Documento dall'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria sulla meccanizzazione forestale. Il Pdf, un appunto universitario, descrive i livelli di meccanizzazione, i sistemi di utilizzazione forestale e i tipi di motori, fornendo un quadro completo per lo studio della materia.
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Lo scopo dei lavori in bosco è la coltivazione dello stesso per ottenere la massima resa in efficienza protettiva, dell'ambiente in generale, produttiva e sociale. A tal fine tutti i lavori vanno condotti nel miglior modo e più economico, tenendo presenti tutte le esigenze del bosco, come l'impiego di attrezzi, l'organizzazione dei lavori, il miglioramento delle reti viabili e la sostituzione dell'energia dell'uomo con quella di macchine. Questo ultimo provvedimento è detto meccanizzazione. Essa comporta il rischio di inconvenienti se non si ricorre ad essa in modo razionale:
in esso non vengono utilizzate macchine forestali, quindi si ricorre all'utilizzo di macchine costruite per altri scopi e adottate per i lavori in bosco. Per tali lavori si utilizzano i sistemi tradizionali e l'unica macchina forestale utilizzata è la motosega.
le macchine già presenti vengono modificate ed equipaggiate con attrezzature specifiche in modo da renderle idonee per i lavori forestali.
I vantaggi del primo livello sono: il costo contenuto delle macchine e il mantenimento dei sistemi di lavoro tradizionali. Gli svantaggi invece sono: incrementi di produttività non rilevanti e limitate possibilità di impiego di questi mezzi in condizioni difficili.
a questo livello si ha l'impiego di macchine specializzate costruite per i lavori forestali in determinate condizioni come gru a cavo, trattori specializzati, cippatrici ecc. I vantaggi di questo livello consistono nella possibilità di conseguire produttività elevate anche operando in condizioni difficili. Gli svantaggi invece sono i costi elevati delle macchine e la modifica dei sistemi tradizionali con l'impiego di personale specializzato.
consiste nell'impiego di macchine operatrici combinate, vale a dire in grado di svolgere molteplici fasi di lavorazione: Processors (macchine che sramano e depezzano), Arvester (abbattitrici e allestitrici), Forwarder (carico, concentramento e scarico). I vantaggi consistono nella possibilità di conseguire produttività molto elevate, invece gli svantaggi sono i costi di acquisto elevatissimi, personale specializzato, limitazione della selvicoltura a interventi schematici e utilizzo di questi mezzi solo in condizioni del bosco favorevoli. Il terzo livello si sviluppa secondo due diversi modelli:
Esistono diversi sistemi di utilizzazione forestali:
LE FASI DI LAVORO DI UTILIZZAZIONE SONO:
Nella scelta del sistema di lavoro incidono diversi fattori che sono:
fa riferimento al tipo di utilizzazione e può essere: debole (diradamenti, tagli fitosanitari < di 30 m3/ha), medio (diradamenti forti, tagli di curazione, 30-80 m3/ha) forte (tagli di maturità, taglio raso, > di 80 m3/ha).
piccole dimenzioni (d <20 cm), medio (d tra 20 e 40 cm), grandi dimenzioni (d > 40 cm).
I motori sono dispositivi che forniscono energia meccanica assorbendo energia sotto altra forma. I più diffusi sono quelli termici, che sfruttano l'energia termica prodotta da una combustione (reazione chimica di un combustibile con l'ossigeno dell'aria che avviene con sviluppo di calore). Essi si dividono in:
Il motore è costituito da un corpo centrale detto MONOBLOCCO. Al suo interno ci sono i cilindri dentro ai quali scorrono i PISTONI, attaccati alla BIELLA che a sua volta è collegata all'ALBERO MOTORE. Nella parte superiore del monoblocco è situata la TESTATA, una sorta di coperchio in alluminio o ghisa che chiuse la parte superiore dei cilindri, nella quale ci sono 4 VALVOLE, una per ogni cilindro, che si aprono e si chiudono in modo alternato e permettono il movimento dei pistoni. Nella parte inferiore invece è situata la COPPA DELL'OLIO. Il pistone nella parte superiore ha delle scalanature sul lato delle fasce raschiaolio e nella parte bassa c'è lo spinotto che collega il pistone al piede della biella. Il pistone quando arriva nel punto più alto, detto punto morto superiore, va a formare la camera di combustione, cioè lo spazio tra la parte superiore del pistone e la testata. Le valvole della testata sono collegate ad un albero a CAMME, alla cui estremità è situata una cinghia che lo collega all'albero motore, dal quale riceve il moto.
La successione delle fasi che si ripetono nel cilindro è la seguente:
Nella pratica queste fasi possono essere raggruppate a seconda che si tratti di motori a due o a quattro tempi. Nei motori a due tempi abbiamo una fase attiva (espanzione) ogni giro dell'albero motore, cioè il ciclo di lavoro per una combustione si compie in due corse del pistone.
Nei quattro tempi invece il ciclo di lavoro per una combustione si compie in quattro corse del cilindro
In questo motore durante ogni corsa del pistone si verificano due fasi:
Nei motori a scoppio l'alimentazione è divisa in due fasi: