Manuale di Didattica: Il sapere sull'insegnamento, Appunti universitari

Documento dall'Università sulla didattica come scienza dell'insegnamento. Il Pdf esplora le configurazioni e metodologie didattiche, come il cooperative learning e l'insegnamento multimediale, fornendo una panoramica completa delle teorie e pratiche contemporanee per lo studio universitario.

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21 pagine

MANUALE di DIDATTICA
Il sapere sull’insegnamento
Cosimo Laneve
INTRODUZIONE
Il concetto di didattica occupa ormai un posto fondamentale nel quadro della discussione culturale e
pedagogica contemporanea. Questo manuale intende offrire un compendio di nozioni fondamentali
riguardanti la Didattica, cioè quell’ ambito del sapere scientifico che studia, teorizza e formalizza
l'insegnamento-apprendimento.
È necessario, però, innanzitutto distinguere la “Didattica” (con la lettere maiuscola) dalla
“didattica” (con la lettera minuscola).
1. La didattica è l’insegnamento, quindi l’insegnare, il fare, la pratica educativa (risponde alla
domanda “come faccio?”)
2. La Didattica è la scienza dell’insegnamento, sapere sull’insegnamento, teoria
dell’insegnamento => essendo teorizzazione dell’insegnamento è volta a definire il concetto
di insegnamento ( risponde quindi alla domanda “cos’è?”)
1 CAPITOLO: LA DIDATTICA
(Il primo capitolo parte dal termine “Didattica” per approdare al concetto di “sapere
sull’insegnamento”, senza trascurare il rapporto imprescindibile tra Didattica e pedagogia.
IL TERMINE
Il termine “didattica” deriva dal greco didaskein, che significa insegnare. Nonostante la parola in
greco presenti una serie di varianti, che si riferiscono alla scuola (didaskaleion), all’insegnante
(didaskalos) ecc, non la si può intendere in senso strettamente pedagogico. In effetti il “didattico”
era un genere letterario, relativo all’epos greco (che si proponeva di impartire nozioni relative a
diversi ambiti): l’esempio più significativo è il poema didascalico di Esiodo (Opere e Giorni) che
contiene teorie sulla giustizia, la navigazione, l’agricoltura ecc. Il termine continuò a designare un
genere letterario in epoca romana (didascalie in versi di Pomponio Attico), e mantenne questo
significato, anche se con qualche variazione di accento, nel Medioevo fino all’età Moderna.
Il termine venne alla ribalta in senso puramente pedagogico nel 17 esimo sec: in una relazione di
Wolfgang Ratke, scritta durante la Dieta di Francoforte, il termine “didattica” fu adoperato per la
prima volta nell’accezione di “arte dell’insegnamento”. Dai testi di Ratke attinse Comenio con la
sua nota Didactica Magna.
LA DIDATTICA
La Didattica ha dovuto aspettare molto affinché potesse essere considerata una scienza autonoma a
pieno titolo , con un proprio statuto epistemologico. Le ragioni di questo ritardo sono disparate:
.Innanzitutto vi è l’abitudine, proveniente da un’errata lettura del neoidealismo, di considerare l’atto
didattico separato dal contesto nel quale si colloca. È inoltre effetto del sofisma gentiliano che
identificava il sapere con il saper insegnare
.Un altro motivo è la tendenza della cultura occidentale di concepire la didattica esclusivamente
come sapere pratico-operativo.
Successivamente si è compreso che, conoscere il “cosa” e il “come” si impara ( cioè le materie di
studio e la psicologia dell’apprendimento), non equivale a sapere “che cosa” e “come” si deve
insegnare. Questo perché un conto è ciò che si vuole che accada ( l’apprendimento ), altro è quello
che si fa affinché esso accada realmente ( insegnamento).
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Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)
lOMoARcPSD|49563922
La DIDATTICA ha tre configurazioni. Essa è :
- Sapere sull’insegnamento;
- Sapere professionale
- Scienza pedagogica.
La didattica come sapere sull’insegnamento
La Didattica è intesa come sapere sull’insegnamento, in quanto analizza tutto ciò che si fa
affinché un soggetto, che voglia imparare, apprenda conoscenze relative ai diversi saperi, di solito
disciplinari. Questo significa che la Didattica è strettamente connessa alla questione del “senso”
dell’insegnare e dell’apprendere e quindi si inscrive nel quadro delle scienze dell’educazione, prima
fra tutte la pedagogia. Il fatto che la Didattica si inscriva nell’ambito delle scienze dell’educazione,
non significa che essa sia subordinata alla pedagogia (anche se originariamente era così), ma solo
che instauri con essa un rapporto di interazione. In effetti l’affermazione della Didattica come
ambito disciplinare epistemologicamente autonomo, sta determinando l’emancipazione dalla
tradizione pedagogica, ancora ancorata alla sfera teorica e quindi non in grado di affrontare i
problemi concreti e operativi.
La Didattica è dunque una scienza dell’educazione, che in quanto tale ha:
un proprio OGGETTO = L’insegnamento. L’insegnamento mira all'apprendimento.
L’azione insegnativa, anche se mira all’acquisizione ( di conoscenze, di abilità, di valori), non ha la
pretesa di produrre direttamente effetti di apprendimento. Se così fosse, esso sarebbe riconducibile
all’addestramento o all’indottrinamento. L’insegnamento, invece, costruisce delle “mediazioni”,
produce il “pupilling” o lo “studenting”( volendo utilizzare le parole di Fenstermacher), cioè
predispone le capacità ed i mezzi affinché il soggetto apprenda. L’apprendimento non è quindi
determinato dall’insegnante, ma è prerogativa dell’alunno e si verifica solo con il libero consenso di
quest’ultimo.
Questa azione di mediazione avviene in:
un CAMPO ben preciso = costituito dai luoghi formali come la scuola, dai non formali e
informali.
Affinché quest’azione si efficace la didattica si avvale di
una METODOLOGIA per la ricerca, che si avvale di modelli di indagine (qualitativi e
quantitativi) e metodi di ricerca. Vi è il metodo sperimentale, orientato all’innovazione didattica; il
metodo della la ricerca-azione; il metodo clinico; l’osservazione partecipata e quindi, il lavoro sul
campo; l’analisi delle pratiche di insegnamento e molti altri ancora.
La Didattica e le Didattiche disciplinari => Bisogna distinguere la Didattica "generale " dalla
molteplicità di didattiche differenziate dipendenti dai singoli contenuti disciplinari. Se è vero che
per poter insegnare occorre necessariamente conoscere il quid, ovvero il “che cosa” insegnare (e
quindi il sapere disciplinare), è anche vero che la Didattica non può risolversi, o meglio dissolversi,
nelle “didattiche”, quindi nei singoli contenuti disciplinari. Il rischio di un insegnamento incentrato
esclusivamente sui contenuti disciplinari orienta l’insegnamento sui paradigmi della “consegna”
(dei contenuti), della “ripetizione” (dei dati) e della “memorizzazione”(delle nozioni) e presuppone
che la testa dello studente sia una “tabula rasa” sulla quale è necessario imprimere dei record.
Un esempio evidente di tale modalità d’insegnamento, si riscontra nel caso in cui molti alunni
conoscono le regole grammaticali ma non “sanno l’italiano”. Questi limiti del contenutismo
riconoscono da un lato l’insostenibilità dell’autonomia delle didattiche disciplinari dalla Didattica e,
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Anteprima

Introduzione alla Didattica

Il concetto di didattica occupa ormai un posto fondamentale nel quadro della discussione culturale e pedagogica contemporanea. Questo manuale intende offrire un compendio di nozioni fondamentali riguardanti la Didattica, cioè quell' ambito del sapere scientifico che studia, teorizza e formalizza l'insegnamento-apprendimento.

È necessario, però, innanzitutto distinguere la "Didattica" (con la lettere maiuscola) dalla "didattica" (con la lettera minuscola).

  1. La didattica è l'insegnamento, quindi l'insegnare, il fare, la pratica educativa (risponde alla domanda "come faccio?")
  2. La Didattica è la scienza dell'insegnamento, sapere sull'insegnamento, teoria dell'insegnamento => essendo teorizzazione dell'insegnamento è volta a definire il concetto di insegnamento ( risponde quindi alla domanda "cos'è?")

Capitolo 1: La Didattica

(Il primo capitolo parte dal termine "Didattica" per approdare al concetto di "sapere sull'insegnamento", senza trascurare il rapporto imprescindibile tra Didattica e pedagogia.

Il Termine "Didattica"

Il termine "didattica" deriva dal greco didaskein, che significa insegnare. Nonostante la parola in greco presenti una serie di varianti, che si riferiscono alla scuola (didaskaleion), all'insegnante (didaskalos) ecc, non la si può intendere in senso strettamente pedagogico. In effetti il "didattico" era un genere letterario, relativo all'epos greco (che si proponeva di impartire nozioni relative a diversi ambiti): l'esempio più significativo è il poema didascalico di Esiodo (Opere e Giorni) che contiene teorie sulla giustizia, la navigazione, l'agricoltura ecc. Il termine continuò a designare un genere letterario in epoca romana (didascalie in versi di Pomponio Attico), e mantenne questo significato, anche se con qualche variazione di accento, nel Medioevo fino all'età Moderna.

Il termine venne alla ribalta in senso puramente pedagogico nel 17 esimo sec: in una relazione di Wolfgang Ratke, scritta durante la Dieta di Francoforte, il termine "didattica" fu adoperato per la prima volta nell'accezione di "arte dell'insegnamento". Dai testi di Ratke attinse Comenio con la sua nota Didactica Magna.

La Didattica come Scienza Autonoma

La Didattica ha dovuto aspettare molto affinché potesse essere considerata una scienza autonoma a pieno titolo , con un proprio statuto epistemologico. Le ragioni di questo ritardo sono disparate:

  • Innanzitutto vi è l'abitudine, proveniente da un'errata lettura del neoidealismo, di considerare l'atto didattico separato dal contesto nel quale si colloca. È inoltre effetto del sofisma gentiliano che identificava il sapere con il saper insegnare
  • Un altro motivo è la tendenza della cultura occidentale di concepire la didattica esclusivamente come sapere pratico-operativo.

Successivamente si è compreso che, conoscere il "cosa" e il "come" si impara ( cioè le materie di studio e la psicologia dell'apprendimento), non equivale a sapere "che cosa" e "come" si deve insegnare. Questo perché un conto è ciò che si vuole che accada ( l'apprendimento ), altro è quello che si fa affinché esso accada realmente ( insegnamento).

This document is available on studocu Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)La DIDATTICA ha tre configurazioni. Essa è :

  • Sapere sull'insegnamento;
  • Sapere professionale
  • Scienza pedagogica.

La Didattica come Sapere sull'Insegnamento

La Didattica è intesa come sapere sull'insegnamento, in quanto analizza tutto ciò che si fa affinché un soggetto, che voglia imparare, apprenda conoscenze relative ai diversi saperi, di solito disciplinari. Questo significa che la Didattica è strettamente connessa alla questione del "senso" dell'insegnare e dell'apprendere e quindi si inscrive nel quadro delle scienze dell'educazione, prima fra tutte la pedagogia. Il fatto che la Didattica si inscriva nell'ambito delle scienze dell'educazione, non significa che essa sia subordinata alla pedagogia (anche se originariamente era così), ma solo che instauri con essa un rapporto di interazione. In effetti l'affermazione della Didattica come ambito disciplinare epistemologicamente autonomo, sta determinando l'emancipazione dalla tradizione pedagogica, ancora ancorata alla sfera teorica e quindi non in grado di affrontare i problemi concreti e operativi.

La Didattica è dunque una scienza dell'educazione, che in quanto tale ha:

  • un proprio OGGETTO = L'insegnamento. L'insegnamento mira all'apprendimento. L'azione insegnativa, anche se mira all'acquisizione ( di conoscenze, di abilità, di valori), non ha la pretesa di produrre direttamente effetti di apprendimento. Se così fosse, esso sarebbe riconducibile all'addestramento o all'indottrinamento. L'insegnamento, invece, costruisce delle "mediazioni", produce il "pupilling" o lo "studenting"( volendo utilizzare le parole di Fenstermacher), cioè predispone le capacità ed i mezzi affinché il soggetto apprenda. L'apprendimento non è quindi determinato dall'insegnante, ma è prerogativa dell'alunno e si verifica solo con il libero consenso di quest'ultimo.

Questa azione di mediazione avviene in:

  • un CAMPO ben preciso = costituito dai luoghi formali come la scuola, dai non formali e informali.

Affinché quest'azione si efficace la didattica si avvale di

  • una METODOLOGIA per la ricerca, che si avvale di modelli di indagine (qualitativi e quantitativi) e metodi di ricerca. Vi è il metodo sperimentale, orientato all'innovazione didattica; il metodo della la ricerca-azione; il metodo clinico; l'osservazione partecipata e quindi, il lavoro sul campo; l'analisi delle pratiche di insegnamento e molti altri ancora.

Didattica Generale e Didattiche Disciplinari

La Didattica e le Didattiche disciplinari => Bisogna distinguere la Didattica "generale " dalla molteplicità di didattiche differenziate dipendenti dai singoli contenuti disciplinari. Se è vero che per poter insegnare occorre necessariamente conoscere il quid, ovvero il "che cosa" insegnare (e quindi il sapere disciplinare), è anche vero che la Didattica non può risolversi, o meglio dissolversi, nelle "didattiche", quindi nei singoli contenuti disciplinari. Il rischio di un insegnamento incentrato esclusivamente sui contenuti disciplinari orienta l'insegnamento sui paradigmi della "consegna" (dei contenuti), della "ripetizione" (dei dati) e della "memorizzazione"(delle nozioni) e presuppone che la testa dello studente sia una "tabula rasa" sulla quale è necessario imprimere dei record.

Un esempio evidente di tale modalità d'insegnamento, si riscontra nel caso in cui molti alunni conoscono le regole grammaticali ma non "sanno l'italiano". Questi limiti del contenutismo riconoscono da un lato l'insostenibilità dell'autonomia delle didattiche disciplinari dalla Didattica e, 2 Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)dall'altro, l'autonomia della Didattica, che non può dissolversi nella molteplicità di didattiche differenziate.

Il vero "viaggio" di conoscenza che l'insegnamento organizza non può essere limitato ad accrescere quantitativamente le conoscenze, ma deve essere rivolto a stimolare le esigenze di criticità, di riflessione, di consapevolezza e di curiosità, rivolto a rispondere ai vari perché circa quanto si viene acquisendo, cosicché, gradualmente, le conoscenze assimilate diventino per lo studente fattori essenziali della sua capacità di giudizio, che in seguito eserciterà dei diversi contesti cognitivi e pratico-operativi. La Didattica, quindi, si preoccupa di offrire, attraverso ciascuna materia di studio, un contributo allo sviluppo dell' "umano": deve promuovere e sostenere, nel soggetto che apprende, l'impegno delle sue qualità e capacità, favorirne la misura-scelta degli atteggiamenti personali, alimentarne la prospettazione degli orizzonti progettuali, auto-scoprirsi, conoscersi, accettarsi e auto progettarsi. Le discipline apprese acquistano così un significato, un senso: diventano lo strumento di impegno ermeneutico (interpretativo), di protagonismo critico, di coraggio euristico. In questo senso l'insegnamento si configura come una vera e propria costruzione di una "macchina didattica", che comporta le funzioni di:

  • stimolazione cognitiva e metacognitiva;
  • calibratura delle richieste di studio;
  • incentivazione affettiva attraverso il compito di apprendimento;
  • supporto nelle varie fasi;
  • diversificazione della proposta di insegnamento.

Ne consegue che il compito dell'insegnante non possa esaurirsi in una "bella spiegazione", ma deve consistere:

  • nell'aiutare lo studente a elaborare conoscenze significative, che hanno un senso per il suo progetto di uomo;
  • nell' esplicitare allo studente quali operazioni mentali dovrà impiegare di fronte alla soluzione di un compito;
  • nella consapevolezza che ogni studente possiede una sua "autobiografia cognitiva ";
  • nell' alimentare il conversare e il dialogare, e quindi il domandare e non l'interrogare in funzione dell'ottenimento di una sola risposta;
  • nell'incrementare la problematizzazione = > come scoperta di altri interrogativi e incoraggiare l'euristicità = > educare a pensare.

Riassumendo: il sapere disciplinare è un sapere necessario a chi insegna ma non sufficiente. Occorre un altro sapere, quello didattico, che studia l'insegnamento e cerca di teorizzarlo, analizzando il rapporto fra obiettivi, contenuti, mezzi ed esiti dell'insegnare e perciò i significati dell'apprendere, quindi tutto quello che comporta:

  1. analisi-interpretazione del contesto: analisi del contesto-classe sotto il profilo storico, sociale, culturale, economico;
  2. lettura dell'organizzazione: teorizza il modo di organizzare i percorsi formativi, coordinamento, team, collegialità.
  3. controllo dell'accountability: che consiste nel controllare e verificare le proposte didattiche teorizzate.

La Didattica come Sapere Professionale

La Didattica si configura anche come sapere professionale, cioè come sapere dell'insegnante. Per chiarire cosa questo significhi, è importante innanzitutto distinguere il concetto di "mestiere", da quello di "professione": per "mestiere" si intende l'insieme delle capacità di realizzare un'attività professionale che si è acquisita e affinata col tempo, nell'esercizio pratico; per "professione" si intende non solo la padronanza della messa in pratica di un'attività, ma anche la capacità di collegarsi ad un "corpus" di riferimenti teorici da cui derivano le basi per lo svolgimento del lavoro che, al tempo stesso, si contribuisce ad arricchire attraverso la realizzazione del lavoro e la 3 This document is available on studocu Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)

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