Documento dall'Università sulla didattica come scienza dell'insegnamento. Il Pdf esplora le configurazioni e metodologie didattiche, come il cooperative learning e l'insegnamento multimediale, fornendo una panoramica completa delle teorie e pratiche contemporanee per lo studio universitario.
Mostra di più21 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Il concetto di didattica occupa ormai un posto fondamentale nel quadro della discussione culturale e pedagogica contemporanea. Questo manuale intende offrire un compendio di nozioni fondamentali riguardanti la Didattica, cioè quell' ambito del sapere scientifico che studia, teorizza e formalizza l'insegnamento-apprendimento.
È necessario, però, innanzitutto distinguere la "Didattica" (con la lettere maiuscola) dalla "didattica" (con la lettera minuscola).
(Il primo capitolo parte dal termine "Didattica" per approdare al concetto di "sapere sull'insegnamento", senza trascurare il rapporto imprescindibile tra Didattica e pedagogia.
Il termine "didattica" deriva dal greco didaskein, che significa insegnare. Nonostante la parola in greco presenti una serie di varianti, che si riferiscono alla scuola (didaskaleion), all'insegnante (didaskalos) ecc, non la si può intendere in senso strettamente pedagogico. In effetti il "didattico" era un genere letterario, relativo all'epos greco (che si proponeva di impartire nozioni relative a diversi ambiti): l'esempio più significativo è il poema didascalico di Esiodo (Opere e Giorni) che contiene teorie sulla giustizia, la navigazione, l'agricoltura ecc. Il termine continuò a designare un genere letterario in epoca romana (didascalie in versi di Pomponio Attico), e mantenne questo significato, anche se con qualche variazione di accento, nel Medioevo fino all'età Moderna.
Il termine venne alla ribalta in senso puramente pedagogico nel 17 esimo sec: in una relazione di Wolfgang Ratke, scritta durante la Dieta di Francoforte, il termine "didattica" fu adoperato per la prima volta nell'accezione di "arte dell'insegnamento". Dai testi di Ratke attinse Comenio con la sua nota Didactica Magna.
La Didattica ha dovuto aspettare molto affinché potesse essere considerata una scienza autonoma a pieno titolo , con un proprio statuto epistemologico. Le ragioni di questo ritardo sono disparate:
Successivamente si è compreso che, conoscere il "cosa" e il "come" si impara ( cioè le materie di studio e la psicologia dell'apprendimento), non equivale a sapere "che cosa" e "come" si deve insegnare. Questo perché un conto è ciò che si vuole che accada ( l'apprendimento ), altro è quello che si fa affinché esso accada realmente ( insegnamento).
This document is available on studocu Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)La DIDATTICA ha tre configurazioni. Essa è :
La Didattica è intesa come sapere sull'insegnamento, in quanto analizza tutto ciò che si fa affinché un soggetto, che voglia imparare, apprenda conoscenze relative ai diversi saperi, di solito disciplinari. Questo significa che la Didattica è strettamente connessa alla questione del "senso" dell'insegnare e dell'apprendere e quindi si inscrive nel quadro delle scienze dell'educazione, prima fra tutte la pedagogia. Il fatto che la Didattica si inscriva nell'ambito delle scienze dell'educazione, non significa che essa sia subordinata alla pedagogia (anche se originariamente era così), ma solo che instauri con essa un rapporto di interazione. In effetti l'affermazione della Didattica come ambito disciplinare epistemologicamente autonomo, sta determinando l'emancipazione dalla tradizione pedagogica, ancora ancorata alla sfera teorica e quindi non in grado di affrontare i problemi concreti e operativi.
La Didattica è dunque una scienza dell'educazione, che in quanto tale ha:
Questa azione di mediazione avviene in:
Affinché quest'azione si efficace la didattica si avvale di
La Didattica e le Didattiche disciplinari => Bisogna distinguere la Didattica "generale " dalla molteplicità di didattiche differenziate dipendenti dai singoli contenuti disciplinari. Se è vero che per poter insegnare occorre necessariamente conoscere il quid, ovvero il "che cosa" insegnare (e quindi il sapere disciplinare), è anche vero che la Didattica non può risolversi, o meglio dissolversi, nelle "didattiche", quindi nei singoli contenuti disciplinari. Il rischio di un insegnamento incentrato esclusivamente sui contenuti disciplinari orienta l'insegnamento sui paradigmi della "consegna" (dei contenuti), della "ripetizione" (dei dati) e della "memorizzazione"(delle nozioni) e presuppone che la testa dello studente sia una "tabula rasa" sulla quale è necessario imprimere dei record.
Un esempio evidente di tale modalità d'insegnamento, si riscontra nel caso in cui molti alunni conoscono le regole grammaticali ma non "sanno l'italiano". Questi limiti del contenutismo riconoscono da un lato l'insostenibilità dell'autonomia delle didattiche disciplinari dalla Didattica e, 2 Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)dall'altro, l'autonomia della Didattica, che non può dissolversi nella molteplicità di didattiche differenziate.
Il vero "viaggio" di conoscenza che l'insegnamento organizza non può essere limitato ad accrescere quantitativamente le conoscenze, ma deve essere rivolto a stimolare le esigenze di criticità, di riflessione, di consapevolezza e di curiosità, rivolto a rispondere ai vari perché circa quanto si viene acquisendo, cosicché, gradualmente, le conoscenze assimilate diventino per lo studente fattori essenziali della sua capacità di giudizio, che in seguito eserciterà dei diversi contesti cognitivi e pratico-operativi. La Didattica, quindi, si preoccupa di offrire, attraverso ciascuna materia di studio, un contributo allo sviluppo dell' "umano": deve promuovere e sostenere, nel soggetto che apprende, l'impegno delle sue qualità e capacità, favorirne la misura-scelta degli atteggiamenti personali, alimentarne la prospettazione degli orizzonti progettuali, auto-scoprirsi, conoscersi, accettarsi e auto progettarsi. Le discipline apprese acquistano così un significato, un senso: diventano lo strumento di impegno ermeneutico (interpretativo), di protagonismo critico, di coraggio euristico. In questo senso l'insegnamento si configura come una vera e propria costruzione di una "macchina didattica", che comporta le funzioni di:
Ne consegue che il compito dell'insegnante non possa esaurirsi in una "bella spiegazione", ma deve consistere:
Riassumendo: il sapere disciplinare è un sapere necessario a chi insegna ma non sufficiente. Occorre un altro sapere, quello didattico, che studia l'insegnamento e cerca di teorizzarlo, analizzando il rapporto fra obiettivi, contenuti, mezzi ed esiti dell'insegnare e perciò i significati dell'apprendere, quindi tutto quello che comporta:
La Didattica si configura anche come sapere professionale, cioè come sapere dell'insegnante. Per chiarire cosa questo significhi, è importante innanzitutto distinguere il concetto di "mestiere", da quello di "professione": per "mestiere" si intende l'insieme delle capacità di realizzare un'attività professionale che si è acquisita e affinata col tempo, nell'esercizio pratico; per "professione" si intende non solo la padronanza della messa in pratica di un'attività, ma anche la capacità di collegarsi ad un "corpus" di riferimenti teorici da cui derivano le basi per lo svolgimento del lavoro che, al tempo stesso, si contribuisce ad arricchire attraverso la realizzazione del lavoro e la 3 This document is available on studocu Scaricato da Andree Cirillo (andreecirillo0@gmail.com)