione dell'informazione - consente di classificare le strutture settoriali: la concorrenza perfetta e il monopolio sono i due poli delle possibili strutture settoriali.
  • Il mercato di concorrenza perfetta è caratterizzato da assoluta libertà di entrata e di uscita, frammentazione della domanda e dell'offerta tra molti piccoli acquirenti e venditori, omogeneità (assenza di differenziazione) del bene o servizio scambiato e perfetta trasparenza.ASU Scienze Politiche #DALLAPARTEDEGLISTUDENTI
  • Il mercato di monopolio perfetto è invece caratterizzato da insormontabili barriere all'entrata di nuovi concorrenti e assoluta libertà di uscita, concentrazione dell'offerta in un'unica impresa e frammentazione della domanda, assenza di sostituti del bene o servizio offerto e perfetta trasparenza.

La struttura è l'insieme dei caratteri della domanda e dell'offerta classificabili per barriere, concentrazione, differenziazione del prodotto e trasparenza informativa.

Caratteri Strutturali e Forme di Mercato

Caratteri strutturali Strutture (forme) di mercato Barriere Uscita Concentrazione Offerta Differenziazione del prodotto Trasparenza Concorrenza perfetta nulle nulle irrilevante irrilevante nulla perfetta Concorrenza monopolistica significative nulle irrilevante irrilevante rilevante elevata Oligopolio rilevanti significative irrilevante elevata irrilevante imperfetta Monopolio perfetto assolute nulle irrilevante assoluta assoluta perfetta Concorrenza perfetta e monopolio perfetto sono quindi strutture o forme di mercato del tutto teoriche, analizzate dalla scienza economica in quanto poli di riferimento per valutare l'efficienza di strutture di mercato imperfette e intermedie comprese tra questi due estremi e più vicine ai mercati reali. In un mercato di perfetta concorrenza, le imprese non competono attraverso il prezzo, ma subiscono il prezzo che si forma sul mercato attraverso l'interazione fra domanda e offerta e competono attraverso la quantità.

Costo Opportunità e Profitto Economico

Il conto profitti e lo stato patrimoniale di un'impresa, in qualsiasi mercato operante, rappresentano due utili indicatori dell'attività e dei risultati economici di un'impresa. Gli economisti definiscono il costo d'uso di una risorsa non come il pagamento effettivamente sostenuto per la sua acquisizione, ma attraverso il suo costo opportunità:

  • Il costo opportunità dell'uso di una risorsa è la stima o il valore (rendimento) del migliore impiego alternativo.

Il concetto di costo opportunità dell'uso di una risorsa è relativo alle opportunità alternative di impiego alle quali si rinuncia. Per spiegare come il mercato incentivi gli individui a svolgere le attività più convenienti per loro e per la collettività, occorre misurare i costi attraverso il criterio contabile dei pagamenti monetari effettivamente sostenuti. Il costo opportunità del capitale finanziario, ossia la remunerazione ottenibile dal miglior impiego alternativo, è incluso tra i costi economici dell'impresa, ma non tra i costi contabili. Il profitto economico eventualmente risultante dopo la deduzione dei ricavi di un'impresa di tutti i costi opportunità delle risorse impiegate è detto extra-profitto:

  • L'extra-profitto di un'impresa è il profitto economico che il proprietario e/o i proprietari ricavano in eccedenza dal rendimento che avrebbero potuto ottenere con un impiego alternativo delle proprie risorse.

Sono gli extra-profitti, e non i profitti contabili, a indicare la convenienza all'allocazione di risorse in un'impresa e quindi a incentivare la riallocazione delle risorse tra imprese diverse. Entrata DomandaASU ANutri e Leri While's Scienze Politiche #DALLAPARTEDEGLISTUDENTI

Decisioni delle Imprese e Concorrenza Perfetta

La teoria economica ipotizza che le decisioni delle imprese circa la produzione e l'offerta siano finalizzate all'ottenimento del massimo profitto.

  • Nel mercato di concorrenza perfetta vi è assoluta libertà di entrata e uscita, la domanda e l'offerta sono frammentate, il bene o servizio scambiato è omogeneo e l'informazione è trasparente e perfetta.

In un mercato di concorrenza perfetta, il prezzo è determinato dall'interazione della domanda e dell'offerta di mercato e gli agenti individuali sono consapevoli dell'irrilevanza delle loro decisioni rispetto al prezzo corrente e al volume delle transazioni.

Domanda e Offerta nel Mercato Concorrenziale

(a) Impresa 4 Prezzo Po -dd q (migliaia di unità) In questa struttura o tipo di mercato, acquirenti e venditori subiscono il prezzo determinato dalla domanda DM DM e dall'offerta SMSM . La singola impresa, in questa situazione, è caratterizzata da una domanda perfettamente orizzontale (cioè di elasticità della quantità domandata al prezzo infinita) in corrispondenza del prezzo corrente nel mercato Po- Quale che sia il volume di offerta scelto dall'impresa, questa decisione non influisce sul prezzo corrente Po- (b) Settore o mercato . Prezzo Po K DuPM q (milioni di unità) La particolare configurazione della domanda - orizzontale e infinitamente elastica al prezzo - è un aspetto fondamentale della teoria della concorrenza perfetta. Affinché questa configurazione sia plausibile, si devono verificare quattro caratteristiche del mercato:

  1. È necessario che il settore sia frammentato in un numero di imprese così ampio che nessuna rappresenti una quota significativa dell'offerta;
  2. Occorre che il prodotto offerto sia assolutamente indifferenziato (ovvero, omogeneo) o comunque che la sua differenziazione (qualitativa, distributiva ecc.) appaia irrilevante agli acquirenti, cosicché i venditori non possano praticare prezzi diversi.
  3. Per far sì che nessuna impresa in un mercato perfettamente concorrenziale possa praticare prezzi diversi da quello corrente occorre che gli acquirenti dispongano di una perfetta informazione circa i prodotti offerti.
  4. L'assoluta libertà di entrata e uscita che giustifica l'ipotesi di un dato prezzo per le singole imprese operanti in un mercato perfettamente concorrenziale. Anche se le imprese insediate nel mercato fossero in grado di accordarsi per restringere l'offerta e aumentare il prezzo, il conseguente aumento dei ricavi e dei profitti attirerebbe nuove imprese nel settore; l'offerta totale aumenterebbe di nuovo, riportando il prezzo al livello iniziale. Al contrario, se le imprese di un settore perfettamente concorrenziale registrassero perdite, alcune uscirebbero dal mercato e ridurrebbero così l'offerta del settore, rialzando il prezzo in misura sufficiente a consentire alle imprese rimaste di sopravvivere.

La caratteristica peculiare della concorrenza perfetta è che le imprese vendono il prodotto a un prezzo dato dalle condizioni strutturali del mercato, che rappresenta al tempo stesso il ricavo marginale. Le imprese si dividono in: · Price-maker -> imprese che operano in altre strutture del mercato e che sono in grado di decidere il prezzo; · Price-taker -> l'impresa perfettamente concorrenziale non può scegliere il prezzo a cui vendere, ma non è costretta a ridurre il prezzo per vendere una o più unità addizionali. S. S M 'MASU Scienze Politiche #DALLAPARTEDEGLISTUDENTI

Relazione Prezzo, Ricavo Marginale e Ricavo Medio

Quindi, per l'impresa perfettamente concorrenziale vale la seguente relazione: P = MR = AR

Costi e Profitti nel Breve Periodo

SMC, SATC, SAVC SMC SATC C P3 SAVC P1 A Q1 Q3 Quantità Al di sopra del prezzo P3 (punto C), l'impresa realizza un profitto superiore (o extraprofitto) al costo opportunità di tutti i fattori produttivi impiegati, nel breve periodo. Al prezzo P3 (punto C), l'impresa realizza profitti normali. I ricavi pareggiano i costi. Tra P1 e P3 ( punti A e C), l'impresa ha delle perdite, pari ad una parte dei costi fissi. (Ogni segmento verticale misurabile tra SATC e SAVC rappresenta SAFC, il costo medio fisso.) L'impresa rimane nel mercato. Al di sotto di P1 l'impresa non riesce nemmeno a coprire i SAVC, ed esce dal mercato.

  • Il prezzo P1, corrispondente al valore minimo del costo medio variabile (SAVC), è detto punto di chiusura dell'impresa in quanto rappresenta il prezzo-soglia al di sotto del quale l'impresa ha convenienza a non produrre o a chiudere la produzione.

In chiusura, l'impresa non copre i costi fissi, ma si sa che nel breve periodo i costi fissi esistono anche se non si produce. In chiusura, l'impresa produce nella consapevolezza che almeno i costi variabili di produzione sono coperti dal ricavo derivante dalla vendita di ciascuna unità prodotta al prezzo-soglia. Per ogni prezzo uguale o superiore al prezzo di chiusura che l'impresa trova sul mercato, la curva del costo marginale di breve periodo (SMC) determina la quantità di prodotto che l'impresa perfettamente concorrenziale ha convenienza a realizzare e a offrire sul mercato.

  • La curva di offerta dell'impresa concorrenziale nel breve periodo è quindi il tratto di curva del costo marginale di breve periodo SMC che parte dal punto di chiusura A, ovvero dal punto in cui la curva SMC interseca la curva SAVC.

Costi e Profitti nel Lungo Periodo

P LAC LMC LMC D LAC PA H U P3 B P2 92 q3 « Rappresenta le curve di costo medio (LAC) e costo marginale (LMC) di lungo periodo dell'impresa. Se l'impresa trova sul mercato il prezzo P4, ha convenienza a produrre e offrire la quantità q4 in corrispondenza della quale consegue un profitto economico positivo pari a DH · q4. Se invece l'impresa può vendere il prodotto a un prezzo corrente nel mercato pari a P2, la corrispondente quantità ottima di produzione q2 non consente di coprire i costi con i ricavi. Nel lungo periodo, in questa condizione l'impresa esce dal mercato e dal settore. A un prezzo corrente nel mercato pari a P3, l'impresa, producendo e vendendo a q3, si trova in pareggio: i suoi ricavi sono esattamente uguali ai suoi costi. In questa situazione, il profitto economico dell'impresa è nullo.

  • Quando il profitto economico di un'impresa è nullo, gli economisti dicono che l'impresa beneficia comunque di un profitto normale. Il suo profitto contabile è esattamente sufficiente a compensare il costo opportunità delle risorse apportate dalla proprietà dell'impresa.

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